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Conoscenza di termini su Magia

 Studio per la conoscenza dei termini che spesso utilizziamo senza conoscere, senza sapere, senza capire. Per me è stato molto utile per comprendere tutti gli scritti che ho dovuto depositare per la conoscenza della vita spirituale dei membri delle varie Comunità della divina Misericordia.

 Sono stato spinto a questo lavoro personale per comprendere le Comunicazioni spirituali dell’Opera della Divina Misericordia per Vox.

Questo lavoro personale serva per comprendere quanto viene detto in più parti dalla Voce, tenendo conto dell’esperienza comunitaria con le persone bisognose di aiuto, di guarigione e di liberazione.

Lo studio non venga considerato una cosa inutile, perché è l’apertura naturale ai molti discorsi che sono stati fatti e vengono ancora fatti nelle situazioni delle persone in lotta con la realtà spirituale o per Dio o contro Dio.

                                                                                                   Risultati immagini per Conoscenza di alcuni termini Sulla Magia

P.A.S.

Appunti

 Conoscenza di alcuni termini

di uso più frequente

ma non ben compresi

Sulla Magia

 

Non c’è alcun male nell’accogliere simili conoscenze, poiché è proprio in tal modo che esse possono essere sbaragliate.

E’ scorretto pensare questo di uno o di un’altra. Ma è bene conoscere tale verità.

  

Personale Per solo PAS

(Documenti)

 

(Agg. 13/9/1999)

 

Le nostre conoscenze magiche

 

Magia è «L'arte che pretende o che è ritenuta produrre degli effetti mediante l'assistenza di esseri soprannaturali o con forze segrete della natura» (Webster).

 

«Arte di dominare le forze occulte della natura e di sottoporle al proprio potere per sfruttare la loro potenza a beneficio o a maleficio di uomini e animali» (Zingarelli 1999).

 

I nostri atti possono essere considerati magici a tutti gli effetti, qualora noi intendiamo porre rimedio ai nostri mali con l'uso di sacramenti e sacramentali, senza una vera comunione celeste con Dio, gli angeli, i santi, la Madonna, dando valore ed effetto all'atto indipendentemente dalla comunione con Dio, dal nostro cambiamento di vita.

Così come i maghi utilizzano per i loro riti l'acqua lustrale, il sale, l'olio, l'incenso, la mirra, anche noi facciamo altrettanto. L'atto sacro dà valore all'intervento di Dio nella nostra azione. L'atto magico lascia valore allo stesso atto, alla stessa preghiera. In quest'ultimo caso colui che interviene non è Dio, ma il maligno.

La magia mesopotamica si fondava sulla credenza che quasi tutti i dolori umani sono causati dai demoni. I demoni aggrediscono l'uomo, non per la loro malizia, ma anche perché sono evocati dagli stregoni e dalle streghe.

Tutta la letteratura mesopotamica viene dai maghi del sacerdozio del tempio, che erano chiamati a liberare le vittime dal loro incantesimo. I sacerdoti-maghi erano una classe riconosciuta nella gerarchia del tempio.

Il rituale si basava sul valore magico di alcuni oggetti, colori, suoni, forme e figure materiali. Particolarmente efficaci erano il fuoco e l'acqua, gli elementi della purificazione.

L'oggetto o l'azione è magica, quando «è prodigioso, straordinario in sé o nell'effetto che provoca» (Zingarelli 1999).

 

E’ un rito magico il Battesimo offerto ai figli perché Dio lo benedica, perché la gente non dica che non l’ho fatto battezzare.

E’ rito magico la comunione fatta perché è domenica, perché è Pasqua, perché è la festa del paese, perché non ci può essere Messa senza comunione.

E’ rito magico la confessione fatta perché devo fare la comunione, perché devo fare il precetto, perché lo vuole il sacerdote prima della cresima, prima del matrimonio (prima del funerale no? Ma già si è morti). Basta, in questi casi, presentarsi al sacerdote per ricevere l’assoluzione.

E’ rito magico anche l’uso dei sacramentali per il mio dolore, per il malessere, per il capogiro, perché mi sento veramente male, perché non so più cosa fare, non so più a chi rivolgermi.

E’ magico portare un oggetto, un crocifisso, una croce, una corona addosso un'immagine per protezione, senza un vero e proprio rapporto personale, intimo con la realtà viva di un oggetto benevolmente irradiata dalla presenza angelica.

 

Bisogna andare in fondo alle cose.

Gli oggetti sono presenze angeliche nella nostra vita. Servono a mantenerci costantemente in comunione con loro per sconfiggere il demonio, per vivere in Dio, per vivere in comunione con la santissima Trinità.

 

Il Battesimo, nel pensiero della Chiesa, è immersione, emergere, risorgere, seppellimento.

 

«Che diremo dunque? Continuiamo a restare nel peccato perché abbondi la grazia? E‘ assurdo! Noi che già siamo morti al peccato, come potremo ancora vivere nel peccato? O non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Se infatti siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione. Sappiamo bene che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con lui, perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. Infatti chi è morto, è ormai libero dal peccato.

Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù» (Rom 6, 1-10).

 

«Per mezzo del Battesimo, essi, ottenuta la remissione di tutti i peccati, dalla condizione umana in cui nascono sono trasferiti allo stato di figli adottivi; rinascendo dal­l’acqua e dallo Spirito Santo diventano nuova creatura: per questo vengono chiamati e sono realmente figli di Dio. Così, incorporati a Cristo, sono costituiti in popolo di Dio. Nella confermazione, che li segna con lo Spirito Santo, dono del Padre, i battezzati ricevono una più profonda configurazione a Cristo e una maggiore abbondanza di Spirito Santo, per essere capaci di portare al mondo la testimonianza dello stesso Spirito fino alla piena maturità del corpo di Cristo.

Infine, partecipando all’assemblea eucaristica, i fedeli man­giano la carne del Figlio dell’Uomo e bevono il suo sangue per ricevere la vita eterna e manifestare l’unità del popolo di Dio.

Offrendo se stessi con Cristo, s’inseriscono nell’universale sacrificio, che è tutta l’umanità redenta offerta a Dio per mezzo di Cristo, sommo sacerdote; e pregano il Padre che effonda più largamente il suo Spirito, perché tutto il genere umano formi l’unica famiglia di Dio» (Rit n. 2, pp. 15-16).

 

I sacramenti in genere sono «far memoria», rivivere il mistero, renderlo vivo per il singolo.

Così anche il rosario, non è una serie di Ave, ma un chiedere perdono al Signore per averlo offeso (I), nel chiedere perdono così come il buon ladrone sulla croce e crocifisso con Gesù (II), un far rivivere la presenza di Maria, Madre nostra, nella nostra vita (III), un reimmergersi nel sangue di Cristo (IV) e un porsi fra le braccia di Maria, con il Cristo morto, e noi morti alla grazia per risorgere e rivivere con Cristo in Dio Padre (V).

E il sacramento della Penitenza è la ripresa del cammino verso il cielo di Dio.

Il desiderio di alleviare la nostra sofferenza a qualsiasi costo ci fa ricorrere subito a un rimedio. Se i medici non ce l’hanno, dobbiamo arrivare lo stesso e crediamo a chiunque ci promette una soluzione, anche al sacerdote, anche al mago, anche all’erborista. Bisogna subito trovare una soluzione.

Sappiamo, invece, che il Signore vuole che noi accettiamo con lui la sofferenza e i guai della vita, perché è l’unica cosa che ci mette in sua comunione, che ci fa partecipare al mistero della redenzione. E' con la sofferenza, in proprio, che si fa memoria della passione e morte di Cristo, ma con la nostra sofferenza intimamente accettata e partecipata.

 

Io con la forza della volontà, con questi strumenti che ho in mano e che ho sperimentato posso alleviare il mio dolore, la mia sofferenza e riuscire a dominare il mio male.

Non subentra forse, in questo ragionamento, l’atto di superbia, quando si esclude Dio dalla nostra azione, quando si pone l’efficacia di determinate azioni e oggetti nelle azioni stesse e negli oggetti?

La Comunione senza comunione con Cristo è senza frutto.

L’invocazione degli spiriti santi, degli angeli deve essere fatta a dovere, perché, anche nella magia, si fa menzione di Michael, Raffael, Elohim; si utilizzano i nomi divini, i termini scritturistici.

Si utilizza anche l’Eucaristia come forza positiva da porre accanto a quella negativa per una maggiore efficacia.

Invece per noi, l'Eucaristia, è e deve essere qualcosa di più, Cristo in persona, che irradia il nostro corpo per trasformarlo e prepararlo alla vita eterna, per farci vivere in lui in una luce sempre più intensa e nuova e trasformante e ionizzante vita eterna.

 

Il pentaclon.

 «Il pentaclon è un oggetto illusorio che serve di schermo protettivo a maghi e stregoni.

Esso è convalidante la presenza del nemico di Dio in chi lo porta o lo indossa, in quanto è un oggetto raffigurante le cinque specie sottostanti l’autorevolissima presenza demoniaca che è al di sopra di tutti i generi di infausta presenza.

Tale oggetto più che talismano è un oggetto di contrastante operosità, nel senso che manomette tutte le radiazioni positive che possono essere di costruttiva formulazione nei riguardi di operanti azioni negative.

E’ perciò uno scudo protettivo ed anche offensivo e impedisce a chi si trova nella sua area di definita azione una costruttiva presenza di opposizione.

Nel pentaclon sono disegnati dei sigma e dei tau che, deplorando la presenza del santissimo e divinissimo Iddio, incidono in tale oggetto la satanica presenza insieme alla turbolenta azione di Odino, di Cunchitor, di Caomut, di Ionoin, di Cuntomin. Amen» (Da Vox 291096D, n. 2).

 

Utilizzo degli angeli nella magia.

«Gli angeli non possono essere da alcuna potenza magica superiore o inferiore strumentalizzati, poiché il Signore Iddio ha posto sigilli di definita posizione estrema fra noi e gli angeli del buio.

Essi non vacillano se non per nostra volontà».

Per questo sia presente quale violenza sia imposta dalle magie utilizzando nomi che sono dei nostri, perché vengano camuffate violenze indicibili.

Sotto la specie di Michele si nasconde la violenza più diffamante che è quella di Satana e di contra sotto la nominata presenza di Gabriele la effimera presenza di Cunchitor, mentre sotto l’immagine scolpita di Raffaele la presenza succedànea del violentissimo Odìno.

Tali nomi da noi prestati possono tuttavia essere cambiati ogni qualvolta il mago nella presenza autorevolissima della magia si serve dei nomi per utilizzarli a scopo di arti magiche» (Da Vox 291096D, n. 3).

 

I passi della Scrittura nella magia.

 «La presenza in simili rituali di passi della sacra Scrittura o di nomi come quelli testé citati sono esplicitamente dei falsificanti mezzi per introdurre all’interno della Chiesa, e quindi della parola di Dio, le esecranti operazioni sataniche» (Da Vox 251096D, n. 22).

 

Le tre Magie.

Nell’occultismo tradizionale per Magia Nera s’intende la magia del male (dia­bolica), e per Magia Bianca quella del bene (angelica). Della Rossa esistono sol­tanto vaghi e fumosi accenni.

Il colore, usato alle due magie antitetiche, ha esclusivamente un valore icono­grafico mistico, che pone Satana nelle tenebre e Dio nella luce, come dire che il Demonio è nell’ignoranza e il Signore nella conoscenza.

Nell’Alta Magia, invece, il nero sta per “interiorizzazione” e il bianco per “esteriorizzazione”, da ricollegare esotericamente ai termini di “microcosmo” e “macrocosmo”, scientificamente all’“infinitesimale” e all’“immenso” (lo studio della materia profonda e dell’universo) e filosoficamente all’“invisibile” e al “vi­sibile”: due aspetti che per l’Alta Magia sono regolati da una stessa legge e costi­tuiti da una stessa sostanza.

 

La Magia Rossa sarebbe il terzo elemento di una triade che contiene anche la Nera e la Bianca.

Nella Magia Rossa, quindi, risiede la realtà dinamica dell’esistere di ogni co­sa. Il rosso è il simbolo dell’accensione folgorante di questa realtà.

La Magia Rossa offre al Mago la possibilità di superare e sintetizzare le due prime magie per farne una sola e produrre il dinamismo magico: sarebbe come usare il bastone e la carota per far camminare l’asino altrimenti fermo.

Questo concetto cozza con quelli di una magia popolare religiosa che vede il Male nel solo male e il Bene nel solo bene. Ma è un concetto senz’altro più atti­guo alla realtà che viviamo.

 

Il nero simboleggerebbe l’oscurità congelante, il rosso la luce infocante, men­tre la Magia Bianca si colloca come ultimo gradino di una scala gerarchica di va­lori etici: la Nera (il dubbio), la Rossa (la folgorazione), la Bianca (la conoscenza).

In questa scala, la Magia Bianca è considerata come neutra, uno stato di a­passionalità conoscitiva.

Nella magia cerimoniale, infatti, il mago distruttore veste una tunica nera (mago nero), il costruttore una tunica rossa (mago rosso) e il Mago (il saggio) quella bianca, simbolo di purezza razionale.

Ricapitolando, abbiamo tre diverse impostazioni cromatiche della Magia:

 

  1. Quella tradizionale mistica popolare che divide la Magia in due settori com­pletamente distinti tra loro: la Magia Nera quella del male (satanica) e la Magia Bianca quella del Bene (divina). Questo tipo di magia (detta magia bassa o strego­neria) non si attiene ad alcun riferimento reale e poggia solo su aspetti religiosi.

 

  1. Quella ortodossa (Alta Magia), che tiene conto delle funzioni esplicate:

Magia Nera: lunare-dissolutrice;

Magia Rossa: solare-formatrice;

Magia Bianca: mercuriale-neutra, che supera in un’unica magia le altre due, usata nella magia cerimoniale e per definire i colori dei tre ordini magici gerarchici.

Ricordiamo che il mercurio in magia viene simboleggiato, oltre che dal colore viola, anche da tutti i colori della scala cromatica che, se uniti, producono il bianco.

 

  1. Infine quella scientifica (Alta Magia moderna) che, pur tenendo presente la triade magica, usa i tre colori diversamente:

Magia Nera: polarità-negativa statica;

Magia Bianca: polarità positiva-statica;

Magia Rossa: polarità mista-dinamica.

L’Alta Magia moderna si basa sugli effetti della bipolarità antitetica universa­le delle forze fisiche e su una realtà unica dinamica in continua trasformazione, produttrice di energia. Essa è pertanto una Magia Unica, non mistica né gerarchi­ca, che senz’altro contiene i principi di una magia pratica scientifica del futuro (F. Rendhell, Roma, 1985; pp. 8-9).

 La stregoneria.

La stregoneria è stata il risultato delle eresie ma­giche scaturite dall’impatto con le religioni. Queste ultime, stravolgendo il rap­porto tra natura e Magia in un rapporto tra peccato e Magia, hanno seminato gramigna nel giardino dell’Eden. Inoltre il rapporto Magia-religione ha creato l’e­quivoco che ha allontanato gli scienziati moderni dalla prima, facendone solo un prodotto della superstizione mistica, ciò equivarrebbe a dire che Einstein è un Mago e il tecnico che ripara i televisori uno stregone.

Come la Magia ha subìto un’interpretazione teorico-spirituale falsata nel cor­so dei millenni, allo stesso modo e in misura ancora maggiore la stregoneria è stata completamente dissacrata nei suoi aspetti di pratica applicazione. Ecco perché, lentamente, la stregoneria ha sopraffatto la Magia durante la storia, facendo di un tecnico uno scienziato, e abbassando uno scienziato a livello di un tecnico (F. Rendhell, Roma, 1985; pp. 128-129).

 

“L’uomo, intuitivamente comprende che alcuni oggetti (di origine vegetale o animale) vibrano su determinate frequenze positive e con il loro contatto ne trae innumerevoli vantaggi.

Nel talismano l’influenza vibratoria è molto più grande ed estesa e si verifica un legame tra chi lo indossa e il talismano stesso, come se si fosse verificato uno sposalizio, un patto di mutuo aiuto tra l’uomo e le entità della natura che con la sostanza o simbolo del talismano stesso selezionano la giusta frequenza di vibranza.

La credenza, la fede, sono sicuramente il valido presupposto alla buona riuscita dell’azione pentaclica. Forse che le immagini dei Santi e i crocifissi dei credenti, non hanno un ruolo simile?

Il pentacolo è una idea scritta sotto forma simbolica, che, se riconosciuta dall’uomo (soggetto che lo indossa), è in grado di creare continue suggestioni subliminali atte a modificare le carenze per le quali il pentacolo è stato costruito (Rosy R.).

 

Tutto il creato si muove su fasi di attività e passività, di azione e di riposo, per il sole l’alba e il tramonto rappresentano il destarsi e l’assopirsi, l’inverno e l’estate, la Luna piena e quella nuova …

L’alternarsi delle forze della natura sono presenti in ogni essere, compreso l’uomo.

Nel nostro corpo i vari organi sono più attivi in alcuni momenti della giornata e meno in altri.

Le stagioni influenzano il nostro organismo. Così la primavera acutizza gli esaurimenti, crea spossatezza; la tarda estate agisce sul cuore; l’autunno sui polmoni. La luna regola il ciclo mestruale, agisce sulla crescita delle piante e anche su quella dei capelli.

Noi uomini siamo immersi in questa natura e dobbiamo quindi subirne gli effetti. Questo perfetto sincronismo è il risultato di forze sottili di quelle visibili, che sono le vere forze della natura rette da spiriti celesti (Rosy R.)

 

MAGIA BIANCA E NERA OPERATIVE

 

Tutti sanno che la magia bianca è quella che agisce per il bene e che la magia nera è quella che opera il male. L’una protegge, l’altra attacca, l’una è benefica, e l’altra nociva, l’una aiuta, l’altra distrugge.

Questa distinzione fra le due magie è antica quanto è antico il mondo e vi dico che esse sono della stessa natura, in quanto è solo lo scopo a cambiare.

Ecco perché conviene agire nella piena consa­pevolezza di sé, animati esclusivamente dal desiderio di fare del bene ed aiutare le perso­ne deboli ed incapaci di “vincere” da soli. Ricordando, però, che l’unico intento e fine è quello di migliorare il loro modo di vivere, affinché affrontino con successo le difficol­tà e gli ostacoli della propria vita quotidiana.

Ci sono i Rituali per la buona sorte, per la crescita dei campi, per la fortuna in affari, per i leganti affettivi, per guarire da un male, forse tante piccole Lourdes, o innumerevoli Madonne o mitici Arcangeli protettori.

 La Teurgia è una scienza segreta.

Dobbiamo ri­correre ad esperti conoscitori dei Ginn o spi­riti di natura. Salomone appunto sapeva invo­care e dominare tutti gli spiriti di natura del Fuoco, dell’Aria, dell’Acqua, della Terra.

Quante domande e misteri attorno ad una dimen­sione a cui possiamo rivolgerci, ma con le do­vute energie e volontà?

Volontà e fede incrollabili sono strumenti per operare miracoli ...

Tutto dipende dalla forza dell’operatore, dal mettere in moto queste energie psichiche. Non è certo facile, ma appunto grazie al rituale del fuoco, secondo il rito Mitriaco (documento conservato all’Arsenale di Parigi), è possi­bile mettere in moto tali forze che solo un abile pilota saprà dirigere a fin di bene, e mai lasciarsi dominare.

Ieri i Sacerdoti Egizi o i Lama tibetani, oggi i nuovi sacerdoti dell’anima, figli di una Chiesa Universale, membri tutti della Fratellanza Bianca, ovvero dei Figli della Luce, dell’Amo­re, che lottano contro i Figli della Tenebra della Morte, della Menzogna e del male (fisico), ­Benedizioni e maledizioni che bisogna saper fare nel modo e nel tempo opportuno, altrimenti, guai a chi opera

Invocazioni e preghiere quindi servono soprat­tutto a rafforzare il potere degli atti e dei riti magici che sono utilissimi in qualunque operazione magica.

Alla base della preghiera è la convinzione. Se essa manca non può esistere neppure la volontà, poiché non si può fare una determinata cosa se non si ha una certa fiducia nel suo esi­to.

E’ la volontà che fa superare tutti gli ostacoli e che fa vincere tutte le imprese, anche le più difficili (Rosy R.).

 

Magia.

Secondo gli intenti che muovono il mago, la magia può essere nera (egoismo) o bianca (disinteresse).

Nel primo caso, dicono i suoi seguaci, si acquisi­scono poteri enormi a discapito della propria indipendenza spiri­tuale: le potenze evocate pren­dono il sopravvento sul mago (è il senso del “vendere l’anima al diavolo”); nel secondo caso il processo è lento, iniziatico, ma il mago trionfa sulle forze de­moniache e le piega al volere positivo. Esiste anche l’Alta ma­gia cerimoniale che supera que­sta contraddizione nera-bianca e prepara alla partecipazione co­smica al volere divino.

Quattro le principali operazioni dell’alta magia: consacrazione (conferi­sce il potere del sacro), esecra­zione (scaccia le forze del male), invocazione (richiama una forza superiore), evocazione (richia­ma la forza superiore con un or­dine perentorio).

 

  1. - Magia.

 

Magia, nelle religioni non cristiane, è l’arte di dominare le forze della natura e della vita.

Non può essere considerata madre della scienza il cui progresso è dovuto a spirito di ricerca e ad arricchimento in seguito a vari tentati esperimenti.

La magia non suppone necessariamente l’opera di un mago.

Il mago interviene quando si richiede un’azione di dominio sulle forze della natura e della vita, a cui egli può comandare in virtù dei mezzi occulti di cui dispone per eredità o per investitura iniziatica.

Sotto questo aspetto la magia è del tutto diversa dalla religione, perché in questa il sacerdote, conscio della sua incapacità, supplica le Potenze superiori a concedere ciò che esse solo possono dare.

Un’altra differenza tra magia e religione è che questa, per mezzo del sacerdote rappresentante del suo gruppo, si preoccupa sempre di un fine sociale diretto al bene della comunità: scampo dai pericoli, da malattie, incremento del raccolto e del bestiame, vittoria sul nemico, anche se, per ottenere questo fine, si serve di un armamentario di gesti e formule di tipo magico, mentre il mago, temuto ma aborrito, agisce per un fine privato, che quasi sempre è diretto in danno altrui (Enc. Catt., p. 1825-1826).

 2– Tipi fondamentali della magia.

 

Due sono i tipi fondamentali di magia; essi muovono da due principi diversi: 1. il simile agisce sul simile; 2. La parte agisce sul tutto.

Nel primo caso si ha la magia imitativa, detta anche simbolica, in quanto l’atto magico è simbolo che riproduce ciò che si desidera; e omeopatia in quanto esso provoca lo stesso effetto sulla persona o cosa a cui è diretto, nel secondo caso si ha la magia simpatica, in quanto l’atto magico, compiuto sopra una parte o elemento appartenente a una data persona o cosa, provoca su questa l’effetto operato su detta parte o elemento; questa seconda specie di magia è detta contagiosa perché provocata dal contatto di cosa appartenente alla persona o oggetto da contagiare (Enc. Catt., p. 1827-1828).

 3– La vera magia.

 

La vera magia è solo quella privata, quella cioè le cui operazioni, dirette a fini privati di carattere in genere antisociale, il mago compie in virtù dei suoi speciali poteri (Enc. Catt., p. 1828).

 

  1. – Magia e teologia morale.

 

Secondo la teologia morale, per magia si intende l’arte di ottenere effetti, che sono o appaiono superiori alle loro cause naturali, e perciò sono o appaiono misteriosi.

Ci sono varie forme di magia.

La magia bianca consiste nei giochi di prestigio. Le è simile la magia naturale, nella quale però non si fanno scherzi, ma cose serie e utili. Ma nell’una e nell’altra gli effetti sorprendenti sono proporzionati alle loro cause naturali, che generalmente sono pure conosciute, da chi le adopera; restando però sempre sconosciute per via di illusione o di ignoranza, destano le meraviglie dei profani.

Alla magia naturale si riconnettono moralmente tutte quelle svariatissime pratiche nelle quali vengono adoperati mezzi oggettivamente insufficienti, nella piena buona fede, anche di chi se ne serve, ritenendo che essi abbiano la virtù di produrre determinati effetti; per es., la terapia di rituali legature contro alcune malattie.

 

La magia nera o diabolica o, semplicemente stregoneria, consiste in un occulto potere, che permette al mago di ottenere effetti superiori alla efficienza dei mezzi realmente adoperati.

Tale potere egli ha o crede di avere non da Dio, né dalle forze naturali note ed ignote, ma dal demonio o comunque dal un falso dio.

E’ precisamente in questa comunicazione con il demonio, reale o, come più spesso avviene, presunta, l’elemento peccaminoso della magia. Essa è ingiuria a Dio. Infatti suppone e coltiva la sfiducia nella Provvidenza Divina, quasi che fosse insufficiente alle umane esigenze; stabilisce relazioni di amicizia con il nemico inconciliabile di Dio; espone al pericolo di gravi illusioni o danni per la vita soprannaturale e naturale; e, se giunge fino al punto di attribuire al demonio l’onnipotenza propria di Dio, costituisce la forma più grave di superstizione. Dunque, per questa comunicazione con il demonio, la magia è sempre peccato (Enc. Catt., p. 1831-1832).

 

La magia rituale.

La magia rituale è il mezzo esteriore che l’uomo può utilizzare per mettersi in contatto con la divinità.

Il sacerdote è colui che, suggellando un patto in tenore con le forze della natura che convivono in lui e che impregnano l’ambiente, può, attraverso l’utilizzo della sua volontà e del proprio arbitrio (caratteristiche presenti nella divinità), ordinare alle energie increate di ubbidire alle leggi cosmiche, che sottostando al suo potere, egli stesso può indirizzare e utilizzare.

I mezzi esteriori (abito, strumento, ecc..) non sono altro che simboli catalizzatori delle forze astrali e come tali rappresentano prolunga­menti della sua volontà.

Ognuno può essere sacerdote nel bene o nel ma­le a seconda delle energie che lui stesso è in grado di accogliere nel suo intimo.

Lo sviluppo della volontà è dunque lo scopo che deve perseguire ogni uomo che si propone di comandare le forze della natura.

Mi chiederete, si può dunque comandare a queste forze?

Certo!

Ve lo posso garantire. E' sufficiente che ci sia la conoscenza delle vostre capacità al fine di sviluppare la vostra volontà, che sostenuta dalla fede, vi aiuterà a capire il perché dei ri­tuali.

Il rituale ci metterà a disposizione le forze dello Spirito, unico essere reale di tutti coloro che sono vissuti nel passato, nel presente, e ... nel futuro.

 

L’aura vitale.

Il nostro corpo fisico è soltanto un contenitore e non è l’unico in cui siamo immersi, ma è il più spesso, il più solido.

Gli altri corpi sono via via più sottili e hanno nomi diversi a seconda delle religioni.

Quello immediatamente più sottile, dopo il fisico, viene generalmente chiamato “corpo eterico” o “doppio eterico”, in quanto riproduce perfettamente il fisico. Questo corpo può essere visto dal veggente e le sue vibrazioni vengono chiamate “aura vitale”. Su questa “aura vitale” è possibile eseguire una diagnosi sia sul suo stato di salute che sulla presenza di energie negative (Rosy R.)

 

L’energia all’interno del corpo umano è organizzata se­condo diversi “gradi” di densità, riconoscibili con strumenti scientifici avanzati. Questi strati sono strutturati in gusci energe­tici condensati in Aura. Ogni gu­scio è dotato di sistemi di assor­bimento dell’energia elettroma­gnetica esistente nell’atmosfera, che sono i chakra. L’aura è quin­di un serbatoio di energia quan­tificabile e, con apposite appa­recchiature, fotografabile; l’i­dentificazione di patologie attra­verso queste fotografie consiste nell’individuare le aree di disar­monia tra le vibrazioni di ogni “guscio aurico”.

 Cabala (dall’e­braico qabbalah, tradizione).

La dottrina è a sfondo panteistico: tutto ciò che siamo, tut­to ciò che vediamo è il risultato di un grandioso proces­so in cui si manifesta Dio stesso.

L’anima, che esiste prima della nascita dell’uomo, è composta di due elementi: maschile e femminile. Tali elementi, che sono drammaticamente sepa­rati sulla Terra, cercano di ritro­varsi per potersi ricongiungere e ricostituire l’unità originaria. È per questo che la cabala ha potu­to confermare la concezione cri­stiana dell’alleanza tra Antico e Nuovo Testamento, offrendo la chiave per decifrarla.

 Astrologia.

La “Scienza degli astri” ha origini caldee e babilo­nesi e successivi sviluppi cinesi, egiziani, islamici e occidentali.

Tecnicamente l’astrologia inda­ga lo Zodiaco. Ma questo non che l’aspetto “fisico”: tutti possono osservare gli influssi lunari sulle maree o sulla vegeta­zione.

L’astrologia di­vinatoria si fonda sull’universo dei simboli e il loro valore universale archetipico. Tre i livelli dell’interpretazione:

i segni dello Zodiaco, i pianeti e la loro posizione o “aspetto” (opposizione, trigono, sestile ecc.), e le case (suddivisioni o “fusi” tracciati da Nord a Sud che dividono i quattro quadranti del cielo).

 

L’oroscopo (Carta del cielo) individuale è determinato dalla relazione di questi tre aspetti al momento della nascita.

 

Chiaroveggenza.

Si hanno due forme di chiaroveggenza: intui­tiva e percettiva. La prima si ma­nifesta come precognizione (co­noscenza del futuro), retroco­gnizione (conoscenza del passa­to) e telestesia (percezione a di­stanza).

 

La seconda invece come parestesia (ad esempio vedere con le dita: è una trasposizione dei sensi), psicometria (descri­zione di fatti e persone a partire da oggetti), xenoglossia (facoltà di parlare lingue straniere sco­nosciute), calcolo (poter esegui­re calcoli eccezionali), autosco­pia (visione degli organi interni del corpo), criptoscopia (vedere attraverso e al di là dei corpi so­lidi) e capacità di vedere anche mondi e dimensioni paralleli (oltre la vita).

Caso a parte è la divinazione, che è la capacità di trasmettere una verità (del pas­sato o del futuro) rivelata dalla divinità in genere enigmaticamente.

 

Occultismo.

 Occultismo è un termine coniato da Eliphas Levi nel 1856 per indicare tutte quelle dottrine che fanno riferimento a forze segrete e misteriose come la magia, l’astrologia e l’alchimia e a tutto quanto lo spirito non può cogliere al di là della comprensione dei sensi. Ha quindi un significato generico, anche se proprio con Levi e già nel Settecento, con Martines de Pasqually che fondò l’Ordine della frammassoneria dei cava­lieri massoni eletti Cohen del­l’Universo, l’occultismo diven­ne una pratica metafisica a se stante con veri e propri riti.

 

Esempio dello scapolare.

Questo scapolare che hai trovato nella lettera ti libererà da quel male oscuro che sta avvelenando la tua vita, da quando ti è capitato un certo atto. E un dono che ti concedo per convincerti dei miei reali poteri. Devi tenere questo scapolare nella federa del cuscino per 7 notti e lui si porterà via tutta la negatività che ti affligge.

Ricorda che non ti sto chiedendo nulla in cambio, se non la tua fiducia, per non essere confusa con i ciarlatani.

Nei prossimi giorni ti succederà qualcosa che ti farà comprendere. Potrebbe anche capitarti di sognarmi e questo sarà di buon auspicio per te. Durante il sonno la tua persona scaricherà negatività e tu te ne accorgerai perché sentirai come una spugna che assorbe i tuoi tormenti (A. Corda).

 

RITI MAGICI

 

Rito dell’olio, Rito del sale, Rito dell’incenso, Rito del piombo, Rito dei capelli.

Nel Rito con fotografia, la fotografia rappresenta l’immagine fittizia della persona e restano impresse tutte le sue energie vibrazionali.

Per questo, agire su di una fotografia è come agire sulla persona stessa (Rosy R.).

 

I segni.

 E’ possibile sapere se è stata fatta un’azione negativa su di una persona osservando se nella sua casa compaiono dei segni strani. Sono immagini che compaiono sul pavimento, sui muri, sui mobili, e di cui si è certi che non esistevano in precedenza, sia che non derivano da fenomeni fisici naturali (umidità, macchie di sporco, strane muffe, ecc.). Più raramente questi segni compaiono sul corpo della persona, braccia e schiena, come macchie, graffi o altro.

Molto più caratteristici sono invece i segni che appaiono all’interno dei cuscini o nei materassi, sotto forma di nodi o assumendo figure particolari come croci, bare, corone, pupazzi, ecc. (Rosy R.)

 

Formule e preghiere magiche.

 EPISTOLA PROTETTIVA

EPISTOLA DEL PAPA LEONE IV MANDATA da UN ANGELO AL RE CARLO IMPERATORE

 Si legge che la Santità di Papa Leone IV mandò questa SS. Epistola al Re Carlo Imperatore nel tempo che si trovava alla battaglia per la Santa Sede ed ordinò a favore di ognuno che faces­se la copia e la portasse indosso, che ogni persona che la leggerà e la porterà indosso non gli potrà accadere male alcuno né di giorno né di notte e sempre andranno bene i suoi negozi. Se qualche donna stesse in disgrazia di suo marito avendo questa Santa Epistola addosso bisogna che il marito la torni ad amare.

Se vi fosse qualche donna che non partorisse, mettendo la presente addosso partorirà subito e senza dolore.

Se qualcheduno si trovasse all’estremo della sua vita, confidandosi nella Misericordia di Dio, avrà la Grazia che l’anima sua non potrà in nessun caso essere dannata all’Inferno e quello che la porterà addosso non potrà essere in nessun caso offeso.

 Orazione per ottenere la pace dell’anima.

 

Nel nome del Padre + del Figlio + e dello Spirito Santo + Così sia. Trinità e Umanità indivisibile + Dio Messia + Sother (Salvatore) + Emanuele (Gesù) Sabaoth + Adonay …

 IL PADRE NOSTRO-

Un trattato di meditazione, di riflessione per l’esoterismo ha questo titolo: “La preghiera del Padre nostro. Volontà, regno, nome; pane, debiti, tentazioni, male. Sette meditazioni, esoterismo e simbolismo della preghiera cristiana”.

 

LA VIRTU’ DEI SALMI.

Noi sappiamo che a ognuno dei 150 Salmi è buono accordare una particolare protezione, ma ve ne sono al­cuni specialissimi e particolarmente efficaci, dotati di un Nome d’Intelligenza, che pronunziato alla fine di ogni re­citazione del Salmo corrispondente, dopo un minuto di raccoglimento, ne sensibilizza le virtù nei riguardi delle influenze spirituali.

Sono i Salmi 6, 31, 37, 50, 101, 129, 142 detti “peniten­ziali, perché ricordano le sofferenze e le lamentazioni degli Ebrei, quando dovettero subire la dominazione ba­bilonese. Recitandoli, il popolo di Davide si riprometteva la liberazione dal dolore, dalle torture, dalle ingiustizie, dalle sopraffazioni, dalle violenze; e le varie afflizioni di tutto un popolo corrispondono, sul piano individuale, a quelle che ogni uomo che viene al mondo deve sopportare e che deve cercare di scongiurare.

La storia ci dimostra che le suppliche del popolo ebraico furono accolte, in virtù dei Salmi, dalle potenze superiori, ed esaudite. Ma già, du­rante la prigionia, molti fatti miracolosi ed inspiegabili si verificarono e centinaia di ebrei furono salvati dall’ingiu­stizia e sfuggirono agli atroci supplizi cui erano sottoposti e alle umiliazioni inflitte dai crudeli persecutori.

Le influenze spirituali discendono abbondanti sugli sfortunati che, con fede, si dedicano alla recitazioni di que­sti Salmi, scegliendo quelli più appropriati al loro caso.

 

Orazione di Papa Leone (del 1600).

Orazione contro tutte le specie di sortilegi, inciarmi, malefici, fatture, caratteri, visioni, illusioni, possessioni, ossessioni, impedimenti, malefici contro il matrimonio, e contro tut­te le azioni malefiche prodotte da stregoni o dall’inter­vento diabolico.

L’Orazione è anche molto vantaggiosa contro ogni specie di disgrazia che possa colpire cavalli, giumente, buoi, pecore ed altri animali.

 Salmi nei Riti.

 Nel rito di Venere, di Mercurio, ecc. viene interpellato e invocato l’angelo Gabriel, Michael.

Il rito si esegue per otto venerdì, tra le 15 e le 21 (ora di Venere).

Si utilizzano il salmo 25 “Giudicami, Signore”, il Cantico di Mosé “Cantiamo il Signore”, Dal Cantico dei Cantici “Ponimi sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio”.

Il salmo si recita col Gloria al Padre e i tre Amen.

"Benedirò il Signore in ogni tempo”, “O Dio tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco". Nel nome del Signore della Misericordia CHESED, per le virtù del RUACH ELOIHM (Lo Spirito di Dio)...

In alcuni Riti si utilizzano: acqua lustrale, carboncini, incenso, mirra, candele bianche, candele variamente colorate, e poi il Salmo 11, Fiducia nel giusto, “Come dite alla mia anima: Fuggi nella tua montagna, o passerotto? … Jahvé mette alla prova il giusto e l’empio”.

I cieli narrano la gloria di Dio. Le inavvertenze chi le discerne. Assolvimi dalle colpe che non vedo".

Alzo gli occhi al cielo da dove mi verrà l’aiuto”.

Spirito di luce, Spirito di saggezza, Spirito di tutti gli Spiriti”.

 

Forma di benedizione della casa.

 “Io * benedico questa casa affinché tutti gli esseri visibili e invisibili che vengono in nome di Dio, siano

1) i benvenuti, vivano e regnino in pace, amore e armonia.

2) Siano allontanati, distrutti e annientati tutti gli esseri visibili che invisibili che con pensiero, parole e azioni vogliono distruggere e annientare la mia casa.

3) Siano rinviati indietro al mittente a se vogliono regnare in nome di Dio in pace, amore e armonia siano i benvenuti.

1 e 3 siano detti con dolcezza, il numero 2 con autorità”.

 

Adamo ed Eva e il peccato.

 Nel trattato della “Genesi occulta” viene ripreso il Libro della Genesi con la creazione di Adamo e di Eva, del peccato, di Caino Abele … E' una visione tutta particolare, da considerare come negativa. L'opuscoletto che è stato messo a disposizione ne dà un'idea ben precisa di qual'è il pensiero dell'Insegnante di soterismo.

 

NOTE di Dizionario.

Vediamo alcuni concetti per chiarirci le idee su termini comunemente usati, ma non sempre compresi.

 megera [me-gè-ra] sostantivo f.

(Nota: Copyright 1997, Giunti Gruppo Editoriale, Firenze).

  1. Donna bruttissima, perfida, irascibile e violenta • arpia, strega: sua moglie è una vera m.
  2. Farfalla diurna, diffusa in Europa, dei Satiridi i cui bruchi vivono sulle graminacee; ha ali rosso-giallastre maculate di nero.

dal lat. Megaeram, gr. Mégaira propr. “colei che invidia”, nome di una delle tre Erinni (o Furie), mostri mitologici dall’aspetto terrifico • sec. XVI.

 

occulto [oc-cùl-to] aggettivo, sostantivo

(Nota: Copyright 1997, Giunti Gruppo Editoriale, Firenze).

aggettivo

  1. Che non è visibile o non è percepibile intellettualmente e quindi non è chiaro, ma segreto, misterioso, arcano: causa, pensiero, forza o.; motivazioni o. • poteri occulti, le forze che tramano in segreto • scienze occulte, le dottrine inerenti l’occultismo.
  2. lett. Nascosto alla vista.

Quanto è invisibile, misterioso per l’uomo ed è in partic. oggetto delle ricerche e delle pratiche degli occultisti: il mondo, le teorie dell’o.

avverbio occultamente, segretamente, di nascosto

dal lat. occultum, part.pass. di occulere “occultare” • sec. XIV (1)

 

spiritismo [spi-ri-tì-s\mo] sostantivo m.

(Nota: Copyright 1997, Giunti Gruppo Editoriale, Firenze).

Teoria che attribuisce i fenomeni metapsichici e medianici all’intervento delle anime dei defunti, evocati durante speciali sedute; la pratica stessa con cui, durante le sedute, si instaura la comunicazione con tali spiriti: darsi allo s.

deriv. di spirito con -ismo, su base fr. spiritisme • a. 1863.

 

strega [stré-ga] sostantivo f.

(Nota: Copyright 1997, Giunti Gruppo Editoriale, Firenze).

  1. Donna che, secondo una superstizione popolare iniziata nel Medioevo, sarebbe dotata di poteri malefici derivanti dai suoi rapporti con il demonio • fattucchiera, diavolessa: donna sospettata di essere una s.; processo a una s.; rogo di una s.; sabba delle s.• caccia alle streghe, nel Medioevo, persecuzione delle donne accusate di stregoneria ~ fig. ogni forma di persecuzione pretestuosa, fondata unicamente su pregiudizi fanatici • pop. colpo della strega, acuto dolore paralizzante nella regione lombare dovuto a traumi, sofferenze vertebrali, sforzi o contratture muscolari.
  2. fig. Vecchia brutta e maligna che nelle fiabe compie cattiverie di ogni tipo: la s. di Biancaneve; estens. donna bruttissima, repellente; donna perfida, sadica, senza cuore • arpia, megera: è una vera s.
  3. Maga, maliarda; estens. donna molto seducente.
  4. tosc. Cero di piccole dimensioni, collocato sulla cima di un’asta e usato per accendere i lumi posti in alto.
  5. Fischietto del burattinaio, simile a un richiamo per uccelli • pivetta.
  6. punto a strega, nel ricamo, serie di punti obliqui, parzialmente sovrapposti

diminutivo streghetta, streghina • accrescitivo stregona • peggiorativo stregaccia

lat. pop. strìgam, class. str¦gem, gr. stríks (genit. strigós) “strige” uccello notturno che secondo antiche leggende popolari succhiava il sangue ai bambini • sec. XIV.

 

stregone [stre-gó-ne] sostantivo m.

(Nota: Copyright 1997, Giunti Gruppo Editoriale, Firenze).

  1. Presso alcuni popoli primitivi, persona investita di funzioni sacrali, perché ritenuta in contatto con le forze soprannaturali e quindi capace di praticare esorcismi, operare guarigioni e sim. • sciamano.
  2. estens. Chi si dedica a pratiche magiche o chi si attribuisce qualità di guaritore • santone.

deriv. di strega con -one1 • sec. XV.

 stregoneria [stre-go-ne-rì-a] sostantivo f.

(Nota: Copyright 1997, Giunti Gruppo Editoriale, Firenze).

  1. Attività dello stregone.
  2. Pratica di attività stregonesche, attraverso mediazioni diaboliche capaci di provocare effetti malvagi: esercitare la s.; condannare al rogo per s.; estens. sortilegio, incantesimo: essere vittima di una s.
  3. In senso scherz., sorpresa, imprevisto piacevole

deriv. di stregone con -eria • sec. XVIII

  

unguento [un-guèn-to] sostantivo m.

(Nota: Copyright 1997, Giunti Gruppo Editoriale, Firenze).

  1. Preparazione medicamentosa per uso esterno, i cui principi attivi sono incorporati in una sostanza grassa semisolida: u. antiflogistico, balsamico, tonificante; spalmare uno speciale u.
  2. ant. Essenza (non medicamentosa) profumata.

dal lat. unguentum, deriv. di unguentem part.pres. di unguere “ungere” • sec. XIV.

 

vaneggiare [va-neg-già-re] verbo intransitivo (aus. avere; ind.pres. vanéggio ecc., fut. vaneggerò ecc.)

(Nota: Copyright 1997, Giunti Gruppo Editoriale, Firenze).

  1. Sragionare, dire cose senza senso • delirare, farneticare: il malato sta vaneggiando; v. per la febbre; con valore iperbolico, dire o pensare cose assurde: cosa dici, stai vaneggiando?
  2. lett. Fantasticare; smarrirsi vagando con il pensiero o facendo cose vane: “e vaneggia nell’ozio e nell’amore” (Tasso)
  3. Comportarsi in modo vano, inseguire cose inutili, spec. nel l. letterario
  4. ant. Fallire, essere vano
  5. ant. Essere vuoto, costituire un buco: “nel dritto mezzo del campo maligno / vaneggia un pozzo assai largo e profondo” (Dante).

In funzione di sostantivo m., comportamento assurdo, contro la ragione e la morale, spec. nel l. letterario: “et del mio vaneggiar vergogna è ’l frutto” (Petrarca)

deriv. di vano con -eggiare • sec. XIV.

 Violenza [vio-lèn-za] sostantivo f.

(Nota: Copyright 1997, Giunti Gruppo Editoriale, Firenze).

  1. Ricorso abituale alla forza e all’intimidazione, aggressività, brutalità: la v. della società attuale; rispondere alla v. con la v.
  2. Azione violenta, uso della forza per ottenere qlco.: v. morale, fisica; fare, usare, subire v.; ricorrere alla v.; essere costretto con la v. a obbedire; imporre qlco. con la v.; atto di v. • dir. violenza privata, attuata allo scopo di costringere qlcu. ad agire contro la propria volontà • violenza carnale, stupro
  3. Intensità, forza a cui è impossibile e difficile opporsi, in riferimento ad atti ostili, a fenomeni naturali, a condizioni fisiche e psichiche • furia, impeto, veemenza: la v. di una battaglia, di un bombardamento, di uno scontro; la v. di un incendio, del mare in tempesta, della pioggia, del terremoto, dell’uragano; la v. della febbre; la v. delle passioni

            dal lat. violentiam, deriv. di v¦olens (genit. violentis) “violento” • sec. XIV.

 Differenza tra mago e strega (Nota 7).

 

Che differenza c’è tra maga e strega?

La prima compie solo dei sortilegi, cioè delle magarie rubre o rosse, come compartecipazioni, matrimoni, riti esoterici, avvii alla prostituzione, ingiunzioni sataniche.

La seconda, la strega, opera magie di morte.

La strega è una donna infima e perniciosa.

Ha a sua disposizione numerosi demoni.

Opera nel settore delle malattie e delle concupiscenze.

La pura stregoneria non ha nulla a che vedere con l’operato di una strega.

 

Lo stregone, di solito, è un “uomo-sacerdote” che nelle tribù (f. 15) andine che depone il sale della sapienza.

Ma è nel mondo dell’occulto che essa stregoneria si incupisce.

Quando la strega prepara i suoi intrugli e le sue pozioni, è sempre in preda alle ire sataniche (Vedi intruglio, pozione).

Vige una regola l’“amore capovolto”, cioè l’odio, odia l’amore, odia tutto.

 

La strega di solito è una “donna satanica” che ha bevuto pozioni avvelenate da Satana, come unguenti e fascine spezzate (Vedi unguento).

E’ l’ora di sapere.

Non c’è alcun male nell’accogliere simili conoscenze,  poiché è proprio in tal modo che esse possono essere sbaragliate.

 

 

Chi è la strega (2.2.)

 

Chi è la strega? Il mondo ne parla, ma non sa.

Ora vedrete.

La strega è un’“emissaria di Satana”.

Il suo convento è il mondo.

Conosce tutte le diaboliche magagne.

Conosce Satana.

Satana è, a sua volta, un emissario della forza suprema, che è nascosta sottoterra e che non può essere nominata.

Già sappiamo ciò di cui è capace.

Satana è un suo seguace, ma per agire, ha bisogno degli uomini, ha bisogno delle streghe e dei maghi: Uomini e donne, che “hanno venduto il loro cuore a Satana per rapporti sessuali osceni” oppure per denaro.

 

Gli uomini concupiscenti sono sempre ed ovunque “emissari di Satana”.

 

Il concupiscente è un uomo frivolo ed incapace, che depone tutta la sua forza o nel sesso o nel denaro. E per l’uno e per l’altro si vende a Satana.

E’ scorretto pensare questo di uno o di un’altra. Ma è bene conoscere tale verità.

 

L’uomo frivolo rimane tale.

L’uomo dabbene pure.

 

Ora, l’oscenità satanica consiste in questo: vivere senza più comprendere cos’è bene e cos’è male.

L’uomo vive a ridosso della sua natura. Ma non lo sa.

L’uomo appartiene al cielo, ma concupisce.

E’ risaputo ormai che l’uomo è concupiscente, perché ha albergato Satana.

 

Che significa concupiscente?

Vivere smoderatamente.

La gola, il denaro, il sesso, l’imposizione, tutto può diventare concupiscente.

Se hai la gola concupiscente, smorzala.

Se hai nella tua borsa ogni tuo amore, denudala.

Se poi strapazzi il tuo dire con violenze, taci.

Ma, se bestemmi, allora affoga la tua ira nell’amore di Dio.

Se vivi per il sesso, divieni eunùco.

Tutto questo ascoltalo e non lasciarlo cadere, perché è attraverso questi appigli che Satana entra e vive in te.

Cosa c’è di più scellerato che vivere con Satana?

L’Angelo della Gloria, (f. 16) il glorioso san Michele, viene abbandonato e ci si dà all’altro, a Satana.

Conduci la tua vita a lui, al glorioso S. Michele.

La lussuria può essere sgominata, ma attenti all’infanzia (Vedi lussuria).

E’ questo il punto.

 

La stregoneria si vanta di sé e fa bene, se è condotta nella maniera giusta, se allevia il male, se tonifica l’uomo, se è insomma medicina e povera, semplice scienza.

Ma, se trasborda ed è illimitata, allora via!

La strega è una donna illimitata, che conduce a Satana e da Satana è guidata.

Le pozioni, i beveraggi maligni, le tecniche strumentali, tutto da lui.

E’ per lui che lavora, e da lui ha il dolce riscatto.

Come?

Dosa le medie e ultime calorie, cioè si serve di lui per uccidere e stremare, in cambio ha Satana.

E che vuole dire?

Vuol dire ricchezza, onori, fasto, bellezza e soprattutto sesso.

Con questo si conclude la nostra volontà di conoscenza.

Addio! Fine nota (f. 17).

 

[magia99]