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Category: Riflessioni
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A che serve questa riflessione?

Può servire a farci comprendere che Cristo vuole realizzare la salvezza in ciascuno di noi e ha il tempo che noi gli concediamo. Se siamo molto lenti e retrivi Cristo no può riuscire a realizzare ciò che è nella volontà del Padre.


                                                      

I misteri di Cristo, i misteri della sua passione e morte e risurrezione non si possono realizzare i noi, se non vi partecipiamo. Cristo non può completare l’opera della salvezza senza la nostra personale collaborazione.

 

E’ necessario che si renda vivi e perfetti i misteri della passione di Cristo.

Ma perché proprio la passione. L’uomo aborre parlare di sofferenza, di passione, di croce. Eppure Cristo è venuto per salvare l’uomo attraverso la sofferenza ed è per essa che vede in noi la necessaria e indispensabile collaborazione.

Cristo cresce e giunge alla sua maturità nella Chiesa e che noi contribuiamo a questo processo di sviluppo.

 «Noi dobbiamo sviluppare continuamente in noi e, infine, completare gli stati e i misteri di Gesù. Dobbiamo poi pregarlo che li porti lui stesso a compimento in noi e in tutta la sua Chiesa.

Infatti i misteri di Gesù non hanno ancora raggiunto la loro totale perfezione e completezza. Essi sono certo completi e perfetti per quanto riguarda la persona di Gesù, non lo sono tuttavia ancora in noi che siamo sue membra, e nemmeno nella sua Chiesa, che è il suo corpo mistico.

Il Figlio di Dio desidera una certa partecipazione e come un`estensione e continuazione in noi e in tutta la sua Chiesa del mistero della sua incarnazione, della sua nascita, della sua infanzia della sua vita nascosta. Lo fa prendendo forma in noi, nascendo nelle nostre anime per mezzo dei santi sacramenti del battesimo e della divina eucaristia. Lo compie facendoci vivere di una vita spirituale e interiore che sia nascosta con lui in Dio.

Egli intende rendere perfetti in noi i misteri della sua passione, della sua morte e della sua risurrezione. Li attua facendoci soffrire, morire e risuscitare con lui e in lui. Egli desidera comunicare a noi la condizione gloriosa e immortale che egli possiede in cielo. Ottiene questo fine facendoci vivere con lui e in lui di una vita gloriosa e immortale. Questo lo farà quando lo avremo raggiunto in cielo. Allo stesso modo egli si ripromette di realizzare in noi e nella sua Chiesa tutti gli altri suoi stati e misteri. A ciò perviene attraverso quanto ci comunica e ci partecipa. San Paolo dice che il Cristo cresce e giunge alla sua maturità nella Chiesa e che noi contribuiamo a questo processo di sviluppo.

Noi effettivamente cooperiamo a creare l`uomo perfetto e a portare a piena maturità il Cristo (cfr. Ef 4, 13).

In questo senso si capisce bene l`Apostolo quando afferma che completa nella sua carne quello che manca ai patimenti di Cristo (cfr. Col 1, 24). E come la perfezione dei santi non arriva al suo culmine se non alla fine del tempo stabilito da Dio, così i misteri di Gesù non raggiungeranno il grado ultimo e assoluto della loro azione di salvezza nei singoli e nella Chiesa se non alla fine del mondo. Solo nel giorno del giudizio universale il corpo mistico arriverà alla sua età perfetta» (Dal trattato «Il Regno di Gesù» di san Giovanni Eudes, sacerdote).