NON APPREZZATI, MA INVIATI!

LE SCINTILLE DI FUOCO

CHE BRILLANO SULLA TERRA.

PICCOLE SCINTILLE DEL FUOCO NUOVO.

COMPITO DI UNA MISSIONARIETA’ NUOVA.

 

 

SAPPI RIFLETTERE

sul dono che il Signore ha fatto alla Comunità della Divina Misericordia.

 

Considera queste belle e articolate parole per rendere onore a chi fa parte della Comunità della Divina Misericordia. Forse le abbiamo dimenticate, o non eravamo presenti, ma il Signore anche nelle abbondanti parole ci incoraggia a farci avanti e ad iniziare il cammino di Misericordia incontro ai poveri, a tutti coloro che si appressano a noi.

Leggiamo queste bellissime parole, ma cerchiamo di metterle in pratica. Non basta essere lodati, omaggiati dal Signore, ma è necessario rispondere al suo amore.

Diamoci da fare …

Ecco il testo.

 

***

 

Calpestati, non creduti, non apprezzati, ma inviati, inviati nel nome dell’Altissimo Signore del cielo e della terra, inviati da Lui, che ha voluto così cospargere del sangue benedetto del Figlio questa ruota di libere creature, che vanno e vengono, che si posano e si muovono, che corrono o rallentano, che si ammoniscono, ma si guardano, si ammirano, si amano perchè il Signore ha scelto loro, le ha chiamate ad essere le scintille di fuoco che brillano sulla terra.

Voi siete, perciò, le piccole scintille del fuoco missionario nuovo, che non vuole pendere dalle labbra di nessuno, se non da quelle dell’Altissimo Signore del cielo e della terra, per mezzo dello Spirito Santo e, dunque, del suo Spirito, che inonderà, dunque, questa Chiesa nobilissima, questa Chiesa castissima, questa Chiesa poverissima, che andrà elemosinando l’accoglienza dei luoghi più bui, nelle piazze più deserte, nei parametri meno accolti e meno condotti dalla misurazione umana.

 

Voi sarete, dunque, queste stelline variopinte, che si posano sulle rocche delle case antiche, sui balconi, sulle finestre, lungo le strade, i marciapiedi, nelle fosse, insomma, ovunque, purché ci siate voi che brillate come fiammelle nuove, luminosissime, perché accese dallo Spirito Santo.

La Parola, infatti, che è scesa su tutti, non ha fatto altro che accendere il cuore di tutti, illuminarlo di una luce nuova, fervente, trasparente, meravigliosa, che non può essere spenta da nessuno, perché nessuno ha la potenza di farlo, la potenza di Dio incrollabile, inaccessibile, se non a coloro che hanno deposto tutto davanti alla Sua Maestà, a cominciare dall’intelletto, dalla misurazione delle cose, dal metro vagante delle mani umane, dai piedi oscillanti sulle fangose strade o sulle sabbie del deserto, questo è il dono che Dio ha fatto alla sua Chiesa; anime nuove, semplici colombe venute dall’alto, discese a ruota libera su questa gente così stanca, così avvilita, così oppressa dalla violenza del nemico e dal sudiciume di chi dice, predicando, quello che non fa la violenza, il decoro, l’accoglienza, la mitezza, la pazienza.

E poi che fa? Se ne sta lontana da tutto ciò che, invece, il cuore brama.

Per questo, il Signore ha raccolto le sue schiere, lanciando i suoi servi a chiamare gli invitati lungo i bordi delle strade, lungo le siepi; i ciechi, gli zoppi, i malati, tutti coloro che, avendo avuto discorso con Lui, sono rimasti ammaliati e non possono fare più ritorno alle vecchie case, ma sono costretti a vivere lungo i bordi delle strade, per potere attendere la chiamata del servo amico che dice:

Venite! E’ pronto, è giunto il momento del grande banchetto, portate insieme a voi le genti nuovi, trovate lungo le siepi assetate. Per questo voi siete la Chiesa camminante, ondulante, orante, pedalante a destra e a manca, di davanti e di dietro, perché non ci sia più un Pietro che, comandando, dica a tutti ciò che si dovrà fare e lo Spirito Santo, legato all’anulare di Colui che, chiamato sarà al di sopra di tutti gli altri, perché Lui solo sa che cosa è necessario di nuovo preparare.

Accamparsi lunghi i prati, lungo le strade, nei crocicchi, nelle caverne sventrate, perché ognuno, depositando il proprio sacco a spalla, possa accompagnarsi all’altro, che non ha niente, se non ciò che il buon Dio gli guadagna.

Per questo, questa Chiesa povera, questa Chiesa santa che, in questo momento, viene ondulata attraverso le chiare e sinuose canzoni del vento e dello Spirito, dovrà accamparsi in luoghi deserti, rimuginando ciò che ha sentito avanti ieri o l’altro ieri: La Parola santa, che ha dato tanta forza, ha dato tanto ardore, ha dato tanto amore e, questa Parola, voi la porterete d’incanto nel luogo, ovunque andrete, e ricorderete il tempo in cui, silenziosi, ascoltavate l’incanto, che, scendendo dal cielo, si è posato su di voi come dolcissimo canto. Il salmo dell’amore, il salmo del ritorno il salmo dell’ascesa verso, il santo sepolcro, dove il Signore si è immolato per sempre e dove il cuore trepidante riposa finalmente.

( … )

Posso condurlo ancora avanti, sempre più avanti, sostenendo però la croce che lui per primo ha voluto condurre per sé e con sé fino al Calvario.

 

***

 

Lo straordinario dono dell’Eucaristia.

Il nostro compito straordinario.

Una missionarietà nuova.

 

Questo, fratelli santissimi e sorelle carissime, è un compito straordinario, che il Signore lascia a noi, in questo giorno particolare, in cui Lui ci ha adornati di questo straordinario dono che è l’Eucarestia. E, questo compito, noi lo dobbiamo portare a termine, conducendo Lui, Eucaristico Re, presso tutti coloro che non lo conoscono, che ne sono desiderosi, ma non lo sanno, che amano la sua salvezza, ma non riescono ad intenderla e noi dobbiamo sforzarci per essere per loro i portatori di quell’uomo paralitico, che finalmente fu condotto davanti al Signore e fu guarito, perché gli furono perdonati i peccati.

 

Ecco, questo è il compito di questa Missionarietà nuova, che non vuole essere qualcosa di indotto, di straordinariamente imposto, ma è un semplice canto d’amore, che deve essere espresso costantemente, con il cuore, con le labbra, ma, soprattutto, con Lui, il Signore Gesù, che ci precederà in ogni azione e in ogni movimento, per rendere fattibile le imprese che il Padre ci consegnerà da fare.

 

Questo è il compito che noi abbiamo, compito grandioso, compito regale, compito che ha bisogno di tanta forza, di tanto coraggio, ma soprattutto di una puntualissima volontà di sacrificio e di offerta. L’offerta che, ogni giorno, sugli altari, compie il Signore Gesù, offrendo il proprio Corpo e il proprio Sangue, è la stessa che noi dobbiamo ogni giorno donare al Padre per mezzo di quelle capacità e possibilità che il Signore stesso ci donerà.

È questo il compito che ci attende. Questa è la missionarietà nuova, che si fonda sul cuore, sull’amicizia, sulla speranza di essere un giorno fratelli per sempre.

 

Sono venuti tanti nuovi uomini e donne dalle terre più lontane ed è il momento di manifestare loro la nostra sapienza cristiana, l’avere incontrato Cristo, lungo la nostra strada, per poterlo depositare davanti ai loro piedi piagati.

Per questo, bisognerà che ognuno di noi cresca, che ognuno di noi depositi le proprie pene, per poter collocare nel proprio cuore le pene degli altri.

 

C’è già qualcuno che va avanti per tutti noi senza essere compreso, senza comprendere neanche lui a che cosa è chiamato; offeso nel cuore, nella mente e nello spirito, non capito, attende il nostro aiuto per poter finalmente portare avanti l’impresa che il Signore gli ha donato e che noi stessi gli abbiamo tante volte stramazzato.

 

 

VISIONE: La Madonna.

 

Quando la Madonna si è addormentata ( … ) Il cielo si è aperto c’erano con loro il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Gli Angeli hanno cambiato gli abiti alla Madonna ( ... )

Davanti alla Madre ( … ) una pianura piena di persone di tutte le razze, di tutti i colori, mal vestiti, male combinati e fra di loro camminava un frate. Quel frate era a piedi nudi, aveva una corona di spine in testa e nella tunica appese tante frecce, quelle frecce gli venivano lanciate dal resto dei frati della Chiesa.

 

 

Spiegazione della Visione.

 

Nella conoscenza, ogni forma di spiritualità, assume evidentemente le caratteristiche dei segni umani. Sono segni da conservare nel profondo del cuore, nel silenzio assoluto, perché il silenzio è Dio, e opera nel silenzio, nella povertà, nell’umiltà, nella carità, le più grandiose opere che lo Spirito Santo vuole compiere.

Per questo, il raduno della Chiesa, questa sera, sia un monito di accoglienza del silenzio, della preghiera, dell’orazione dello Spirito, perché il Signore compia ciò che vuole, ciò che è scritto, ciò che è vero ed è giusto. Nulla, nessuna cosa dovrà impedirlo, ma tutto dovrà permettere che venga ciò che il Signore ha stabilito che sia.

 

 

Incontro di adorazione al Cuore misericordioso.

Missionari di questa Parola santa.

 

L’incontro di stasera, è dunque un incontro di preghiera, di accoglienza, di richiesta di grazia e soprattutto di adorazione al Cuore Misericordioso di Cristo, al dono che il Signore ha fatto a noi con questa preghiera, che è sostenuta, abbellita, condotta da una Parola, che viene dall’alto e si posa su ciascuno di noi, che rassentiamo in tal modo la beltà del cielo.

Ognuno di noi stasera è stato chiamato ad adorare il Signore, a benedirlo e glorificarlo. Siamo stati condotti dinnanzi alla Sua Santissima presenza, siamo stati presentati a Lui dalla beltà sovrumana, che è la Madonna: Per questo dobbiamo essere sicuri che tutto questo si verificherà nel tempo che noi diventeremo missionari di questa Parola santa, che, per ora, scende a fiocchi dall’alto del cielo, ma è nascosta, ma  è un po’ priva di quella accoglienza che dovrebbe, invece, avere, perché il Signore permette questo per sua gloria e sua bontà, ma nei cieli è scritto quanto dovrà leggersi dalle generazioni nuove, che conosceranno il vostro sacrificio, le vostre preghiere, il vostro sì, il vostro amen alla richiesta che il Padre ha fatto ad ognuno di voi, con il cuore della Madre Santa, che scende sempre puntuale ai nostri incontri.

La preghiera, perciò, dovrebbe anche chiudersi, ma dovrà essere completata dall’ultimo e più importante nucleo di immolazione, perché è il nucleo, che ha centrato tutti gli altri, ma anche gli altri, con la loro presenza, hanno arricchito e abbellito la preghiera di questa sera. Così sia.

 

 

Offrite la vostra testimonianza.

 

È stato un figlio spurio, che, però, ha saputo costruire, creare e rendere la propria libertà al popolo di Dio. Ismaele costruì, edificò una parte del regno, che sarebbe stato poi Israele, ed è per questo che il nuovo Ismaele viene condotto in processione davanti al Signore e, tutti quelli che lo conducono, siete tutti voi che, aderendo alla chiamata di Dio, offrite la vostra testimonianza a questa Parola, a questo incontro che vuole una Chiesa nuova, una Chiesa dello Spirito.

Questo è il dono che a voi viene dato da Dio, in questa solenne clemenza della sua Parola, poiché voi l’avete ascoltata, l’avete creduta, l’avete seguita, anzi, inseguita ovunque lei si fosse fermata, ed è per questo che il Signore dona Se stesso in questa Parola, per offrire a tutti coloro che qui sono venuti a posare le ali della loro corona, per accogliere l’eremita, il figlio spurio, il rinnegato, l’abuso, l’aborto, il povero strappato, l’infelice, l’infedele, amato però dal Cuore Innamorato della Madre. E così sia.