Nuova comunità ha già avuto inizio

Nulla più si può fare per la terra

tranne la preghiera Ammonizioni IV e V

La caduta e la carità Il cantico dell'amore

Offerta Riparazione per i peccatori

 

 Personale

Per coloro che erano presenti

(Documenti)

 (MLT 13 e 14 ottobre 2005)

 

 

Ha avuto già inizio la nuova comunità.

(JB131005BR16 R0)

 

La pace del Signore Iddio si posi su ciascuna di voi.

Il mio Cuore, figlie benedette, è rivolto ad ognuno di voi.

Siate benedetti, ora e sempre.

Il Cuore del vostro Signore è con voi, sempre in voi, apertamente rivolto a voi.

Il mio Cuore, figli miei adorati, è un cuore di carne come il vostro, che pulsa alla stessa maniera del vostro, con i vostri stessi sentimenti con le vostre stesse ansie, con i vostri stessi timori, la vostra gioia, il vostro intimissimo segno della Misericordia e anche dell’amore.

Siate benedetti, perciò, o figli miei adorati, benedetti nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

 

Voi lo sapete già, ogni volta che sono chiamato a venire a parlare a Br, per me è una grandissima gioia, un’immensa gioia spirituale, che mi viene concessa dal Padre e dal santo suo Spirito, perché Br è il punto centrale, nel quale per la prima volta sono stato accolto da gente straniera che non conosceva nulla di me. Ora vengo, invece, come vostro amico, conoscente, soavissimo compagno di viaggio e soprattutto amante di ognuno di voi.

Il vostro cuore, lo so, pulsa per me e per la Madre mia, Maria, ed io sono pronto ad accogliere il vostro pensiero, la vostra preghiera, i vostri desideri, le vostre richieste.

Sono Gesù, Cuore misericordioso, che scende in mezzo agli uomini del mondo per potere loro raccontare e soprattutto esprimere la propria gioia e il proprio amore, il proprio aiuto, la propria benedizione, la propria santificazione di quelli che sono i rappresentanti della mia prima nuova Chiesa del Duemila.

La Chiesa ha già avuto inizio con la formazione di quella santa comunità, che voi avete formato nel giorno stabilito dal Padre e che è stata inaugurata all’interno della Chiesa, nostra Sposa, nella quale ognuna di voi ha scelto il suo posto per potere fornire ai fratelli, alle sorelle, ai nipoti, ai luoghi più lontani del mondo, il primo esempio di una Chiesa straordinaria rivolta ad accogliere i carismi e sopratutto le preghiere di tutti coloro che vivono nell’ascolto del Padre.

 

Ora, perciò, voi conoscete di me ogni cosa, sapete che sono il Signore del cielo e della terra, sapete che sono il vostro amico, il vostro confidente, il vostro aiuto, il vostro sostenitore e salvatore. Nessuna paura, allora, nell’incontrare me.

Ci sono pecorelle ancora molto lontane, pecorelle che vanno salvate, chiamate, accolte e soprattutto aiutate ad accogliere me, che sono il Re dei re. Voi conoscete alcune di queste pecorelle, le altre, invece, da voi sono totalmente sconosciute. Ora è giusto, invece, che tutte quante siano chiamate e raccolte intorno al mantello del francescano che vi accompagna in questo lungo e solitario cammino. Per questo invierò la Voce. Per questo essa verrà e porterà con sè la parola tanto da voi desiderata. Essa verrà alla fine di questo mese, per dare poi inizio al nuovo mese, nel quale tutti siete chiamati a partecipare alla udienza straordinaria, che voi già sapete essere per il primo venerdì di ogni mese.

Allora, dunque, vi richiamerò questa sera, parlerò con voi e con i vostri sposi, con tutti coloro i quali vorranno essere miei ascoltatori, perché io ho nel Cuore mio e in quello del Padre tutti coloro che vogliono esprimere la loro volontà di partecipazione e di aiuto.

La Voce, in questo momento, è oberatissima di lavoro, perché, insieme alla formulazione di alcune indicazioni del mattino, viene fatta segno di una conoscenza nuova, che è quella che viene a lei affidata durante il periodo della mattinata, nella quale gli angeli stanno dettando una formulazione delle prime costituzioni della vostra Compagnia o comunque comunità. Questa prima stilatura è molto semplice e anche molto generica. Ce ne sarà un’altra, invece, più specifica, che verrà dettata più tardi, quando sarà l’ora e anche il momento.

Per intanto ascoltate la parola, in questi giorni in cui è stato con voi ed è ancora con voi il santo Padre francescano, che, venendo presso di voi, porta con sè il sacramento della confessione e, perciò, io pregherò il Padre, perché tutti quanti siete della comunità del Cuore misericordioso, possiate piegare il vostro ginocchio davanti al santo suo mantello per celebrare quella rituale confessione, che serve a tutti noi, non soltanto a coloro che lo praticano, ma anche a coloro che sono lontani, perché confessare i propri peccati significa anche confessare i peccati degli altri, in quanto la comunità tutta è rappresentata da ciascuno di voi.

Voi siete la pupilla dei miei occhi, siete l’atmosfera cardiaca del mio Cuore e siete soprattutto il fior fiore di quelli che vogliono partecipare e vivere in una nuova area di Misericordia, che è la Chiesa nuova del duemila. Questa Chiesa tanto attesa, tanto sognata, tanto amata, crescerà nel tempo, attraverso tante manifestazioni nuove, che si verificheranno in mezzo a voi.

 

A questo punto, figlie adorate, vi chiedo il silenzio e soprattutto la preghiera, la preghiera intima del cuore verso me, Gesù sacramentato, perché ognuno di voi possa prepararsi a quella comunione nuova alla quale vi chiamo e di cui vi parlerò presto, venendo la Voce in mezzo a voi.

Così, vi benedico nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Vi dico: Pace, la pace sia con voi e presto io ritornerò a voi, così come vuole il Padre, nell’ora e nel momento a lui gradito.

E così sia.

Per Gesù e Maria.

Amen.

 

 

Nulla si può più fare per la terra tranne che pregare

(JB131005BR20 R1)

 

Figli adorati della divina Misericordia, vengo io, la Madre del Signore, stasera, a parlarvi, a consolarvi e a rinnovare insieme a voi, per il mio Gesù, la santità del Cuore, della mente, dello spirito e del corpo.

Voi siete le piccole lucciole della terra e perciò siete chiamati ad illuminare la superficie del pianeta, che comincia a vacillare nel buio e nella violenza. Conoscete già, perché sicuramente ne siete informati, le difficoltà, le asprezze, i contrasti, tutto ciò che si esercita sul pianeta terra a causa della violenza degli uomini.

Nessuno è in condizione di poter fare qualcosa cosa, ormai, per la terra, ma solamente necessita che ognuno di voi affidi il suo cuore, la sua anima e la sua mente al Cuore misericordioso di Gesù, perché egli, che può tutto, possa fermare l’aspra violenza degli uomini, che distruggono ogni cosa e cooperano, perché la vostra terra subisca terribili cambiamenti.

I maremoti e i terremoti, già annunziati da tempo, si sono verificati, ma ce ne sono di altri, ancora più disastrosi, che si abbatteranno su numerose parti del pianeta, provocandone la distruzione. Purtroppo è il pianeta terra che si rivolta, che si ribella contro la violenza degli uomini. Non ci sono altre soluzioni, tranne che la preghiera e l’accordo reciproco per indurre gli uomini ad evitare tutte le disagiatissime situazioni, nelle quali essi si vengono a trovare, a causa della imposizione, della violenza, della volontà di predominio, soprattutto da parte dei popoli più potenti rispetto a quelli che lo sono meno.

 

Questa sera, ho voluto parlarvi di questo a causa dei disastri che si sono verificati nell’ultimo periodo nei paesi sud orientali, come nel Pakistan, dove, a causa del terremoto, ci sono state tantissime vittime, tra cui numerosissimi i bambini. La causa di questo è dovuto, lo sapete, a un trapianto che il cuore dell’uomo ha realizzato nel tempo e cioé il suo passaggio dall’umano al violentissimo e superterrificante satanico spirito, che distrugge ogni cosa ed impera in ogni luogo. La terra subisce, a causa di tali trasformazioni e cambiamenti, una spettacolare deformazione, dovuta all’arrogante, esasperante, esilarante respirazione delle rocce interne, infuocate dalla violenza di Satana.

 

Costituite, perciò, una comunità di preghiera e anche di ascolto della parola di Dio con orazioni di adorazioni a Gesù sacramento e con comunioni e preghiere di grande effetto, soprattutto indirizzate al sangue preziosissimo di Gesù e alla sua coronazione di spine.

Gesù volle portare la corona di spine per indicare agli uomini la necessità di dover cambiare mentalità, trasferendo nella mente ai pensieri di violenza e di odio quelli dell’amore e della fraternizzazione, a cui Gesù vuole indicare la strada, portando per gli altri le spine, le spine, punture terribili, che sacrificarono le sue tempie, la sua fronte, la sua nuca tutto intorno, provocando la fuoriuscita di gocce di sangue, che, cadendo sull’asfalto, portarono alla eliminazione di molti dei mali che si sarebbero verificati nel tempo, ma certamente non all’annullamento di ogni cosa. Per questo, perciò, continuano i disagi e le dannose operazioni di Satana, che dovranno essere, però, del tutto eliminate, grazie alla preghiera e all’offerta e al continuo ministero esercitato dalla Chiesa, dalla santissima sua Chiesa, per amore di Gesù crocifisso.

Or, dunque, armatevi ed animatevi della corona, tramite la quale chiedete al Signore che venga smessa questa violentissima azione di Satana sul vostro globo e lasciate che l’angelica schiera dei santi possa, invece, sostituirsi a quella dei demoni, affinché ogni cosa possa essere riportata al giusto posto.

 

Tutte queste considerazioni, che io vi faccio, sarebbero certamente inutili considerazioni per gli altri, che non credono, ma voi, che credete, siete sicuramente disposti ad accogliere ciò per cui io vi parlo. Per questo vi dico: Pregate, esercitate, come ha detto già Gesù, il sacramento della penitenza per poi accedere a quello della Eucaristia, sempre donando la vostra sofferenza, il vostro pentimento e la vostra donazione a Gesù Eucaristia, per tutti i disagi e i danni che si verificano in questo momento sul vostro pianeta.

E così sia.

 

La mia apparizione ritardata, a causa di alcuni eventi, che si sono verificati nel cenacolo di VILPA, è stata dilazionata nel mese successivo e cioé in questo, che è il mese di ottobre, nella speranza che ora tutto possa essere rimesso al suo giusto posto.

Pregate, perché questo accada, perché il cenacolino di VILPA è molto traballante ed è soprattutto colpito da una violentissima azione di contrasto, accusa e disagio.

Il Padre, se vorrà, potrà indicarvene i motivi. Io preferisco tacere, perché è giusto che, tutto quanto accade umanamente, possa essere riferito solo ad alcuni di voi e non a tutti.

 

La vostra chiamata è quella di offrirsi al Padre per mezzo di Gesù e questa chiamata è da estendere a tutti i figli e le figlie della terra. Voi ne costituite una piccolissima parte, ma già, da questa piccolissima parte, potrà accedere a tutto il resto della umanità nel tempo e anche nello spazio, così come è accaduto ai dodici apostoli, che, dopo Gesù, diffusero la sua parola in tutto il mondo.

Ora, perché voi possiate comprendere l’importanza del momento, sappiate che l’intervento di Gesù, a favore delle popolazioni che sono state smarrite e violentate dal terremoto, ha provocato una totale e completa adesione del popolo, che è stato violentemente mutilato, a quella che è la sua croce e, tramite questa, alla conversione.

E così sia.

Per Gesù e Maria.

Vi chiedo di continuare la preghiera e soprattutto di accedere alla Eucaristia tramite la santa e divina confessione.

A domani dunque, sempre alla stessa ora.

 

 

Pensierino della sera.

(JB131005BR20 R2)

 

Umiliatevi dinanzi alla santissima croce di Gesù, che è nel vostro petto, nel petto di ognuno di voi. Se ci sono nemici, avvicinateli, salutateli ed abbracciateli. Se ci sono amici, ricoverateli nella vostra casa per essere, insieme a loro, guardie indissolubili dell’amore di Cristo in mezzo agli uomini.

Amen. E così sia. Per Gesù e Maria.

 

 

Ammonizione quinta. La caduta.

(CS141005BR R3)

 

E’ un dono di Dio che, attraverso essa, si manifesta la sua soave Misericordia.

Nella Chiesa tradizionale, chi cadeva veniva considerato un reo, colpevole di chi sa quale reato.

Chi viene a confessare le proprie colpe, o i propri peccati, è mosso dalla soavità dello Spirito Santo, che tutto esplora e manifesta, perché nell’uomo ci sia la pace.

Oggi, domani e posdomani vuoi la pace. Chi vive in Dio sa quale ammenda gli spetta, quale beneficio e soprattutto quale altro dono la ‘resurrectio’. Chi cade può risorgere e, perciò, all’interno della comunità, non ci siano rei da colpevolizzare, ma solamente uomini e donne da fare rivivere nella luce dello Spirito Santo. Chiunque voglia risorgere lo può, perché il Dio della vita non attende che questo. La confessione sia effettuata almeno una volta al mese e sia considerata una completa risurrezione dello spirito, che risorge ed assurge a nuove mete.

È così. L’uguaglianza fra tutti gli uomini non può che attuarsi attraverso questo metodo di positura specifica.

L’uomo che va al confessionale sia l’uomo tre volte benedetto da Dio, perché è, in questo modo, che egli soddisfa la sua giustizia, che non è inclemenza, bensì Misericordia.

‘Misericordia io voglio’, dice Gesù nel suo Vangelo, ‘e non sacrifici’. Ed è la Misericordia, effusa attraverso lo Spirito Santo, che, negletta, unica nell’uomo caduto, lo rialza con amorevolezza infinta.

Sciogliete le gòmene, o voi che rimante ancorati ai vostri peccati e alle vostre strutture.

Gesù vi raccoglie amorevolmente, come il buon Samaritano e vi consegna all’ospite della prima casupola, la Chiesa.

Che fa poi? Lo va a riprendere, quando sarà guarito e lo rimette a vivere, a muoversi, a camminare, ad andare là dove lo Spirito di Dio lo chiama.

È con questo rinnovato fervore che la Chiesa di Dio ha bisogno di riprendere la sua strada ed è per così grande valore che l’uomo è tanto amato da Dio.

O allora le anime sante? Esse sono tabernacoli viventi, l’edicole, gli spazi dove il Signore della pace nasconde il suo cuore per donarlo agli uomini che Dio ama.

La comunità, pertanto, si allinei entro tale spazio, entro tale tabernacolo d’amore, perché ami e non tema, perché l’amore di Dio, che trascende ogni peccato, sia sempre considerato un punto fermo, una nostalgica ricerca di quel bene del sommo bene che Dio vi ha dato. Ora, per questo, non ci siano né santi, né rei, né peccatori, ma solo uomini, fratelli, figli dell’unico Padre, che per tutti iniziò il Figlio suo Gesù per la salvezza e la redenzione.

Amen.

Abbia la comunità un unico alloggio, la conoscenza di tale grandioso portento, il perdono di Dio, che non trova ostacoli né nell’uomo né fuori di esso, ma solo con l’unico amore, che tanto ha salvato e condotto alla meravigliosa sua Misericordia.

Una Chiesa della Misericordia, così concepita, nasce tra noi, amanti di quel Cuore, che visse e morì per tutti noi e per tutti noi oggi, come sempre, parla e dice parole di unità e di clemenza. Siano i fratelli unanimi nel non giudicare, ma solo nel partorire perdono, giustificazioni, silenzi amorevoli in ogni cosa e sotto ogni apparente inclemenza. L’odio, l’ira, l’offesa, i giudizi siano messi a bando, perché non servono al Signore, giusto Giudice, ma al reo, violentissimo nemico del genere umano. Sia la confessione un gesto di amore verso il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, un gesto di accoglienza verso i fratelli della comunità per allargarsi a quelli di tutto l’universo, perché ovunque ci sono creature da amare e da perdonare.

Il perdono sparisca dalle vostre labbra e dai vostri salmodiati uffici, ma solo la parola amore regni sovrana fra voi. Amen.

In questo, solo così potrà vivere e reggersi la piccola o grande comunità, capire lo spostamento di luce che il Signore compie, che non è dal fratello buono e santo a quello meno buono e colpevole, ma una radiazione di luce nuova suprema costante, che, sprigionandosi dall’uomo Dio, colpisce ogni altro uomo, accostandolo a sé e trasferendo in lui tutte quelle adesioni di cui Dio è l’unico Fattore.

Gioite, fratelli e sorelle, di un tale dono.

Il perdono che Dio diede a Gesù sulla croce si rinnovi tra voi ad ogni istante e sia soltanto un atto e un gesto di grande amore, di abbraccio, che traduca ed esprima le parole degli angeli sulla grotta di Betlemme: ‘Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace agli uomini che egli ama’. La vostra comunità si inserisca così in un ordine nuovo di cose, in cui non l’uomo, ma Dio, trascendendo dalla sua presenza divina, si trasforma in compagno di viaggio, sollecito, pronto ad aiutare chi è caduto per sollevarlo e condurlo là dove l’attende il Signore.

Eccomi a voi, figli e figlie adorate, così sospinto dall’amore del Padre, giungo per donarvi ogni consolazione, insieme al mio grande Spirito di amorevole risurrezione.

Gesù.

 

 

Il Cantico dell’amore.

(CS141005BR R4)

 

O angeli del Signore,

suonate l’alleluia pasquale.

È venuto il Re della gloria.

Siate benedetti, o figli

osannanti la sua luce,

perché il Signore, venendo,

ha portato agli uomini

la luce che non si spegne.

Ed ecco, noi siamo qui

tutti insieme a cantare, lodare,

benedire il Padre eterno,

che vive nei secoli dei secoli.

Osanna a te, o Figlio di Davide.

Osanna, o Germoglio verdeggiante della casa di Jesse.

Sii tu il benvenuto in mezzo a noi, perché, lodando te,

noi cantiamo all’immenso universo

che Dio Padre creò per la tua gloria,

per il tuo regno di luce.

 

Osanna, osanna a te, Figlio di Davide,

Re sopra tutti gli altri, portatore di pace,

abitatore dei cieli eterni,

che sussurrano la tua voce,

conducendola agli uomini tuoi fratelli.

 

Osanna al Figlio di Davide!

Racchiudi nel tuo cuore,

la speranza e l’amore,

la vita stessa, la vera vita,

che germoglia nel cuore

di ognuno dei tuoi fratelli,

che, abbandonando se stesso

segue le tue orme, i tuoi passi,

lasciati come impronte indelebili

sulle sabbie del mondo intero.

 

O Gesù, nostro condottiero, luce e speranza

della Chiesa, tua sposa,

scendi in mezzo a noi.

Vieni, portaci la speranza di ogni bene,

del sommo Bene, che vive in eterno

nella luce dei secoli. Amen.

 

Vieni, Gesù,

amore di ogni uomo,

termine infinito

di ogni creatura,

speranza indelebile,

cosparsa di luce eterna.

 

Cos’è, o Gesù,

il cielo con tutti i suoi astri,

il mare con tutti i suoi marosi,

le spiagge con tutte le rocce e le sabbie,

i deserti infuocati

e le spianate ghiacciate?

 

Cos’è, Gesù, tutto questo,

se non ‘Tu’, per il quale è stata fatta

ogni creazione e ogni donazione

e noi, piccoli tuoi fratelli,

ascoltiamo l’invito degli angeli santi

per riporre ogni cosa

al suo giusto posto

nelle tue sante mani,

in ginocchio,

davanti ai tuoi santi piedi,

in un abbraccio eterno e immenso

al tuo Cuore piagato.

 

Sulle spiagge, Gesù,

attendi, nella tua tunica infuocata,

i capelli al vento lanciati,

gli occhi ferventi di luce

e le mani con le braccia tue

legate ad ognuno di noi.

 

Chi sei, Gesù,

per far questo per noi?

Chi sei tu, altissimo Signore,

venuto a vivere,

povero ed umile,

con il cuore spezzato dall’albagìa

dei potenti signori del tuo tempo

e di ogni tempo.

 

Portasti nel cuore

l’amore stellato di un Padre

che visse e vive per amore

per donare il suo cuore,

uscendo da sé,

per creare ognuno di noi

venisti con le braccia spiegate

per abbracciare l’ieri,

l’oggi e il futuro,

conoscendo già la croce,

che attendeva, sapendo

di noi ogni cosa,

l’amore e il dolore,

la carità e la santità.

 

Oh! Gerusalemme, città eterna,

devota all’antico, e sempre vivo,

canto del tempo a Javhé.

Scendi e muovi le tue gòmene

verso le strada nuova

apertasi anche per te.

Il mondo l’attende,

fiera e feconda

santa Gerusalemme,

madre eterna di tutti i popoli,

splendente al di là

di ogni altro splendore.

 

Vieni, Gerusalemme,

canta con noi

la venuta del Re della gloria.

Chiama per noi

tutti i popoli della storia.

Essi giungono dal nord, dal sud,

dall’Oriente e dall’occidente.

È giunto il momento,

oh, Gerusalemme,

di cantare il trofeo della gloria

al Re di tutti i tempi.

Tu che conoscesti

le glorie dell’antico Saul, di Davide,

e del figlio suo, facondo di Sapienza,

tu che abitasti nel cuore di uomini,

straordinari e grandiosi,

come Mosè e tutti gli altri,

scendi adesso ed accogli

questo Uomo santo,

Figlio di Dio e Dio stesso,

che, morto fuori delle tue mura,

vuole ritornare a cantare,

fra gli spazi vuoti

del tempio di allora.

Ai muri facondi e alle pietre

di un passato mai dimenticato,

egli aggiungerà la gloria

e l’alleluia pasquale

di una risurrezione mai riconosciuta,

ma sempre sognata

anche sulle rive del tuo Giordano

da quanti, professando il perdono,

chiamarono dal cielo

la vita della nuova gente, alleluia.

 

Alleluia, Gerusalemme,

apri le tue porte, scendi

infiorata di palme

e impreziosita di oro e di gemme

quale sposa feconda

del Re che ti attende

per generare dal tuo seno

i nuovi tanti figli

che giungono per conoscerti,

insieme al Dio della vita.

 

Ahimè, Gerusalemme,

quale pianto, quale dolore

fra le tue pietre scardinate

dei sepolcri abbandonati

e le mura abbattute.

 

Ahimè, Gerusalemme, quali lacrime

furono su di te versate

e quanto e quale fango ancora

riveste la tua giornata.

 

Gesù visse e morì per te.

Amalo, accoglilo. È il tuo Re.

Amen. Così sia.

Per Gesù e Maria.

 

Il canto si chiude qui, gli angeli si adornano e in cielo si riposano e aggiungono solo che amano e vogliono il nostro bene, la nostra pace e la nostra santità.

Amen. E così sia.

 

 

Ammonizione quarta. La carità.

(CS141005BR R5 O16)

 

La carità sia sempre dono di Dio ai fratelli della mensa e fuori di essa.

Condurre carità significa annientare se stessi e produrre l’altro.

Ogni povero proviene da Dio. È lui, infatti, che produce il bene e permette il male, allo scopo di una carità superiore, che è il provvedere ad ogni bisogno dell’umana natura, sprovveduta ed assente.

Per questo, non giudicate, perché ogni giudizio venga solo dal cielo con la sua celeste provvidenziale carità, carità di preghiera, di azione, di parola.

L’essenza metodologia è sempre una ed una soltanto: il silenzio e le opere di misericordiosa accoglienza.

Le necessità sono tante e tali che non è mai facile distinguere il bene dal male e viceversa. Pertanto lasciare ogni giudizio, per rimettersi a Dio, è l’unica vera azione di caritatevole accondiscendenza.

Conducete ogni condivisione a Dio, che formulerà il giudizio nel tempo e nell’abbondanza del bene materiale e spirituale che sia.

Sonorità di parola ce n’è in abbondanza, all’interno di questo consesso, ma una sola è la puntuale richiesta dello Spirito: ‘Siate per gli altri ciò che vorresti che gli altri fossero per voi’.

Il silenzio, la partecipazione silenziosa non sia scambiata per trascuratezza o noncuranza, ma solo per ‘sapiens doctrina Dei’.

Non è facile distinguere il silenzio, parola di Dio, e il silenzio santità dei sentimenti, ma l’accorgimento sano, anche se impercettibile, è dato dalla partecipazione ad una stessa mensa, che Dio Padre ha donato a tutti in eguale misura.

Chi si trova accanto al fratello nel silenzio, è lui che prega in Dio per voi. Chi non lo ritrova nella stessa mensa, vive isolato chi già lo ha giudicato. Contravvenire ad una tale licenza, significa ‘assegnarsi alla violenza di Satana’. Questi produce continuamente esercizi di interpretazione soggettiva e pertanto di giudizio. Sia messo a bando dalla vostra preghiera e dai vostri incontri.

Salmastro e ruvido è il sale, se cucinato dopo la sua raccolta. Raffinarlo si deve per essere usato e cosparso nelle vivande. È questo il compito del divino Spirito, raffinare il vostro spirito, dopo che vi ha chiamati alla rinuncia.

La carità pertanto sia sempre e soltanto rivolta a riprodurre Dio nelle vostre piccole essenze. Come lui e con lui, si faccia appello esclusivamente alla sua infinita bontà.

Gestire la carità è la fondamentale ‘regula’ della vostra convivenza, perché ogni carità è frutto di Dio come la Misericordia che da essa discende nella più completa formulazione.

Si legga in proposito il Libro della Sapienza.

 

Nella carità ci sono tre aspetti fondamentali, ‘verso Dio’, che l’ha formata, plasmata, vissuta e adombrata con la sua essenza divina di Padre, Figlio e Spirito Santo, ‘verso gli uomini’, propri fratelli, perché discendenti da uno stesso Padre, e ‘verso se stessi’ qualora non si sia allineati alla clemenza di Dio.

La carità, infatti, sia sempre nelle vostre azioni, parole ed opere, perché è il distintivo dell’antica sapienza e la formulazione della nuova, che è in ognuno di voi, fattosi Figlio di Dio.

Quando fare carità: sempre e in ogni dove. Raggiungere questo punto non è facile, ma solo a pochi essa è distribuita, a quanti la cercano, perché l’hanno ricevuta, sapendone distinguere l’essenza.

Carità non è dire sì al ‘sì’ e no al ‘no’, ma rimettersi in mano al Santo divino Spirito, che sa distinguere per il sì e per il no.

Ognuno, dunque, adegui se stesso a lui, immortale segno di divina clemenza’.

Rifuggire dalla Sapienza non è carità, ma stoltezza’.

Rifuggire dall‘obbedienza non è carità, ma è ignominia’.

Rifuggire dall’abbandono a Dio non è carità, ma disimpegno’ da quella fede che Dio ha donato ad ognuno di voi.

Rifuggire dagli impegni di una chiamata per sottintendere ad alcune personali, sia pure multiformi imprese, non è carità, ma ‘vile ed astuto diniego’ della clemenza di Dio, che Dio usa per ciascuno dei suoi figli.

L’adempimento della carità incide certamente sul vostro essere ‘in toto’, ma non c’è carità senza la grazia, come non c’è grazia senza sacrificio.

Gesù vi chiama ogni giorno a sacrificare qualcosa del vostro essere sulla terra, perché ognuno abbia un tesoro prezioso in cielo.

Tutto è carità e soprattutto benevolenza, tanta è la somma della carità, che si compie per amore di Dio. Ma da chi? Da chi non è Dio e ne esercita, invece, la sua autorevole funzione, qualificandosi quale giudice del fratello e della sorella.

A precipizio si scende all’inferno per un solo atto di mancanza di carità.

Esaminiamone l’aspetto.

Chi dice Io amo’ e poi sparla, giudica se stesso.

Chi dice Io non pecco’, e poi si astiene dalla santa Mensa, è un bugiardo e la verità non è in lui.

Chi dice ‘Mi rapisca il cielo’ e scende nel nero inferno, poiché lui sicuramente, nè per voi nè per Dio, ha valore di carità, ma la verità in se stessa che è frutto dell’angelica presenza.

‘L’accoglienza è frutto della carità’.

Ma quale accoglienza? Quella degli angeli e del loro santissimo spirito, che è apertura al fratello nell’accoglienza del proprio cuore.

Chi vive nel Signore, accoglie tutti, così il povero come il ricco, così il malato come il sano, chi gli vuole bene e chi no.

Amen e così sia.

Per Maria e Gesù.

 

 

Offerta di riparazione per i peccatori.

(JB141005BR20 R3)

 

Figlioletti miei, figli della divina Misericordia, figli del Cuore misericordioso di Gesù, sono venuta a chiedervi preghiere, assistenze, accoglienze, volontà di offrirvi per gli uomini che non pregano, che peccano, che si prostituiscono al demonio.

Voi lo sapete ormai, la vita dell’uomo è costellata da tutte queste presenze di violenza, di odio, di contrasto e spesso anche di imposizioni.

La vita, amara e difficile, conduce molto spesso a questi e anche ad altri problemi più difficili, ma il Signore ha dato all’uomo la possibilità di uscire fuori da questi anfratti rocciosi, bui e neri, per mezzo di una preghiera, che è al di sopra di tutto e di tutti, l’Ave Maria.

Quanto sarebbe bello sapere che, a Bronte, ogni sera, gli uomini, insieme alle loro donne, si riuniscano a recitare il santo rosario, il rosario della Madonna in onore di lei e anche della Chiesa. Sarebbe certamente un’arma fortissima contro la violenza di Satana, ma, soprattutto, sarebbe un mezzo di santificazione, personale e collettiva, e di preparazione e a ciò che il Signore, presto, vi chiederà di realizzare per lui.

Gesù, come voi avete sentito, verrà in mezzo a voi, alla fine di questo mese, e raccoglierà il vostro cuore e la vostra anima in una sfera nuova di preghiere e di accoglienze. Sarà lui stesso che vi illustrerà il programma necessario per potere andare avanti e corrispondere alla sua richiesta. Io posso soltanto dirvi che Gesù intende offrire al Padre ognuna di voi, come mezzo e strumento di santificazione della sua Chiesa. E, questo, non è certamente un compito facile, ma è una difficile meta alla quale soltanto lui potrà condurre le vostre anime e soprattutto i vostri cuori, perché, per offrirsi a Gesù per gli altri, bisogna veramente amare dal più profondo del cuore e costituire per gli altri un riparo, un muro indefettibile e difficile da scavalcare, perché, soltanto in questo modo, il nemico potrà veramente confondersi e desistere dalla sua impresa.

Vediamo un po’.

Per esempio, a Bronte, possono esserci 10, 15, 20 che non praticano la Chiesa, che non fanno la comunione, che non esercitano il sacramento della penitenza. Che fare? Di solito si dice: ‘Vai a confessarti’. ‘Non vai in chiesa?’. ‘Perché non partecipi alla santa Messa?. Tutte queste espressioni sono buone, sono dettate dallo Spirito Santo. Però sono inutili, perché chi li ascolta non vuole neanche sentirne parlare. Allora cosa rimane? La preghiera e, insieme alla preghiera, l’offerta.

Come si fa questa offerta? Al momento dell’elevazione, che avviene, come voi sapete, durante la Mensa eucaristica, bisogna dire:

O Gesù, che sull’altare ti immoli per tutti noi, io, insieme a te, colgo questo momento di grandissima santificazione, di gioia, di amore e di accoglienza, per unirmi a te, offrirmi con te vittima per tutti i peccatori, in maniera che tu possa, secondo la tua volontà e il tuo pensiero, donare questo piccolo sacrificio, questa piccola offerta a favore del fratello o della sorella”.

Sono cosette facili, semplici, elementari, ma per le quali è necessario avere un cuore veramente grande, pulito, genuino, semplice e soprattutto amante, perché non è possibile offrire il proprio cuore, la propria preghiera, se, prima o dopo di questo, si cominciano a dire parole di offesa, di insulto, di accusa, o anche peggio, alla sorella o al fratello per il quale si è pregato.

La Chiesa nuova di Gesù vuole essere fondata su anime che partecipano, in tale modo, all’Eucaristia, cioé quanto avviene sull’altare, tramite Gesù, deve avvenire in ognuno di voi, che, insieme a Gesù e per sua volontà e opera, si trasformi in ostia sacrificale al Padre per il fratello malato, sofferente, peccatore, bestemmiatore, disobbediente, incredulo e via di seguito. Questa programmazione Gesù la diffonderà in tutta l’isola, ovunque andrà a parlare, parlerà e diffonderà di questo suo desiderio, trasformare le anime in anime offerentesi per i peccatori e sarà in questo modo che Gesù conquisterà e trasformerà il cuore di tutto il mondo.

La vostra preghiera è bella, è una preghiera semplice, una preghiera collettiva, molto buona, molto amabile, molto sincera, ma manca fondamentalmente di questa offerta o donazione, tranne forse per alcuni che già compiono questo gesto di offerta. La cura fondamentale delle anime sia perciò, per ciascuna di voi, la principale occupazione e il principale motivo della vostra preghiera. Sia per sempre, per voi, un insegnamento questo, che serve, non solo singolarmente, per ognuno di voi, ma anche per gli altri. Ditelo agli altri, se conoscete anime devote, che vanno in chiesa, che fanno l’adorazione a Gesù sacramentato, chiedete ad esse di offrirsi per tutti gli altri. Naturalmente l’offerta presuppone una vita veramente di offerta, cioé una vita trascorsa, durante la giornata, in uno stato di donazione a Gesù per tutto ciò che gli si chiede, quindi una vita di preghiera, una vita soprattutto di unione con il Cuore di Gesù, perché, poi, al momento della santa Messa, questa unione possa realizzarsi nella richiesta che io vi ho descritta.

Tutto questo è un programma di vita nuova, che il Signore verrà a illustrarvi, venendo in mezzo a voi. Nell’attesa, pregateci, fate anche qualche novena, perché questa novena possa preparare il vostro cuore all’amore per i fratelli.

Stasera la Voce ha iniziato per tutta la comunità la Novena della santa Rivelazione, allo scopo di iniziare tutti quanti questo programma nuovo, che Gesù vuole svolgere in mezzo a voi.

Andate adesso e riparate, riparate col vostro cuore con la vostra offerta, con la vostra preghiera, ciò che oggi è stato fatto di sbagliato, ciò che è stato detto, ciò che è stato pensato, ciò che è stato diffuso in pensieri, parole e opere, non in maniera da condursi davanti all’altare del Padre.

La riparazione infatti è molto importante ed io ve lo lascio come compito fondamentale della vostra sera. Prima di addormentarvi, recitate l’atto di dolore e, insieme all’atto di dolore, il dolore per i propri peccati, per le proprie offese, questo atto di riparazione di tutto ciò che è stato fatto male e che pure non stato fatto.

Ora, lasciandovi, vi dò l’appuntamento per l’incontro con Gesù. Io sarò infatti presente e, se mi sarà possibile, verrò anch’io a parlare in mezzo a voi. Intanto ricevete il pensierino mio della sera, che soprattutto rivolgo per i malati, per i sofferenti, per quelli che non possono presenziare alla preghiera. Vi prego, qualcuno di voi conduca questo pensiero a loro, nel loro lettino, e dite che io sono accanto a loro.

 

 

Pensierino della sera.

 

Figlioletti miei, l’ambàscia, il dolore, la sofferenza, la malattia sono tutti mezzi di espiazione e di purificazione. Il Cuore divinissimo di Gesù vi insegni come potere accogliere questi momenti tanto difficili, nel vostro cuore, per offrirli al Padre in riparazione dei peccati vostri e di tutti gli altri uomini. È, veramente, un grande dono ricevere una sofferenza, perché la sofferenza purifica, trasforma e rende degni di ricevere il Cuore misericordioso del Figlio di Dio.

Gesù, sulla croce, ha voluto dimostrare questo, innalzando e santificando la sofferenza ai piedi del Padre come mezzo di espiazione e santificazione di tutti i peccatori.

Amen.

 

Gesù sia sempre con voi e ed io, insieme a lui, costituisca per voi la vostra forza, difesa e il vostro aiuto.

Andate dai malati, correggete quelli che compiono errori ma con l’amore, non con rimproveri.

Andate presso gli uffici, dove si svolgono pratiche, dove c’è molta licenziosità e molti pochi scrupoli e lì innalzate l’altissimo canto al Dio dell’amore, perché ogni uomo si converta e trasformi il suo cuore.

Amen. Così sia.

Per Gesù e Maria.