L’ADAGIO DELLA MISERICORDIA.

IL MALIGNO HA STROFINATO LA CODA.

GIORNI SEGNATI DALL’AMORE.

CERCO UOMINI CORAGGIOSI.

LA CHIESA DI DIO SI APRIRA’.

 

 

 

  1. - L'adagio della Misericordia.

 

2 giugno 1996.

 

La pace del Signore Iddio si posi su ciascuno di voi.

Ritorno nel mio luogo natio

Ritorno dal piccolo paese.

 

Vivo qui, ora, in mezzo a voi.

Rifocillerò il vostro cuore.

Rinverdirò le vostre speranze.

Ricostituirò il mio piccolo cenacolo distrutto, sconvolto, disanimato.

Io vengo perché in voi ci sia l'ascolto della mia parola.

Vengo perché in voi ci sia il sussulto per il mio cuore.

Vengo perché Gesù di Misericordia ha nel suo cuore tutti coloro che vivono in lui.

 

Riponete, perciò, il vostro dolore.

Riconducete le vostre speranze in me.

Io sono il Dio della vita e della Misericordia.

Io sono il Dio di ogni vostro pensiero.

Sono il Dio di ogni vostro palpito.

Sono il Dio di ogni vostro timore.

Se siete in me nulla potrà accadervi.

Se siete in me nulla potrete temere.

Se siete in me adoperate ogni cosa, perché trionfi il mio regno.

 

L’occulta forza del male ha strofinato contro di voi la sua coda, smerigliandola perché si lucidi e perché si rinvigorisca, ma io ho ridotto ogni sua virulenza, ho abbattuto ogni suo contrasto, ho eliminato ogni sua forza, perché voi appartenete esclusivamente a me.

Il vostro lamento, il vostro pianto, i vostri sussulti, i vostri singhiozzi sono tutti miei.

Io li ho presi per me.

 

Sono venuto per donarvi la pace.

Sono venuto per donarvi il mio cuore.

Sono venuto per riposare nuovamente qui.

L’adagio suonato nel coretto è l’adagio della Misericordia.

Io lo ripropongo a tutti voi.

Di qua partirete. Tornerete colà e poi ancora altrove, in altri luoghi, in altri posti, dove si piange, dove si maledice, dove ci si tormenta, dove non esiste l’amore.

 

Io voglio essere condotto dalle vostre labbra e dai vostri cuori in tutti i posti, perché tutti sappiano che Gesù di Misericordia è tornato sulla terra, che la Misericordia del Padre non si è spenta, che la Misericordia del Padre lavora ..., per curvarsi sui malati, sui moribondi, su coloro che trepidano nell’attesa, su tutti, insomma.

E’ per questo che vi ho chiamati, perché voi poneste nel mio cuore ogni vostra fiducia, perché voi poteste in me confidare totalmente, ciecamente, perché io sono il Signore, io sono il Sovrano, io sono il Re di tutte le cose.

 

Sciorinate i vostri panni al Sole, oggi, il Sole, il Sole della bellezza, il Sole trinitario.

Asciugatevi di fronte a questo Sole, perché questo Sole non tramonterà mai. E’ il Sole della fiducia e della consolazione. E’ il Sole della meravigliosa, abbondante, straordinaria pioggia che, vincendo i nuvoli dell’inverno, porta con sé la primavera e poi l’estate.

 

Io sono l’Eterno, il grande innamorato dell’uomo. Sono l’infinito fattomi carne. Sono presente sempre, in ogni luogo.

Chiunque vorrà venire con me abbandoni tutto e scenda, scenda verso la mia stessa speranza, scenda verso il luogo dove io pongo le mie consolazioni, scenda nel posto dove io risiedo, che è il posto della vita, il posto della benevolenza, il posto dell’amore, della carità.

Nessuno di voi rimanga solo. Tutti venite a me, tutti. Sono venuto a chiamarvi uno per uno. Sono andato nei posti più lontani, più disparati. Ho usato stratagemmi di ogni genere.

Ma come fate a non accorgervene? Come fate a continuare lungo la strada sbagliata?

Io rinserro i cuori nella mia dolcezza, nella mia benevolenza, nel mio amore.

 

Siate felici, perciò, perché vi ho chiamati, perché vi ho ancorati al mio manto, il manto della Misericordia.

 

Ridurrò ogni uomo, di fronte all’amore, nell'impotenza. Farò sì che egli si arrenda, perché, soltanto l’amore, è la forza invincibile che trascina ogni cosa, l’amore del Signore, l’amore potente di Dio, l’amore che trascolora ogni cosa.

 

Là, lontano, nel piccolo paese che fuma, io ho sonorizzato le mie parole di amore, ho sonorizzato i miei palpiti invincibili, ho allungato le mie braccia per stringere forte al mio petto quei volti straziati, quelle voci incredule, quelle voci assordanti. Ed io continuerò questa strada, promulgando l’anno della Misericordia e della vita, perché in tutto il mondo ci sia il mio conforto, la mia voce, la mia misericordiosa accoglienza.

Tutti dovranno capire. Tutti dovranno sentire. Tutti dovranno accogliermi.

 

E’ inutile, è inutile che ci si cristallizza dietro cose passate, dietro cose ormai stantie. E’ inutile che ci si inorgoglisce dietro inutili frasi fatte.

Io sono la vita, l’amore e la verità. Io rinnovo i cuori, e trasformo l’esistenza di tutti coloro che mi incontrano.

Per questo avviene il miracolo. Per questo voi trascinate dietro tutte queste folle smarrite che ascoltano, ascoltano la mia voce.

E’ un giorno o due, segnati dall’amore, che io vengo in mezzo a voi, ma continuerà questo giorno e certamente inonderò di esso il mondo intero.

 

Cerco uomini, cerco donne, cerco bambini, cerco grandi, cerco piccoli, piccini, straordinariamente effusionati nella mia voce, perché prima bisogna che si ascolti, prima bisogna che ci si lasci trascinare da questo vento nuovo, bisogna che ci si lasci portare da questa onda di meravigliosa accoglienza, perché il cuore venga rinnovato, perché il cuore venga plasmato, perché venga addolcito.

Nessuno di coloro che voi incontrerete avrà un accento così misurato e così lieve come il mio, un accento di meravigliosa accoglienza per tutti coloro che sono sofferenti, che sono abbandonati, che sono isolati.

Solo la Misericordia di Dio può inoltrarsi negli anfratti spinosi, in mezzo alle carogne virulenti condotte verso la morte dal nemico di Dio.

Solo la Misericordia di Dio può fermarsi sopra le piaghe, sopra gli uomini che sono feriti, sventurati, abbandonati negli angoli oscuri.

Ed io sono la Misericordia. Io vengo per questo. Io nutro i cuori col latte misericordioso di Maria, perché tutti, tutti comprendano che il Dio della Misericordia è tornato sulla terra.

 

I tempi della Misericordia sono pronti. L’uomo sia in ascolto perché pioverà dal cielo l’eterno, l’eterno messaggio della vita.

Esso sarà preparato dai vostri cuori, dai cuori che si sacrificheranno ad accogliere il Verbo di Dio, fattosi carne, usando le proprie mani, i propri piedi, perché vengano piagati al modo usuale, quello di Dio.

Esso verrà, scenderà, porterà il conforto, porterà la vita, porterà il sollievo necessario per condurre le folle al regno di Dio.

Perciò, riposate in me.

Riconducete ogni cosa nel vostro cuore.

Riposate nel mio amore.

Riposate in chi vi dico io.

E’ questi l’amico.

E’ questi il conforto.

E’ questi il consolatore.

E’ questi il Dio santo venuto dal cielo a riposare in voi.

 

Perché? Perché non mi credete? Perché annullate tutto ciò che io faccio? Perché sospirate? Perché considerate tutto questo qualcosa di impaccio, di astruso, di sbagliato? Io esco da questo luogo. Io vado di qua e di là, mantenendomi però sempre uguale, costante, possente, impetuoso, ora dolce e misericordioso, ora grandioso.

Perché dunque arrancate? Perché dunque non credete? Perché? Ditemi, perché, perché?

Io sono andato in quel posto. Mi sono fermato. Ho asciugato le lacrime. Ho confortato. Ho incoraggiato. Ho istruito.

 

Ora torno qui. Qui riconduco le mie anime. Qui riconduco i miei apostoli. Qui riconduco il mio tempio. Qui rifaccio di nuovo il cammino all’indietro, perché tutto si riponga così com’era, tale e quale, senza del nuovo, senza nulla che cambi, perché il Signore Dio è grande. Egli è potente. Egli è forte. Egli …

 

Riconducete tutti coloro che si sono dispersi.

Riconducete a me tutti coloro che non hanno ascoltato.

Riconducete a me tutti coloro che hanno soffiato su di me per intiepidire il vostro cuore, per ridonarvi la sofferenza di un tempo.

 

Ora, no! Ora ci sono io. Ora sono venuto. Ora sono qui, perché il vostro Dio si compiace di queste misure diverse, perché il vostro Dio vuole che voi allentiate il filo, quando è giusto che si allenti e lo stringiate, quando è giusto che venga stretto.

Per questo vi riporto nel luogo dove io sono nato.

Per questo vi riporto qui, perché, sedendovi davanti a me, riceviate da me la consolazione e il giusto, giustissimo conforto.

Ora sì che vengo!

Ora sì che vi porto con me!

Ora sì, sì ancora un po’ e poi verrò.

 

 

  1. – Sono qui in mezzo a voi.

 

Ero andato per il mondo a cercare uomini adatti per me e non li ho trovati. Allora la cosa è venuta da sé. Mi sono fermato qui, in questo borgo scoperto, all’ombra di Maria, in questo luogo dove voglio riportare ognuno a casa mia.

E’ in questo luogo che sono venuto e tutti lo devono sapere. E’ qui, proprio qui, che sono sceso e ho parlato ed è qui che voglio essere annunziato.

Ora, perciò, ritorno, perché voi riprendiate la vostra maniera di vivere qui, tutti attorno. Ricondurrò qui chi è lontano. Ricondurrò qui chi vi ha preso la mano. Riporterò qui tutti coloro che da me sono stati chiamati, sventurati, offesi, maltrattati, ma tutti, tutti allo stesso modo amati.

Ora vengo e mi siedo. Ora vengo e mi porto fra voi. Ora vengo, sì, sono qui in mezzo a voi.

 

 

  1. – La Chiesa di Dio si aprirà.

 

La riproduzione e il commento sono dell’angelo, dell’angelo dell’amore.

Sono venuto, sono corso, sono venuto insieme al mio Signore, perché voi non rimaniate sbalorditi di fronte a tale invito.

Gesù vuole dire che egli è ritornato in questo luogo, dopo che vi ha chiamato a compiere ciò che voi sapete. Ed ora, ritornando qui vuole che si compia tutto così e così.

Vuole che il Cenacolo sia ribadito, che sia ricostituito nel suo essere insieme. Vuole che ogni cosa sia riportata là, da dove si è partito.

Poi il Signore vi chiamerà altrove, il Signore vi ricondurrà in quel posto e di là andrete ancora vagando in altri suburri e tracotanti situazioni, perché il Signore della devozione vuole condurre ogni cuore alla preghiera e all’amore. Sarete condotti, perciò, in posti diversi e in questi luoghi voi farete sosta ed ivi parlerete di Gesù redentore.

L’accoglienza ci sarà. Non temete. E’ la Chiesa di Dio che si aprirà.

 

(Da VX Documenti 020696 Adagio della Misericordia)