5 AGOSTO 1996

 

  1. - Pietro, mi ami tu?

(FV 050896LcsA FV n01 Catechesi)

 

5 agosto 1996.

Durante il Rosario alla Misericordia.

 

Non ho risposto ancora alla vostra chiamata, al vostro appello di soccorso.

Non ho risposto ancora. No!

 Ho atteso fino all'ultimo il momento più adatto a potervi concedere la pausa dell'amore tanto da voi desiderato e richiesto.

 Per questo fu atteso fino a questo momento per donarvi poi ciò che voi desiderate, poiché l'appello al mio Cuore è stato riconosciuto dal Padre mio come appello sacrosanto, come richiesta utile e necessaria a che la vostra speranza e la vostra vita sia condotta nell'amore.

Ho suscitato in voi il benessere della udienza della parola.

 Ho suscitato in voi l'accoglienza.

Ho suscitato in voi tante altre cose che voi già conoscete, come il riposo, la quiete, l'amoroso appello alla Chiesa, l'utilità della preghiera, la necessaria volontà di rivolgersi al Padre tramite me.

Ed ora sono venuto ancora una volta per donare a voi l'ultimo mio quesito, che è questo: Pietro, mi ami tu?

 La mia domanda è posta a ciascuno di voi, perché ciascuno di voi, anzi, in ciascuno di voi io ravviso il mio Pietro, il Pietro di quel tempo in cui io, raffigurandomi in mezzo a gli apostoli come capo e fondatore della Chiesa, volli in lui esprimere e manifestare la mia volontà di quel possesso che sarebbe diventato umano.

 Perciò anche a voi dico: Pietro mi ami tu?

 Egli mi rispose: Lo sai, Maestro, che ti amo.

 E voi cosa fate? Cosa dite?

Lo so che il vostro cuore risponde allo stesso modo, per cui concludo dicendo, allora: Pietro, pasci le mie pecorelle.

Ad ognuna di voi infatti affido la mia Chiesa, perché ognuno di voi, diventando il mio Pietro, possa pascere gli agnelli e le pecorelle a lui affidate.

 Gli agnelli e le pecorelle siete voi stessi, voi che avete costituito intorno a me il gruppo della speranza e della letizia in me, nel mio cuore calpestato e offeso, nel mio cuore vituperato, nel mio cuore ferito.

 Per questo io affido a voi questa gioia grandiosa, che è quella di sapere coltivare insieme a Pietro le pecore e gli agnelli di tutti i tempi.

 Siete voi le speranze del mondo, in quanto a voi ha parlato il mio Spirito in parole nuove, parole di speranza e parole di carità.

 Per questo, non vacillate di fronte agli attacchi del nemico di Dio, non esitate là dove non è necessario esitare.

 Voi conoscete la mia parola,

Voi la sapete.

Parla al vostro cuore.

Interiorizza nel vostro animo ogni contenuto da essa espresso.

Perciò, perché esitate?

E poi, di che temete?

Procedete avanti, avanti, sempre più avanti, sicuri nell'amplesso soave che il mio cuore ha dato a ciascuno di voi.

 Che altri non vedano, che altri non sentano che altri non intendano, che importa?

 Io voglio costituire la mia Chiesa su nuove fondamenta, che sono gli apostoli del tempo che mi da(?), il tempo nuovo che vuole rimarginare le ferite della mia Chiesa, lambiccata qua e là da deliri stravolgenti e da violenze antiche e nuove.

 La mia Chiesa è divenuta un sepolcro, nel quale non l'amore, ma la violenza, l'incostanza, il vituperio, la falsificazione, l'ipocrisia, tutti i valori negativi del mondo si sono accumulati.

Per questo chiedo l'elemosina altrove, in mezzo alle folle spaurite e tremanti, fra gli uomini e le donne che sanno veramente comprendere un cuore disperato, un cuore fraterno ed amico che vuole rifugio, che vuole salvezza, che cerca speranza.

 Per questo vado girando da una città all'altra, da un continente all'altro, da un paese all'altro, per fondare la mia nuova Chiesa, per dire ai miei nuovi apostoli: Venite, seguitemi, appellatevi a me, riconoscete in me il pastore della vita eterna.

 Io sono colui che ha dato il sangue per le sue pecorelle.

Per questo ognuno di voi dovrà cercare di donare il proprio sangue, perché la Chiesa vada avanti e si costituisca su fondamenta nuove.

 

Io chiedo una comunità di vita, una comunità nella quale l'amore sia al centro di essa.

E per amore intendo il perdono, la comprensione, la verità, l'appello costante alla pazienza, alla misericordia, alla contemplazione per le verità eterne.

Voglio che quest'amore, al centro di tale comunità, abbia il mio nome: Gesù, insieme a quello della Madre mia, Maria, perché entrambi, io e lei, costituimmo questo durante la nostra vita terrena ed è per questo che ho nominato la vostra comunità Gesù e Maria-Maria e Gesù.

 Eravamo laici come voi, non del clero, non sacerdoti.

Eravamo come voi semplici e poveri, misti nel nostro vestire di lino e di lana.

Eravamo costituiti l'uno e l'altro in una semplicità di cuore, che era speranza di vita eterna.

 Giuseppe costituiva il terzo di questa semplicità di vita.

 Ed è questo che vado in cerca nel mondo

Ed è di questo che vada in cerca del mondo.

E' di questo che io voglio parlarvi, di una vita eterna rappresentata dall'uomo, dalla donna, dal figlio, dallo sposo, dalla sposa, dai parenti, dagli amici, dagli amanti tutti, senza alcuna difficoltà.

 La comunità perciò si reca su uomini e donne capaci, che siano sostenitori della croce di Cristo, capaci cioé di donare la propria vita per la comunità stessa, di donare il proprio sangue perché la comunità si regga su basi valide, su una vita di comunione, di speranza e di verità.

 E' in questo modo, perciò, che io stesso scelgo le creature adatte.

E ho scelto voi, perché voi mi siete apparsi gli uomini e le donne del tempo adatti a sostenere questa croce, adatti a portare la croce per amore degli altri e per l'amore della verità, per amore della santità, per amore di una Chiesa nuova.

 Il privilegio di Pietro rimane certo quello che è, senza che alcun ministero sia toccato o manipolato, ma gli uomini e le donne siano autonomi l'uno per se stesso affinché essi ritrovino quella calorosa accoglienza che fu dei primi cristiani al tempo dei primi apostoli e poi dei succedanei discendenti fino ai martiri.

La Chiesa dei primi tempi dovrà costituirsi in comunità di sole splendente, nelle quali gli uomini e le donne trovino il proprio posto di animatori di una catechesi nuova nella quale sia al centro l'amore e l'apostolato profondamente rinchiuso nella vita terrena, dedita alla povertà, alla castità e all'obbedienza, l'obbedienza si intende alla Chiesa pura e santa, costituita dal Papa, dai vescovi e nella sua gerarchia genetica, così come essa ancora si trova.

Ma per il resto ogni comunità sia autogovernante in se stessa e conduca le proprie pecore all'ovile, necessariamente rivolta alla vita eterna.

Cosa dovrà compiere la comunità? Opere di bene a tutto spiano, spirituali e materiali, servendosi di quelle necessarie opere di riedificazione che sono utili all'anima e al corpo.

Siano ricoverati i miei poveri.

Siano addestrati nell'uso della parola di Dio.

Siano catechizzati nella riconquista del santo Vangelo.

Siano costituiti testimoni veritieri della vita santa di Dio sulla terra.

 

Ad essi affido perciò il compito di catechizzare, testimoniando con la propria vita, un esercito di salvezza, mandato dal Padre sulla terra, perché ogni uomo riconosca che egli è stato creato da Dio per la salvezza di se stesso e degli altri.

 

Ma accanto a questa apoteosi del Vangelo, che deve essere riconquistato in tutti i suoi aspetti, profondamente rivissuto nella parola, bisogna che ogni comunità abbia i suoi poveri da allevare e da custodire, attraverso una continua opera di benefica assistenza, che vada dalla semplice comune appropriazione di quelli che sono i bisogni degli altri per risollevarli fino anche a costituire un letto, un posto, un pasto caldo per coloro che tutto questo non hanno.

Ma a questo si giungerà più avanti nel luogo e nel tempo ad esso debiti.

 

Ogni comunità abbia il suo rappresentante e sia esso un capo a tutti gli effetti, essendo a tale scopo costituito dalla comunità stessa, perché questo capo, rappresentante della audacia sua condottiera, sia fervido costante testimone del Vangelo, portatore di pace e di misericordia, condottiero semplice, ma forte, coraggioso e possente. Abbia le qualità di colui che è stato inviato sulla terra, per testimoniare il Verbo santo di Dio.

 

E accanto a lui ci sia un presbiterio di uomini e di donne, costituite fra le più eccelse donatrici di virtù, capaci cioé di costituire un discernimento adeguato accanto a opere di carità e di misericordia.

 

A questo punto, o fratelli, io taccio, poiché così si è ben costituito ciò che chiedo.

Tutto il resto non è da me.

Io vivo e amo.

Io spero e guido.

Io sono nel Vangelo.

Io vivo solo nell'amore.

Io sono Gesù, l'amato Signore, sono la vita, la verità e l'amore.

Vivo in chi mi ama, in chi ama e vive per morire per me nel vangelo di Dio.

Amen.

 

La costituzione della vostra comunità pertanto dovrà ancora essere limata, dovrà ancora essere riparata, dovrà ancora essere rifornita in tutti i suoi aspetti e in tutte le sue caratteristiche.

Per questo io invierò presso di voi uomini capaci.

Non temete.

Siate pronti nell'attesa.

Predicate ed amate.

Pregate e costituite questo presbiterio capace di guidare la comunità, accanto al rappresentante, che è capo e responsabile della comunità.

Il resto verrà nel tempo.

 

La mia parola nel Vangelo, costituito dalla pagina da voi scelta nel giorno adatto della vostra preferenza mattutina, sia la catechesi della settimana e insieme ad essa, accanto alla pagina del Vangelo, sia per voi, così come sentite, quella che ora ascoltate.

 

La mia parola, che di tanto in tanto a voi invierò, o per posta o per presenza autorevole, in mezzo a voi, sia per voi speranza, aiuto, sostegno, sprone a far sempre meglio, perché così io farò da oggi in avanti.

 

Ora. Amen.

Pregate perché io sono con voi, perché il cielo accolga la terra e insieme si compia una simbiosi senza fine.

 

Ora, amen, amen, amen.

 - Gesù segna le porte col sangue.

(FV 040896LcsA FV n02 Visione I)

 

Durante la locuzione c'era Gesù camminava, camminava in una strada tutta polverosa.

Gesù aveva un saio francescano, però di colore chiaro. Era di sacco.

Aveva i sandali tutti impolverati.

Aveva una sacca sulla spalla e un bastone in mano.

Il bastone lo teneva nella mano destra e bussava alle porte con quel bastone.

La porta che si apriva la segnava con il sangue, quando non si apriva andava avanti.

Poi arrivava stanco in una chiesa.

Sull'altare c'era una tovaglia bianca.

Gesù, il sangue che aveva raccolto, lo deponeva su quella tovaglia. Amen.

 - Chiesa consapevole del sacrificio di Cristo.

(FV 040896LcsA FV n03 Visione I. Spiegazione)

 

Il sangue è il simbolo della vita.

Il Signore ha dato il suo sangue per darci la vita eterna, per liberarci dal peccato e per restituirci alla vita eterna.

La sua andatura è svelta e si ferma accanto a tutte le porte, perché il Signore vuole raccogliere il sangue da parte di tutti noi, di coloro che vogliono aderire alla sua chiamata, cioé vuole che ognuno di noi si unisca al suo sacrificio sull'altare.

Ecco perché deposita poi nella chiesa il sangue raccolto.

La nostra vita, i nostri gesti, i nostri pensieri, la nostra giornata, i nostri dolori, la nostra gioia, le nostre preoccupazioni offrirli insieme a lui sull'altare.

 

Questa partecipazione dovrà costituire la nuova Chiesa, una Chiesa cioé consapevole del sacrificio fatto da Cristo.

 - Il giardino della Misericordia.

(FV 040896LcsA FV n04 Visione II)

 

C'è un giardino. E' il giardino della misericordia.

Gesù ha messo il seme. La Madonna lo innaffia.

Sono spuntate le piantine.

Il giardino è pieno di piantine.

A guardia ci sono gli angeli.

Ma di notte, al buio, qualcuno entra nel giardino e calpesta tante piante. Tante vengono strappate e tante calpestate.

La mattina, alla luce del sole, si vede che quel giardino è devastato, è devastato dal nemico di Dio. Amen.

 - Tutto sottoposto alla volontà degli uomini.

(FV 040896LcsA FV n05 Visione II. Spiegazione)

 

Nella visione si simboleggia come spesso la comunità, costituita dalla presenza di Cristo, dal suo amore, dalla sua misericordia, sia poi devastata dal cinghiale nefasto che giunge improvviso a compiere i misfatti.

 

Questo è soltanto un esempio che però non ha una continuazione. Serve soltanto ad indicare come ogni cosa sia sottoposta poi alla volontà precisa degli uomini che possono aderire o no alla volontà di Satana.

 

Perciò state in guardia fratelli, perché tutto quello che non è da Dio è opera del demonio.

 

Non è da Dio la lusinga.

Non è da Dio la superbia.

Non è da Dio il vantarsi.

Non è da Dio il prestigio; non è da Dio il susseguente imporsi.

Non è da Dio il volere ad ogni costo costituire in sé ogni volontà.

 - Dio perdona e l'uomo no.

(FV 040896LcsA FV n06 Catechesi Personale)

 

La coronazione di ogni anima è costituita dal perdono, dal perdono verso se stessi e verso gli altri.

 

Io ho perdonato il ragazzo. E’ lui che non perdona se stesso e non perdona gli altri.

 

Questo dii a nome mio.

Digli che Gesù di Misericordia lo ha perdonato già da tempo e che attende che lui si perdoni e perdoni tutti coloro che vanno perdonati nel mio nome e nel nome del Padre.

 

Egli non ha motivo in tal modo di entrare nell'angoscia, ma piuttosto di uscirne per andare incontro felice alla Pasqua del Signore.

 

Le mie parole riportale testualmente, perché è così che si salva un'anima, non con le parole personali, quelle non hanno senso, l'anima non le ascolta.

  Rigoverna la tua casa.

(FV 040896LcsA FV n07 Catechesi Personale)

 

Sono grato, o padre, per l'immenso amore che hai manifestato verso la tua famiglia e verso, in particolare, la tua figlia.

E' in questo modo che io ho manifestato a te la mia misericordia.

 

L'otturazione di quanto scavato può essere effettuata.

Lo scavo è stato compiuto nella misura giusta ed è giusto tutto ciò che è stato effettuato nella tua dimora.

 

Adesso compi le ultime indicazioni che ti saranno date dal Padre santissimo e rigoverna la tua casa, così come è stata nel passato.

Ricomponi la tua famiglia e vivi nella pace e nella parola di Dio.

Addio.

 - Strada non di lugubri parole e pianti.

(FV 040896LcsA FV n08 Catechesi Personale)

 

Componi le tue trecce, o donna, e vai per una strada nuova che io stesso ti indicherò. Non è in tal modo che ti chiedo di piangere sul tuo dolore, perché queste cose non sono da Dio.

E' il nemico di Dio che ti spinge alla disperazione.

La tua figlia è con me. Ho donato a lei il paradiso.

Cosa vuoi di più?

Cospargo adesso la tua figlia piccola dell'unguento dolce degli angeli, perché presto abbia a riprendere il suo aspetto normale. Per questo ti dissi, donna, già che tu devi ricomporre le tue trecce e andare attraverso una strada che non sa più di lugubri parole o di pianti inutili.

 

Sorridi, o donna, cospargi d'amore queste piccole tenere membra. Cospargili di baci e di aurora, di amore questa figlia che t'è rimasta, perché è a lei che tu devi tutto l'amore.

 – Vai nel paese di U’sala.

(FV 040896LcsA FV n09 Catechesi)

 

La tua Chiesa è pronta per accoglierti.

Il tuo amore è pago per me.

Non temere, figlia.

Io conosco ogni cosa di te. So la tua sofferenza e i tuoi dolori.

Ho ripagato in parte la tua attesa.

 

Vermiglio è il tuo cuore, perché so che tu ami, che ami di un amore buono e santo, di un amore soave.

 

Sono esplicito nel mio dire.

Vieni da me, ti prego!

Non lasciarti ancora aspettare. E ti ho chiamato in questo luogo e in questo punto, perché tu ti unisca agli altri, perché tu doni al mio cuore squarciato il tuo grondante sangue.

 

Vieni, ti prego.

La misericordia ti attende.

La misericordia ti ha salvata.

La misericordia ti ha chiamata.

 

Ora ùsala, ùsala, ùsala, ùsala.

 

Vai nel paese di ùsala.

Corri verso i tuoi ed ùsala.

Prega ed ùsala.

Parla ed ùsala.

Canta ed ùsala.

 

Vai, vai, o figlia.

Usa, ùsa, ùsa la mia misericordia.

Essa è l'anima della vita, della vita del cristiano.

Essa è tutto; è la soavità dell'amore stesso; è l'amore; è la vita; è la santità di Dio in terra.

 

La misericordia, àmala.

La misericordia, sèguila.

La misericordia, sia per te la nota vera della tua vita.

 - Ti voglio tutta per me.

(FV 040896LcsA FV n10 Catechesi)

 

La santità è opera di Dio, ma anche opera di ognuno di voi.

 

Figlia mia, adòperati, adòperati, per diventare santa.

Ti voglio santa.

Ti voglio tutta mia.

 

Affrettati! Affrettati!

Corri! Corri!

Vieni! Vieni!

Vieni da me! Vieni! Vieni!

Ti voglio tutta per me!

 - Signore, grazie.

(FV 040896LcsA FV n11 Catechesi)

 

Oh! Finalmente una chiamata restituita al mio cuore.

Oh! Finalmente un'opera d'amore, rivolta al mio grazie, al mio dire grazie, Gesù, al mio salutarmi, al mio restituirmi, al mio dirmi ti riconosco, Signore. Sei in me.

 

Quali parole più soavi possono esserci per me, che sono venuto a trapiantare in voi il seme dell'amore e della vita?

Quali altre parole ditemi per un uomo-Dio che vive della vostra vita, che soavemente si nasconde per essere ritrovato, per essere chiamato, per essere ricostituito nel vostro essere?

 

Io mi affretto.

Io vengo.

Io vi chiamo.

Io vi prendo con me.

E poi, qua la mano.

Ti dico: Vieni con me.

Ed ora tu mi riconosci.

Ed ora tu mi dici: Signore, grazie; mi hai dato ciò che mi avevi promesso.

 

Ti sei aperta, o figlia, come un fiore ed io ho trapiantato in te l'amore.

Tutto qui.

Vi par poco?

 

E' soavità di cielo questo.

E' dolcezza infinita.

E' il miracolo di vita.

 

Su! Cantate l'alleluia!

 

Su dite: Signore, è venuto il momento della Pasqua.

Signore, tu ci hai salvato, tu ci hai donato l'angolo di cielo, il paradiso, in questo luogo dove tu sei venuto.

 

Grazie, Signore.

Grazie, o Dio della luce.

Grazie, o eternità di cielo.

Sei venuto in costei, che ti è figlia.

Vieni in tutti gli altri e rendili vermigli e pronti come lei.

 

Grazie, Signore.

 - Le Comunità dovranno compenetrarsi.

(FV 040896LcsA FV n12 Catechesi)

 

L'ardente zelo, o figlio, che ti ha fatto apostolo nella tua prima comunità, io l'ho preso per portarti qua.

 

Tu conosci la parola. Tu la studi. Tu la confermi. Tu la libri.

E questo è il motivo per cui ti ho chiamato, perché nell'assenza della Voce tu possa essere guidato dallo Spirito Santo a leggere la pagina del Vangelo di vita, ad illustrarla ai fratelli, a catechizzarli.

 

E' un incontro soave che io voglio innestare tra la comunità prima, che ti ha chiamata, e questa nuova che ti ha ricevuta.

 

Tutte le comunità dovranno compenetrarsi e comprendersi a vicenda in una universalità nuova.

E tu sei uno di questi segni, o mio fratello, o mio compagno, o mio amico, o mio amico bello.

A te dò il libro della vita, perché tu lo tenga per te e lo custodisca, lo vivifichi con la tua assistenza sulla terra e poi lo impartisca nei cenacoli di vita ai tuoi fratelli, a quelli che ti affido in questo momento e nei tempi futuri, a cogliere nel tuo cuore come tanti altri figli e sappi che essi sono i figli di Dio a te affidati che neppure uno di essi perisca, così come egli te li ha dati.

 

Non temere.

A te sarà dato zelo, potenza, forza, coraggio, penitenza.

 - Libererò a chi dico io.

(FV 040896LcsA FV n13 Catechesi)

 

I dubbi e le perplessità sono svaniti per sempre. Non ci saranno più, figliola mia.

 

Figliola cara, non temere.

L'accoglienza alla Voce è tutto.

Voi ormai lo sapete.

Rimanete così in questa accoglienza.

Riaprite il cuore nuovamente a lei.

Ripostulate la sua venuta.

Io la manderò fra voi, l'ho detto, o per scritto o per presenza sua.

 

Per il resto, guida sia il Vangelo.

L'amore di Cristo che t'ho donato, attraverso colui che ti sta a lato, attraverso ciò che nella tua vita di più prezioso tieni, sia in questo periodo segno della mia presenza in te.

 

Che io ti libererò questo è certo.

La mia venuta sarà presto, perché tu lo sai.

Sei una di quelle anime che attendono già d'assai. E questo lo so. Perciò presto verrò e ti libererò insieme a chi dico io.

La verità è questa. Attendila e presto lo saprai.

 - Irrobustisci le tue membra.

(FV 040896LcsA FV n14 Catechesi)

 

La bambinetta che sei, da bambinetta che sei, vivi nella verità già. E questo mi consola, mi dà pace, mi dà consolazione, mi dà fortezza, perché tu lo sai che io vivo in ciascuno da voi, che da piccolo comincia a svilupparmi a poco a poco con le treccine e i piedi e le gambette e tutto il resto.

Bene!

Quando ti dico grazie per la fortezza, tu lo capisci. Dai fortezza e irrobustisci le mie membra in te.

Continua così il tuo viaggio, o mia bambina.

Tu mi parli del padre tuo. Ebbene, tu lo sai. Egli non è da me. Perciò, prega. Prega assai. Egli si ricostituirà in me, quando tu avrai nascosto il tuo cuore dentro di me.

 - Soffri per l'amore che non hai dato.

(FV 040896LcsA FV n15 Catechesi)

 

Sono in te.

Lo hai detto stamane ed è vero.

Ho liberato il tuo spirito.

Ora libererò le tue membra, il tuo corpo, la tua testa, i tuoi fianchi, le tue spalle, il tuo costato, le tue gambe, la tua gola.

Tutto ciò che è rimasto contaminato lo libererò, nell'attesa che si ricostituisca poi il centro vitale, che è il tuo cuore.

Questo è stato bersagliato dal nemico di Dio.

Questo è stato deturpato al punto tale che per tanto tempo tu più non hai amato.

 

Ma ora riprendi, o figlia, perché così ha voluto il Padre. Ti ha innestato nel mio cuore.

 

Per questo tu adesso soffri e soffri per amore.

Soffri per l'amore che non hai dato.

Soffri per l'amore che non hai conosciuto.

Soffri per tutto ciò che hai perduto.

 

Ma io ti dico che ti ricompenserò di tutto.

Tutto ciò che hai fatto io lo restituirò a te in perle preziose, di velluto.

 

Per questo ritempra la tua casa.

Ricostituisci la tua Chiesa.

Riprendi con te il tuo sposo.

Vivifica i tuoi figli con il tuo amore, con la tua santità.

E' questo che ti chiedo, o mia piccina.

E questo lo chiedo a ciascuno di voi, prima ancora che voi veniate all'interno della comunità, perché, attraverso la purificazione della croce che poi, venendo qua, voi donerete il vostro sangue a Gesù che attende sull'altare.

 

A tu per tu parlerò con ciascuno di voi.

Indicherò a ognuno di voi la strada.

Vi dissiperò le nubi e vi darò l'arcobaleno che vi guidi attraverso tutta la nera masnada.

 

 

  1. - Con l'amore santifica te stessa.

(FV 040896LcsA FV n16 Catechesi)

 

Sei viva, perché ti ho dato la vita e di questo conduci la tua preghiera al Padre.

 

Vivifica la tua giornata attraverso l'amore.

Sii nell'amore.

Propugna l'amore.

Consola chi ti sta accanto.

Perdura nell'amore e attraverso l'amore santifica te stesso.

 

La promessa fatta sarà mantenuta.

Ora, amen. 

  1. - Un fascio di fiori da offrire a Maria.

(FV 040896LcsA FV n17 Catechesi)

 

Guarita ormai tu sei.

Te l'ho detto e te lo ripeto.

Attendi ancora un poco e capirai, figlia mia, tutto ciò che ho fatto per te.

 

La restituzione della liberazione, cioé della libertà, la restituzione della famiglia, la restituzione della fede, la restituzione dell'amore, la restituzione della pace, della quiete, dell'accoglienza di tutto ciò che la vita ti prepara, ti par niente, o piccolo mia?

 

Tutto questo io ho preparato per te e tu, giorno dopo giorno, lo scoprirai accanto al compagno che ti ho dato.

 

La contaminazione degli altri non è per te.

Tu lo hai visto. Ti ho scelto per una vita nuova, per stare accanto a un uomo che ha bisogno di te, di te come compagna forte e santa, come compagna che faccia della sua vita e della tua un fascio di fiori da offrire alla Madre mia, puri, vermigli e gialli, puri perché vissuti nell'amore coniugale, nella castità e nella santità del matrimonio, vermigli perché accesi di amore e intinti del sangue della croce e gialli perché offerti nell'apostolato alla Chiesa, alla vostra Chiesa, alla comunità nascente nella quale vi ho posto, vi ho posti ambedue, tu e lui, lui e te.

 

Lui è niente senza te. Così tu sei nulla senza di lui.

 

Perciò rimettiti a lui, obbedisci a lui, sii per lui la compagna fedele e santa.

 

Dipendi da lui.

Vivi con lui nella speranza, nell'amore e nella santità.

 - L'amore è tutto.

(FV 040896LcsA FV n18 Catechesi)

 

L'amore non ha limiti.

L'amore non ha suoni.

L'amore non ha parole.

L'amore non ha segni, però vive di tutto questo. Vive anche di questo, ma può anche vivere non di questo.

 

L'amore è nell'aria.

L'amore è nel vento.

L'amore è nell'acqua.

L'amore è in ogni alito.

L'amore è in ogni speranza.

L'amore è nel battere delle ciglia.

L'amore è nello sgorgare di una fonte.

L'amore è nello sboccio di un fiore.

 

L'amore è.

L'amore è.

L'amore è esistenza.

L'amore è vita.

L'amore è presenza.

L'amore è costanza.

L'amore è contemplazione.

L'amore è verità.

L'amore è dono.

L'amore è santità.

L'amore è servizio.

 

L'amore è ancora molto più di tutto questo.

L'amore è tutto, figlio mio, tutto, capisci, tutto.

 

Questo dovete imparare poco a poco.

 

L'amore convince.

L'amore trasforma.

L'amore cambia.

L'amore inumidisce.

L'amore irrora ogni cosa.

L'amore inverdisce.

L'amore ripara.

L'amore santifica.

L'amore è miracolo.

L'amore fa tutto, perché l'amore è.

 - Ricostituisci la tua vita.

(FV 040896LcsA FV n19 Catechesi)

 

La restituzione dell'amore ti sarà dato, piccola mia, quando il tuo cuore si sarà liberato dal sovrappeso di cui è stato caricato a causa di tutti gli sbandamenti e degli sconvolgimenti.

 

Ti ho chiamato in questa comunità, perché tu possa, poco a poco, ricostituire la tua vita su una diritta via, non ascoltando a destra e a manca ciò che ti si dice, perché, tu lo sai, la tua famiglia è quella che hai costituito ai piedi dell'altare ed è formata dal capo, che è accanto a te, e dal piccolo vagìto che a te ho donato.

 

Fuori di questa famiglia non esiste altro per te.

Esiste soltanto l'amore di Dio.

Esiste la sua misericordia.

Esiste la sua santità.

Esiste l'incontro con lui, ma poi nient'altro, capisci, nient'altro.

 

Se tu infierissi verso queste due mete, la tua vita, tutto verrà semplificato, tutto sarà raddrizzato, tutto, vedrai, sarà cambiato.

 

Hai detto che non puoi, che non sai, che non sei capace.

Non è vero.

Io ti conosco.

Io ti conosco meglio di tanti, tu sai.

Io so di te ciò che tu non conosci.

Io so che tu sei buona, che tu sei santa, che tu sei vera, che tu sei dolce, che tu sei una madre, una buona madre.

 

Perché dunque non provi a fare tutto ciò che ti dico? Perché non ti provi?

Io sono accanto a te.

Andiamo!

Riprendiamo!

Ricominciamo daccapo ogni sera e ogni mattina.

Accanto a te ci sono io e con te e il tuo bambino c'è il piccolo Gesù bambino.