7 MARZO 1996

 

  1. – La mia Chiesa va ricostituita.

(FV 070396LcsA n01 Catechesi)

 Oggi, 7 Marzo 1996.

Alla preghiera della sera del giovedì.

 La consolazione di tutti voi, qui sulla terra, è data dalla mia Chiesa. Per questo io vi esorto, esorto tutti voi che siete stati insigniti dal mio Spirito, nel giorno del Battesimo, a pregare per essa, perché in essa possiate trovare il rifugio, il conforto, l’amore, la consolazione a tutte le sofferenze, ai dolori, ai traumi, alle offese.

La mia Chiesa va ricostituita, va rinnovata, va trasformata.

L’opera della misericordiosa assistenza è rivolta, in primo luogo, al rinnovamento della mia Chiesa, perché essa, rinnovando se stessa nel mio amore e, attraverso me, nell’amore del Padre, possa riconciliare a sé tutti gli uomini della terra, perché per tutti io sono morto, a tutti ho donato il mio sangue e il mio corpo.

Per questo, a tutti io rivolgo il mio messaggio di amore e di salvezza.

 Oh! Quanti, di voi, si sentono abbandonati a questo amore di misericordiosa assistenza, vogliate rivolgere uno sguardo d’amore e di benevolenza verso la mia Chiesa! Vogliate pregare per lei, perché, inefficiente com’è, possa aprire e distendere le sue ali per compiere voli da colomba e riportare, al suolo paterno, tutti i cuori degli afflitti e degli sconsolati.

 La Misericordia del Padre volge a questo scopo: che la Chiesa di Cristo, fondata, cioè, da me, sul Gòlgota, sia una Chiesa universale, aperta a tutti gli uomini di buona volontà, siano, essi, credenti e no nel Vangelo, purché abbiano, nel proprio cuore e sulle proprie labbra, l’amore per me e per il Padre.

 Io sono Colui che ha aperto il mondo a nuovi orizzonti, all’amore, alla Misericordia, al perdono.

Per questo chiedo, a quanti di voi si aprono a questo invito alla Misericordia, di rivolgere la propria preghiera, perché la mia Chiesa si universalizzi e si trasformi; chiami a sé tutti i diseredati, tutti gli abbandonati, gli afflitti e gli sconsolati.

Sia una Chiesa buona, santa, adiuvatrice di tutti gli uomini, perché tutti abbiano a sentire, attraverso lei, la mia Parola, e, attraverso lei, abbiano a ricevere la grazia dei Sacramenti.

Lo Spirito Santo di Dio scenda, attraverso di lei, su tutti gli uomini di buona volontà, che, ricevendo l’invito alla Misericordia, all’amore, al perdono reciproco, sappiano, finalmente, abbandonare questo mondo di suppellettili inutili, di violenze, di contrasti, di inimicizie, per ricostituirsi in una ecumenicità straordinariamente nuova, completa, totale.

 Io sono in ogni uomo che vive sulla terra.

Io sono in ogni paralitico, in ogni abbandonato, in ogni povero.

Io sono la Pietà, fattasi Carne.

Io sono la Misericordia, discesa dal Cielo, attraverso il volto santo della Madre mia, Maria.

 Conducete a me gli storpi, i paralitici, gli abbandonati, i poveri, i peccatori, gli usurpatori, gli assassini, i violentatori, i ladri, gli stupratori, i più violenti tra gli uomini, perché possano conoscere che sono un Dio di Misericordia e di Perdono.

La violenza va trasformata con le armi dell’amore e della comprensione, va totalmente estirpata attraverso l’abbraccio fraterno, attraverso la riconoscenza verso l’unico Padre, che ha fatto di sé, tutti voi, perché tutti, sì, tutti, allo stesso modo, appartenete a quell’unica fonte che è Lui, il Padre, l’Eterno, l’Increato, il Sommo, il Creatore per eccellenza, il Donatore di sé a tutti gli uomini, sì, tutti, tutti coloro che vivono qui, sulla terra.

 Accanto a voi si assiepano folle infinite di increduli, di apatici, di stentati osservatori di regole micidiali e assurde, poiché non sanno, poiché non conoscono che l’amore è quello che vive e trasforma i cuori degli uomini.

Fate in modo che questa mia Parola cresca in voi, e, diffondendosi presso tutti, abbia a riportare l’uomo al primordio stato di figliolanza paterna.

Ora, addio!

 Susseguite con preghiere di intercessione per la mia Chiesa, per i miei sacerdoti, i Ministri santi; per tutte le comunità, per la ecclesialità, per la ecumenicità, per la universalità del mio Credo.

Siate i portatori del nuovo Vangelo della salvezza!

Siate i liberatori dalla violenza e dal dolore!

Ora, addio.

 Proseguite nella preghiera.

Io sono qui, in mezzo a voi.

Addio.

 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

 Io, Gesù, Gesù di Misericordia.

Amen. 

  1. – La coralità dell’invito.

(FV 070396LcsA n02 Catechesi)

 

Attendo, attendo! Siate pronti! Venite!

Correte, correte fra le mie braccia. Io vi aspetto con l’ansia di sempre.

Sono il “Cor Jesus Nazarenus, Rex Judeorum”.

Amen.

 La coralità del mio invito di stasera è rivolta ad ognuno di voi, perché ognuno di voi, nell’uno, rappresenta la molteplicità, la pluralità, il “noi”.

Io sono uno, ma in me siete tutti voi. Così, ognuno di voi, essendo in me, racchiude, nel suo “io”, tutti. Capite? Tutti, nessuno escluso.

 Amate, perché è l’amore che trascende i confini, i limiti, fa trasbordare il cuore dell’uomo oltre le transenne del proprio “io” e lo porta lontano, verso fratelli conosciuti, verso amanti perduti, verso mète insperate.

Addio!

L’ora è santa.

L’ora della preghiera è mia. Avvolgetela nel vostro cuore. Essa vi donerà tutto il mio amore.

Addio!

 La mia preghiera sia la vostra.

Rimanete così come siete, in questo momento, con le mani giunte, dinanzi al piccolo altare dove impero, fra voi, come Ostia salutare.

 Siate silenziosi, mesti, all’occasione, ma gioiosi, anche, per imprimere, nel cuore dei fratelli, l’amore e il desìo verso la Parola.

 Sono venuto a concentrare nel mio cuore, tutte le sofferenze, i dolori, le amarezze, insieme alle speranze, alle gioie e alle attese degli uomini.

 Perché non indicate, agli altri, questo Cuore misericordioso, che si è lasciato sventrare per donare, fino all’ultima goccia di sangue, ai fratelli?

 E’ questo che chiedo a ciascuno di voi. Non è con l’andare e il riandare, non è con la risposta facile; non è con la parola aspra, con la turbolenza, con il contrasto, che si vincono le diatribe, gli attacchi, le difficoltà, ma col silenzio, con l’offerta di se stessi, così come io continuo ad offrirmi, per ciascuno di voi, al Padre Santissimo, che tutto vede e tutto ascolta.

 Perciò vi chiedo: Trasformatevi in me!

Sono l’Ostia salutare, sono la transumanazione del pane e del vino in essenze purissime, che costituiscono il principio vitale di ciascuno di voi.

Nessuno di voi può imbroccare una strada, senza aver rinunziato a se stesso, senza avere compreso che la parola fondamentale è: “Rinunzio per te, Signore, perché tu sei l’Amore, tu sei la Via, tu sei la Verità, la Vita”.

 Perciò vi chiedo: Siate solleciti nel rinunziare a tutte le beghe, a tutti i contrasti, a tutte le difficoltà che vi imprimono violenze nell’intimo del cuore, mentre io attendo, attendo questo amore che voi, certamente, volete donarmi, senza, però, comprendere come.

 Sono nell’attesa, da anni.

Attendo nella speranza che possiate comprendere il mio messaggio, che è quello del divino Maestro, che donò tutto se stesso per voi.

 Ora io sono lassù, nel Cielo, trasfigurato, transumanato.

Ora è vostra la scelta.

Ora è vostra l’offerta.

Ora è vostra la generosità, quella generosità da imprimere nel profondo del vostro cuore, per sortire in voi l’amore.

 Io giungo da lontano, da molto lontano! Ma vengo così, come sempre, pronto ad accogliere la preghiera, a riconoscere, in voi, gli eletti, i fratelli, gli amati, coloro che Io ho scelto per poter far conoscere la mia Parola, che è sempre la stessa, profonda, infinita, immensa, l’amore.

 Sono venuto per amare.

Per amare torno.

Per amare chiamo, sempre, coloro che sono disposti a rinunziare a se stessi, per ricoverare, dentro se stessi, il padre, il fratello, la sorella, l’ospite gradito e quello meno gradito, il nemico, sì, proprio il nemico!

 

E’ questo che vi chiedo: Amate chi non vi ama. Seguite la mia Parola e troverete l’amore.

 Io sono il Cielo infinito del Padre.

Io sono il regno di Dio, fattosi Carne.

Io sono l’essenza multiforme di quella straordinaria e immensa luce che è il Padre nostro che è nell’Alto dei Cieli.

 Camminate in questa luce!

Vivete in questa luce, e trasformate la vostra vita, facendo di essa una luminosa espressione di questa sequela che io vi chiedo.

 Abbandonate gli errati cammini e proseguite lungo la strada percorsa da Giacomo, Giovanni, da Simone e dagli altri, Andrea, Bartolomeo, Tommaso, Taddeo, Lino, e gli altri ancora. Come voi, erano semplici portatori di pace, diventarono, infatti, tali, quando seppero abbandonare le reti per seguire Me: il loro Maestro.

 Anche a voi chiedo la stessa cosa, purché voi mi amiate, purché comprendiate che nella mia Parola è la Verità, l’essenza reale della vita stessa dell’uomo, perché ogni uomo non si conosce fino a quando non è capace di rinunziare a se stesso per accogliere me. Allora comincerà a comprendere se stesso, comincerà ad intendere che è e perché è stato creato, perché è stato mandato, perché è stato appellato dal Padre, a compiere determinati servizi. Allora, sì, ci intenderemo. Allora, sì, ci incammineremo lungo gli stessi binari, per compiere la traiettoria necessaria per raggiungere l’amata Gerusalemme.

 

Sono venuto ancora, stasera, a rinnovare, in mezzo a voi, questa epistola di luce, di pace e di amore.

Sono il Cristo della Resurrezione.

Sono la Vita eterna.

Sono la Verità.

Sono la Via, la Luce.

Sono il seme di Vita eterna.

Ora, addio.

 Compiacete ancora il Padre mio celeste, con la preghiera che voi già conoscete, il Pater Noster, e poi, cantate, cantate.

Io esaudirò ogni vostro pensiero, ritornando ancora fra voi perché mi ascoltiate. 

  1. – Benvenuta nel mio regno.

(FV 070396LcsA n03 Catechesi Personali)

 Benvenuta nel mio regno! E’ un regno d’amore, il mio, di santificazione e di sofferenza.

Guardami, guardami negli occhi: e comprenderai quale amore profondo c’è, per te, nel mio Cuore.

Tu sei la mia beniamina. Ti ho donato la parte più feconda dell’amore, quello sofferto.

Ora lo vai comprendendo.

 Per quanto riguarda la pace, la mitezza, sono cose, queste, che stillano come rugiada sui petali dei fiori. Perciò, attendi, e, lentamente, tutto ciò accadrà nel tuo cuore, piccola mia. Capisci? Tu sei l’amore. 

  1. – Vieni, io ti attendo.

(FV 070396LcsA n04 Catechesi Personali)

 

Mia soavità, mia dolcezza, mia tenerezza, ho voluto incontrarti per parlarti, per dirti che il mio Cuore ti attende, che sento vibrare il tuo, costantemente a me rivolto. E questo è opera del Padre nostro, che ha voluto fossimo uniti all’unisono.

Conosco le tue sofferenze e i tuoi dolori, le tue rinunzie e le tue amarezze, le conosco tutte, sai, mio dolce, tenero amico! Ma ti amo proprio per questo, perché nella tua piccola mano, ancora vacillante, vibra l’amore, l’amore vero, quello profondo, sentito, che porta all’amore totale verso di me.

L’Ostia che io ti ho dato, è l’espressione della tua vita.

Intendimi, fratello, amico!

Io ti amo.

Io ti attendo.

Sono qui.

Vieni! 

  1. – Accogli ogni cosa come dono di Dio.

(FV 070396LcsA n05 Catechesi Personali)

 

Per te, la mia Parola! Vivila così, come ti è dato di fare.

La Parola, a te donata, è espressione dell’amore profondo e immenso del Padre. Ma la tua giornata è, essenzialmente, espressione tua di amore verso di me e verso il Padre. Perciò, intensificala con preghiere ed atti di rinunzia, con silenzi opportuni, con taciti e solleciti atti di umiltà.

Perdona chi non è in condizione di intendere e accogli ogni cosa come dono profondo della paterna Misericordia di Dio verso di te.

Addio! 

  1. – Avrai un Padre spirituale.

(FV 070396LcsA n06 Catechesi Personali)

 

La preghiera è accolta. Tuttavia, sappi che la presenza del Padre, di cui tu vanti l’accoglienza, è una presenza indomita.

Per questo l’ho taciuta. Ha accolto le vostre esperienze e i vostri pensieri, le vostre attese, ma non ha saputo, né voluto, seguire la mia richiesta. Io l’ho taciuto.

 

Ora ascolta. Sappi che presto avrai un padre spirituale, che condurrà te e i tuoi in nuove posizioni. Sappilo accogliere e riceverlo così come hai fatto per l’altro.

Ora, addio.

Prosegui lungo questa strada e sii ardita. 

  1. – Pregate per avere l’arma della fortezza.

(FV 070396LcsA n07 Catechesi Personali)

 

La fortezza che tu chiedi, è opera di Dio, non espressione dell’uomo.

Per questo io vi invito a pregare intensamente, perché il Padre conceda, a ciascuno di voi, l’arma della fortezza. E’ un’arma, sì, perché serve a compiere determinati transiti, che talora impediscono di andare avanti, se non vengono compiuti. E possono essere compiuti solo grazie a quella fortezza di cui ogni uomo è sprovvisto e che viene dal Cielo.

 Per questo io vi invito a pregare intensamente, perché il Padre la conceda a ciascuno di voi. E’, la fortezza, Sapienza di Dio. E’, la fortezza, virtù dei grandi, dei possenti; cioè: degli uomini forti, capaci di rinunziare a se stessi per accogliere la Parola, che è, certamente, un’arma a doppio taglio, in quanto spesso pregiudica e sconvolge l’esistenza terrena.

 Chi segue me non può che accogliere la croce.

Chi segue me non può che accogliere ignominie e violenze, turpiloqui da parte di coloro i quali si irridono della versatilità cristiana. Ma è una maniera, proprio questa, per manifestare al mondo intero chi, realmente, appartiene ai miei.

Perciò, io, così dicendo, ti ho detto tutto, ti ho detto che sei una delle mie seguaci; ma ti ho detto anche che devi essenzialmente, e soprattutto, pregare, perché tale virtù ti sia concessa.

Ora, addio. 

  1. – Prosegui lungo questa strada e sii ardita.

(FV 070396LcsA n08 Catechesi Personali)

 

L’accoglienza del tuo cuore, sì, piccola mia, la conosco. Ed è un’accoglienza che va meditata, ascoltata e plaudita.

Pochi, come te, ascoltano la Parola in sì tenera età.

 

Ora, perciò, ti dico: Prosegui lungo questa strada e sii ardita, sii pronta ad attendere quanto ti chiederò.

La tua debolezza! Sì, certo, talvolta rimani smarrita, perché è giusto, è normale che questo accada, in quanto ancora bisogna che ti crescano le penne, ché tu sei ancora un uccello, in parte, implume.

 

Devi attendere!

Devi sapere attendere!

Devi sapere rinunziare!

Devi sapere amare!

Devi ... Devi ... Devi imparare. Devi imparare tante, molte cose!

Abbi, perciò, pazienza.

Accogli tutto ciò che a te giunge come dono di Dio, e prepàrati, prepàrati ad un’attesa ben più grande, quella che voglio io. 

  1. – Presto il tuo cuore ritornerà a palpitare d’amore.

(FV 070396LcsA n09 Catechesi Personali)

 

Prepàrati, fratello, a ricevere l’amico bello che ti mando!

Prepàrati ad accendere la tua candela!

Prepàrati, a ricevere l’invito sacramentale che io, già, ho decretato dall’Alto del Cielo!

 

Presto la tua mano sorreggerà la piccola fiamma che simboleggerà la tua fede.

Presto il tuo cuore ritornerà a palpitare d’amore.

Presto il tuo intuito e il tuo vivere ritorneranno ad essere come volle che fossero, il Padre che è nell’Alto dei Cieli.

Ma per questo, prepàrati ad accogliere la preghiera, la preghiera, la preghiera! 

  1. – Confida in me.

(FV 070396LcsA n10 Catechesi Personali)

 

L’amore che ti porto, certamente varrà a compiere quelle energie necessarie che ti sono richieste, perché tu possa affrontare il resto della tua vita, nella misura adatta a te e ai tuoi.

Perciò, confida in me.

Per il resto, bisogna che tu sopporti, con pazienza e amore, quanti ti circondano e che ti fanno venire il batticuore, a causa di ciò che dicono o di ciò che fanno.

Perciò ti dico: Abbi pazienza! Matura in me. Matura la tua coscienza nell’essere un seguace mio, un apostolo della pace, e riponi in me ogni tua speranza.

Addio. 

  1. – La fiammella sia la luce della preghiera.

(FV 070396LcsA n11 Personali)

 

La fiammella di luce, che ho posto, stasera, nelle mani di ciascuno di voi, sia la luce della preghiera, della mia preghiera, della mia stessa preghiera, rivolta, giorno e notte, al Padre mio che è nell’Alto dei Cieli. …