File: 101089 Ag310-Ag310 Digiuno-Perfezione-Amore

 (Pro VOX 150417).

 CAPACITA’ DI DIGIUNARE E DI AMARE.

 

Intenzioni di preghiera.

(Otto89ag, 12.1.)

Mercoledì, 10 ottobre 1989.

Ore 10.30 circa.

 

Oggi portami tutti coloro che sono affetti, i diseredati, gli abbandonati, gli ignudi, i superbi, i protestanti, coloro che non hanno nulla e gli impenitenti. 

Capacità di digiuno.

(Otto89ag, 12.2.)

A scuola.

 

O Gesù, sono addolorata. Parlando con una persona che pratica lo joga, ho appreso che digiunano anche giorni e giorni di seguito ed io sono stata capace solo di 12 ore di digiuno, non riuscendo poi a seguire quello che tu mi avevi chiesto, la parsimonia a cena e il digiuno totale fino all’indomani.

Mio buon Gesù, quanto ti amo poco. Non sono degna di te, Gesù! Aiutami tu!

 Seguire alla perfezione i dettami.

(Otto89ag, 12.3.)

 

Non temere, figlia mia. Io ho visto la tua buona volontà. Non ce n’è uguali, perché digiuni ogni giorno per circa 12 ore continue. Vero è che non ti sei attenuta a quello che ti avevo chiesto, mangiare con parsimonia e poi astenerti da cibo e bevanda, ma non è necessario che tu percorra l’intero tragitto tutto in una volta. E’ sufficiente che tu ti provi a percorrerlo poco alla volta. Lo stesso io gradisco.

Io tanto ti aspetto. Non è che io voglia il tuo digiuno, perché tu possa rovinarti la salute.

Ahimè! Il mio digiuno serve a tutt’altra cosa; serve ad elevare lo spirito tuo; serve a farti fare penitenza, cioè a rinunciare a tutto ciò che vorresti potere mangiare. Perciò è sufficiente che tu ti provi un poco alla volta.

Quando un cuore mi ama, prima o poi riesce ad essere perfetto, cioè a seguire ciò che io gli chiedo. Disobbedisci tuttavia non per mancanza di volontà, bensì per attuale incapacità.

Quando ti deciderai a seguire alla perfezione i miei dettami, allora soltanto capirai cosa io ti avevo chiesto e perché. Non indugiare in questo e cerca poco alla volta di perseguire quello che io ti chiedo. La mia richiesta è in rapporto alle tue possibilità (ag310). Perciò sappi che se io te la chiedo quella cosa, è sicuro che puoi compierla. Non trovarti delle scuse, perché io so. 

Come devi amarmi.

(Otto89ag, 12.3.)

 

Non esitare a gioire delle piccole sofferenze a cui ti sottopongo, perché esse servono a preparare quelle più grandi di quando tu sarai chiamata a manifestarmi il tuo amore, ma in seguito, quando, chiusa nella tua celletta, né vedrai alcuno, né udrai voce e parola umana. Lì ti unirai interamente a me e capirai finalmente cosa significhi amarmi.

Amare me significa sapere rinunciare a tutto con il sorriso, capisci, col sorriso sulle labbra e nel cuore.

Amare me significa non abbandonarsi mai allo scoramento o alla tristezza, non desistere mai dal cooperare al mio Regno; significa vivere soltanto di me, essenzialmente di me. Significa impoverirsi di tutto e di tutti per donarsi interamente a me.

Tu adesso non sai ancora, né puoi, perché vivi una vita che è per metà ancora nel secolo e perciò sei da esso dipendente su tante cose. ...

Il dolce vincolo che ci unirà sarà l’amore, fatto di molta, molta sofferenza. Ma tu avrai il coraggio necessario perché io te lo darò per intero, te lo rifonderò con il mio divino Spirito.

L’angelo del Signore, Michele, sarà sempre presso di te e ti proteggerà. ... (ag311) … 

Odorerai di aromatico unguento.

(Otto89ag, 12.4.)

...senza essere mai amata.

Tu mi avevi accanto, eppure non mi scorgevi, non mi sentivi. Avevi gli occhi e il cuore coperti come da un velo che ti rendeva cieca. Cieca, cieca, capisci? Eppure io ti ho sorretta, ti ho guidata, ti ho condotta là, dove tu mi avresti incontrato e per sempre!

Non devi rammaricarti per questo.

Da giovane non mi avresti amato così tanto! Mi avresti amato, sì, ma come avviene di norma.

Dopo la sofferenza, invece, hai capito quale era il vero grande Amore che sempre tu hai cercato. L’avevi trovato e per sempre nel tuo Gesù. E Gesù è venuto a te a liberarti da tutte le tue dipendenze, dal peccato prima, dalle ignominie e offese degli uomini poi, rendendoti libera, libera come l’aria che respiri, come il vento che passa, scuote le foglie, senza che alcuno possa fermarlo, libera come l’acqua che zampilla e che scorre lontano verso il mare, per poi tornare ancora nel cielo. Libera! Capisci, cuoricino mio, senza che alcuno più possa molestarti, o deluderti, o offenderti, perché in te non c’è più nessuno, tranne me.

C’è, è vero, anzi ci deve essere l’amore, l’amore per i fratelli, ma filtrato attraverso il mio che tutto pèrmea e trasforma, purifica e vivifica, senza che alcuno vi apporti o vi tolga nulla. Il mio amore è sempre lo stesso, tondo, perfetto. E’ un cerchio, irriducibile, fantastico, meraviglioso, pieno, saldo, eterno, vivido, luminoso, etereo e possente, facile e inimmaginabile, capace di fare raggiungere qualsiasi meta, perché in sé possiede ogni cosa.

Di questo amore tu, o mia creatura, ne sei l’oggetto, verso me sospeso, nell’attesa che ad esso possa eternamente ricongiungersi, per vivere finalmente nella pienezza, nella totalità.

Cosa sei tu, o figlia mia, o creatura dolcissima, per me, per il tuo Gesù?

Sei un piccolo fiore bianco, immacolato da coltivare, innaffiare, amare, in mille modi diversi e sempre uguali.

Sei l’assurda, piccola, inutile nullità sperduta in un deserto da raccogliere nel vaso prezioso del (Ag5) mio amore. Entraci, o mia diletta e vìvici. E’ un vaso colmo di delizie tutte per te, un vaso che profuma e tu in esso ti intingerai fino a respirarne l’essenza totalmente in te. Odorerai anche tu di tale profumo finché non sarai che solo il profumo. Odorerai di cassia, aloe, mirra e cinnamomo e chi ti sarà vicino si delizierà di un tale aromatico unguento che profumerà i cuori (Ag6).