File: 1990_0107 Ag144-Ag146 Tempo-di-parlare

 

 

LA NAVE DA PRENDERE

PER RAGGIUNGERE IL REGNO DEI CIELI.

 

  1. – E’ venuto il tempo di parlare.

 

Domenica, 7 gennaio 1990.

 

Finora ti ho fatto tacere, ma ora parla, parla a viso scoperto, dillo che sono io, Gesù di Misericordia, a parlare in te tutti i giorni, tutte le mattine, dopo le tue orazioni, che sappiano, che vedano, che si correggano. Io ti chiamo ad essere mia apostola, apostola della mia parola.

Predica ovunque tu vada (ag144) e non tacere mai più.

Sappiano essi che sei invasa dal mio santo Spirito e dal suo Santo Fuoco. Esci nelle piazze e per le vie, scoperchia gli avelli e non tacermi, poiché io, Gesù di Nazaret, lo voglio.

E’ venuto il tempo. Il glorioso tempo della semina si è chiuso, è giunto il momento della raccolta.

L’uomo non sa quando verrà il Figlio di Dio, è tempo perciò che si prepari.

Ogni giorno io ti dirò col mio santo Spirito ciò che tu dovrai compiere nel mio santo nome. Non temere.

 

Riprendi ad andare a scuola, ma ancora per poco.

Ti dirò io ciò che tu dovrai fare.

Per adesso taci, poi ti dirò.

 

Oggi non digiunare, ma vai giù pranzare ed intanto parla di me.

Leggi tutto quanto oggi ti ho dettato e dai a tutti la mia pace. Li benedico tutti, ad uno ad uno. Sappiano che li amo, che sono nel mio Cuore, nel Cuore mio adorato, che, né il sole, né le stelle, né firmamento possono ad esso essere uguagliati.

Il mio Cuore è grande quanto l’universo, e più ancora, c’è posto per tutti gli uomini della terra, ma bisogna che vi prendano posto.

Necessita perciò che essi sappiano che io li attendo uno ad uno, senza più indugiare che vengano a me, si sottomettano alla mia santa volontà, che è la volontà del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Necessita che rinunzino alle loro passioni per fare spazio all’Amore di Dio. Dio deve essere il centro, il fulcro perenne della loro vita. Tutto ciò che è terreno perisce e non ha più seguito; che si dedichino a ciò che serve loro per la vita eterna.

 

La nave che essi dovranno prendere per raggiungere il regno dei cieli non può essere carica di gioielli, di pietre preziose, di cianfrusaglie terrene, no. Questa nave è leggera, troppo leggera, andrebbe a fondo. Salendovi, si devono abbandonare tutti i pesi, perché esse non li tollererebbe. Bisogna che l’anima vostra non sia pesante, che il vostro spirito sia tanto leggero da aleggiare libero nel cielo dove a nessuna corposità è dato transitare.

 

Gli angeli e i santi, questo è il loro regno.

I primi sono puri spiriti che aleggiano nello spazio privi di ogni pesantezza.

I secondi, ah! sì, i secondo erano come voi, ma hanno saputo abbandonare lungo il loro percorso terreno alla loro zavorra per (ag145) raggiungermi qui, dove io impero, accanto al Padre e allo Spirito Santo.

 

I santi, i miei santi! Quanto mi hanno amato! A tutto hanno saputo rinunziare per amor mio. Il loro nome è scritto per l’eternità nella risonanza dei secoli. Nulla potrà cancellare il loro nome che essi hanno saputo scrivere tracciandone ogni lettera con il Sangue dell’Agnello.

 

Curatevi di questo, o figli miei, solo di questo e convertite il vostro cuore.

Cambiate la vostra rotta, invertitela verso il cielo che sa, vede e giudica. Non per Amore, ma secondo giustizia voi sarete giudicati, se voi sulla terra non amerete e il giudizio sarà pesante, perché nessuno è giusto agli occhi del Padre mio.

 

Amatevi gli uni gli altri. Consolatevi. Consigliatevi. Sostenetevi a vicenda.

Se qualcuno cade o vacilla, non giudicate, ma amate e sostenetelo, perché chi è caduto si rialzi, chi sta per cadere, venga fermato.

Amatevi a vicenda nel mio santo nome e così perpetrerete me e la mia santa Parola.

 

Chiudete le porte al Maligno e ad ogni sua seduzione.

Il Maligno è invidioso dei figli del Padre, perché essi sono figli della luce. Nessuna cosa ad esso è consentito su di voi, se voi stessi a lui non consentite.

Schieratevi perciò dal lato di Dio Padre, che è il Padre dell’eterna salute, il Padre dell’eterna salvezza.

 

Siate i benefattori dell’umanità che soffre e che langue. Non condividete il male, perché esso arrugginisce il vostro cuore, che è di carne e lo fa diventare simile a ferro vecchio, rugoso e squallido.

 

Voi siete i figli del Padre mio, nascendo avete ereditato la sua stessa corona, non perdetela ma cingetevela bene sul capo. Voi siete stirpe di re, sacerdoti e profeti. Solo in cielo voi capirete ciò che eravate. Non sciupate, non sciupate ciò che a voi è stato dato dalla Sapienza e dalla Maestà di Dio.

 

Ora vi benedico, uno ad uno, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Io, Gesù di Misericordia.

 

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O tu che scrivi, non temere, o figlia mia diletta, Puoi leggere questo mio dettato e rivelarne la provenienza. Leggilo in santa sede, cioè in preghiera, a chi, invitato, aderirà ad ascoltare.

Ci sia in mezzo a voi amore, fratellanza e pace.

Fai prima pregare (ag146), invoca il mio Spirito con qualche canto e poi leggi.

Si passi poi al ringraziamento e alla lettura. Nascerà così il gruppo tanto ambito e sarà simile a quello della Noce.

Amen.

 

- Signore, vuoi che siano i componenti del cenacolo ad ascoltare?

 

- No! Per adesso no.

Siano i tuoi e qualche altro che aderisce perché crede e dì a tutti che è una mia locuzione, da me voluta e, tramite te, trasmessa, per l’amore grande che io porto a tutti voi. Voglio che sia letta nel silenzio e nel raccoglimento.

Amen.

 

Oggi portami gli angustiati, i carcerati, i vilipesi, gli emarginati, i seminatori di scandali, gli oppressi. Amen.

Su di essi scenda il mio conforto, la mia parola e il mio perdono. Amen.

Non temere, o figlia, non tacere mai più.

Amen.

 

Io, Gesù di Misericordia.