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Category: Trascrizioni
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File: 310590 CsB Da300590 csA Pace Pentecoste

“Utilitatem praefero, hic et nunc, non perfectionem.

Si hoc non est quid facies?” (Pro VOX 150417).

 

 

DICENDO: PACE! SI SCONGIURA IL NEMICO.

TEMA: PENTECOSTE.

 

 

  1. – Dire pace è scongiurare la presenza del nemico.

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31 maggio 1990.

 

(Io, Gesù, Gesù di Misericordia,) sono già in mezzo a voi, come sempre.

Siamo ritornati alle ore tre del pomeriggio, che è l’ora esatta, per recitare il santo rosario della divina Misericordia.

 

Voi non temete, poiché io sono già in mezzo a voi e con il mio santo Spirito vi proteggo dagli attacchi del nemico di Dio, che vi circonda, vi circuisce, vi aggredisce.

La pace, la pace sia sempre con voi.

Chi augura la pace, allontana il nemico di Dio, poiché esso non è mai nella pace.

Il nemico di Dio odia la pace. Il nemico di Dio non sopporta la pace.

Perciò, dire pace è già scongiurare la sua presenza.

Amen.

 

Io, Gesù vi benedico, o figlie mie dilette e vi dico: La pace sia con voi, ora e sempre, profonda ed infinita, nell’animo vostro, nel vostro cuore, nella vostra vita.

 

 

  1. – Tema della Locuzione è la Pentecoste.

 

Oggi la locuzione avrà come tema, un tema molto importante, perché interessa gran parte di voi.

Il tema prescelto dal Padre e, quindi, da me e dallo Spirito Santo, è quello relativo alla festa di Pentecoste, che verrà a giorni.

 

La Pentecoste è una festa straordinaria e meravigliosa, la festa che vide gli apostoli riuniti intorno alla Madre mia, Maria santissima, in una preghiera corale, intensa e profonda. Essi sapevano già della mia Ascensione. Avevano assistito a me che mi ero sollevato lentamente dal Monte degli Ulivi per ascendere al cielo, coperto da una nube d’oro.

Gli apostoli, perciò, ancora una volta, erano rimasti soli. La prima volta si erano sentiti abbandonati, quando io avevo dovuto lasciarli per affrontare la passione sulla croce. La seconda volta, quando mi videro sollevarmi lentamente verso il cielo.

Il loro stato d’animo certamente non era uguale al primo, perché la prima volta, insieme alla sofferenza della solitudine, c’era nel loro cuore tanto dolore e amarezza per avermi visto deturpato, sfigurato, calpestato, flagellato e poi infine crocifisso su quella squallida e nera croce del Calvario.

La seconda volta certamente non era lo stesso, perché essi mi avevano visto glorioso, sollevarmi lentamente in una nuvola d’ora, fino a quando ero scomparso alla loro vista. Però il loro cuore era rimasto sempre triste, perché abbandonato dal Maestro, che era risorto ed era tornato in mezzo a loro, a parlare loro, ad augurare loro la pace, ad ammaestrarli e anche a guidarli.

Tutto questo, forse, non si sa, ma è proprio così. Nel periodo fra la risurrezione e l’ascensione, io, Gesù, non stiedi con le mani in mano, ma continuai la mia missione, la missione affidatami dal Padre, rimasi cioè in mezzo a loro, comparendo loro nei momenti più importanti e più decisivi per la missione che io avrei loro affidato. Perciò continuai a stare in mezzo a loro, educandoli, ammonendoli, istruendoli, e cercando di incutere in loro quel coraggio, quella forza, quell’aiuto di cui avevano tanto bisogno, poiché erano rimasti fiaccati nel cuore ed anche nello spirito, per il terribile evento della crocifissione.

La loro era una forma di paura, mista anche a un senso di vuoto e di smarrimento, poiché avevano visto il loro Maestro tanto caro, tanto bene amato, così profondamente stimato e non soltanto da loro, ma dalle folle entusiaste che accorrevano di solito dietro a me, lo avevano visto in breve tempo calpestato, deriso, sconosciuto, violentato.

Perciò erano rimasti quasi traumatizzati e nello stesso tempo molto scoraggiati, per questo, diciamo così, voltafaccia che si era verificata in quelle turbe che erano venute sempre dietro a me.

Ora, perciò, abbisognavano di tanto incoraggiamento, di tanto amore, di tanto conforto e di tanto aiuto. Ed io, certo, non lesinai nessuna di queste cose agli apostoli e ai discepoli in genere, in quanto stiedi in mezzo a loro quanto più possibilmente ed era molto bello potere vedere i loro volti di nuovo sprizzare tanta gioia, tanta serenità, nei momenti in cui si stava assieme, consumando anche il pasto, come per esempio qualche focaccia azzima e del pesce arrostito.

Lo so. In questo momento, qualcuno di voi sta chiedendosi: «Ma come, Gesù, tu, asceso ormai al Padre, tu, ormai trasformato in corpo glorioso, potevi ancora mangiare, stavi ancora a desinare in mezzo agli apostoli tuoi»?

Certamente io continuai ad essere in mezzo a loro, così come loro mi conoscevano e sapevano di me.

In me era rimasta la stessa natura umana, che continua ad essere sempre in me, poiché io sono stato e sarò in eterno il Dio-Uomo.

In me, perciò, oltre alla divinità, c’è la natura umana, che è conservata assieme ed insieme a quella divina.

Ora, perciò, io continuavo a fare in mezzo a loro, seduto sulla riva del mare, o anche su qualche cocuzzolo di montagna, quello che avevo fatto durante i tre anni che mi avevano visto insieme agli apostoli. Ed essi, perciò, serenamente mi seguivano, mi ascoltavano e docilmente mi obbedivano.

Quando, quindi, si verificò l’ascensione, quando cioè essi mi videro salire al cielo verso il Padre, rapito in una nuvola tutta d’oro, rimasero, ancora una volta, attoniti, tremanti e molto, molto tristi. Il loro sguardo, ricordo, era come chi non sa cosa stia per accadere e chi invece vorrebbe ancora che io rimassi in mezzo a loro. Ma io avevo finito, per il momento, la missione affidatami dal Padre sulla terra. Perciò me ne volavo verso il cielo.

Gli apostoli pertanto erano rimasti insieme e attorno a Maria, l’unica creatura che ormai costituiva per loro un punto di riferimento, un punto saldo di certezza e di sicurezza.

Maria li istruiva. Maria li incoraggiava. Maria li aiutava. Maria non lesinava loro alcuna tenerezza, alcun conforto, alcuna carezza.

Maria, dolcissima sempre, silenziosa, ma profondamente amante, non solo del Figlio suo, ma di tutti i figli ormai della terra, rimaneva in mezzo a loro con il suo aspetto tenero di Madre amorosa. Ed era quel giorno, ancora una volta in mezzo a loro, seduta. Ed essi intorno a lei meditavano ed ascoltavano, pregavano profondamente, rapiti nel cuore e nello spirito, quando improvvisamente si sentì violento un vento sbattere contro le porte della casa. Ed ecco che sulle loro teste comparvero tante lingue di fuoco.

Gli Apostoli rimasero smarriti, in un certo senso spaventati. Essi non erano abituati a simili fenomeni extra-umani, extra-terreni. Perciò, essi, uomini semplici, senza complicazioni e senza alcuna conoscenza, tranne che quella delle reti e delle barche, rimasero sulle prime spaventati. Ma, ancora volta, furono incoraggiati ed aiutati e rinvigoriti dalla dolce Mamma, che io avevo lasciato in mezzo a loro.

****

****

 

Maria disse loro di non temere, poiché ognuno di essi aveva ricevuto la fiamma dello Spirito Santo che si era posato sulle loro teste proprio per poterle trasformare, illuminandole, incoraggiandole, irrobustendole, aiutandole, fortificandole con quel vigore e con quella fortezza di cui loro adesso avevano bisogno per proseguire l’opera del Maestro, che ormai era salito in cielo.

Bastarono queste parole della piissima e dolcissima Madre mia, perché gli apostoli tutti, di nuovo, si rinvigorissero e si ricomponessero. Ed essi allora riuscirono finalmente a comprendere e, nello stesso tempo, a sperimentare ciò che lo Spirito Santo era riuscito a fare sopra di loro.

Così com’erano, allora, si portarono fuori e dinanzi alla folla cominciarono a predicare, a proclamare la parola di Dio, a dire che il regno di Dio era molto vicino e che la salvezza non poteva tardare.

Il loro parlare era un parlare in lingue diverse, al punto tale che, tutti coloro i quali erano fuori, si stranizzarono di questo loro linguaggio sconosciuto. Era il loro un linguaggio greco, anche aramaico, ebraico, siriano e così via.

Le loro parole erano oltremodo sapienti, capaci, intense, piene di fuoco. E fu così allora, che tutti, guardandoli, ebbero a dire che erano ubriachi, ubriachi di vino nuovo. Ed è così che la frase è rimasta famosa, per indicare che coloro i quali sono presi dallo Spirito e rapiti da Esso, non solo hanno la gioia, ma addirittura una forma di ebbrezza, che li porta ad essere estremamente rigogliosi, forti e pienamente avvinti a Dio.

Ora, gli apostoli erano pronti per iniziare quella missione che era stata affidata loro. Essi naturalmente non lo sapevano, però, incoraggiati sempre dalla Madre mia, cominciarono a divedersi le varie missioni, i vari compiti, le varie competenze, e cominciarono quindi ad agire in diversi settori e in diverse maniere.

Glia postoli, perciò, partirono da Gerusalemme per strade diverse, ognuno, andando là dove lo Spirito li chiamava. Ed era una forza nuova, la loro, la forza dello Spirito Santo, che pochi, soltanto pochi sperimentano, quelli cioè che sono capaci di affidarsi interamente a lui, in lui ed agire per lui.

 

Ora, sorelle mie, io ho voluto anticipare la festa della Pentecoste, parlandovene a voi, proprio perché essa è una festa che rinnova nell’ambito della Chiesa e della cristianità tutta il giorno in cui lo Spirito di Dio si è posato sulle teste di alcuni poveri uomini, trasformandoli e riempiendoli di una vita nuova. Ed è questo, che io, in modo particolare, voglio a voi sottolineare, per dirvi che lo Spirito Santo di Dio non scende soltanto il giorno della Pentecoste, ma tutti i giorni e in tutti i momenti, ogni qualvolta voi lo volete, ogni qualvolta voi lo invocate, ogni qualvolta voi lo desiderate.

Lo Spirito Santo di Dio è pronto sempre a volare e scendere sopra di voi per illuminarvi, rinforzarvi, incoraggiarvi, ispirarvi e darvi quella fortezza necessaria per potere riempire il mondo di quella parola e di quel divino amore, di cui esso ha tanto bisogno.

 

Perciò, o sorelline, preparatevi, in questi giorni, all’attesa dello Spirito Santo. Invocatelo, pregatelo, possibilmente insieme durante la giornata. Quando voi vi riunirete qui, per la preghiera a Gesù di Misericordia, dedicate qualche momento alla preghiera allo Spirito Santo, perché possa verificarsi sopra di voi ciò che avvenne allora su gli apostoli riuniti in preghiera.

Mancano ancora pochi giorni, ma anche pochi giorni sono sufficienti per potere accogliere questo Sposo santissimo dell’anima, per poterlo invocare, per poterlo irretire nel proprio cuore, ognuno a modo suo, con le proprie capacità e con la propria intensità.

Non temete. E’ sufficiente anche un semplice e brevissimo saluto, fatto però col cuore e con l’anima, perché la Colomba, tutta candida, scenda dal cielo e si posi sopra le vostre teste.

 

……………

 

  1. 342-352

 

  1. – Intenzioni di preghiera.

 

Io a voi ho detto.

 

Ora, siate voi a parlare dinanzi al trono del Padre, recitando tutte assieme la preghiera che io devotamente a voi chiedo.

Oggi la preghiera sia dedicata alla discesa dello Spirito Santo, perché lo Spirito di Dio Padre, di Dio Figlio e di Dio Spirito Santo scenda ad illuminare tutti voi e tutti gli altri uomini della terra, perché, appunto, si possa ripetere una novella Pentecoste, più grande, più forte, più immensa di quella che avvenne a Gerusalemme, circa duemila anni fa.

Amen.

 

……………

 

  1. 352-380

 

  1. – Intenzioni di preghiera.

 

Dopo la preghiera.

 

Io, Gesù di Misericordia, ritorno in mezzo a voi per ringraziarvi della preghiera che voi avete rivolto al Padre per lo Spirito Santo.

 

Ora, io vi prego di continuare a pregare per tutti coloro i quali sono completamente lontani dallo Spirito Di Dio.

Pregate insieme a me, recitando il Padre nostro.

Padre nostro …

 

Ora, pregate per tutti coloro i quali non pregano.

Padre nostro …

 

Pregate per tutti coloro i quali soffrono mali fisici e mali spirituali.

Padre nostro …

 

Pregate adesso per non cadere in tentazione.

Padre nostro …

 

Pregate adesso per i fratelli, i quali sono sconfessati.

Padre nostro …

 

Pregate, ora, per tutti coloro che accusano gli altri, li calunniano, li offendano, li maltrattano e li violentano.

Padre nostro …

 

Pregate adesso per tutti coloro i quali si ribellano alla volontà del Padre.

Padre nostro …

 

O sorelline mie, andate in pace.

 

Io, Gesù di Misericordia, vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen. E vi dico: La pace sia con tutti voi, ora e sempre.

Amen.

 

……………

 

  1. 380-383

 

  1. – Preghiere .

 

……………

Fine reg., lato B, a gg. 383. Sbob. 28/12/1999.