Domenica 31 gennaio 2021

Dal vangelo secondo Marco 1, 21-28

1,21Giunsero a Cafàrnao e subito Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. 22Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. 23Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, 24dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». 25E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». 26E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. 27Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». 28La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Parola del Signore

                                                                                               Vangeli

 

Questo è il primo episodio che troviamo nel Vangelo di Marco. Il personaggio è anonimo. “Perché Mc lo mette all’inizio?”, dobbiamo chiederci. Infatti questo episodio poteva metterlo doveva voleva, altrove, in altre parti del vangelo: “Ma perché allora lo mette proprio qui?”.

Mc lo mette qui perché questa è la chiave di lettura per accogliere Gesù. Gesù, nel brano precedente, chiama gli apostoli a diventare “pescatori di uomini” (Mc 1,17). Quindi, come abbiamo visto domenica scorsa, si trattava di salvare le persone (come si salva un uomo dall’acqua).

Cosa ci aspetteremo? Ci aspetteremo che il primo luogo da salvare sia quello dei senza-Dio, degli atei, dei lontani-da Dio, dei pagani. E, invece, no! Gesù non porta i suoi discepoli per salvare gli uomini in luoghi di malaffare o luoghi peccaminosi, ma nei luoghi di culto e nei luoghi religiosi. Sono questi gli ambiti in cui bisogna salvare gli uomini, perché questi luoghi a volte rischiano di dare la morte alle persone che li frequentano. Gesù nel suo insegnamento, vuole liberare le persone da quelle che lui denuncerà come “dottrine degli uomini”, “tradizioni degli antichi”, che nulla hanno a che fare con la volontà di Dio.

 

1,21Giunsero a Cafàrnao e subito Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava.

GIUNSERO A CAFARNAO=chi sono quelli che arrivano a Cafarnao? Quelli del brano precedente: Gesù e i quattro primi discepoli. Cafarnao è la città dove Gesù deve aver vissuto da grande.

 

ENTRATO DI SABATO NELLA SINAGOGA=nella sinagoga (syn-ago=con-venire; ek-kaleo da cui ek-klesia=chiamare) si andava di sabato e Gesù, come ogni buon ebreo ci va.

I luoghi frequentati da persone religiose saranno per Gesù quelli più pericolosi. Gesù tre volte andrà nella sinagoga: 1. qui e verrà interrotto; 2. in Mc 3,1-6 dove tenteranno di assassinarlo e 3. in Mc 6,1-6 nella sinagoga della sua città dove i suoi paesani, i suoi amici, lo prenderanno per matto. E quando andrà nel tempio (Mc 11,18), il tempio è il luogo della presenza di Dio sulla terra, cercheranno in tutti i modi di assassinarlo.

E’ interessante che sia di sabato perché la legge prescriveva: “Nessun lavoro il sabato!”, neanche guarire. Infatti la prossima volta, vista la sua guarigione di sabato (3,1-6), i farisei e gli erodiani decidono di metterlo a morte.

 

INSEGNAVA=Gesù, Mc lo fa capire bene, non ci va per pregare o per partecipare al culto, ma per insegnare.

Ma se Gesù sa l’ostilità che c’è nella sinagoga, perché ci va? Questo è importante: Gesù non partecipa mai ai culti della propria religione. Gesù non va nella sinagoga per pregare o per le liturgie: lui ci va per insegnare.

Questo vuol dire che c’è un modo di pregare e di fare liturgia che non interessa a Dio. Se la preghiera e la liturgia, infatti, non diventano vitalità, amore concreto, passione, scelte, decisioni, coraggio, guarigione, fiducia, apertura, solidarietà, non interessano a Dio.

Nel 1917 mentre scoppia la rivoluzione russa, la Chiesa Russa Ortodossa era riunita in concilio e vi era un’appassionata discussione sul colore della cotta da indossare durante le funzioni liturgiche. Alcuni insistevano con veemenza che doveva essere bianca, altri purpurea.

Nerone strimpellava finché Roma era in fiamme.

Se la liturgia è evasione dalla realtà e dalla vita non è incontro con il Dio della Vita (20,31). Per questo le liturgie ci devono emozionare, far ridere e far piangere, far incontrare i nostri fantasmi e i nostri mostri, le nostre risorse e le nostre potenzialità, la nostra anima e l’Infinito che ci abita dentro.

 

22Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.

ED ERANO STUPITI DEL SUO INSEGNAMENTO=ma Gesù predica, la gente è stupita, sconvolta (ek-plesso), in senso positivo, da ciò che dice (Mc 1,22).

 

EGLI INFATTI INSEGNAVA LORO COME UNO CHE HA AUTORITA’=avere autorità significa avere il mandato divino. La gente lo sente che Gesù viene da Dio.

 

E NON COME GLI SCRIBI=perché la gente è sconvolta? Perché Gesù insegna in maniera totalmente diversa dagli scribi.

Chi erano questi scribi? Gli scribi consacravano tutta la loro vita allo studio della Bibbia e a 45 anni, ma l’età media era 35, quindi erano dei vegliardi, dei saggi, ricevevano, attraverso l'imposizione delle mani, la trasmissione dello spirito di Mosè per interpretare la Bibbia.

Il Talmud, il libro sacro agli ebrei dice: “Quando uno scriba dà una sentenza diversa da quella della Bibbia, credi allo scriba e non alla Bibbia”. Cioè erano più della Bibbia! Erano il magistero infallibile. Quando parlava uno scriba si riteneva parlasse Dio stesso. Lo scriba era colui che leggeva la Bibbia, la interpretava e la spiegava alla gente.

Conosciamo i loro insegnamenti: era un insegnamento ripetitivo. Più o meno era così: “Nella Bibbia c’è scritto così e voi dovete far così… il profeta tal dei tali dice così e voi dovete fare così…”. Era tutta una serie di regole, di robe da fare, da non fare, di norme.

Cosa succedeva allora? Succedeva che la gente si sentiva sempre in colpa: o ti eri dimenticato quella preghiera o non avevi fatto quello che dovevi fare o avevi un pensiero che non dovevi avere o stamattina ti eri dimenticato di ricordarti di Dio. C’erano 613 regole ben precise da rispettare che gli scribi avevano tirato fuori dalla Bibbia: una tortura. C’erano 365 proibizioni e 248 comandamenti: praticamente una vita impossibile. Cioè: non andava mai bene niente! Tu non eri mai a posto con Dio.

Una volta l’Atto di Dolore diceva: “Mio Dio mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i tuoi castighi, e molto più perché ho offeso Te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo con il tuo santo aiuto di non offenderti mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato. Signore, misericordia, perdonami”: era agghiacciante, era terrorismo religioso.

 

Cosa succede allora quando arriva Gesù? Una rivoluzione!

Arriva Gesù e dice: “Dio vi ama tutti” (Mc 1,15: eu-anghelion=buona notizia). Non importa se avete pregato o no, se siete stati bravi o no, se siete in regola o no, Lui vi ama. Già è difficile per noi accettare questo: “Ma come? Io mi comporto bene e Dio ama anche chi si comporta male?”, figuriamoci per questa gente, che consacrava la propria vita a Dio, cosa volesse dire essere equiparata uguale agli occhi di Dio a tutti gli altri: “Ma come? Noi che doniamo la nostra vita a Dio siamo amati da Lui tanto quanto gli altri?”. Sì!

Gesù non è venuto a imporre formule dottrinali, dogmi da accettare o preghiere da dire. A Gesù non interessa se uno ci va o non ci va nella sinagoga, ma se ami, se sei pieno di compassione, di tenerezza, di ascolto, di empatia, di solidarietà, di tolleranza, di perdono. Se ami sei in comunione con Dio. Il resto non conta.

Allora la gente, appena sente questa ventata di aria fresca, si sente liberata e dice: “Questo sì che parla come uno che ha autorità, cioè come uno che viene da Dio. Qui si sente Dio, non come i nostri scribi”. La gente allora dice: “Finalmente!... questo sì che è un Dio buono, vicino, questo Dio qui sì che lo capiamo e lo sentiamo, finalmente non ci servono più gli scribi per sapere se siamo buoni o cattivi, graditi o no a Lui; bellissimo!”.

 

23Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare,

E SUBITO=non è tradotto in italiano ma in greco c’è euthys=subito. Come Gesù annuncia questo, subito si scatena la reazione. Azione (predicare di Gesù) – reazione (spirito urla).

 

C’ERA NELLA LORO SINAGOGA=è meraviglioso questo particolare: la sinagoga, il luogo dove cioè si dovrebbe mostrare chi è Dio, dove il Dio-Amore dovrebbe essere svelato, è il loro luogo. Cioè, gli scribi si sono impossessati della sinagoga e annunciano il loro Dio! Si sono impossessati sia della sinagoga che di Dio: è la loro sinagoga ma non di certo quella di Gesù né quella di Dio!

 

UN UOMO=questo uomo è anonimo e quando nel vangelo c’è un personaggio anonimo allora tu ti puoi identificare. Non ha nome perché può avere il tuo nome. Tu puoi essere un gran frequentate di chiese (gruppi religiosi, parlar sempre di Dio) e avere dentro il demonio, ed essere posseduto! Stai attento!

 

POSSEDUTO=posseduto da cosa? Dalle idee religiose! C’è una religione, c’è un “Dio” che viene dal male, dal demonio, che distrugge la vita, il cuore e l’anima delle persone.

A quel tempo credevano così: lo spirito ti entrava dentro e non eri più tu a parlare ma lo spirito che parlava e agiva per te. L’uomo, allora, è posseduto da qualcos’altro (dallo spirito impuro): ha perso la sua personalità, ha perso la sua capacità critica, ha venduto il suo pensare e non ragiona più con la sua testa.

Ma allora cos’è che lo possiede? E’ chiaro: Gesù predica nella sinagoga e predica un insegnamento nuovo. Fino ad allora se ne era stato lì lì, buono buono, ma adesso esplode. Finora non c’era stato bisogno di esplodere perché quello che sentiva era esattamente quello che aveva imparato, che sempre gli era stato detto e che anche lui credeva.

L’uomo è posseduto dalle credenze religiose: a lui hanno detto che Dio è così e così, e lui ci crede. I sacerdoti e gli scribi gli hanno detto che si fa così, che si pensa così, che questo è bene e che questo è male. E lui, da buon ebreo, religioso, ossequioso e pio, esegue.

Questo uomo è uno di quelli che quando chiedi: “Tu cosa pensi?”, non ti dice: “Io credo a questo per questo motivo e per quest’altro…”, ma ti dice: “La chiesa dice… il partito dice… i miei genitori dicono… le regole dicono… la tradizione dice…”. Lui non pensa: è pensato. Lui non vive: gli altri vivono in lui. Anzi: lui si sente in diritto di difendere il suo credo quando viene attaccato dall’esterno.

 

Il pittore Francisco Goya diceva: “Il sonno della ragione genera mostri”.

Insieme ai conquistatori del Nuovo Mondo vi erano anche dei frati. Raggiunta un'isola trovarono una popolazione di selvaggi. Credevano ancora negli dei, veneravano gli alberi. Era gente sorridente, benevola, ospitale, felice e cantavano sempre ma non conoscevano Gesù Cristo! Così i frati li convertirono, li battezzarono tutti, insegnarono a tutti i dieci comandamenti, fecero costruire una chiesa e tutti andavano in chiesa. I frati erano felicissimi: avevano portato al Signore altri uomini. Ma sapete cosa successe? Che dopo la conversione quegli uomini non furono più felici e non cantarono più. Quando le credenze diventano più importante della vita!

 

DA UNO SPIRITO IMPURO=cosa vuol dire che l’uomo è posseduto dallo spirito impuro?

Spirito (ruah in ebraico e pneuma in greco) indica un’energia, una forza esterna dall’uomo. Quando questa forza viene da Dio si chiama “santa” e “santifica” l’uomo, cioè lo mette in sintonia con Dio e lo separa (santificare=separare) dal male. Lo Spirito Santo è la forza che mi separa dal male, dall’egoismo. Quando questa forza non viene da Dio, ma viene da realtà che gli sono contrarie, si chiama, nei vangeli, “impura”, come qui. C’è uno spirito-forza puro e uno spirito-forza impuro.

 

COMINCIO’ A GRIDARE=anakrazein è un verbo tipico dei demoni (1,26; 3,11; 5,7; 9,26).

Ma perché si scatena? Perché questo odio verso Gesù, in fin dei conti Gesù non gli ha fatto proprio niente (in realtà, invece, gli sta distruggendo il suo falso sé, che è tutto quello che ha: figuratevi se non lo distrugge!).

Gesù arriva e predica. La gente reagisce: “Questo si che viene da Dio… non gli scribi”. Gesù sta distruggendo la teologia ufficiale, l’insegnamento tradizionale. Può non essere furibondo? Lui vive per questo! Lui ha fondato la sua vita su questo!

 

Osserviamo alcune cose.

 

  1. Intanto nessuno mai si era accorto che fosse posseduto da uno spirito impuro. Questo vuol dire che quello che sembra non sempre è quello che è. L’uomo sembra religioso, va nella sinagoga tutti i sabati, ma dentro ha il demonio.

Un giorno il maestro disse: “Vedi quell’uomo, viene qui al tempio tutti i giorni, mattino e sera, prega per un’ora ogni volta e fa sempre l’offerta al tempio. Cosa possiamo dire di quell’uomo?”. E i discepoli: “Che è un brav’uomo e un uomo di Dio”. E il maestro: “Non possiamo dire niente, perché non conosciamo il suo cuore”.

 

  1. E’ un uomo che prega. Questo vuol dire che c’è una preghiera che mette in comunione con Dio e una preghiera che ti mette in comunione con la rabbia e l’odio.

Una donna durante la guerra: “Abbiamo pregato con fervore e Dio ci ha ascoltati. Per fortuna che tutte le bombe sono cadute dall’altra parte delle città!”.

 

  1. Toccato sul vivo si scatena. Anche perché Gesù mica si era rivolto a lui. Quando per guarirla tocchi la ferita di una persona, questa ti urlerà addosso. Cosa succede? Quest’uomo si identifica con il suo Dio. Gesù mostra un Dio diverso e poiché questa persona non ha una sua personalità, ma la sua personalità è data dalle sue idee religiose, quando gli vengono tolte si sente perso, niente, per cui si scatena contro Gesù.

 

24dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».

CHE VUOI DA NOI=sia nell’A.T. che nel N.T. (5,7; Mt 8,29; Lc 4,34; 8,28) significa: “Perché ti immischi nelle nostre cose? Fatti gli affari tuoi?”.

Nella Bibbia è frequente questa espressione per indicare una contrapposizione di potere, di competenze o di idee. Il diavolo avverte nella presenza di Gesù qualcosa di minaccioso. Oggi diremmo: “Fatti i cazzi tuoi!”.

 

Ma perché parla al plurale?

  1. L’uomo, è chiaro, parla per un gruppo, per una categoria: “Parlo io per tutti noi”.

Cioè: non è l’unico a pensarla così, sono in tanti, forse tutti gli scribi pensano così! Per questo si sentono forti: perché tutti pensano in un modo.

Ma “Quando tutti pensano nello stesso modo, nessuno pensa molto” (W. Lippmann). Cioè vuol dire che tutti si sono adattati, conformati. Gesù sta rovinando la categoria e la reputazione degli scribi.

 

  1. Ma questa frase dice anche qualcosa di più profondo.

L’uomo non ha una sua identità precisa; l’uomo non ha un suo pensiero: dentro di lui “sono in tanti”. Lui non pensa, lui è pensato! Sono gli altri che pensano in lui e per lui. Lui esegue, ubbidisce, si conforma. Lui ubbidisce a quello che gli altri fanno, che gli altri dicono, a quello che tutti pensano.

 

Adolf Eichmann, quando i nazisti concepirono la soluzione finale, cioè l’eliminazione di tutti gli ebrei, fu il coordinatore e il responsabile delle deportazioni. Cioè, materialmente provvedeva ad organizzare i convogli ferroviari che trasportavano i deportati verso Auschwitz.

Scappato in Argentina fu ritrovato dal Mossad. Milioni di ebrei passarono per le sue mani.

Quando fu processato si difese: “Voi state condannando un perfetto soldato che ha semplicemente eseguito gli ordini come qualunque altro soldato fa in guerra”. E, in effetti, era vero. Aveva obbedito.

A Norimberga, nel processo contro i criminali tedeschi (Göring, Hess, von Ribbentrop, Keitel, ecc.) si difesero dicendo: “Noi abbiamo obbedito”. Ed era vero: avevano obbedito ad un pazzo, folle, Hitler. Quindi di sei milioni di ebrei nessuno era colpevole se non Hitler, che però era pazzo.

 

Allora: nessuno si può giustificare dicendo: “Io ho obbedito; io ho fatto quello che mi hanno detto; io sto con le regole; io eseguo; io faccio ciò che dall’altro mi dicono”. Tu hai una tua testa, pensa, ragiona e qualunque cosa tu faccia la fai tu, quindi ne sei responsabile. Tu sei un adulto, non fare come i bambini che fanno quello che gli dicono i genitori!

 

Nei vangeli Dio non chiede mai l’obbedienza.

Poi potete sfogliare e risfogliare i vangeli e non troverete una volta che Gesù chiede di obbedire a Dio. Mai! Troverete solo 2 volte in Mc e 5 in tutti i vangeli (Mt 8,27; Mc 1,27; Mc 4,41; Lc 8,25; Gv 3,36), l’espressione “obbedire, obbedienza”.

E a chi è diretta “l’obbedienza”? A Dio? No, ma sempre alle forze ostili a Dio! Non a caso il vangelo di oggi terminerà proprio usando questo verbo (ypakouo) ma sono gli spiriti immondi che gli obbediscono!

Gesù non ci chiede di obbedire a Dio ma di assomigliare al Padre, che è un’altra cosa. E se Gesù non ci chiede di obbedire a Dio, figuriamoci a quelli che lo rappresentano.

“L’obbedienza non è più una virtù”, diceva don Lorenzo Milani, se obbedire vuol dire eseguire.

 

GESU’ NAZARENO=Nazareth era il covo dei bellicosi nazionalisti. Gesù viene equiparato ad un rivoltoso.

Conoscere il nome (il nome=l’identità) vuol dire impossessarsi della persona. Lo nomina per esercitare su di lui un potere magico, per vincerlo, anche se definendolo il “Santo di Dio”, ne riconosce la superiorità.

 

SEI VENUTO A ROVINARCI?=risposta: “Sì”. Apollynai, è far perire, distruggere.

Capiamo la reazione tremenda di questo uomo: Gesù è per lui la sua rovina. Ed è così per varie persone: quando tu hai preso un modello religioso, filosofico o di vita, ti sei identificato e lo hai assolutizzato, cioè è diventato il tuo tutto, metterlo in discussione è uguale alla tua rovina perché crolla tutto. Ricordati sempre: tu sei di più di ogni tuo credere! Credere non è identificarsi.

Questa cosa la possiamo vedere ad esempio nel tifo calcistico. Le persone non solo tifano per una squadra, cioè si riconoscono in una squadra che diventa un modo per appartenere, ma possono identificarsi a tal punto con quella squadra da perdere la loro identità di persone separate. Le gesta della squadra sono le loro gesta; se la squadra perde o subisce un torto possono diventare violenti o aggressivi. Quella squadra è diventata la loro personalità: se provi a dire qualcosa di negativo (magari di vero) ti attaccano, si oppongono e possono diventare perfino violenti.

Quando non c’è identità della persona, quella persona troverà un sostituto in qualcosa di esterno, che diventerà la sua nuova identità.

 

IO SO CHI TU SEI: IL SANTO DI DIO!=chi era il Santo di Dio? Nella loro tradizione si pensava che, dopo Mosè, Dio avrebbe suscitato il Santo, cioè il Messia, che doveva essere il continuatore di Mosè per aiutare il popolo ad osservare la legge ed interpretarla fedelmente (Aronne, ad es. in Sal 105,16).

Allora, che cosa fa questo uomo? Richiama Gesù al ruolo che la tradizione voleva fosse del Messia: “No, tu non puoi insegnare questo; tu sei il Santo di Dio e il Santo non dice questo. Se dici questo ci distruggi. Non puoi dire questo: va contro a ciò che si è sempre detto, alle nostre regole religiose. Non puoi!”.

 

25E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!».

ORDINO’ SEVERAMENTE=epitimao vuol dire censurare, infliggere una nota di biasimo. Anticamente questo verbo indicava “fare i funerali”.

 

TACI=phimoo è imbavagliare (phimos è la museruola). Lo stesso verbo lo troviamo anche in 4,39 quando Gesù ordina al vento di tacere. E’ un verbo che ritorna anche nelle formule magiche. Cos’è che deve tacere? L’annuncio degli scribi: è un parlare demoniaco.

 

VIENI FUORI=si credeva che il demonio fosse una creatura (un comportamento) che ti entrava dentro. Per guarire, quindi, doveva uscire fuori.

 

26E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.

STRAZIANDOLO=sparassein=strappare, torturare. Perché è uno strazio?

Perché quest’uomo ha vissuto per il “Dio degli antichi e degli scribi” e adesso si accorge che non solo questo non è Dio, ma che anzi è l’ostacolo che gli impedisce di vedere Dio. Allora si sente tradito, ingannato e si rende conto che deve perdere tutto quello che sa e tutto quello per cui ha investito la sua vita. Non è straziante? Non è un dolore enorme?

L’illuminazione è meravigliosa solo dopo essersi resi conto che finora si era stati al buio.

 

Sentite il dramma: per quell’uomo liberarsi dalle sue idee, dalle sue credenze, è stato uno strazio, un dramma, un dolore immenso, enorme.

Torniamo allora alla domanda iniziale: perché Mc mette proprio all’inizio del suo vangelo questo episodio? Credo che molti di noi lo capiscano. Ti è stato detto: “Se credi in Dio, niente grilli per la testa; niente affettività, niente carezze, abbracci, coccole che sono robe pericolose; niente troppa euforia, non lasciarsi andare troppo, ridere: pensa a chi sta peggio; sessualità: pericolo; stai alla larga e ricordati che Dio ti vede!; vitalità, energia, sogni: non si può fare quello che si vuole nella vita!; realizzare i propri sogni: sei un egoista che pensi solo a te stesso; non sei d’accordo con ciò che ti viene detto: sei una “testa calda” e Dio ti punirà; gioco: non si perde tempo; chi ha tempo non aspetti tempo; divertirsi: no, mai! Rinunce, sacrifici, ma divertirsi no, perché viene dal demonio”.

Poi arriva Gesù e ti dice: “Ma guarda che tutto ciò a cui rinunci per Dio viene da Dio. Non è Dio che ti chiede di rinunciare a questo! Anzi Dio vuole che tu lo viva nella pienezza e nell’abbondanza”. E allora t’arrabbi: e no!?! “Con tutte le fatiche che io ho fatto!... Con tutto quello che ho rinunciato!”. E’ uno strazio perché ti rendi conto che tutta la tua fatica non ti ha portato vicino a Dio ma solo a “tagliare” la tua persona, a reprimerla, ad uccidere la Vita che poteva vivere in te. Allora ti rendi conto che tu pensavi di agire “in nome di Dio” ma hai agito contro Dio. Vi chiedo: “E’ facile aprire gli occhi e vedere tutto ciò? E’ o non è uno strazio accettare questo?”.

Perché se lo accetti devi rivoluzionare la tua vita, devi cambiare tutto. E se hai 40, 50 anni, e sei radicato in certe credenze o se hai una personalità strutturata, rigida o insicura, chi te lo fa fare? Il vangelo è liberante per chi ama la vita ma straziante per chi ama obbedire.

 

GRIDANDO FORTE=lett. phonesan phonè=urlando urla. E’ un’azione che ha un lasso di tempo considerevole e indica la battaglia che avviene in quell’uomo.

 

27Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».

TUTTI FURONO PRESI DA TIMORE!=thambeisthai non è paura ma stupore, meraviglia: “Uau!!!”.

E’ una sorpresa piacevole!

 

INSEGNAMENTO NUOVO!=insegnamento=didaché; nuovo=kainos in greco.

Nuovo in greco si dice in due modi. 1. Neos=nuovo, che vuol dire un altro. Ha due bici e me ne arriva un’altra di nuova: quindi ne ho tre. 2. Kainos=nuovo ma di un'altra qualità. E’ un nuovo che elimina quello precedente. Ho due bici e mi arriva la moto: un’altra cosa! Le biciclette non le utilizzo più perché la moto è troppo forte! Allora cosa succede qui? La gente sente che l’insegnamento nuovo di Gesù non ha nulla a che vedere con quello precedente: questo è un insegnamento liberante, vitale, vero, che la gente sente: “Sì, questo è Dio!”.

Tutto quello che avevano imparato adesso, molte persone, si rendono conto non vale più niente.

 

SPIRITI IMPURI=in realtà Gesù ha liberato soltanto uno spirito impuro ma la gente gli riconosce il potere e lo allarga a tutti gli spiriti impuri.

 

28La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

LA SUA FAMA SI DIFFUSE SUBITO DOVUNQUE= l’insegnamento di Gesù dilaga. Naturalmente gli scribi non staranno con le mani in mano: si vendicheranno subito tentando di ucciderlo (Mc 3,6) e più avanti vedremo che saranno gli stessi scribi a dire che è Gesù ad essere posseduto da uno spirito impuro (Mc 3,30).

 

 

Il possesso dice: “Tu sei mio”.

Il posseduto dice: “Io sono tuo”.

Sono due falsità che fanno morire: nessuno è tuo e tu non sei di nessuno.

Il possesso rinchiude.

L’amore dice: “Tu sei con me” e io sono grato perché cammini e condividi con me.

L’amore dice: “Io sono con te”, e il mio amore si espande nel condividerlo con te.

L’amore apre e libera.