Domenica 28 marzo 2021

Dal vangelo secondo Marco 14, 1- 15,47

14,1Mancavano due giorni alla Pasqua e agli Azzimi, e i capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di catturarlo con un inganno per farlo morire. 2Dicevano infatti: «Non durante la festa, perché non vi sia una rivolta del popolo».

3Gesù si trovava a Betània, nella casa di Simone il lebbroso. Mentre era a tavola, giunse una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo di puro nardo, di grande valore. Ella ruppe il vaso di alabastro e versò il profumo sul suo capo. 4Ci furono alcuni, fra loro, che si indignarono: «Perché questo spreco di profumo? 5Si poteva venderlo per più di trecento denari e darli ai poveri!». Ed erano infuriati contro di lei.

6Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché la infastidite? Ha compiuto un’azione buona verso di me. 7I poveri infatti li avete sempre con voi e potete far loro del bene quando volete, ma non sempre avete me. 8Ella ha fatto ciò che era in suo potere, ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura. 9In verità io vi dico: dovunque sarà proclamato il Vangelo, per il mondo intero, in ricordo di lei si dirà anche quello che ha fatto».

10Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai capi dei sacerdoti per consegnare loro Gesù. 11Quelli, all’udirlo, si rallegrarono e promisero di dargli del denaro. Ed egli cercava come consegnarlo al momento opportuno.

12Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». 13Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. 14Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. 15Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». 16I discepoli andarono ed, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.

17Venuta la sera, egli arrivò con i Dodici. 18Ora, mentre erano a tavola e mangiavano, Gesù disse: «In verità io vi dico: uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà». 19Cominciarono a rattristarsi e a dirgli, uno dopo l’altro: «Sono forse io?». 20Egli disse loro: «Uno dei Dodici, colui che mette con me la mano nel piatto. 21Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo, dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!».

22E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». 23Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. 24E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. 25In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».

26Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. 27Gesù disse loro: «Tutti rimarrete scandalizzati, perché sta scritto: Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse. 28Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea». 29Pietro gli disse: «Anche se tutti si scandalizzeranno, io no!». 30Gesù gli disse: «In verità io ti dico: proprio tu, oggi, questa notte, prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». 31Ma egli, con grande insistenza, diceva: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dicevano pure tutti gli altri.

32Giunsero a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». 33Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. 34Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». 35Poi, andato un po’ innanzi, cadde a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse via da lui quell’ora. 36E diceva: «Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu». 37Poi venne, li trovò addormentati e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare una sola ora? 38Vegliate e pregate per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». 39Si allontanò di nuovo e pregò dicendo le stesse parole. 40Poi venne di nuovo e li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti, e non sapevano che cosa rispondergli. 41Venne per la terza volta e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Basta! È venuta l’ora: ecco, il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. 42Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».

43E subito, mentre ancora egli parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. 44Il traditore aveva dato loro un segno convenuto, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta». 45Appena giunto, gli si avvicinò e disse: «Rabbì» e lo baciò. 46Quelli gli misero le mani addosso e lo arrestarono. 47Uno dei presenti estrasse la spada, percosse il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio. 48Allora Gesù disse loro: «Come se fossi un bandito siete venuti a prendermi con spade e bastoni. 49Ogni giorno ero in mezzo a voi nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Si compiano dunque le Scritture!».

50Allora tutti lo abbandonarono e fuggirono. 51Lo seguiva però un ragazzo, che aveva addosso soltanto un lenzuolo, e lo afferrarono. 52Ma egli, lasciato cadere il lenzuolo, fuggì via nudo.

53Condussero Gesù dal sommo sacerdote, e là si riunirono tutti i capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi. 54Pietro lo aveva seguito da lontano, fin dentro il cortile del palazzo del sommo sacerdote, e se ne stava seduto tra i servi, scaldandosi al fuoco.

55I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano. 56Molti infatti testimoniavano il falso contro di lui e le loro testimonianze non erano concordi. 57Alcuni si alzarono a testimoniare il falso contro di lui, dicendo: 58«Lo abbiamo udito mentre diceva: “Io distruggerò questo tempio, fatto da mani d’uomo, e in tre giorni ne costruirò un altro, non fatto da mani d’uomo”». 59Ma nemmeno così la loro testimonianza era concorde. 60Il sommo sacerdote, alzatosi in mezzo all’assemblea, interrogò Gesù dicendo: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». 61Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: «Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?». 62Gesù rispose: «Io lo sono! E vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire con le nubi del cielo».

63Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: «Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? 64Avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». Tutti sentenziarono che era reo di morte.

65Alcuni si misero a sputargli addosso, a bendargli il volto, a percuoterlo e a dirgli: «Fa’ il profeta!». E i servi lo schiaffeggiavano.

66Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una delle giovani serve del sommo sacerdote 67e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo guardò in faccia e gli disse: «Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù». 68Ma egli negò, dicendo: «Non so e non capisco che cosa dici». Poi uscì fuori verso l’ingresso e un gallo cantò. 69E la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: «Costui è uno di loro». 70Ma egli di nuovo negava. Poco dopo i presenti dicevano di nuovo a Pietro: «È vero, tu certo sei uno di loro; infatti sei Galileo». 71Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quest’uomo di cui parlate». 72E subito, per la seconda volta, un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detto: «Prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». E scoppiò in pianto.

 

15,1Subito, al mattino, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. 2Pilato gli domandò: «Tu sei il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». 3I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose. 4Pilato lo interrogò di nuovo dicendo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!». 5Ma Gesù non rispose più nulla, tanto che Pilato rimase stupito.

6A ogni festa, egli era solito rimettere in libertà per loro un carcerato, a loro richiesta. 7Un tale, chiamato Barabba, si trovava in carcere insieme ai ribelli che nella rivolta avevano commesso un omicidio. 8La folla, che si era radunata, cominciò a chiedere ciò che egli era solito concedere. 9Pilato rispose loro: «Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». 10Sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. 11Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla perché, piuttosto, egli rimettesse in libertà per loro Barabba. 12Pilato disse loro di nuovo: «Che cosa volete dunque che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei?». 13Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!». 14Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Ma essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!». 15Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

16Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. 17Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di rami spinosi e gliela misero attorno al capo. 18Poi presero a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». 19E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui. 20Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo. 21Costrinsero a portare la croce di lui un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo.

22Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», 23e gli davano vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese. 24Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse ciò che ognuno avrebbe preso. 25Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. 26La scritta con il motivo della sua condanna diceva: «Il re dei Giudei». 27Con lui crocifissero anche due banditi, uno a destra e uno alla sua sinistra. [28].

29Quelli che passavano di là lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, 30salva te stesso scendendo dalla croce!». 31Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi, fra loro si facevano beffe di lui e dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! 32Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo!». E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.

33Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. 34Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» 35Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco, chiama Elia!». 36Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere». 37Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.

38Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. 39Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!».

40Vi erano anche alcune donne, che osservavano da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome, 41le quali, quando era in Galilea, lo seguivano e lo servivano, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.

42Venuta ormai la sera, poiché era la Preparazione, cioè la vigilia del sabato, 43Giuseppe d’Arimatea, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anch’egli il regno di Dio, con coraggio andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. 44Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, gli domandò se era morto da tempo. 45Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. 46Egli allora, comprato un lenzuolo, lo depose dalla croce, lo avvolse con il lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare una pietra all’entrata del sepolcro. 47Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano a osservare dove veniva posto.

Parola del Signore

 

                                                                                      Il Viandante Cattolico: Domenica delle Palme. Ingresso di Gesù in  Gerusalemme e Passione di nostro Signore Gesù Cristo. (Marco 14,1-15,47) 29  Marzo 2015

 

Come è stato possibile che la folla osannante che ha accolto Gesù a Gerusalemme sia la stessa che dopo dirà: “Crocifiggilo! Crocifiggilo!” (Mc 15,13-14). Il perché ce lo svelano questi versetti di Mc.

 

11,1Quando furono vicini a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, mandò due dei suoi discepoli 2e disse loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito, …»

Il termine villaggio (komè) è un termine tecnico nel vangelo che indica sempre opposizione a Gesù o incomprensione. Questo perché il villaggio è il luogo della tradizione, è il luogo attaccato al passato.

 

Entrando in esso, troverete un puledro legato, sul quale nessuno è ancora salito. Slegatelo e portatelo qui.

Puledro=asinello (letteralmente) e non puledro: non è la stessa cosa! Infatti il riferimento di Gesù è al profeta Zaccaria.

La cavalcatura regale era la mula (1 Re 33.38.44) oppure il cavallo (Est 6,8; 1 Re 20,20): ma Gesù non si presenta come un re con il suo destriero ma con il mezzo di trasporto del tempo comune: l’asinello.

Perché Gesù fa così? Facendo così Gesù si ricollega a ciò che già un altro aveva fatto: il profeta Zaccaria.

Questo profeta, infatti, era in controtendenza rispetto alle aspettative del tempo. Tutti a quel tempo si aspettavano un Messia bellicoso, che attraverso la guerra e la spada, avrebbe ridato dignità e potere ad Israele. Questo profeta però non la pensa affatto così: “Il Messia, se deve venire, non verrà con l’odio, con il rancore, con la guerra, ma con la pace”. Zaccaria, infatti, dice che il Messia avrebbe fatto “sparire il carro da guerra da Efraim e il cavallo da Gerusalemme” (Zc 9,10) e che avrebbe, al contrario, cavalcato “un puledro d’asina” e annunciato la “pace” (Zc 9,9-10).

Eccolo qua: Gesù è proprio quel Messia di pace e non di guerra, come tutti si aspettavano e volevano.

Zaccaria annunciava un Messia diverso da quello che la tradizione si aspettava. La cavalcatura regale era la mula, mentre l’asino era la cavalcatura dei servi. Quindi Gesù è un Messia diverso da quello che si aspettano e che si attendono. Non è il re ma è un servo. Anzi questo Messia farà sparire la guerra e non porterà nessuna guerra contro gli altri popoli, come tutti si aspettavano.

Nel corso dei secoli questa profezia fu totalmente censurata, dimenticata, tralasciata. I rabbini, infatti, avevano scelto soltanto quei brani della Bibbia che indicavano una supremazia, un potere, un dominio, una superiorità, di Israele sopra tutte le altre nazioni.

Slegatelo=slegare l’asino vuol dire allora “slegare questa profezia” che era stata legata, imbavagliata, nascosta. E’ la stessa Scrittura, la stessa Bibbia che dice così!

Vedete quant’è importante una corretta lettura della Bibbia. Perché se tu prendi una frase di qua e una frase di là, rischi di far dire alla Bibbia l’esatto contrario del suo messaggio. E’ quello che avevano fatto i rabbini: avevano fatto uscire un Messia potente e non il Dio d’amore.

Loro volevano un re potente, non un re d’amore. Volevano il loro re, il re d’Israele ma Gesù non sarà così e non sarà come loro vorranno, un re cioè potente e forte.

Molti non compresero perché erano ancora legati ad un’idea di Messia. E quando lo capiranno? Lo capiranno solamente in croce dove Gv dice: “Pilato compose l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: “Gesù Nazareno, il re dei Giudei” Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove fu crocefisso era vicino alla città; era scritta in ebraico, latino e greco” (Gv 19,20).

Sembra una semplice informazione storica e invece vi è un profondissimo significato teologico: Gesù, il re dei Giudei non è solamente il re dei Giudei ma anche dei latini e dei greci, che erano le due grandi lingue del tempo. Gesù, cioè, è il re di tutti gli uomini, di tutte le lingue e di tutti i popoli.

E come sarà re? Qual è l’unico linguaggio comprensibile? l’amore.

Un giorno un uomo andò da madre Teresa e le disse: “Lei crede in Dio?”. Si aspettava una risposta chiara: “Certo che sì!”. Ma lei disse: “Lei cosa dice? Cosa capisce?”. “Come faccio a saperlo io! (in tono un po’ seccato). Lo saprà lei se crede o no in Dio!”. La Madre non disse niente se non che: “Venga con me e vediamo cosa capisce!”. L’uomo la seguì per tutto il giorno e quando la Madre curò con amore, sorriso e come fosse l’uomo più importante del mondo l’ultimo lebbroso, quell’uomo la fermò, la guardò e le disse: “Questo linguaggio lo capisco. Non ho più dubbi: lei crede in Dio!”. Da come amava, anche senza dire nulla, Madre Teresa credeva in Dio.

 

3E se qualcuno vi dirà: “Perché fate questo?”, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito”». 4Andarono e trovarono un puledro legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo slegarono. 5Alcuni dei presenti dissero loro: «Perché slegate questo puledro?». 6Ed essi risposero loro come aveva detto Gesù. E li lasciarono fare.

Qui Mc si sofferma su una serie di particolari che uno dice: “Ma perché perdere così tanto tempo sull’asinello… e che lo trovano… e sul slegarlo… e su chi non vuole slegarlo… ma il padrone ne ha bisogno…”: ma che importa!? Se fosse solo un aspetto storico, in effetti, non avrebbe molto senso. Ma qui c’è in gioco molto di più!

Signore=non è il Signore ma “il suo padrone ne ha bisogno”. L’asinello appartiene a Gesù perché sarà Gesù che realizzerà questa profezia.

Perché slegate questo asinello?=c’è chi non vuole, c’è chi si oppone, c’è chi dice no a questo cambiamento: “No, noi non ti vogliamo così! No, noi non vogliamo questo Dio”.

Slegarono=ecco la profezia che si avvera, che viene slegata con Gesù.

 

Spesso le persone sono legate ad una immagine di sé, degli altri, dei figli, dell’educazione, del rapporto di coppia e non riescono a slegarsi da quest’immagine. Per quest’immagine sono disposti anche a morire piuttosto che slegarsi e cambiare.

Una donna dice: “Io devo essere sempre per gli altri”. Lei si distrugge per gli altri, si esaurisce. Non riesce a slegarsi da quest’immagine di essere tutta-per-gli-altri perché altrimenti perderebbe la stima che gli altri hanno di lei. E poiché lei non ha stima di sé come può perdere quella degli altri?

Un uomo dice: “Io non sono capace. Io non ce la faccio”. Lui si crede e non riesce a slegarsi da quest’idea di sé. D’altronde se lo facesse e si rendesse conto di essere capace questo comporterebbe molteplici cambiamenti nella sua vita: smetterebbe di farsi gestire da sua madre (lui ha 40 anni!), smetterebbe di essere succube dei suoi fratelli più grandi e inizierebbe a seguire la sua passione che da sempre ha della pittura (cosa che sua moglie non vuole).

Prova a dire ad una persona: “Se tu continui a fare così, tuo figlio non diverrà mai autonomo, adulto. Se tu continui a trattarlo da bambino, creerai un disabile psichico nel futuro”. Le persone vi diranno: “Fatti gli affari tuoi!; chi sei tu per darci consigli; tu parli perché non hai figli; io lo amo”.

Prova a dire ad una persona: “Guarda che il Gesù del vangelo non è proprio così”. Ti dirà: “E chi sei tu per dirci questo? A me hanno insegnato così! Ma allora non è vero niente! Impossibile”.

Prova a dire ad una persona: “Guarda che la tua vita è così infelice perché ciò che tu credi la rende infelice”. Ti dirà: “Non è vero!; io faccio il meglio!; è il mondo cattivo; io mi voglio bene (!); ecc”.

Quant’è difficile slegarsi dalle proprie convinzioni. Spesso siamo delle cose non perché lo siamo, ma perché pensiamo di esserlo! E’ difficile convertirsi, cambiare pensieri, modo di vivere e d’agire.

 

Einstein diceva: “E’ più facile spezzare l’atomo che le credenze di un uomo”.

A Padova vive un uomo che batte le mani ogni dieci secondi. Interrogato sul perché di questo strano comportamento risponde: “Per scacciare gli elefanti”. “Elefanti? Ma qui non ci sono elefanti”. E lui: “Appunto!” (battendo le mani!).

Una vecchia zitella che abita in riva al fiume chiama la polizia per avvertire che davanti a casa sua alcuni ragazzi fanno il bagno nudi. L’ispettore manda sul posto uno dei suoi uomini, che ordina ai ragazzacci di andare a nuotare più in là dove non ci sono case. Il giorno seguente la donna telefona di nuovo: “I ragazzi si vedono ancora!”. Il poliziotto torna e li fa allontanare di più. Il giorno seguente la donna chiama ancora: “Dalla finestra della mia soffitta, con il cannocchiale, li posso ancora vedere!”.

 

7Portarono il puledro da Gesù, vi gettarono sopra i loro mantelli ed egli vi salì sopra.

Gettarono sopra i mantelli=i discepoli quindi danno adesione a Gesù come Re e Messia di pace e di servizio.

Salì sopra=non è “salì sopra” ma “si installò sopra”. Come lui sarà seduto alla destra di Dio, così adesso è seduto come un Messia di servizio e di pace.

 

8Molti stendevano i propri mantelli sulla strada, altri invece delle fronde, tagliate nei campi. 9Quelli che precedevano e quelli che seguivano, gridavano: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! 10Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide! Osanna nel più alto dei cieli!».

Molti stendevano i propri mantelli sulla strada=alcuni mettono il loro mantello (=il mantello a quel tempo era una cosa molto preziosa, vitale, ed indica la propria vita) sull’asinello, quindi aderiscono a questo Messia di pace e di servizio.

Ma altri, invece, stendono i mantelli sulla strada! Perché questa precisazione? Perché stendere il mantello sulla strada era quello che tipicamente facevano le persone al passaggio del re o dell’imperatore come gesto di sottomissione.

Quindi: alcuni aderiscono al Messia di pace e di servizio ma altri, invece, continuano a volerlo e a vederlo come il Messia di potenza, di guerra e dominatore degli altri popoli.

Quelli che precedevano=ma finora era stato Gesù a procedere e gli altri dietro!

Ci sono quelli che seguono Gesù e ci sono quelli che, invece, dicono a Gesù cosa deve fare e chi deve essere, quelli, insomma, che si fanno maestri di Gesù, invece che farsi suoi discepoli.

Gridare=è un verbo utilizzato sia per gli spiriti impuri che per il cieco di Gerico, ed è un verbo che indica l’adesione alla tradizione precedente. E infatti cosa gridano?

Osanna… nostro padre Davide=vogliono Davide, il re Davide, potente, combattente e guerriero, non il re d’amore Gesù.

Osanna=“Aiutaci, salvaci”, è un’espressione rivolta al Signore. La troviamo nel Salmo 118 ed è l’invocazione rivolta a Dio perché ci salvi dai nemici e li distrugga.

Il Salmo 118 è il salmo cantato a Dio dai generali per la vittoria nei confronti dei nemici. Osanna, quindi è un grido di aiuto a Dio perché annienti gli avversari e un grido di guerra a Dio perché li faccia vincere. E, infatti, il regno che cantano non è il regno di Dio (Mc 1,15) ma il regno di Davide; un regno della forza, della violenza, del potere. Questo regno cambia gli altri e lo fa con il potere.

Gesù, invece, è venuto ad annunziare il regno di Dio, il cambiamento interiore, profondo, interno delle persone. Questo regno chiede, invece, il mio cambiamento.

Nel più alto dei cieli=cioè chiedono a Dio di realizzare questo progetto. “Dio, dacci la forza per distruggere gli altri; Dio facci vincere gli altri; Dio elimina i cattivi”.

Cioè: Dio viene utilizzato per i nostri scopi e i nostri interessi. E quando si accorgeranno che Gesù non è affatto quello che loro pensavano, che Gesù non è il re potente che loro pensavano, speravano e si aspettavano, allora grideranno: “Crocifiggilo, crocifiggilo!” (Mc 15,13-14) perché non sapranno che farsene di un Dio così.

 

Anche un asino è stato d’aiuto a Gesù.

 

Anche se sono un asino posso portare Gesù.

Anche se sono un asino Lui ha bisogno di me.