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Category: Riflessioni
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Gesù era un cercatore di Dio. Quando incontrava una persona non guardava a ciò che aveva fatto, non guardava a ciò che sembrava, ma si diceva: "Qui da qualche parte c'è mio Padre, c'è Dio, c'è il bene. Proverò a tirarlo fuori". Se le persone accettavano questa sfida, cambiavano vita.
                                                                                    

Questo è l'amore che salvò e che salva: "Tu, al di là di tutto, sei buono; va bene così". Quando guardate qualcuno ditevi sempre: "Qui c'è Dio". E lavorate per far vivere Dio. Se crederete con tutte le vostre forze che lì, anche se non sembra, anche se nessuno lo vede, c'è Dio, quella persona si sentirà amata e sentirà il vostro amore. Quest'amore, alcune volte, ti cambia la vita.
                                                            
Guardati allo specchio: "Qui c'è Dio. Io sono buono, io valgo". Quando crederai a questo sarai salvo. Guarda tuo padre, tua madre, i tuoi nemici, quelli che ami, quelli che odi, quelli che non sopporti, gli omosessuali, i tuoi cari, i falsi e i traditori, quelli che ti hanno ferito e umiliato, i tiranni: "Forse si vede o forse non si vede: qui in ogni caso c'è Dio". Se li guardi così cambierai ogni prospettiva. Non sarai più lo stesso di prima! Non li giustificherai ma saprai cosa vuol dire amare e scorgere la Luce nel buio. Forse molte di queste persone non riusciranno a vedersi così, ma tu vedile per quello che sono realmente.

E lavora per disseppellire il cielo che c'è in ogni uomo. Non sempre sarà possibile ma quando ci riuscirai avrai salvato una vita dalla morte.

Gesù condannò le azioni ma mai le persone. A quell'uomo accusato di assassinio sulla croce che gli diceva: "Ricordati di me quando sarai in Paradiso", non gli disse: "Hai fatto male a fare ciò che hai fatto", ma: "Lo so che tu sei buono. Oggi sarai con me in Paradiso, stai tranquillo". Condanno l'azione ma mai la persona!

Gesù è morto e ha preferito la morte piuttosto che rinunciare alla convinzione che "Dio è buono; che Dio mi ama; che non c'è assolutamente nulla da temere; che di Lui ci si può totalmente fidare".
Gesù ha detto: "Io so che è così. Tutto sembra dire il contrario ma io so che Lui è così. Io mi gioco tutto: o fallisco o è veramente come dico io". E dapprima sembrò realmente fallire; ma Dio lo confermò in ciò che credeva con la sua resurrezione: era come diceva Lui.

Anche lui ebbe paura. Anche lui ha vissuto la paura di essere deriso, rifiutato, non accolto, non amato, preso in giro; anche lui ebbe paura della sofferenza, della morte, di chi aveva il potere e di chi poteva fargli del male. Ma ebbe fede e non permise alla paura di fermarlo.

Gesù è morto per liberarci dal Dio della paura, della religione, della sottomissione, dell'obbedienza "perché così mi hanno comandato" o "così è scritto". Gesù è vissuto perché ognuno torni ad esercitare il proprio cuore, a far vivere la propria anima e a far funzionare il proprio cervello.

La paura mi dice: "Non farlo; te ne pentirai; vedrai cosa accadrà; e se poi succede che...; è difficile; ecc.". La paura ci frena perché ci fa vedere sia le possibili conseguenze sia quelle che non ci sono.
E se dovesse poi succedere (perché a volte succede!)? Allora mi ancoro in Dio: se dovesse succedere so che Lui c'è, che sono suo figlio, che posso vivere e affrontare, che non perdo mai la mia dignità profonda.
La fede è l'antidoto alla paura. Dove c'è fede non c'è paura. E dove c'è paura non c'è fede.

Penso al dramma di quest'uomo che viene ucciso dalla religione ufficiale come il peggiore dei nemici, come il peggiore dei bestemmiatori, come anti-Dio.

Guardo a Gesù, quest'uomo che è morto per Dio, per portarmi il Dio della Vita. Dio è per me, non contro di me. Dio non è un nemico, un ostacolo, un intralcio, uno stress, una costrizione, una camicia di forza di doveri, di regole, di imposizioni, di costrizioni.

Gesù è morto per dirmi: "Attento, non tutto ciò che viene definito "religione" è fede e non tutto ciò che viene detto che "venga da Dio" viene in realtà da Dio.

Ogni volta ti devi chiedere: "Questa preghiera, quest'incontro, questo libro, quest'idea, magari difficile, magari esigente, mi fa vivere più in profondità? Mi rende più libero e più vero? Mi allontana dalla paura?".
Se la tua religione ti ingabbia, ti incute timore e paura; se la tua religione ti allontana dalla vita; se è un insieme di obblighi, di costrizioni e di doveri; se non abbraccia tutti gli uomini, lasciala, non è la religione di Gesù.
I sommi sacerdoti hanno ucciso Gesù; la religione ha posto fine alla vera fede.

In nome di Dio si è ucciso Dio. Allora io veglio perché so che ciò che è successo può risuccedere.

"Io sono in te come in tutti gli uomini. L'incontro con Dio può avvenire ovviamente più facilmente in chiesa, insieme a tante persone, ma non avviene solo lì, perché Dio è dappertutto e in ogni luogo. Dio, inoltre, è in ogni persona, e ogni persona può far risplendere (può!, non sempre accade!) un raggio della sua luce".



Fede: trovare il Tesoro della propria vita
e non lasciarlo per nessun motivo. Puntare tutto su di lui.
Credere in lui e non temere quando tutto sembra dire il contrario.
Illusione: sbagliare tesoro.
Superficialità: dire che il tesoro non c'è.
Paura: dire che è troppo difficile.
Menzogna: dirsi bugie e scambiare per tesoro un non tesoro.
Sofferenza: non trovare il tesoro.
 Morte: perderlo.
Resurrezione: trovare il tesoro della propria vita.