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Category: Misericordia Amore
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Con la dedica espressa nel Kondàkion si apre ogni celebrazione dell'Akathistos. Tale pezzo si ripete in ognuna delle quattro sezioni in cui l'inno è distribuito nell'ufficiatura liturgica.

 

Kondàkion

Alla stratega condottiera vada il premio della vittoria poiche' mi hai riscattata da tremende sventure. I canti di ringraziamento [io] tua citta' ti dedico, o Genitrice di Dio.
Fa' in modo che l'Impero non venga vinto e liberami da ogni pericolo affinche' ti acclami: "Gioisci, sposa non sposata!".

 INNO AKATHISTOS

Parte Narrativa

 Il più eccelso degli Angeli fu mandato dal Cielo per dir "Ave" alla Genitrice di Dio.
Al suo incorporeo saluto vedendoti in Lei fatto uomo, Signore, in estasi stette,  acclamando la Madre così:

 Ave, per Te la gioia risplende;
Ave, per Te il dolore s'estingue.

Ave, salvezza di Adamo caduto;
Ave, riscatto del pianto di Eva.

Ave, Tu vetta sublime a umano intelletto;
Ave, Tu abisso profondo agli occhi degli Angeli.

Ave, in Te fu elevato il trono del Re;
Ave, Tu porti Colui che il tutto sostiene.

Ave, o stella che il Sole precorri;
Ave, o grembo del Dio che s'incarna.

Ave, per Te si rinnova il creato;
Ave, per Te il Creatore è bambino.

Ave, Sposa non sposata!

 Ben sapeva Maria d'esser Vergine sacra e così a Gabriele diceva: «Il tuo singolare messaggio all'anima mia incomprensibile appare: da grembo di vergine un parto predici, esclamando: Alleluia!»

 Desiderava la Vergine di capire il mistero e al nunzio divino chiedeva: «Potrà il verginale mio seno
mai dare alla luce un bambino? Dimmelo!». E Quegli riverente acclamandola disse così:

 Ave, Tu guida al superno consiglio;
Ave, Tu prova d'arcano mistero.

Ave, Tu il primo prodigio di Cristo;
Ave, compendio di sue verità.

Ave, o scala celeste
che scese l'Eterno;
Ave, o ponte che porti gli uomini al cielo.

Ave, dai cori degli Angeli cantato portento;
Ave, dall'orde dei dèmoni esecrato flagello.

Ave, la Luce ineffabile hai dato;
Ave, Tu il «modo» a nessuno hai svelato.

Ave, la scienza dei dotti trascendi;
Ave, al cuor dei credenti risplendi.

Ave, Sposa non sposata!

 La Virtù dell'Altissimo adombrò e rese Madre la Vergine ignara di nozze: quel seno, fecondo dall'alto,
divenne qual campo ubertoso per tutti, che vogliono coglier salvezza cantando così: Alleluia!

 Con in grembo il Signore premurosa Maria ascese e parlò a Elisabetta. Il piccolo in seno alla madre sentì il verginale saluto, esultò, e balzando di gioia cantava alla Madre di Dio:

 Ave, o tralcio di santo Germoglio;
Ave, o ramo di Frutto illibato.

Ave, coltivi il divino Cultore;
Ave, dài vita all'Autor della vita.

Ave, Tu campo che frutti ricchissime grazie;
Ave, Tu mensa che porti pienezza di doni.

Ave, un pascolo ameno Tu fai germogliare;
Ave, un pronto rifugio prepari ai fedeli.

Ave, di suppliche incenso gradito;
Ave, perdono soave del mondo.

Ave, clemenza di Dio verso l'uomo;
Ave, fiducia dell'uomo con Dio.

Ave, Sposa non sposata!

Con il cuore in tumulto fra pensieri contrari
il savio Giuseppe ondeggiava:
tutt'ora mirandoti intatta sospetta segreti sponsali,
o illibata!
Quando Madre ti seppe
da Spirito Santo, esclamò:
Alleluia!