26 agosto 2013 lunedì

                                                                                                                                     

Da I Tessalonicesi 1Tess 1,2-5.8b-10 e Mt 23, 13-22 

 

San Paolo ci parla, nella I Lettera ai Tessalonicesi, della divulgazione della fede in Gesù Cristo, attraverso la testimonianza di vita e la potenza dello Spirito Santo, attraverso anche le opere di carità.

«Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi … tenendo continuamente presenti l’operosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fermezza della vostra speranza nel Signore …”.

Dobbiamo approfittare di queste parole e di questa occasione per rivedere la nostra fede vissuta nel tempo presente.

 

Noi ci troviamo, in questo luogo sacro, perché “siamo stati scelti da Dio” ad appartenervi.

Ci è stato annunciato il Vangelo nella maniera tradizionale, secondo i costumi e le usanze di questo luogo, di questa città, dove i nostri padri hanno “faticato nella fede, per mantenere viva la presenza di Cristo e la speranza di risorgere” un giorno in lui e per lui e con lui.

 

 

A noi è costato poco essere cristiani, perché il battesimo ci è stato semplicemente donato, o regalato fin dalla più tenera età.

Il dono che i nostri genitori ci hanno fatto è un dono prezioso: appartenere a Cristo fin dagli inizi della nostra vita.

Dopo, con l’andare avanti negli anni, noi stessi abbiamo confermato, con la nostra partecipazione, il dono prezioso che ci è stato fatto, nella più grande semplicità, senza condanne o recriminazioni.

Però, non tutti i figli della nostra gente cristiana sono stati grati per il dono ricevuto. In questi ultimi  tempi, ci si comporta con piena libertà e si accusano facilmente i genitori che hanno dato il battesimo fin dalla tenera età, appena nati. E’ il dono che viene rifiutato, ma la fede, con cui i genitori ci hanno battezzato, ha un valore grande e straordinario e inestimabile.

Invece di dire che non è giusto l’avere ricevuto il battesimo, quando ancora non si era coscienti e liberi di farlo, bisognerebbe, invece, farsi un esame di coscienza e dire: Qual’è questo dono che i miei genitori mi hanno fatto? Cosa posso fare per capirne il valore?

I genitori, così come ricorda san Paolo, “hanno tenuto continuamente presente l’operosità della fede” e hanno agito nella stessa fede: “Chi crede in Gesù Cristo si salva e chi non crede non ha speranza di salvezza”. Infatti, “senza le opere, la fede è morta”, come ci ricorda san Giacomo. L’avere battezzato i figli nella fede dei padri, è mettere in pratica il bene più prezioso che ci possa offrire la nostra religione cattolica. E’ col battesimo che noi entriamo a far parte della Comunità dei credenti, che è la Chiesa di Cristo, la Chiesa cattolica apostolica romana” e con Essa e per Essa noi ci avviamo verso la vera libertà e la vera ed eterna glorificazione.

Inoltre i genitori, battezzando i propri figli, hanno operato nella carità, in quell’amore grande ed universale di Cristo Signore, che ha dato la vita per noi, per salvarci, per averci con sé nella casa dell’Eterno Padre, nel mistero di luce infinita della SS. Trinità.

Battezzando i propri figli, i genitori hanno mantenuto solidamente “la fermezza della speranza nel Signore, davanti a Dio Padre”.

Siamo stati “scelti da Dio” fin dagli inizi della nostra vita e per questo abbiamo ricevuto un dono grandissimo: la fede, la speranza, la carità; la fede in Dio Padre, in Dio Figlio, in Dio Spirito Santo; l’amore del Padre, che manda il Figlio in mezzo a noi, e l’amore del Figlio, che dona la sua vita
per noi, e l’amore del Padre e del Figlio, che donano a noi lo Spirito Santificatore, che ci prepara ad entrare nella gloria eterna, attraverso l’assistenza continua e costante, durante il nostro pellegrinaggio terreno.

Cosa possiamo desiderare di più. Invece di accusare coloro che ci hanno battezzati, genitori e clericali, dovremmo ringraziarli in ginocchio per il dono che ci hanno fatto e sforzarci continuamente a comprendere sempre meglio il senso e il significato del dono gratuitamente ricevuto, per l’amore incondizionato dei nostri genitori, per Cristo nostro Signore.

 

La Parola di Dio, annunziata dagli apostoli, non si è diffusa tra noi inutilmente, ma ha prodotto i suoi frutti e noi ci troviamo “fatti cristiani per amore dei nostri genitori e della Chiesa, del loro e del nostro tempo. La Parola di Dio si diffuse tra voi con la potenza dello Spirito Santo e con profonda convinzione, “per servire il Dio vivo e vero e attendere dai cieli il suo unico Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, Gesù, il quale ci libera dall’ira che viene”.

 

E il Vangelo pronuncia le dure parole contro chiunque si comporta da insensato, dicendo: “Guai a voi perché chiudete il regno dei cieli davanti alla gente, di fatto non entrate e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrare” …Ogni persona che si accosta alla nostra Comunità la guardiamo con fare sospetto, come se venisse a danneggiarci, ma non sempre è così. Chi cerca Cristo si inserisce automaticamente in una Comunità ecclesiale, ecc., ma noi quasi quasi non permettiamo, la guardiamo di  malocchio, mettiamo in allarme i membri della Comunità, e poi l’allontaniamo,

Spesso il nostro comportamento è veramente farisaico. Ci  prendiamo il lusso di parlare da insensati, giudicando e stabilendo noi stessi chi è vero cristiano e chi non lo è.

Noi, invece, dovremmo proclamare la nostra fede con le opere, senza giudizi, ma con fedeltà sincera ed autentica, sino alla fine dei nostri giorni, per andare a prendere il possesso del regno dei cieli, il possesso della felicità eterna o dell’eredità eterna meritato da Cristo attraverso il sacrificio della croce …

 

Ritorniamo sui nostri passi, ritorniamo indietro a riprendere la fede dei nostri Padri, la fede che ci hanno trasmesso con sincerità e amore, perché “credevano nella verità e nella fede” dei padri e “credevano nella speranza dei beni futuri” da guadagnare e prenderne possesso alla fine della vita terrena.

 Rinnoviamo la nostra fede in Gesù, Figlio di Dio, nel Padre nostro celeste e nella potenza dello Spirito Santo, che ci porterà a prendere possesso dei beni eterni.