Riflessione su Ger 1, 17-19 e Mc 6, 17-29.

29 agosto 2013 martirio S. Giovanni Battista mo lezionario dei santi

                                                                                                                            

Il Signore al momento opportuno, quando decide di intervenire nella storia dell’uomo, prepara i suoi profeti e li invia.

L’invio del profeta è la “voce di Dio” che vuole comunicare un avviso e un messaggio di salvezza, nel momento in cui l’umanità si è smarrita e bràncola nel buio, dominata dallo spirito delle tenebre.

Non dobbiamo dimenticare infatti che l’uomo si trova collocato da Dio nel regno delle tenebre, che ha dimora su questa terra, in quanto gli angeli ribelli sono stati precipitati in mezzo a noi e seducono e governano gli uomini allontanandoli da Dio.

Proprio mentre le tenebre cominciano a dominare la vita sulla terra, interviene Dio per portare un po’ di luce, per illuminare gli uomini.

Cosa fa Dio allora? Sceglie un uomo di tra gli uomini e lo invia nel nome suo a parlare agli uomini con voce umana, comprensibile.

 

Ma l’«uomo inviato», il «profeta», dovendosi confrontare con i suoi conterranei e contemporanei, spesso si mette nella situazione di aver paura per le possibili reazioni che gli uomini, a cui parla, possono avere, per la Parola pronunciata contro di loro per ordine di Dio.

Ma il Signore prega il suo profeta che vada a riferire quanto lui dirà, senza alcuna paura, perché lo stato di paura non farà riferire quanto viene messo nella sua bocca. Allora il Signore stesso lo metterà nella situazione di dover temere gli uomini. Se il profeta è coraggioso, il Signore lo assisterà sino alla fine.

E per «paura» noi intendiamo la “sensazione che si prova in presenza o al pensiero di un pericolo vero o immaginato, con le sue proprie caratteristiche che sono il diventare pallido, bianco per la paura, il  tremare di paura”.

Nel caso che il profeta si mette in uno stato di paura e non riesce a superare l’ostacolo, che è la presenza di altri uomini pronti alla ribellione, il Signore stesso non farà altro che accentuare il fatto e lo farà temere che ciò di cui ha paura accadrà, anche se poi il Signore, a modo suo, protegge sempre il suo profeta, il profeta da lui chiamato, nominato e inviato, ma a modo suo. Egli dice: “Vai e riferisci ciò che ti dico senza paura, perché sono io che ti mando e non sei tu a parlare, ma io stesso per mezzo della tua bocca”. Siccome però l’uomo è e rimane libero, può anche rifiutarsi. Tu, che sei da me inviato, non temere questo, perché dovranno rendere conto a me, “se tu riferisci quanto io ti dico”. Ma “se tu non riferisci quanto io ti dico”, allora sarai tu stesso a rendere conto a  me di non aver compiuto la missione per cui ti ho inviato.

 

Ecco il messaggio: “Tu, cingiti i fianchi, alzati e dì loro tutto ciò che ti ordinerò; non spaventarti alla loro vista, altrimenti ti farò temere davanti a loro. Ed ecco oggi io faccio di te come una fortezza, come un muro di bronzo contro tutto il paese, contro i re di Giuda e i suoi capi, contro i suoi sacerdoti e il popolo del paese. Ti muoveranno guerra ma non ti vinceranno, perché io sono con te per salvarti» (Ger 1, 17-19).

Anche Giovanni Battista, inviato da Dio per annunciare l’immediata venuta del Messia promesso, viene invitato ad avere coraggio e a parlare senza alcuna reticenza. Ed è proprio per questo che viene decapitato.

Giovanni diceva, infatti, a Erode: «Non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello»

 

Dov’è l’aiuto del Signore, noi diremmo? Ecco, l’aiuto del Signore ha sicuro riferimento alla fase finale della vita, che è quella di raggiungere la gloria.

Alla sua morte il profeta sarà accolto dagli angeli in cielo, né più né meno come Gesù stesso. Egli ha annunciato il regno promesso, il regno del Padre suo. Il discorso che ha fatto, durante la sua predicazione ha provocato la reazione del demonio, prima, e, poi, degli uomini a lui affiliati. Per questo, il nemico di Dio, con l’aiuto degli uomini, tra cui Giuda, è riuscito ad eliminarlo dalla circolazione, mandandolo a morte.

Leggevamo in Geremia: “Ti faranno guerra, ma non ti vinceranno”. Così effettivamente è stato. Cristo è stato sconfitto come uomo, ma non è stato vinto, perché dalla croce si è elevato al cielo, salvando se stesso e tutti coloro che in lui vogliono ancora oggi salvarsi per l’eternità.

La sorte del profeta è la stessa. La sorte di noi cristiani è identica a quella di qualsiasi profeta. La nostra vittoria sarà quella finale che ci porterà in cielo, dopo aver perduto le singole battaglie col nemico di Dio.

 N.B. – Consiglio di rileggere alcuni brani che ci ricordano la lotta tra la luce e le tenebre tra gli uomini, nella “POSTILLA A 290813 Riflessione quotidiana”.

290813 POSTILLA a Riflessione quotidiana

 

Riflessione su Ger 1, 17-19 e Mc 6, 17-29.

29 agosto martirio S. Giovanni Battista mo lezionario dei santi

 

N.B. – Consiglio di rileggere alcuni brani che ci ricordano la lotta tra la luce e le tenebre tra gli uomini, nella “POSTILLA A 290813 Riflessione quotidiana”.

 

NOTA: POSTILLA A 290813 Riflessione quotidiana

 

A scanso di equivoci, dato che mi capita spesso fare riferimento a quanto è accaduto nel cielo, cito il testo a cui faccio riferimento.

 

Fu precipitato sulla terra

 

Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli.

Allora il drago si infuriò contro la donna e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù” (Apoc. 12, 7-9,17).

 

 Visione dei peccati di Gerusalemme


                                                                               

 “Mi condusse allora all’ingresso del cortile e vidi un foro nella parete. Mi disse: «Figlio dell’uomo, sfonda la parete». Sfondai la parete, ed ecco apparve una porta. Mi disse: «Entra e osserva gli abomini malvagi che commettono costoro». Io entrai e vidi ogni sorta di rettili e di animali abominevoli e tutti gli idoli del popolo d’Israele raffigurati intorno alle pareti e settanta anziani della casa d’Israele, fra i quali Iazanià figlio di Safàn, in piedi, davanti ad essi, ciascuno con il turibolo in mano, mentre il profumo saliva in nubi d’incenso. Mi disse: «Hai visto, figlio dell’uomo, quello che fanno gli anziani del popolo d’Israele nelle tenebre, ciascuno nella stanza recondita del proprio idolo? Vanno dicendo: Il Signore non ci vede… il Signore ha abbandonato il paese…». Poi mi disse: «Hai visto, figlio dell’uomo? Vedrai che si commettono nefandezze peggiori di queste»” (Ezechiele 8, 7-13).

 Colui che cammina nelle tenebre

 ”Chi tra di voi teme il Signore,
ascolti la voce del suo servo!
Colui che cammina nelle tenebre,
senza avere luce
,

speri nel nome del Signore,
si appoggi al suo Dio.
Ecco, voi tutti che accendete il fuoco,
e tenete tizzoni accesi,
andate alle fiamme del vostro fuoco,
tra i tizzoni che avete acceso.
Dalla mia mano vi è giunto questo;
voi giacerete fra le torture” (Isaia 50, 10-11).

  

Terza Lamentazione

 “Alef. Io sono l’uomo che ha provato la miseria
sotto la sferza della sua ira.

Egli mi ha guidato, mi ha fatto camminare
nelle tenebre e non nella luce
.

Solo contro di me egli ha volto e rivolto
la sua mano tutto il giorno.

Bet. Egli ha consumato la mia carne e la mia pelle,
ha rotto le mie ossa.
Ha costruito sopra di me, mi ha circondato
di veleno e di affanno.
Mi ha fatto abitare in luoghi tenebrosi
come i morti da lungo tempo.

Ghimel. Mi ha costruito un muro tutt’intorno,
perché non potessi più uscire;
ha reso pesanti le mie catene.
Anche se grido e invoco aiuto,
egli soffoca la mia preghiera.
Ha sbarrato le mie vie con blocchi di pietra,
ha ostruito i miei sentieri
” (Geremia 3, 1-9)

 Splendore di Gerusalemme

 “Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce,
la gloria del Signore brilla sopra di te.
Poiché, ecco, le tenebre ricoprono la terra,
nebbia fitta avvolge le nazioni;
ma su di te risplende il Signore,
la sua gloria appare su di te.
Cammineranno i popoli alla tua luce,
i re allo splendore del tuo sorgere” (Isaia 60, 1-3).

 Seconda condizione: osservare i comandi

 “Carissimi, non vi scrivo un nuovo comandamento, ma un comandamento antico, che avete ricevuto fin da principio. Il comandamento antico è la parola che avete udito. E tuttavia è un comandamento nuovo quello di cui vi scrivo, il che è vero in lui e in voi, perché le tenebre stanno diradandosi e la vera luce già risplende. Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, è ancora nelle tenebre. Chi ama suo fratello, dimora nella luce e non v’è in lui occasione di inciampo. Ma chi odia suo fratello è nelle tenebre, cammina nelle tenebre e non sa dove va, perché le tenebre hanno accecato i suoi occhi” (1 Giovanni 2, 7-11).

 Ritorno in Galilea

 “Il paese di Zàbulon e il paese di Nèftali,
sulla via del mare, al di là del Giordano,
Galilea delle genti;
il popolo immerso nelle
tenebre

ha visto una grande luce;
su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte
una luce si è levata
.

Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire:

«Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino»” (Matteo 4, 15-17).

 Ringraziamento e preghiera

 “È lui infatti che ci ha liberati
dal potere delle
tenebre e ci ha trasferiti

nel regno del suo Figlio diletto,
per opera del quale abbiamo la redenzione,
la remissione dei peccati” (Colossesi 1, 13-14).

 Tenebre e colonna di fuoco

  “I tuoi giudizi sono grandi e difficili da spiegare,
per questo le anime grossolane furono tratte in errore.
Gli iniqui credendo di dominare il popolo santo,
incatenati nelle tenebre e prigionieri di una lunga notte,
chiusi nelle case, giacevano esclusi dalla provvidenza eterna.
Credendo di restar nascosti con i loro peccati segreti,
sotto il velo opaco dell’oblio,
furono dispersi, colpiti da spavento terribile
e tutti agitati da fantasmi.
Neppure il nascondiglio in cui si trovavano
li preservò dal timore,
ma suoni spaventosi rimbombavano intorno a loro,
fantasmi lugubri dai volti tristi apparivano.
Nessun fuoco, per quanto intenso riusciva a far luce,
neppure le luci splendenti degli astri
riuscivano a rischiarare quella cupa notte.

Appariva loro solo una massa di fuoco,
improvvisa, spaventosa;
atterriti da quella fugace visione,
credevano ancora peggiori le cose viste.
Fallivano i ritrovati della magia,
e la loro baldanzosa pretesa di sapienza.
Promettevano di cacciare timori e inquietudini
dall’anima malata,
e cadevano malati per uno spavento ridicolo.
Anche se nulla di spaventoso li atterriva,
spaventati al passare delle bestiole e ai sibili dei rettili,
morivano di tremore
,

rifiutando persino di guardare l’aria,
a cui nessuno può sottrarsi
” (Sapienza 17-18).

 Prologo di Giovanni

 “In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre,
ma le tenebre non l’hanno accolta.
Venne un uomo mandato da Dio
e il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per rendere testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui” (Giovanni 1, 1-7.

 Primo canto del servo del Signore

 “«Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia
e ti ho preso per mano;
ti ho formato e stabilito come alleanza del popolo
e luce delle nazioni,
perché tu apra gli occhi ai ciechi
e faccia uscire dal carcere i prigionieri,
dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre.
Io sono il Signore: questo è il mio nome;
non cederò la mia gloria ad altri,
né il mio onore agli idoli” (Isaia 42, 1-8).

 Camminare nella luce

 “Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che ora vi annunziamo: Dio è luce e in lui non ci sono tenebre. Se diciamo che siamo in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, mentiamo e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato” (1 Giovanni 1, 1-2).

ita spesso fare riferimento a quanto è accaduto nel cielo, cito il testo a cui faccio riferimento.

 Fu precipitato sulla terra

 Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli.

Allora il drago si infuriò contro la donna e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù” (Apoc. 12, 7-9,17).

 Visione dei peccati di Gerusalemme

 “Mi condusse allora all’ingresso del cortile e vidi un foro nella parete. Mi disse: «Figlio dell’uomo, sfonda la parete». Sfondai la parete, ed ecco apparve una porta. Mi disse: «Entra e osserva gli abomini malvagi che commettono costoro». Io entrai e vidi ogni sorta di rettili e di animali abominevoli e tutti gli idoli del popolo d’Israele raffigurati intorno alle pareti e settanta anziani della casa d’Israele, fra i quali Iazanià figlio di Safàn, in piedi, davanti ad essi, ciascuno con il turibolo in mano, mentre il profumo saliva in nubi d’incenso. Mi disse: «Hai visto, figlio dell’uomo, quello che fanno gli anziani del popolo d’Israele nelle tenebre, ciascuno nella stanza recondita del proprio idolo? Vanno dicendo: Il Signore non ci vede… il Signore ha abbandonato il paese…». Poi mi disse: «Hai visto, figlio dell’uomo? Vedrai che si commettono nefandezze peggiori di queste»” (Ezechiele 8, 7-13).

 

 Colui che cammina nelle tenebre

 ”Chi tra di voi teme il Signore,
ascolti la voce del suo servo!
Colui che cammina nelle tenebre,
senza avere luce
,

speri nel nome del Signore,
si appoggi al suo Dio.
Ecco, voi tutti che accendete il fuoco,
e tenete tizzoni accesi,
andate alle fiamme del vostro fuoco,
tra i tizzoni che avete acceso.
Dalla mia mano vi è giunto questo;
voi giacerete fra le torture” (Isaia 50, 10-11).

 

 Terza Lamentazione

 “Alef. Io sono l’uomo che ha provato la miseria
sotto la sferza della sua ira.

Egli mi ha guidato, mi ha fatto camminare
nelle tenebre e non nella luce
.

Solo contro di me egli ha volto e rivolto
la sua mano tutto il giorno.
 
Bet. Egli ha consumato la mia carne e la mia pelle,
ha rotto le mie ossa.
Ha costruito sopra di me, mi ha circondato
di veleno e di affanno.
Mi ha fatto abitare in luoghi tenebrosi
come i morti da lungo tempo.
 
Ghimel. Mi ha costruito un muro tutt’intorno,
perché non potessi più uscire;
ha reso pesanti le mie catene.
Anche se grido e invoco aiuto,
egli soffoca la mia preghiera.
Ha sbarrato le mie vie con blocchi di pietra,
ha ostruito i miei sentieri
” (Geremia 3, 1-9)

  

Splendore di Gerusalemme

 “Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce,
la gloria del Signore brilla sopra di te.
Poiché, ecco, le tenebre ricoprono la terra,
nebbia fitta avvolge le nazioni;
ma su di te risplende il Signore,
la sua gloria appare su di te.
Cammineranno i popoli alla tua luce,
i re allo splendore del tuo sorgere” (Isaia 60, 1-3).

 

 Seconda condizione: osservare i comandi

 “Carissimi, non vi scrivo un nuovo comandamento, ma un comandamento antico, che avete ricevuto fin da principio. Il comandamento antico è la parola che avete udito. E tuttavia è un comandamento nuovo quello di cui vi scrivo, il che è vero in lui e in voi, perché le tenebre stanno diradandosi e la vera luce già risplende. Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, è ancora nelle tenebre. Chi ama suo fratello, dimora nella luce e non v’è in lui occasione di inciampo. Ma chi odia suo fratello è nelle tenebre, cammina nelle tenebre e non sa dove va, perché le tenebre hanno accecato i suoi occhi” (1 Giovanni 2, 7-11).

  

Ritorno in Galilea

 “Il paese di Zàbulon e il paese di Nèftali,
sulla via del mare, al di là del Giordano,
Galilea delle genti;
il popolo immerso nelle
tenebre

ha visto una grande luce;
su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte
una luce si è levata
.

Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire:

«Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino»” (Matteo 4, 15-17).

 

 Ringraziamento e preghiera

 

“È lui infatti che ci ha liberati
dal potere delle
tenebre e ci ha trasferiti

nel regno del suo Figlio diletto,
per opera del quale abbiamo la redenzione,
la remissione dei peccati” (Colossesi 1, 13-14).

 

 Tenebre e colonna di fuoco

  “I tuoi giudizi sono grandi e difficili da spiegare,
per questo le anime grossolane furono tratte in errore.
Gli iniqui credendo di dominare il popolo santo,
incatenati nelle tenebre e prigionieri di una lunga notte,
chiusi nelle case, giacevano esclusi dalla provvidenza eterna.
Credendo di restar nascosti con i loro peccati segreti,
sotto il velo opaco dell’oblio,
furono dispersi, colpiti da spavento terribile
e tutti agitati da fantasmi.
Neppure il nascondiglio in cui si trovavano
li preservò dal timore,
ma suoni spaventosi rimbombavano intorno a loro,
fantasmi lugubri dai volti tristi apparivano.
Nessun fuoco, per quanto intenso riusciva a far luce,
neppure le luci splendenti degli astri
riuscivano a rischiarare quella cupa notte.

Appariva loro solo una massa di fuoco,
improvvisa, spaventosa;
atterriti da quella fugace visione,
credevano ancora peggiori le cose viste.
Fallivano i ritrovati della magia,
e la loro baldanzosa pretesa di sapienza.
Promettevano di cacciare timori e inquietudini
dall’anima malata,
e cadevano malati per uno spavento ridicolo.
Anche se nulla di spaventoso li atterriva,
spaventati al passare delle bestiole e ai sibili dei rettili,
morivano di tremore
,

rifiutando persino di guardare l’aria,
a cui nessuno può sottrarsi
” (Sapienza 17-18).

 

 Prologo di Giovanni

 “In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre,
ma le tenebre non l’hanno accolta.
Venne un uomo mandato da Dio
e il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per rendere testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui” (Giovanni 1, 1-7.

 

Primo canto del servo del Signore

 

“«Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia
e ti ho preso per mano;
ti ho formato e stabilito come alleanza del popolo
e luce delle nazioni,
perché tu apra gli occhi ai ciechi
e faccia uscire dal carcere i prigionieri,
dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre.
Io sono il Signore: questo è il mio nome;
non cederò la mia gloria ad altri,
né il mio onore agli idoli” (Isaia 42, 1-8).

 Camminare nella luce

 “Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che ora vi annunziamo: Dio è luce e in lui non ci sono tenebre. Se diciamo che siamo in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, mentiamo e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato” (1 Giovanni 1, 1-2).