Molte vite per paura di osare, di perdersi, di rischiare, di sbagliare, vivono sulla difensiva, nell’”attento di qua e nell’attento di là”, nel non esporsi troppo, passano e non lasciano segno. Vite che non servono producono esistenze tristi, vuote, buie.

 

Io ho bisogno che la mia esistenza sia un dono, che sia utile, che sia come il grano che alimenta altre persone. Allora posso vivere, spendermi e anche morire. Io ho bisogno che la mia vita sia significativa per me e per il mondo, come il vino: che dia forza, che disseti, che sia gusto, saggezza, sapore, per altri. Allora posso vivere e anche morire. Io ho bisogno di fare della mia vita un dono, qualcosa di significativo. Io ho bisogno di trovare un senso profondo, radicato, forte alla mia vita. Fatti questa domanda: “Perché vivo?”, E non vivi se non trovi risposte valide! Quante persone muoiono con il rimorso di non aver vissuto. Non sono state un dono. Non sono servite, la loro vita non è stata utile, significativa per nessuno. Allora è come non aver vissuto.

Gesù dice: “Io voglio che la mia vita sia per voi come un pane che vi nutre”. Voglio che la mia vita vi possa nutrire, possa alimentarvi, possa farvi crescere. Allora avrà senso anche la mia vita. E poi dice: “Voglio che la mia vita sia per voi come un vino gustoso”. Sono felice d’aver vissuto e d’aver vissuto così. Dio mi ha condotto fino a qui, io ho riposto in Lui la mia fiducia, e Lui non mi ha tradito. Se devo morire, morirò felice d’aver vissuto e d’aver vissuto così.

La vita passa, non crediate di rimanere qui per l’eternità. Non crediate di vivere per sempre. Ma se nel mio vivere e nel mio consumarmi, spendermi, io divento vita che dà vita, allora posso anche consumarmi e posso anche passare. Chi vive non teme di morire. La mia vita è pane per qualcuno? La mia vita è vino che disseta? O la mia vita solo passa? Molte persone non si danno mai, non si concedono mai: se parli con loro non ti fanno mai vedere quello che hanno dentro; altre hanno troppo paura di impegnarsi per qualcosa di vero, di bello. Altre si giustificano dicendo: “E’ troppo difficile”. Non riescono cioè a donarsi. Temono di perdersi, di sbagliare e non si danno. E facendo così si perdono. Gesù non ci ha lasciato nulla: non una casa, non un libro, neppure una dottrina, neppure una regola. Gesù ci ha lasciato solo un po’ di pane e di vino da mangiare. “Io sono come il pane e il vino, siate anche voi così”.