1. Significato del nome.

Battesimo è termine greco, che significa «immersione» nell'acqua.

Il catecumeno, infatti, viene immerso nell'acqua per «essere sepolto, insieme con Cristo, nella morte e per risorgere poi con lui e camminare in una vita nuova» (Rm 6, 4).

 È chiamato anche «lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo» (Tt 3, 5), perché realizza quella nascita dall'acqua e dallo Spirito, di cui ha parlato Gesù a Nicodemo e senza la quale nessuno può entrare nel regno di Dio (Gv 3, 5). ‑ È chiamato pure «illuminazione», perché nel Battesimo il credente viene incorporato a Cristo, che è «luce vera... che illumina ogni uomo» (Gv 1, 19), e diventa, perciò, «Figlio della luce» (1 Ts 5, 5), anzi «luce» egli stesso (Ef 5, 8).

2. Necessità del Battesimo per la salvezza.

Il Battesimo è necessario, perché:

‑ è il fondamento di tutta la vita cristiana;

‑ è la porta d'ingresso alla vita nello Spirito e alla recezione degli altri sacramenti;

- libera dal peccato originale e dagli altri, se vi fossero;

- rigenera il credente rendendolo figlio di Dio;

- lo rende membro di Cristo;

- lo incorpora alla Chiesa;

‑ lo rende partecipe della stessa missione della Chiesa.

È la Chiesa stessa che nella Veglia pasquale, benedicendo l'acqua per il Battesimo, ricorda come Dio, «in molti modi, attraverso i tempi, ha preparato l'acqua, sua creatura, ad essere segno del Battesimo».

«Fin dalle origini, essa dice, il tuo Spirito, o Dio, si librava sulle acque perché contenessero in germe la forza di santificare; e anche nel diluvio hai prefigurato il Battesimo, perché, oggi come allora, l'acqua segnasse la fine del peccato e l'inizio della vita nuova.

Tu hai liberato dalla schiavitù di Egitto i figli di Abramo, facendoli passare illesi attraverso il Mar Rosso, perché fossero immagine del futuro popolo dei battezzati.

Infine, nella pienezza dei tempi, il tuo Figlio, battezzato da Giovanni nell'acqua del Giordano, fu consacrato dallo Spirito Santo; innalzato sulla croce, egli versò dal suo fianco sangue e acqua e, dopo la sua risurrezione comandò ai discepoli: "Andate, annunziate il Vangelo a tutti i popoli, e battezzateli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo"»...

 NEL BATTESIMO IL PADRE CI PRESENTA IL FIGLIO.

 Gesù confida a noi quanto segue in questo nostro dire, perché confidiamo in Lui, l’unico in cui possiamo avere la massima fiducia, perché è il nostro Salvatore e ha offerto tutta la sua vita per poterci salvare.

Il dono della sua vita è frutto di amore incondizionato.

Mentre eravamo ancora peccatori, Cristo morì per noi, giusto per gli empi.

 Infatti, mentre noi eravamo ancora peccatori, Cristo morì per gli empi nel tempo stabilito. Ora, a stento si trova chi sia disposto a morire per un giusto; forse ci può essere chi ha il coraggio di morire per una persona dabbene. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. A maggior ragione ora, giustificati per il suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, dal quale ora abbiamo ottenuto la riconciliazione” (Romani 5, 6-11).

 Gesù, oggi, ritorna, spiritualmente presente in mezzo all’Assemblea, in devoto ascolto e audibilmente presente, che parla con tanto afflato e tenero cuore.

Ascoltiamo le sue semplici parole.

 GESU’ BATTEZZA SE’ PER LE MANI DI GIOVANNI.

 «“Baptizo mei in Domino Deo”.

Io ricevo il battesimo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

 Le acque del Giordano lambivano le mie vesti. Ed io ero povero, nato povero, vissuto povero, nel seno di Maria, la Madre mia.

Conclusi povero, per voi, la mia vita.

 Battezzai me stesso nelle acque del fiume, perché, nel battesimo del Padre, riconosceste, ognuno di voi, il fratello vostro, l’amico, colui che avrebbe curato le vostre ferite, e avrebbe consolato il vostro dolore.

 BATTESIMO DI CRISTO OGGI, NELLE ACQUE DELLE NOSTRE LACRIME!

 Sono venuto, ancora una volta, a battezzarmi in mezzo a voi.

 Le acque del Giordano, stavolta, sono le lacrime del vostro cuore, sono le vostre sofferenze, sono i vostri dolori, sono gli spasimi della vostra vita, relegata in una chiusura ermetica.

E io conosco queste pene!

Conosco questi guai!

Conosco queste sofferenze!

Per questo mi sono chinato verso di voi.

Per questo mi sono fermato.

Per questo ho scelto questo nuovo Giordano, il Giordano che lambisce le mie vesti, che bagna i miei calzari, che mi porta verso di voi, trascinato dall’onda, dall’onda misteriosa del vostro battito del cuore, che mi porta verso di voi.

 Sono l’Amore!

Sono la Vita!

Venite a Me!

Sono Gesù, il Gesù che voi, sempre, avete cercato e pregato.

Il Gesù che voi avete tenuto nascosto, piccolo, nel vostro cuore, ora esplode, trionfante, in mezzo a voi.

 Riconoscetemi!

Sappiate che sono il vostro amico, l’amante di sempre.

Sono venuto qui per voi.

 Utilizzate le mie vesti, appena appena bagnate.

Utilizzate le mie mani.

Utilizzate i miei piedi.

Utilizzate tutto di Me. Capite? Tutto!

Io mi sposo con voi.

(Per comprendere meglio la frase, dobbiamo ricordare, che altrove, in altri discorsi, il sacerdote viene chiamato: mestierante dell’Eucaristia).

Io dono a voi tutto, ogni giorno, non come un mestierante, ma come uno che sa far bene le cose e che le fa per passione, per amore, per sconvolgimento totale della propria persona, perché innamorato di ciascuno di voi.

Perciò, non rimandatemi indietro, ma riportatemi con voi.

Prendetemi con voi.

Portatemi fra le vostre braccia e conducetemi così, come fate con le persone più care.

 Io sono Gesù.

Voglio essere amato.

Desidero essere amato.

Coinvolto dalla vostra stessa vita, io giacerò presso di voi, sofferente, gioioso, permanentemente legato a voi.

La Parola che vi mando, è una Parola di vita eterna!

La riconoscerete presto.

Comprenderete che le mie parole sono Spirito e Verità.

Sono Verità, perché sono espressione della bontà di Dio, la sua Misericordia, il suo infinito Amore per chi soffre, per chi, contaminato dal peccato, si è lasciato trascinare attraverso una via burrascosa e difficile.

E sono Spirito, perché la mia Parola nutre lo spirito, libera lo spirito, conduce lo spirito verso la strada del Signore.

Nulla voi potete contro colui che colpisce e distrugge la vostra esistenza, proprio nulla! Ma tutto voi potete in Me.

Questo dissi a colui che fu l’Apostolo delle genti ed ora a voi lo ripeto, perché anche voi lo possiate sperimentare nella vostra esistenza, e possiate dire, uscendo tra la folla:Tutto io posso in Colui che amo” [Da Vox, (250596LB, ex BR5/A, 10)].