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Category: Riflessioni
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Per incontrarsi non si deve essere sopra gli altri, se ci si incontra dobbiamo farlo sullo stesso piano, alla pari. Non uno più su e uno più giù: alla pari. L'unico livello uguale per tutti gli uomini è appunto l'umanità.


 

A quante persone bisogna dire: "Scendi!". "Ma non vedi che ti atteggi come fossi Dio? Ma non vedi che sei sempre superiore a tutti? Non vedi che non ti apri mai? Non vedi che non ti mostri mai veramente per ciò che sei?". Con molte persone a volte si parla a livelli diversi. Non c'è verso di parlare da uomo a uomo, si mettono su un altro piano rispetto a te: ti devono sempre insegnare; ti devono sempre dire cosa fare; ti fanno sempre pesare il ruolo; ti devono mostrare la loro saggezza; ti fanno capire che sanno più di te e che li devi ascoltare; non scendono mai al tuo livello; sono superiori a certe cose e a certi discorsi.

 

Alcune persone non si scoprono mai, sembrano (fanno vedere!) di essere superiori ai sentimenti, alle difficoltà della vita, a ciò che tutti vivono. Loro (dicono!) certe cose proprio non le provano, non le vivono. Ma allora non c'è incontro. "E stattene lassù!" verrebbe voglia di dirgli.

Tutto questo per dire che cercare è sfidare e vincere ciò che il mondo può dire di te e superare la paura del giudizio;

Quand'eravamo piccoli giocavamo a nascondino. Una sera un amico si nascose bene bene. Nessuno lo trovò. Ma non solo nessuno lo trovò, nessuno pure lo cercò. E quando lui dopo un'ora uscì dal suo nascondiglio, si accorse che tutti noi ce ne eravamo andati e che c'eravamo proprio dimenticati di lui: era come se non ci fosse.

Non essere cercati è terribile. Vuol dire essere invisibili, vuol dire che esserci o non esserci è la stessa cosa, vuol dire che la nostra vita non serve a nessuno, non ha importanza per nessuno, non dà gioia a nessuno. E, invece, essere cercati, aspettati è la nostra salvezza, perché se qualcuno mi aspetta, mi desidera, allora vuol dire che valgo per qualcuno, allora la mia vita ha senso d'esserci, allora vuol dire che possiedo qualcosa di prezioso.

La grande verità è che noi siamo cercati. Da sempre. Non siamo noi che cerchiamo e Lui che fugge, ma Lui che ci cerca e noi che fuggiamo. Perché sappiamo che dopo l'incontro non potremmo mai più essere gli stessi e mai più tornare a casa come prima, perché sappiamo che Dio ci cambia la vita. Perché sappiamo che l'incontro ti svela, ti spoglia e ti fa vedere nella tua verità e questo potrebbe non piacerci. Perché l'incontro è definitivo, per sempre, come la nascita di un figlio. Ci sarà per sempre.

Chi incontra per davvero Dio non sarà mai più lo stesso, Dio ti cambia la vita. Anche il resto della gente quel giorno aveva "incontrato" Gesù, o meglio l'aveva visto, non l'aveva incontrato nel senso di averlo fatto entrare dentro di sé, nella casa della propria esistenza. L'aveva lasciato fuori, non l'aveva incontrato!

Hai sempre dovuto essere diverso da quello che realmente eri perché nessuno ti accettava, nessuno aveva occhi per te. Ti sei costruito una maschera, uno schermo, una corazza e hai cercato che nessuno vedesse oltre. Ma Lui ti dice: "Ma pensi che io non sappia cosa c'è dietro? Lasciami entrare, lasciami amare ciò che sei, lasciami amare non solo la tua forza ma anche la tua debolezza. Io voglio te e non la maschera che ti sei costruito". L'amore ti cambia la vita. Se aprirete quella porta non sarete mai più gli stessi. L'amore vi cambierà la vita. Ma ne vale la pena, ne vale infinitamente la pena; ne vale proprio la pena!