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Category: Trascrizioni
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Sollecitare! Spingere gli altri a non fare attendere il Signore ancora oltre.

Che aspettiamo? Il cataclisma? La fine del mondo?

Ricordiamo le parole del Signore, ma è già passato tanto tempo.

“Devo io sperare? Devo ancora vagare? Devo intendere il vostro silenzio come il volermi invitare all’attesa, oppure il volermi definitivamente chiudermi la porta per cacciarmi via da voi?

 

Io spero. Io attendo»

 

Mi ha lasciato un pugno di mosche

 

“La vostra vita continuerà ad essere uguale a quella di ieri e a quella dell’altro ieri, una vita inutile, trascorsa dietro chimere assurde e stupide, che nascondono dietro il velo apparente della magnificenza o della potenza il nulla eterno. E voi, lo dissi già ieri, lo scoprite giorno dopo giorno, inseguendo chimere, parole, discorsi che lasciano il vuoto, che vi lasciano il freddo nel cuore, il gelo e tutto il resto.

 

Abbiamo detto assieme ieri che l’uomo, per raffigurare l’inutilità delle cose, dice, e giustamente, «Mi ha lasciato un pugno di mosche». Ed è questa frase che io, ancora una volta, voglio usare e fare mia, perché è del vostro vocabolario terreno, per indicarvi l’effimera inutilità di tutte le cose terrene, quando queste non si sostanzino di quelle divine, poiché, già lo dissi, necessita che l’umano vostro si divinizzi e che il divino si umanizzi, perché si costituisca quel giusto cubito necessario che consenta ad ognuno di voi di presentarsi dinanzi al trono del Padre con la giusta misura, così colma, così ben dosata da permettergli di dire: «Vieni, o figlio, io ti riconosco. Vieni fra le braccia del Padre»!

 

Ora, questo ancora non accade.

Ora, questo ancora non avviene. Questo è una meta molto, ma molto lontana.

Devo io sperare?

Devo ancora vagare?

Devo intendere il vostro silenzio come il volermi invitare all’attesa, oppure il volermi definitivamente chiudermi la porta per cacciarmi via da voi?

Io spero. Io attendo»” (Da Vox, 110191L, n. 1.) [mosche].