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Category: Riflessioni
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Solo Dio può e sa guardare nel segreto di noi stessi, dove neanche noi a volte arriviamo, perché siamo un mistero a noi stessi. Gesù si rivolge con tono eloquente, più che mai, si rivolge a color che lo stanno seguendo, al gruppo dei discepoli e addita loro il comportamento dei farisei:li invita a non imitarli. E su che si basa Gesù? Su due cose: la non autenticità della vita e la gloria del mondo.
                                                                    
                                                                                                                                       
 
Gesù dice 3 cose fondamentali basandosi sui pilastri della fede ebraica: la preghiera, la carità, il digiuno.
Tre pilastri della nostra fede ancora oggi. Ma Gesù li riempie di senso, dicendo che questi 3 pilastri devono esser autentici. Pregare, cioè avere un rapporto con Dio vero, autentico e non di facciata, apparenza....vivere l'amore, la carità in maniera autentica e non di facciata, per farsi vedere, la rinuncia di sè autentica e non di facciata...
A Gesù non interessa la nostra apparenza, quello che facciamo per attirarci il plauso degli altri (la gloria) ma Egli guarda nel segreto del nostro cuore per vedere quali sono le motivazioni vere che ci spingono ad agire.
Vedere nel segreto è una prerogativa di Dio. Noi vediamo le apparenze. E' molto consolante questa pagina soprattutto quando ci sentiamo giudicati dagli altri per quello che si "vede" di noi o che si vuol vedere di noi, magari da un occhio anche accecato da invidia...
E' una pagina che ci ammonisce sul nostro modo di guardare gli altri....e quindi di giudicarli perché non sappiamo cosa c'è nel segreto del loro cuore....
Gesù in pratica chiede ai suoi discepoli la coerenza della vita. Qualunque cosa tu faccia o chiunque tu sia, devi essere autentico. L'ipocrita è colui che non è autentico, cioè non c'è continuità tra quello che pensa nel cuore e quello che fa. L'ipocrita di tutti i tempi è colui che gode nel ricercare la gloria dagli latri, il plauso, l'ammirazione. Gesù dice a costoro che quella è la loro ricompensa.
Le persone autentiche, che professano quello in cui credono riceveranno una ricompensa da Dio:il suo Amore eterno. Gesù usa qui il verbo al futuro. Per gli ipocriti usa il verbo al presente. Hanno già ricevuto su questa terra quello che bramavano. Eh si, perché chi si sforza di essere autentico non piace molto agli altri, deve soffrire persecuzioni, esclusioni, emarginazioni....altro che ricompensa. Questa però viene data per certa da Gesù e sappiamo che le sue promesse sono vere.
Allora vediamo in che categoria rientriamo: gli ipocriti o le persone autentiche. Non c'è una via di mezzo. Prendere o lasciare.