Chi veramente ancora non ha esperienza del vero amore, quello che proviene da Dio, non può assaporarlo, non può gustarlo, vive male una esperienza che dovrebbe essere bellissima. Specialmente quando l’amore è rivolto a un proprio simile, uomo o donna che sia, l’esperienza da bellissima diventa negativa, specialmente se manca il rispetto della persona, se non si considera che tutti siamo creature di Dio e di pari dignità.

Se si approfitta del partner per il proprio piacere, se lo si utilizza per il proprio piacere, senza rispetto alcuno, l’amore che si dona, da bellissimo diventa oltraggioso, inverecondo, insoddisfacente, deprimente, scioccante, ecc.
Si dica tutto quello che si vuole, ma per amare veramente si deve entrare nell’ottica di Dio, che tutto ha creato per la delizia dello stesso uomo.

Spesso tutto questo non accade, perché “colui che non è” invade l’animo umano e lo trasforma in bestia, senza, per questo, volere offendere nessuno.

Allora che cosa dobbiamo fare?
Dobbiamo amarci in Dio. In Lui possiamo trovare il vero amore, quello con la “A” maiuscola.
Non gozzoviglie, quindi, non schiamazzi, non violenza, ecc. ma AMORE.
 
Ecco che gli angeli del cielo ci suggeriscono una bellissima riflessione per poter cambiare il nostro atteggiamento e vivere nell’amore, per l’amore, per gustarlo così come Dio vuole per ciascun uomo.
 
Chi non conosce l’amore non sa come vivere e si abbandona a schiamazzi, a gozzoviglie, ad attacchi violenti, a critiche, a ignominie, a falsificazioni, per opporre alla propria identità una visione più consona. Ma tutto questo è falsare, tutto questo è non amare, tutto questo è privilegiare solo e soltanto il proprio io, ma nella maniera sbagliata, nella maniera di chi non ama, di chi invece contempla solamente se stesso, per adornarsi di quelle meraviglie che non sono del regno dei cieli» (19910101 VX4.).