Gli uomini non accettano interventi di Dio nella propria organizzazione umana. Dio può intervenire direttamene o tramite persone da Lui prescelte.

Nel caso considerato oggi, Dio interviene nella storia dell’uomo, tramite gli apostoli o i discepoli di Gesù, che non hanno la cultura e la preparazione degli Scribi e dei Farisei, addetti al culto e alla custodia della Legge di Mosè. Ormai si era tutto stabilizzato e l’intervento di Gesù prima e poi quello degli ignoranti apostoli non è stato mai gradito. Da qui la persecuzione verso i principianti apostoli, principianti nella nuova predicazione, nella predicazione del Vangelo di Gesù.

La preparazione avuta dagli apostoli è solo quella acquisita attraverso l’ascolto della Parola di Gesù e, dopo la sua risurrezione, attraverso l’Opera dello Spirito Santo che suggeriva loro ciò che dovevano fare e dire.

Però questa attività non era ancora organizzata, come possiamo immaginare secondo l’organizzazione della Chiesa di oggi. E quindi il Sommo Sacerdote del tempo ha fatto di tutto per non accogliere la nuova predicazione, fatta così senza permesso e senza che tenesse conto dei luminari del passato che avevano sufficientemente illustrato la Legge di Mosé.

La predicazione di Gesù e degli apostoli è completamente diversa, fatta da uomini ignoranti senza schemi, senza riferimenti ai testi illustri di Scribi del passato.

 

Per togliere l’interferenza e il disturbo di questi nuovi apostoli, il Sommo Sacerdote chiama di nuovo gli apostoli e impone loro di non parlare più in nome di Gesù.

Gli apostoli che avevano seguito Gesù fin sul calvario, ora che Cristo è risorto, si sentono in dovere di dire al Sommo Sacerdote che è più conveniente obbedire a Dio che agli uomini, perché così Gesù aveva ordinato loro, dopo la Risurrezione: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno» (Marco 16, 15-18).

Era, quindi, necessario darsi da fare per eseguire l’ordine del loro Maestro, Gesù di Nazareth, l’Inviato da Dio.

Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nazaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera sua, come voi ben sapete – , dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l’avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l’avete ucciso. Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere” (Atti 2, 22-24).

Così è stato per il passato, così è anche per il presente. Se qualcuno viene a portare un linguaggio diverso dal solito, in nome di Dio, noi difficilmente lo accettiamo, perché non fa parte delle nostre conoscenze ordinarie.

La storia si ripete. Quando riscontriamo qualcosa di diverso dal solito, subito avanziamo dubbi e cerchiamo anche di ostacolare. Ormai Cristo ha rivelato tutto e non abbiamo più bisogno di aggiunte.

Vogliamo mettere dei limiti nell’azione di Dio? Forse sì! Ma non è meglio ascoltare l’invito di san Paolo?

State sempre lieti, pregate incessantemente, in ogni cosa rendete grazie; questa è infatti la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie; esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono. Astenetevi da ogni specie di male” (1Tess. 5, 16-22).