42. – Come comportarsi. Intenzioni.

 

Martedì, 24 ottobre 1989.

 

Sì, figlia mia diletta, sono il tuo Gesù che tanto ti ama.

Non temere. Io sono con te.

Tu sei stata chiamata compiere un compito specifico a servizio del Creatore. E così sarà. Poco a poco tu adempirai a tutte le tue mansioni.

Mantieniti sempre pura ed immacolata nella mia Parola.

Amen.

 

La mia volontà di oggi è che tu mi porti all’altare gli oppressi, i perseguitati, gli afflitti, gli affamati, i lebbrosi di peccato mortale.

Portami i nullatenenti, coloro che non soddisfano la volontà del Padre, i purganti, gli esuli, gli ammalati, i diseredati, gli errabondi, i disonorati, i colpevoli di delitti. Ricada su di essi abbondante la mia Misericordia (ag306).

Implora per essi alle ore 3. Se non sei sola, taci e ricordali nel tuo cuore.

Dici così:

«O Gesù, di Misericordia, ti prego di fare scendere la tua divina, infinita Misericordia sui fratelli che oggi tu mi hai raccomandato nelle mie preghiere. Custodiscili, difendili e convertili. Amen».

 

 

Dillo una sola volta nella tua mente agli inizi del S. Rosario. Ascolta poi ciò che ti dicono le sorelle che verranno, ma non parlare loro di alcuna locuzione. Taci.

Io non voglio.

… Non temere. Io sono con te.

… La tua presenza è importante. Mi dà gloria ed onore, perché assisti ad una catechesi che è condotta da un gruppo nei riguardi del quale non devono sorgere né preconcetti, né invidie.

Io sarò con te.
Amen.

Gesù.

 

……………

 

43. – La catena del santo Rosario.

 

(Martedì, 24 ottobre 1989.)

 

Cara figlietta mia, ti benedico nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

La tua preghiera mattutina mi giunge sempre tanto gradita.

Il Signore sia sempre con te.

L’angelo del Signore, Michele, ti custodisca e ti protegga per la vita eterna.

Io, Maria, vengo a te, da te invocata per dirti che sono la Madre del Signore, ma anche la tua.

La catena che a te tiene legata è quella del divino Rosario. Recitalo sempre e fallo recitare.

Non c’è salvezza senza il suo divino aiuto. Dillo a chiunque ti dovesse avvicinare: «La Madonna dice che il S. Rosario è un mezzo sicuro di salvezza. Recitalo tutti i giorni. I suoi misteri ti purificheranno. Le Ave Maria ti costruiranno intorno un cerchio di fuoco a protezione. Non temere, figlia, Io sarò con te, in tutti i momenti». Dillo questo messaggio a nome mio. Le anime si santificheranno tramite il divino Rosario. Io l’Eccelsa del Signore lo prometto. Non c’è impresa più (ag307) ardua per una Madre che guidare i figli suoi verso il cielo.

Questo è il mio compito. Capitelo.

A me, a me compete. Perciò a me rivolgetemi questa preghiera:

«O dolce Madonna del Bimbo Gesù, risveglia la Chiesa. Pensaci tu».

 

Puoi farla recitare anche durante il santo Rosario, come S. Giaculatoria.

Puoi dire anche questa preghiera:

«O Mamma tutta santa e pura, prega per noi».

«O Divina Madonna del S. Rosario, proteggi la Chiesa del tuo Gesù».

 

Queste giaculatorie siano recitate ogni due poste, siano seguite da queste altre:

«O Concetta Immacolata, prega per noi».

«O Figlia del Gran Padre, tu sei Regina e nostra Madre».

«Cambiaci il cuore, o Divina Madre e dallo a Gesù».

Amen.

 

……………

 

44. – Richiesta a Maria.

 

(Martedì, 24 ottobre 1989.)

 

Sì, o cara figlia, sono con te e ti ascolto.

Ciò che tu mi hai chiesto è molto bello: conoscere la storia vera dell’Arcangelo Gabriele che venne a me a portarmi l’annuncio meravigliosa la tua richiesta.

Scrivi. Io detterò.

 

……………

 

45. – Storia di Gabriele nell’annunciazione.

 

(Martedì, 24 ottobre 1989.)

 

Io, Maria, vivevo nell’umile casetta di Nazaret, vivevo del mio povero ed umile lavoro: ricamavo, cucivo, tessevo: I lavori che facevano le donne di allora.

La mia casetta era molto povera. Era costituita da una sola, umile stanzetta, nella quale io vivevo tutta sola, perché mia madre, S. Anna, era già morta (di vecchiaia).

Lavoravo, tessevo, quando un giorno, di primo mattino, potevano essere circa le otto, che una luce radiosa si sparse per tutta la stanza. Io mi prostrai in ginocchio per la meraviglia di tanta stupenda luce e iniziai pregare.

[No, io non ebbi paura, perché la mia preghiera continua mi impediva di avere paura].

L’angelo comparve all’improvviso nel vano della porta.

Era Gabriele, Arcangelo di Dio, bianco nella sua veste splendente, redimito di gloria, dalle grandi ali ad arco, meraviglioso …

Era là e mi guardava. Sollecitava la mia parola, ma io non ebbi coraggio di aprire bocca e fu lui allora a parlare: «Ti saluto, o Maria, (ag308) piena di grazia. Il Signore è con te.

Io sono Gabriele. Ti reco il suo annuncio. Tu concepirai e partorirai un figlio, di nome Gesù, che significa Salvatore. Egli nascerà e sarà chiamato salvezza del mondo intero».

Alle parole dell’angelo io non compresi. Come avrei potuto io, povera ed umile serva di Dio, concepire e dare alla luce il Messia? Io che non conoscevo uomo, io che mi ero votata vergine al servizio del Signore?

Ma l’angelo replicò: «Non temere, Maria, tutto accadrà per opera dello Spirito Santo».

E l’angelo si partì da me.

 

Io rimasi attonita e sorpresa a quelle parole che non riuscivo bene ad intendere. Ma giunse in mio aiuto lo Spirito del Signore che in forma di bianca colomba si posò sul mio grembo.

Tre ore piene vi rimase la tenera colomba, mentre dolci parole, come miele scendevano in me, che ascoltavo rapita, in estasi, a contemplare le meraviglie del Signore.

Tutto mi era giunto così in fretta e senza avviso alcuno, ma la pace del Signore presto mi raggiunse e ne fui lieta.

In ginocchio, con gli occhi e il cuore rivolti al cielo, allora pronunziai quelle parole: «Ecco la serva del Signore, sia fatta di me la sua Parola».

La colomba era sparita, ma nel mio cuore era rimasta tanta gioia e tanto giubilo, per avere udito cose mai sentite.

La sua grazia e la sua benignità mi avevano invasa.

Io, Maria, che non sapevo, ora ero la donna privilegiata di Dio, Colei in cui Egli si era compiaciuto.

Glorificai, perciò, il Signore per tale e tanto portento, nulla chiedendo per me, se non la grazia di potere compiere quanto Egli mi chiedeva.

Nell’umile casetta di Nazaret continuai a pregare, a sperare e ad attendere, mentre tutto si adempiva secondo la volontà del Signore.

Amen.

 

Ecco, o figlia, la mia storia, quella che tu dianzi mi hai richiesta.

Conservala nel tuo cuore e sii felice di conoscerla, perché essa ti custodirà nel tuo pensiero.

Amen.

Io, Maria, la Madre del Signore e madre vostra.

Ti benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo (ag309).