50. – La preghiera e il Comportamento.

 

Sabato, 28 ottobre 1989.

 

Sì, figlia Mia prediletta, a Me è giunta la tua flebile voce, che Io ho racchiuso nel Mio Cuore, che ti ama e ti privilegerà fra le creature.

Tu non devi nulla temere, se sei con Me. Il fatto è che spesso tu te ne allontani. Ancora non riesci a restare sempre con Me.

 

Ieri sera Mi sei tanto piaciuta, quando hai parlato di Me.

Non hai sbagliato nell’interpretazione, che Io stesso ti ho suggerita. I fratelli ti hanno ascoltata e amata. Non giudicare però il loro operato durante la preghiera. E’ sbagliato e poi non produce che sterilità.

La tua volontà sia sottomessa alla loro, sempre tranne che nel male … (ag11) …

Non parlare di nulla. Taci, ma sii obbediente alla loro volontà. Non criticarli mai, neppure nei loro cuori.

Cura di più la tua preghiera, perché è un po’ superficiale e affettata.

Conduci una preghiera più profonda e lenta.

Non essere indecente in nessun movimento, ma cura che ciò non accada mai, né a casa, né fuori.

Davanti a tuo figlio conserva un comportamento austero, ma semplice e mite. Sii per lui la Mia luce, verità e vita.

Non disprezzare mai alcun e abbi pazienza verso tutto e tutti.

Tu sei una creatura dotata di intelletto e di una superiore forma di intelligenza, che ti avvicina alle nature angeliche. Sii, perciò, capace di condurre come tale il tuo comportamento.

Non affogare nell’impazienza e nello sgarbo quello che dovrebbe essere il tuo linguaggio mite e addomesticato.

Non sciupare il tuo tempo in inutilità vuote, ma utilizzalo al bene dei fratelli.

 

 

Ascolta, o figlia, e metti in pratica ciò che ti dico.

E’ il tuo Gesù che ti parla.

Non lasciarti vincere dal dubbio o dalla noia, ma accarezza il tuo spirito puro e sempre agile, perché chi segue Me, deve essere tale.

Non puoi fermarti. Non ti dò tregua. Devi ascoltare e cambiare, cambiare subito, adesso.

Cambiati, figlia. Cambia la tua mente, rassicurala, rivolgendola a Me, solo a Me. Io te la rischiarerò, te la illuminerò. Non permetterle di divagare altrove. Concentrala su di Me, su Me soltanto. Io, Io devo essere il tuo fulcro vitale.

Quando a Me tu sostituisci qualsiasi altra cosa, anche gli affetti più puri, allora cadi, cadi nell’angoscia, nel pessimismo, nella tristezza, nel dubbio.

Totalmente tu devi a Me donarti, anche se fai altre cose.

 

Se scrivi o pensi, dimmi:

O Gesù, usami la carità di conservarmi in Te, custodiscimi fintantoché io sarò occupata in questo mio lavoro”. Ed Io ti assisterò.

 

Capisci? Finché tu non farai ciò non sarai veramente sempre in Me, non sarai perciò veramente felice. Adopera con gli altri le stesse parole che Io (ag12) adopero con te. Non ti stancare mai di fare ciò e sii con tutti e verso tutti lieta e cortese.

 

E’ cagione di sofferenza per Me vederti triste e oppressa o angosciata. Non devi perciò esserlo, mai. Il tuo Gesù non vuole.

Devi essere pura e agile, agile agile come se avessi le ali.

Capisci? Io te le appiccico addosso, o figlia. Solo Io lo posso fare. Ah! le tue ali! Crescono di giorno in giorno e cresceranno a tal punto che un giorno tu stessa verrai a trovarMI in cielo.  Sì, quando morrai. Manderò un angelo a prenderti e tu lo seguirai, perché avrai messe le ali. Ma prima dovrai molto, molto soffrire per Me. Vuoi? Sì? E allora non temere. Io ti dono la forza e il coraggio.

 

Tribolazioni. Sarai tribolata da incomprensioni, difficoltà di inserimento. Non sarai capita, né sarai ascoltata, sarai osteggiata e messa in difficoltà. Nessuno comprenderà il tuo messaggio, cercheranno di strumentalizzarlo, senza però capirlo e seguirlo.

Dovrai lottare, lottare. Poi ci sarà la malattia che ti ridurrà in condizioni di non poterti più muovere. … Dovrai dipendere dagli altri per qualsiasi movimento. … Tu non temere. Io verrò a consolarti tutte le volte che tu lo vorrai. Sarò con te, nella tua cella, a sostenerti, se tu lo vorrai.

… (ag13).

 

Sì, o Gesù. Sia fatta sempre la tua benevola volontà.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

 

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51. – Intenzioni di preghiera.

 

Sabato, 28 ottobre 1989.

 

Oggi, te l’ho detto, portaMi i fratelli offesi da violenza, ignominia, malattie.

PortaMi gli oppressi, i derelitti e gli abbandonati. PortaMi poi i violenti, gli incapaci, coloro che si danno ai vizi e ai piaceri della vita.

Sostieni, poi, col tuo zelo, tutti coloro che a Me si rivolgono per grazie.

Aiuta i bisognosi e prega per gli assenti alla chiamata.

Amen (Ag13).

 

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52. – ESAME DI COSCIENZA.

 

Sabato, 28 ottobre 1989.

 

Sì, devi confessarti i peccati che non hai mai confessato.

 

01. L’irritazione in cui spesso cadi, quando qualcosa non va per il giusto verso.

02. La difficoltà a dire e pensare bene degli altri.

03. L’avere nociuto spesso a chi ti è accanto, con pensieri, parole e opere.

04. Le sgarberie fatte.

05. Tutto il male fatto inconsapevolmente e consapevolmente.

06. Le inutili finzioni con le quali hai creduto di sfuggire alle tue responsabilità.

07. Le bugie.

08. L’orgoglio.

09. La difficoltà con cui dai le tue cose.

10. Gli inutili orpelli della ragione per trincerarti dietro la verità.

11. L’incapacità di amare.

12. La volubilità nelle decisioni.

13. Le contese alle quali hai partecipato per prevalere sugli altri.

14. Le inutili e macchinose scuse elaborate dalla tua mente per non lasciarti sorprendere in fallo.

15. L’esserti abbandonata all’ignoto, esponendoti al male.

16. La curiosità.

17. L’eccessiva caparbietà che ti ha portato tante volte a sbagliare.

18. La mancanza di umiltà.

19. L’onorevole tua ricerca di stima e di plauso da parte degli altri, tutti che ti sono stati vicini.

20. L’impetuoso tuo carattere che non ti ha consentito di attendere con pazienza e con spirito di fiducia e di preghiera.

21. L’eccessiva bramosia per le cose del mondo, come gioielli e pellicce.

22. La noncuranza per tanti e tanti anni delle cose dello spirito e della Mia Chiesa.

23. L’attaccamento alle suppellettili inutili sia della persona che delle cose.

24. L’andare alla ricerca di tutto ciò che ti potesse mettere in mostra.

25. L’avere conservato per te cose non tue.

26. L’oculata avvedutezza nel cercare di non comprometterti di fronte a chi ti accusava a ragione.

27. L’avere peggiorato il tuo stato di salute fisica e spirituale con l’uso di bevande nocive e col fumo.

28. Il non avere accettato i consigli di chi spesse volte ti suggeriva il bene.

29. Le innocenti motivazioni da te macchinate per sfuggire alle tue responsabilità.

30. La cura eccessiva delle tue cose e della tua persona, trascurando gli altri (ag14).

31. Lo zelo per le cose del mondo.

32. La paura e l’angoscia di cui sei stata preda ingiustificata.

33. L’incomprensione per gli altri e la critica agli altri.

34. L’incontenibile sete di guadagno che a volte ti ha preso.

35. Il corruccio che hai portato verso il prossimo (ag15).

36. La non attenta analisi di te stessa e delle tue mancanze gravano poi su di te le colpe che tu sai e di cui ti sei confessata.

Amen (ag16).