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Category: Inserimenti

 

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File: 031017A VX Luci-dal cielo

"Utilitatem praefero, hic et nunc, non perfectionem.

Si hoc non est cras quid facies?" (Pro VX 031017).

Luci dall’alto



031017A VX Luci-dal cielo

SAPPI VERAMENTE RIFLETTERE!

Se vuoi riflettere veramente, pensa semplicemente al Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo, non al Vangelo nuovo degli uomini di questo mondo, agli uomini rimasti impantanati nel fango delle paludi, nei grovigli vischiosi dei propri pensieri, delle proprie idee, delle perverse volontà distruttive delle cose create e degli uomini fratelli in Gesù Cristo.






LA LUCE DEL CORPO E’ L’OCCHIO.

 La lucerna del tuo corpo è l’occhio. Se il tuo occhio è sano, anche il tuo corpo è tutto nella luce; ma se è malato, anche il tuo corpo è nelle tenebre. Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra. Se il tuo corpo è tutto luminoso senza avere alcuna parte nelle tenebre, tutto sarà luminoso, come quando la lucerna ti illumina con il suo bagliore" (Lc 11, 34-36).

Il saggio ha gli «occhi in fronte».

Se l’anima solleverà gli occhi verso il suo capo, che è Cristo, come dichiara Paolo, dovrà ritenersi felice per la potenziata acutezza della sua vista, perché terrà fissi gli occhi là dove non vi è l’oscurità del male.

Il grande apostolo Paolo, e altri grandi come lui, "

 

AVEVANO GLI OCCHI IN FRONTE" e così pure tutti coloro che vivono, che si muovono e sono in Cristo.

Colui che si trova nella luce

(di Cristo) non vede tenebre, così colui che ha il suo occhio fisso in Cristo, non può contemplare che splendore.

Con l’espressione «OCCHI IN FRONTE», dunque, intendiamo

la mira puntata sul principio di tutto, su Cristo, virtù assoluta e perfetta in ogni sua parte, quindi sulla verità, sulla giustizia, sull’integrità, su ogni forma di bene.

 

IL SAGGIO

, dunque, HA GLI OCCHI IN FRONTE, ma lo stolto cammina nel buio (Qo 2,14), cioè non pone la lucerna sul candelabro, ma sotto il letto, fa sì che per lui la luce divenga tenebra. Quanti si dilettano di realtà perenni e di valori autentici sono ritenuti sciocchi da chi non ha la vera sapienza. E’ in questo senso che Paolo si diceva stolto per Cristo. Egli nella sua santità e sa-pienza non si occupava di nessuna di quelle vanità, da cui noi spesso siamo posseduti interamente.

Dice infatti: Noi stolti a causa di Cristo (1 Cor 4,10) come per dire:

 

Noi siamo ciechi di fronte a tutte quelle cose che riguardano la caducità della vita, perché fissiamo l’occhio verso le cose di lassù. Per questo egli era Lui un senza tetto, non aveva una sua mensa, era povero, errabondo, nudo, provato dalla fame e dalla sete. 2

Chi non lo avrebbe ritenuto un miserabile, vedendolo in catene, percosso e oltraggiato? Egli era un naufrago trascinato dai flutti in alto mare e portato da un luogo all’altro, incatenato. Però, benché apparisse tale agli uomini, non distolse mai i suoi occhi da Cristo, ma li tenne sempre rivolti al capo, dicendo: Chi ci separerà dalla carità che è in Cristo Gesù? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? (cf. Rm 8,35). Vale a dire:

CHI MI STRAPPERA’ GLI OCCHI DALLA TESTA?

Chi mi costringerà a guardare ciò che è vile e spregevole?

Anche a noi comanda di fare altrettanto quando prescrive di gustare le cose di lassù (cf. Col 3,1-2) cioè di TENERE GLI OCCHI SUL CAPO, vale a dire su Cristo (Dalle «Omelie sull’Ecclesiaste» di san Gregorio di Nissa, vescovo; Om. 5; PG 44, 683-686; br 564*).

IO SONO VENUTO COME LUCE.

Gesù allora gridò a gran voce:

« Chi crede in me, non crede in me, ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato.

Io come luce sono venuto nel mondo, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.

Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo.

Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho annunziato lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me, ma il Padre che mi ha mandato, egli stesso mi ha ordinato che cosa devo dire e annunziare. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico come il Padre le ha dette a me " (Giovanni 12, 44-50).

Nessuno accende una lucerna e la mette in luogo nascosto o sotto il moggio, ma sopra il lucerniere, perché quanti entrano vedano la luce. La lucerna del tuo corpo è l’occhio. Se il tuo occhio è sano, anche il tuo corpo è tutto nella luce; ma se è malato, anche il tuo corpo è nelle tenebre. Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra. Se il tuo corpo è tutto luminoso senza avere alcuna parte nelle tenebre, tutto sarà luminoso, come quando la lucerna ti illumina con il suo bagliore" (Luca 11, 33-36).