Il carisma dell’Opera della divina Misericordia.Cenacoli di preghiera e comunità oranti.

Cosa dovrà compiere la Comunità.Abbisognano vittime all’altare del Padre.

 letnov98

 

IL CARISMA DELLA

«OPERA DELLA DIVINA MISERICORDIA»

 

SAPPI RIFLETTERE

SUL CARISMA DI CUI TANTO PARLIAMO.

 

Dico sempre “ fo’ fo’ ” e poi mainulla fo’ ”.

 

E’ importante riflettere anche su cose che ci riguardano, su cose che diciamo di fare, ma non facciamo.

Questo non deve e non può essere un rimprovero, ma è una costatazione di fatto.

I propositi, che in questi lunghi anni, si sono fatti sono tanti. Quello che il Signore ci ha proposto è un programma molto vasto, molto semplice, molto elementare.

Noi non possiamo fermarci a un gruppo di preghiera esclusivamente nelle nostre case, perché il Signore avrebbe voluto creare delle Comunità per l’accoglienza degli immigrati e ce ne ha parlato già nel 1990. Ed, invece, noi ci fermiamo a delle considerazioni che non hanno nulla a che fare con la fiducia che il Signore ha posto su di noi.

 

 

E LA PRIMA ACCOGLIENZA DEVE ESSERE NEI RIGUARDI DI TUTTI COLORO CHE HANNO ASCOLTATO INSIEME, HANNO PREGATO INSIEME, HANNO ACCOLTO L’INVITO DI GESU’ DI MISERICORDIA CON ENTUSIASMO E CON SEGNI DI RICONOSCENZA.

Ma dopo che è stata tolta la Comunicazione, tutto precipitato nel nulla, ci si è fermati a considerazioni puerilmente magari valide, ma non fanno parte della grande fiducia che Gesù di Misericordia aveva posto su ciascuno di noi in particolare e su di noi tutti, nessuno escluso. Anche quelli che, oggi stanno iniziato il viaggio di ritorno nella Casa della Misericordia. Quando dico “Casa della Misericordia” non dico casa di titio o di caio, sita in questo paese o nell’altro. Dico semplicemente nella strada, nella via dopo si possono incontrare i bisognosi inviati dal Padre di tutte le misericordie.

 

Allora, se nel passato non siamo riusciti a capire, oggi dovremmo essere in grado di capire? Ora che le persone accolte un tempo e poi allontanatesi, stanno per fare ritorno, dato che non c’è più la Comunicazione diretta, spetta a noi compiere la “Grande Opera della Divina Misericordia”, “OPERA MAGNA DIVINAE MISERICORDIAE”. Sappiamo benissimo di che cosa si tratta, chi è che sta tornando, senza sapere dove trovare gli amici di sempre, i primi amici che hanno accolto senza sapere …

 

Non possiamo stare chiusi nei nostri tuguri o nelle nostre addobbate e quasi lussuose case, quando sappiamo che Gesù di Misericordia ci ha chiamati e ci chiama ancora a creare Comunità oranti sì, ma anche e soprattutto “Comunità operanti la Misericordia”, verso gli uomini che vengono presso di noi per essere soccorsi ed aiutati. Ma, se incontrandoci mettiamo delle condizioni, dei “ma”, dei “perché”, dei “se”, dei “si potrebbe fare”, “si potrebbe dire”, “si potrebbe organizzare”, “potremmo andare qui andare lì”, che cosa abbiamo capito della Parola ascoltata, allora, e messa a disposizione nostra anche ora?

Boh!!

 

Non possiamo fare sempre storie e creare condizionamenti per non fare e non far fare.

 

***

 

Introduzione.

 

Ciascuno si ritiri per conto suo, preghi con chi gli è vicino e nell'Ora in cui si è compiuta la “Opera della divina Misericordia” (ore 15). Soprattutto si mediti sulla divina Misericordia, utilizzando gli opuscoli ricevuti.

Dalla riflessione scaturisca anche una libera decisione se far parte o non far parte della «Opera della divina Misericordia».

Ciascuno impari ad usare misericordia con tutti, buoni e cattivi, vicini e lontani, appartenenti alla Misericordia o no.

Ciascuno collabori nella propria parrocchia per mettere in pratica quanto ha ascoltato e meditato.

 

Accogliete l'antica Novità del Vangelo: «Amatevi gli uni gli altri».

«L’amore è l’anello di congiunzione per ciascuno di voi.

Per questo non potete chiedere né a questo nè a quell’altro, e neanche a Gesù e a Maria, la presenza eucaristica, intesa come salvezza, se tutto questo non è prima aderente al vostro cuore, cioé vive nel vostro amore.

Perciò, sforzatevi di amare.

Amate tutti senza differenze, senza interventi straordinari, perché è l’amore che salva ognuno di voi ed è l’amore che porta in cielo i vostri amati, i vostri congiunti, i vostri cari.

Amate come meglio potete.

Amatevi in un sodalizio nuovo, che è quello di Cristo Signore» (230596L).

 

«Siate misericordiosi».

 

 

Dal Vangelo.

 

«Dall’Ora sesta all’Ora nona si fece buio su tutta la terra.

Verso l’Ora nona, Gesù gridò: Elì, Elì, lemà sabachthani, cioé: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?

 

Alcuni dei presenti, uditolo, dicevano: “Egli chiama Elia”. E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la imbevve di aceto e l’avvolse intorno a una canna per dargli da bere. Ma gli altri dicevano: “Aspetta. Vediamo se viene Elia a salvarlo”.

Ma Gesù emise di nuovo un forte grido ed esalò lo spirito» (Mt 27, 45-50; Mc 15, 33-41; Lc 23, 44-49; Gv 19, 30).

 

 

Preghiera a Gesù di Misericordia.

 

«Gesù stesso, apparendo a Suor Faustina, manifestò il suo Cuore squarciato da cui venivano fuori due raggi, uno bianco e uno rosso, quello bianco rappresentante l’acqua che usciva dal suo costato e che è l’acqua lustrale, quella del Battesimo, che ci fa figli di Dio, e quello rosso, invece, rappresenta il suo sangue purificatore.

 

E’ la preghiera della Misericordia, che è espressione della bontà e della soavità del nostro Iddio, che vuole liberare, sanare e convertire le anime.

 

 

La liberazione.

 

La liberazione è opera di Dio ed è espressione della sua Misericordia, ma è anche opera dell’uomo, facendo in noi questo spazio alla sua divina Misericordia per accoglierla e manifestarla anche agli altri. Amen.

 

Condividiamo con voi l’amarezza del momento, di quest’ora, nella quale ognuno di voi è chiamato a immergersi nell’acqua del costato di Cristo redentore ...

 

La sofferenza, il dolore, l’amarezza sono espressioni di un cammino nuovo, che la vostra esistenza sta per intraprendere, proprio perché ogni cammino in Dio è preceduto da un tempo, che è quello della penitenza e della purificazione» (intbr1, p. 14,  n. 031).

 

«La Comunità non può fare a meno di innalzare alle ore tre, da qualunque luogo, la propria preghiera a Gesù di Misericordia, per effondere su di tutti gli uomini il suo grande amore» (intbr1, p. 8, n. 15).

 

 

Voglio la preghiera alla Misericordia, delle ore tre.

 

«Io voglio che ogni giorno, all’ora solita, alle tre pomeridiane, vi raduniate, in questa piccola chiesa, a celebrare la divina Misericordia.

 

Chiedo che ciascuno di voi abbia nel proprio cuore la mia preghiera, la preghiera che io ho dettato alla mia Faustina, nel giorno in cui a lei comparvi in quel lontano, lontanissimo tempo in cui lei, vivendo isolata nel monastero, condusse una vita grama, povera e desolata» (intbr1, n. 38).

 

 

Cenacoli di preghiera e comunità oranti.

 

«La Misericordia di Dio, portata sulla terra dagli angeli e insieme ad essi dal soavissimo nome di Maria e di Gesù, farà sorgere in moltissimi luoghi cenacoli di preghiere e comunità oranti.

Le pratoline, a primavera, insieme ai papaveri, rappresentano infatti il frutto di tali comunità, le preghiere che saranno innalzate a Dio attraverso l’Opera della Misericordia.

I bambini sono tutti coloro che saranno chiamati da Dio a far parte della Misericordia, e cioé di questa opera di diffusione della Misericordia nel mondo. Amen» (intbr1. 29).

 

 

Pluralità di carismi.

 

«Oggi la Chiesa ha indetto numerosi cammini, in numerose comunità, le quali si disperdono, le quali non ravvisano, in se stesse, l’unità di Cristo che vuole essere presente nella pluralità dei figli di Dio. Ed io, invece, voglio costituire una Comunità, nella quale la presenza di Cristo sia essenzialmente legata alla pluralità dei carismi e dell’essere figli della stessa Chiesa» (intbr1, n. 156).

 

 

Primo punto: offerta del cuore e della vita.

 

«Per questo vi dico che il fondamento essenziale della vostra crescita deve essere il modello eucaristico, quello, cioè racchiuso nel Santo e Divino Tabernacolo, l’Ostia consacrata e il Vino, sacra Bevanda. ...

Il cammino così fondato, dovrà, essenzialmente, basarsi sull’offerta del vostro cuoricino e della vostra piccola vita, in ogni suo istante, in ogni suo momento, attraverso tutte le azioni, i pensieri, i desideri, i sentimenti, le piccole e le grandi cose che ogni giorno voi, uomini del mondo, piccoli e grandi, compite, dovendo vivere nell’attesa del regno dei Cieli.

E’ una cosa molto facile, una cosa semplice, una cosa, possiamo, sì, ben dirlo, da bambini, un gioco di bambini.

Voi lavorate, voi studiate, voi compite i vostri doveri, e intanto offrite, offrite, offrite.

Egli è là, solo, chiuso nel piccolo Tabernacolo, Ostia viva, Ostia di luce, Ostia di Santità, Ostia di Gloria» (intbr1, n. 157).

 

 

«Io voglio costituire la mia Chiesa su nuove fondamenta, che sono gli apostoli del tempo che mi da, il tempo nuovo che vuole rimarginare le ferite della mia Chiesa, lambiccata qua e là da deliri stravolgenti e da violenze antiche e nuove.

La mia Chiesa è divenuta un sepolcro, nel quale non l’amore, ma la violenza, l’incostanza, il vituperio, la falsificazione, l’ipocrisia, tutti i valori negativi del mondo si sono accumulati.

Per questo chiedo l’elemosina altrove, in mezzo alle folle spaurite e tremanti, fra gli uomini e le donne che sanno veramente comprendere un cuore disperato, un cuore fraterno ed amico che vuole rifugio, che vuole salvezza, che cerca speranza.

Per questo vado girando da una città all’altra, da un continente all’altro, da un paese all’altro, per fondare la mia nuova Chiesa, per dire ai miei nuovi apostoli: Venite, seguitemi, appellatevi a me, riconoscete in me il pastore della vita eterna.

Io sono Colui che ha dato il sangue per le sue pecorelle.

Per questo ognuno di voi dovrà cercare di donare il proprio sangue, perché la Chiesa vada avanti e si costituisca su fondamenta nuove.

 

Io chiedo una comunità di vita, una comunità nella quale l’amore sia al centro di essa.

E per amore intendo il perdono, la comprensione, la verità, l’appello costante alla pazienza, alla misericordia, alla contemplazione per le verità eterne.

Voglio che quest’amore, al centro di tale comunità, abbia il mio nome: Gesù, insieme a quello della Madre mia, Maria, perché entrambi, io e lei, costituimmo questo durante la nostra vita terrena ed è per questo che ho nominato la vostra comunità Gesù e Maria-Maria e Gesù.

 

Eravamo laici come voi, non del clero, non sacerdoti.

Eravamo come voi semplici e poveri, misti nel nostro vestire di lino e di lana.

Eravamo costituiti l’uno e l’altro in una semplicità di cuore, che era speranza di vita eterna.

Giuseppe costituiva il terzo di questa semplicità di vita.

Ed è questo che vado in cerca nel mondo.

Ed è di questo che vada in cerca del mondo.

E’ di questo che io voglio parlarvi, di una vita eterna rappresentata dall’uomo, dalla donna, dal figlio, dallo sposo, dalla sposa, dai parenti, dagli amici, dagli amanti tutti, senza alcuna difficoltà.

 

La comunità, perciò, si reca su uomini e donne capaci, che siano sostenitori della croce di Cristo, capaci cioé di donare la propria vita per la comunità stessa, di donare il proprio sangue perché la comunità si regga su basi valide, su una vita di comunione, di speranza e di verità.

E’ in questo modo, perciò, che io stesso scelgo le creature adatte.

E ho scelto voi, perché voi mi siete apparsi gli uomini e le donne del tempo adatti a sostenere questa croce, adatti a portare la croce per amore degli altri e per l’amore della verità, per amore della santità, per amore di una Chiesa nuova» (intbr2, n. 1).

 

 

Cosa dovrà compiere la comunità.

 

«Cosa dovrà compiere la comunità? Opere di bene a tutto spiano, spirituali e materiali, servendosi di quelle necessarie opere di riedificazione che sono utili all’anima e al corpo.

Siano ricoverati i miei poveri.

Siano addestrati nell’uso della parola di Dio.

Siano catechizzati nella riconquista del santo Vangelo.

Siano costituiti testimoni veritieri della vita santa di Dio sulla terra.

Ad essi affido perciò il compito di catechizzare, testimoniando con la propria vita, un esercito di salvezza, mandato dal Padre sulla terra, perché ogni uomo riconosca che egli è stato creato da Dio per la salvezza di se stesso e degli altri.

Ma accanto a questa apoteosi del Vangelo, che deve essere riconquistato in tutti i suoi aspetti, profondamente rivissuto nella parola, bisogna che ogni comunità abbia i suoi poveri da allevare e da custodire, attraverso una continua opera di benefica assistenza, che vada dalla semplice comune appropriazione di quelli che sono i bisogni degli altri per risollevarli fino anche a costituire un letto, un posto, un pasto caldo per coloro che tutto questo non hanno» (intbr2, n. 1).

 

 

La Misericordia e la crocifissione.

 

«Anch‘io, o fratelli, quando sono venuto tra voi, non mi sono presentato ad annunziarvi la testimonianza di Dio con sublimità di parola o di sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e questi crocifisso.

Io venni in mezzo a voi in debolezza e con molto timore e trepidazione; e la mia parola e il mio messaggio non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio» (1 Cor 2, 1-5).

 

 

L'Opera della Misericordia è una strada nuova.

 

«La mia venuta in mezzo a voi serve a indicare una strada, una strada nuova, non battuta da altri. I mezzi sarò io stesso a donarli a voi.

La Misericordia di Dio ha previsto ogni cosa.

Nel superamento di questo momento, ovattato nella miscredenza e anche nella difficoltà di intendere e comprendere il significato profondo di questo messaggio, sarà a voi donato, non appena si saranno compiute alcune considerazioni.

Il libro della vita rimane sempre il mio Vangelo. E, insieme ad esso, tutto ciò che può servire alla vostra preparazione come documento di conoscenza da parte della mia santa romana Chiesa ed anche come di testimonianza di quanti hanno vissuto e precedentemente a voi hanno creduto e conglobato nella loro esistenza, i doni dello Spirito ...» (250998G, n. 15).

 

 

La Misericordia si diffonde attraverso la testimonianza.

 

«Il Signore ha usato Misericordia nei vostri confronti e continua ad usarla.

Completate questo suo gesto di Misericordia, usando Misericordia, amore, comprensione e perdono per i fratelli qui sulla terra.

Il messaggio di Gesù non può rimanere così isolato, deve potersi diffondere attraverso una testimonianza di pace e di Misericordia» (250998G, n. 20).

 

 

Il carisma della Misericordia.

 

«Pace a voi.

Sia pace nei vostri cuori, pace nelle vostre menti, pace nel vostro io interiore.

Sono venuto a portare la pace nel mondo. E come vorrei che questa pace fosse già esistente, almeno in questo luogo, dove ho predicato per tanti anni! La mia pace è frutto di consapevolezza dei propri peccati e di totale affidamento alla Misericordia di Dio. E questa pace non si compra con fatti o avvenimenti esterni, ma con la completa disponibilità del proprio cuore alla divina Parola.

 

……

 

Il mio messaggio di pace si fonde con la vostra speranza di accogliere nel vostro cuore totalmente la Misericordia che il Padre manda ogni giorno tramite la sua Parola. E questo messaggio ha bisogno di sostenersi e di evincersi attraverso la vostra disponibilità e attraverso il vostro buon cuore nei riguardi di tutti coloro che vivono nella assurda dipendenza di Satana, o nella incompleta volontà di Dio.

Per questo vi chiedo di essere misericordiosi verso tutti e verso tutto.

Siate misericordiosi verso i poveri di Dio. Per poveri intendo quelli che vivono nel peccato, nella miseria spirituale e morale, nella incandescenza di Satana e soprattutto nella violenza.

Siate misericordiosi per coloro che vi hanno offeso, umiliato, maltrattato, percorso e bestemmiato.

Siate misericordiosi con quanti hanno disturbato la vostra vita terrena, causando in voi perplessità, disagi e sconvenienze.

Siate misericordiosi verso i ricchi, quelli che insuperbiscono a causa del denaro e delle loro posizioni intraprendenti.

Siate misericordiosi verso tutti gli affamati di pane e di vino.

Siate, insomma, misericordiosi sempre, in ogni istante.

Il vostro carisma è la Misericordia. E, perché voi possiate essere misericordiosi, imparate a perdonare chi vi sta accanto, chi non comprende il vostro gesto, chi si affida più che al Signore, alla violenza di Satana.

Siate misericordiosi con chi si inasprisce contro di voi.

E siate misericordiosi anche verso coloro che, non comprendendo il vostro gesto, si irrigidiscono e presumono di giudicarvi.

Siate misericordiosi, insomma, verso tutti coloro che causano in voi afflizione, sgomento e danno.

La Misericordia non guarda in faccia a nessuno, ma è sempre pronta a perdonare, a scusare e a rendersi utile, perché l'altro possa cominciare a comprendere.

Ora basta. Il mio sermone si chiude qui.

Vengo ancora per qualche tempo e poi mi chiudo nel silenzio, perché voglio che voi comprendiate come questa Parola abbia bisogno di essere nutrita con la preghiera, il raccoglimento, la contemplazione e soprattutto l'azione.

Amen.

Io, Gesù, Gesù di Misericordia» (250998G, n. 21).

 

 

La preghiera partecipata con il cuore.

 

«Così si rivolge la beatissima Madre, Regina delle Grazie, ai figli suoi.

Adorati figli della divina Misericordia, vengo ancora, per la seconda volta, in mezzo a voi. E suscito in mezzo a voi la preghiera come orazione, intesa cioé una preghiera partecipata con il cuore.

Questa preghiera innalzatela ogni giorno, davanti al trono del Padre, per tutti coloro che vivono nella sofferenza e nel dolore. Sostituitevi ad essi e chiedete al Padre la sua Misericordia.

Il vostro cuore brilli di amore per gli uomini.

Il vostro cuore sia pieno di amorevolezza per tutti coloro che costituiscono per voi ostacolo e sofferenza.

Non temete. Il Signore protegge i suoi devoti, protegge la sua schiera, la schiera della Misericordia.

Nessuno può costituire per voi motivo di pericolo e di ostacolo, perché il Signore è sempre accanto a voi, anzi in voi ogni qualvolta voi lo chiamerete. Il vostro ausilio, infatti, è soltanto lui. Nessuno, al di fuori di lui, può sostituirsi come vostro sostegno e come vostra difesa.

Il mio cuore vuole vibrare d'amore per ciascuno di voi, perché sono la vostra Mamma.

Radunatevi nella preghiera e costituite per me il fiore all'occhiello e cioé il punto più delicato e soave della mia maternità, perché questa vostra corona, la preghiera della divina Misericordia è una corona particolare, cioé inneggia al Padre per la sua bontà e intercede per i figli che nel mondo si lasciano corrompere da Satana.

La vostra giaculatoria è la vostra preghiera costituiscono per mezzo di aiuto, di grande aiuto per tutti gli uomini.

Non stancatevi mai di pregarmi, perché io sono debole, molto debole, senza preghiera. E costituisco, sì, la Madre e la Regina del cielo e della terra, ma che cosa se ne fa una Regina, che è anche Madre dell'assenza dei propri figli? Nulla può sostituirsi all'amore di un figlio. Ed io ho bisogno di questo amore, esplicitato attraverso la preghiera, attraverso il ricorso al divino soccorso.

Io vi voglio sempre pronte, vi voglio sempre accuratamente pettinate e sistemate, senza scompigli, perché il nemico di Dio cerca certamente di distruggervi ...» (011098L, n. 2).

 

 

Ogni fratello sia dentro o fuori!

 

«Nella calura dell'estate o nel riposo del dolce inverno, Satana strapperà dalle vostre labbra le parole di amore, circonfuse di cielo, che noi, angeli, depositiamo fra le pieghe delle vostre menti, nella profondità del vostro cuore.

 

Siate pregni di benevolenza e conducete una vita di un isolamento di parsimoniosa attenzione, perché, quanti vi circondano, eludendo la vostra povera e semplice ingenuità tendono a defraudare, dissolvere, circoscrivere, nell'impianto di Satana, il luogo a voi donato. ...

 

Per questo anelate a riconoscere i servi di Dio dai caproni e arieti che tentano i vostri passi e vi inducono in luoghi sbagliati.

La vostra presenza in cielo è utile, utile, utile, difficile a trovarsi altrove, poiché il Signore ha bisogno di schiere forti e audaci, impenetrabili e possenti, per distruggere l'avanzata del nemico.

Non considerate le nostre parole sapientemente drammatizzate, ma corrispondenti ad una realtà occulta che voi non conoscete e contro la quale non avete nulla da opporre tranne la potenza dello Spirito che è in voi. La distruzione di codesto spirito è il fine immediato e ultimo di Satana.

 

Per questo, così come una volta, il popolo ebraico è stato guidato dalla colonna di fuoco, attraverso il deserto di vipere e scorpioni, allo stesso modo ora, la colonna di noi angeli precederà il vostro andare, se questo sarà di Dio, se no sarete abbandonati e riprodurrete nelle sembianze la violenza dell'anticristo.

Questo, perdonate, è d'uòpo, poiché le schiere del malvagio si infittiscono sempre più, mentre quelle dell'Altissimo riproducono spesso inserti equivoci e al tempo stesso impronte sbiadite.

 

... Il Signore Dio ha  mandato una forza potente sulla terra, riproducenti la sua immagine, ha voluto ancora una volta estirpare i vostri cuori con l'olio santo della benedizione, ha innalzato le vostre menti all'ascolto di una parola di cielo ed ora riprende il possesso delle sue forze, anteponendo ad ogni cosa la sua presenza, perché è di essa, solo di essa che voi, d'ora in poi, vi occuperete.

 

Il fratello sia o dentro o fuori, o all'ascolto e alla presenza di Dio o mandato in anàtema. E' questo che chiediamo. Questo vogliamo, poiché le schiere degli angeli non sopportano più l'andirivieni inutile che si è protratto attraverso il tempo» (111098L, n. 2).

 

 

Regolamento del cenacolo.

 

«Chi di voi intende seguire il Signore del cielo e della terra, si spogli dalle contèle, rinneghi se stesso, conduca la sua persona dalla bugia alla verità, dalla falsità alla umiltà, dalla impudicizia alla purezza, alla castità. Sia integro come brillante la sole e riduca tutto ciò che di installante violenza si produce nel suo cuore.

 

I conduttori dei santi cenacoli tengano presenti liste di numerate presenze e, dopo la terza assenza, siano schierate coloro i quali non hanno più partecipato ed essi siano condotti al giudizio della Chiesa. Il Padre sarà lui a decidere se accogliere nella immissione o deciderne l'espulsione.

 

Il cenacolo non è un ciarliero salotto di Dio, ma è una verifica del proprio essere di fronte all'immacolata sua santità, è una presenza di gioiosa celeste angelica benevolenza di Dio in mezzo agli uomini della terra.

 

Se qualcuno di voi possedesse un tesoro, un brillante, una perla, la consideri nulla di fronte alla bellezza, all'austerità gioiosa di un piccolo tempio di Dio, qual'è un cenacolino, sia pure disadorno e semplice come il vostro. Butti via la perla e tenga per sempre con sé il cenacolo di Dio, poiché è in esso «in nuce» il simbolico segno di quel regno che nell'alto dei cieli brilla di una luce infinita.

Queste cose, o fratelli, noi dobbiamo dire ai vostri cuori e alle vostre menti, perché, segnati dallo Spirito di Dio, non vi capiti di dovervi imbàttere nell'aspro tentativo di voler modellare il cenacolino di Dio alle vostre futili pietre preziose.

 

Il vostro cuore sia il vero amplesso del cenacolo. Nella vostra mente sia il segnacolo di questo cuore palpitante che vuole dischiudersi ai figli della terra.

Nel cenacolo è l'insegna del Padre altissimo, del Figlio e dello Spirito Santo.

Nel cenacolo non ci siano ombre, ma luci, sempre più intense e vivificanti.

 

Ognuno di voi sia controllato dal Padre in trasparenza come le vetrate delle vostre finestre.

 

Chiunque di voi ampollosamente crede di potersi camuffare all'interno del cenacolo sia anatemàto» (011098L, n. 3).

 

 

Lasciate perdere tutto e seguite.

 

«Abbandonate i vostri lustrini, le vostre piume inghirlandate.

Rivestitevi della luce di Dio, di quella luce dello Spirito che non ha bisogno di agghindamenti, ma vive splendente nel sole del vostro spirito.

Il vostro cuore sia inanellato delle virtù preziose del cielo, la carità che è dono supremo di se stesso al Dio della croce.

La fede che è la sapiente attesa, in questo luogo di esilio, di quella venuta che sarà liberante del vostro spirito, la speranza che serve a ridondare di luce i vostri occhi e le vostre pupille.

Rivestitevi di umiltà, umiliandovi di fronte all'eterno Padre, che ha voluto concedere alla vostra esistenza un sì grande dono di particolare sovrabbondanza, di obbedienza alla legge di Dio, ai comandamenti e alla santa Chiesa, nella persona del Padre, che qui accompagna i vostri processi di amicizia divina e di ascolto, liberando il vostro cuore, la vostra mente delle multitudini imperiose del vostro io e delle vostre imperfezioni, di partecipazione ecumenica  alla vita ecclesiale e al vostro unico, semplice consesso di Dio. Il vostro spirito sia inanellato solamente di tali meravigliose virtù angeliche, alle quali voi dovete adornare altari e sontuose presenze di preghiera.

Lasciate perdere ogni altra opulenta accoglienza, considerando che tutto, proprio tutto, nella vostra persona e nel vostro essere, serve esclusivamente alla glorificazione dell'altissimo Dio, tramite la vostra santificazione.

Nessun altro scopo ha il vostro esistere sulla terra, se non questo altissimo compito, quello di glorificare l'altissimo, eccelso Signore del cielo e della terra per avervi creato e dato a voi la grazia di essere figli suoi adottivi e fratelli in Gesù Cristo. Anche un solo capello della vostra testa ha questo compito e nessun altro. Anche le unghie delle mani e dei piedi, anche le piccole escrescenze o protuberanze della vostra pelle, tutto serve alla glorificazione di Colui che è Dio, eccelso e supremo Signore.

 

Questo noi vi diciamo, perché voi, sapientemente e abbondantemente istruiti, rechiate nel vostro ostello una parola nuova di luce, senza più espletare escrescenze inutili, inadempienze assolutamente incapaci.

 

Noi, gli angeli, abbiamo servito l'altissimo Signore del cielo e della terra. Ora spetta a voi nell'accoglienza di tali parole.

 

Noi, per questo, ritiriamo le nostre preghiere, le nostre parole e ampiamente invochiamo la Misericordia di Dio sulle vostre teste» (111098L, n. 4).

 

 

Comunità di amore e di fratellanza.

 

«Insieme produrrete ciò che il mio cuore spera, una comunità di amore e di fratellanza, di sollievo, di conforto, di aiuto, di sostegno per chi soffre.

Ogni Comunità ha le sue piaghe, perché rappresenta parte del mio corpo piagato ed è necessario che esso venga curato attraverso la preghiera e l’amore. Sii tu un buon samaritano (221296L,/A, n. 14).

 

 

Nella Misericordia esiste il cielo e la terra.

 

«Non esiste un gruppo nella Misericordia. Non esiste una Comunità nella Misericordia, ma nella Misericordia esiste il cielo e la terra, l’universo intero.

Chi può dire di essere esente della Misericordia del Padre?

Chi può dire di potere fare a meno di tale Misericordia? I cieli e gli angeli sono mossi dalla sua Misericordia e allo stesso modo gli astri e il firmamento e le stelle, le costellazioni, il sole e la luna e tutto il resto» (240497L/A, 4.).

 

 

Comunità - Offerta – Preghiera.

 

«Queste comunità dovranno progredire attraverso la preghiera e l’offerta.

E’ una cosa nuova che chiedo, perché la comunità iniziata con il messaggio della Voce continui attraverso l’offerta eucaristica e l’offerta della preghiera.

In questo modo vi chiedo l’offerta, l’offerta per la Chiesa nuova, nascente alla quale io darò il carisma della misericordia.

In questo modo voi sarete affiliati al mio cuore e la cuore santissimo di Maria per la rinascita della Chiesa del duemila» (191097l, n. 4).

 

 

Comunità nuove e future - Pietro, mi ami tu?

 

«... Io voglio costituire la mia Chiesa su nuove fondamenta, che sono gli apostoli del tempo che mi da, il tempo nuovo che vuole rimarginare le ferite della mia Chiesa, lambiccata qua e là da deliri stravolgenti e da violenze antiche e nuove» ((050896L, n. 1).

 

 

Opere delle nuove Comunità.

 

«Cosa dovrà compiere la Comunità? Opere di bene a tutto spiano, spirituali e materiali, servendosi di quelle necessarie opere di riedificazione che sono utili all’anima e al corpo.

Siano ricoverati i miei poveri.

Siano addestrati nell’uso della parola di Dio.

Siano catechizzati nella riconquista del santo Vangelo.

Siano costituiti testimoni veritieri della vita santa di Dio sulla terra.

Ad essi affido perciò il compito di catechizzare, testimoniando con la propria vita, un esercito di salvezza, mandato dal Padre sulla terra, perché ogni uomo riconosca che egli è stato creato da Dio per la salvezza di se stesso e degli altri.

Ma accanto a questa apoteosi del Vangelo, che deve essere riconquistato in tutti i suoi aspetti, profondamente rivissuto nella parola, bisogna che ogni comunità abbia i suoi poveri da allevare e da custodire, attraverso una continua opera di benefica assistenza, che vada dalla semplice comune appropriazione di quelli che sono i bisogni degli altri per risollevarli fino anche a costituire un letto, un posto, un pasto caldo per coloro che tutto questo non hanno.

Ma a questo si giungerà più avanti nel luogo e nel tempo ad esso debiti» (050896L, n. 1.2.).

 

 

Organizzazione delle Comunità

 

«Ogni comunità abbia il suo rappresentante e sia esso un capo a tutti gli effetti, essendo a tale scopo costituito dalla comunità stessa, perché questo capo, rappresentante della audacia sua condottiera, sia fervido costante testimone del Vangelo, portatore di pace e di misericordia, condottiero semplice, ma forte, coraggioso e possente. Abbia le qualità di colui che è stato inviato sulla terra, per testimoniare il Verbo santo di Dio.

E accanto a lui ci sia un presbiterio di uomini e di donne, costituite fra le più eccelse donatrici di virtù, capaci cioé di costituire un discernimento adeguato accanto a opere di carità e di misericordia.

A questo punto, o fratelli, io taccio, poiché così si è ben costituito ciò che chiedo.

Tutto il resto non è da me.

Io vivo e amo.

Io spero e guido.

Io sono nel Vangelo.

Io vivo solo nell’amore.

Io sono Gesù, l’amato Signore, sono la vita, la verità e l’amore.

Vivo in chi mi ama, in chi ama e vive per morire per me nel vangelo di Dio.

Amen.

La costituzione della vostra comunità pertanto dovrà ancora essere limata, dovrà ancora essere riparata, dovrà ancora essere rifornita in tutti i suoi aspetti e in tutte le sue caratteristiche.

Per questo io invierò presso di voi uomini capaci.

Non temete.

Siate pronti nell’attesa.

Predicate ed amate.

Pregate e costituite questo presbiterio capace di guidare la comunità, accanto al rappresentante, che è capo e responsabile della comunità.

Il resto verrà nel tempo.

La mia parola nel Vangelo, costituito dalla pagina da voi scelta nel giorno adatto della vostra preferenza mattutina, sia la catechesi della settimana e insieme ad essa, accanto alla pagina del Vangelo, sia per voi, così come sentite, quella che ora ascoltate.

La mia parola, che di tanto in tanto a voi invierò, o per posta o per presenza autorevole, in mezzo a voi, sia per voi speranza, aiuto, sostegno, sprone a far sempre meglio, perché così io farò da oggi in avanti» (050896L, n .1.3.).

 

 

La fede, la speranza e la carità.

 

«La virtù fondamentale di perfezione cristiana è la fede, la quale si snoda poi nelle altre due consorelle, speranza e carità. E, mentre la fede è il sostegno fondamentale di tutto il cammino fino al traguardo, la speranza e la carità servono a sorreggerla, poiché nella speranza c'è Cristo e nella carità c'è l'amore di Dio verso gli uomini.

In questo voi potete ampliare la vostra conoscenza, perché, considerando come, per mezzo della fede, ci si conduca costantemente verso l'amplesso divino, la speranza e la carità vi permettono di prostrare il vostro spirito nella gioia e nell'amore, come amplesso di Dio per i vostri simili» (250998G, n. 16).

 

 

Purificazione del cuore.

 

«La costituzione della vostra vita cristiana è fondamentalmente legata alla purificazione del vostro cuore.

Che significa purificazione del vostro cuore? Significa liberare il vostro cuore da tutto ciò che lo inaridisce e da tutto ciò che lo dissipa.

L'inaridimento è fondato esclusivamente su memorizzazioni del passato, su discorsi fatui, su critiche, su giudizi, su accuse, mentre la dissipazione è basata sopra gli affetti disordinati, scompigliati, non permessi da Dio.

Per questo bisogna purificare il vostro cuore, per dire che il vostro cuore deve essere lindo, pulito, nettato. Soltanto in questo modo Gesù può inserire i suoi semi di perfezione» (250998G, n. 17).

 

 

«Amatevi gli uni gli altri».

 

«La vostra corposità deve essere snellita e di molto.

Necessita che voi impariate a crescere secondo il fondamento della fede cristiana che dice: "Amatevi gli uni gli altri, come io stesso vi ho amato".

Questo amore sviscerato è inesistente ancora nel santo cenacolo della Misericordia. Dovrà crescere, ma è necessario che ci sia prima il seme adatto. E questo sarà dato dallo stesso Gesù di Misericordia» (250998G, n. 18).

 

 

Rispondete con la vostra conversione.

 

«La commozione del vostro cuore serve soltanto ad intenerirvi per un momento, ma poi tornate ad essere come prima.

Per questo vi chiediamo fortezza e audacia, consapevolezza di ciò che il Signore ha messo in mezzo a voi. Egli ha trapiantato in mezzo a voi la sua Parola. E questo è un segno del suo amore.

Rispondete a questo segno con la vostra conversione» (250998G, n. 19).

 

 

Il Cenacolo.

 

«Il Cenacolo, il luogo in cui ci si riunisce per pregare, è per il Signore il luogo privilegiato per la sua dimora. In esso si stabilirà, conformemente a quanto ha detto nel Vangelo: «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro» (181096L).

 

 

Importanza della preghiera.

 

«... l’importanza della preghiera non consiste nella recitazione di Ave Marie, quanto nel collegamento del proprio cuore con quello di Cristo e di Maria» (181096L).

 

«... La Comunità di Gesù di Misericordia è una Comunità cristologica, basata cioé sulla figura di Cristo Salvatore e Redentore del mondo.

La Comunità di Gesù di Misericordia intende presentare Cristo ai fratelli come espressione totale del dono di sé agli uomini ...» (230596L).

 

«E’ inutile che voi cerchiate tale conoscenza presso altre Comunità, perché anche se possono esserci carismi ovunque diffusi, con il dono della comunicazione, essa è limitata a brevi e semplici frasi, anche se profonde e intense, comunque ben ristrette.

E’ soltanto questo vostro Cenacolo, che poi ha dato luogo alla Comunità che il Signore Iddio, eterno creatore del cielo e della terra e dell’universo intero, ha voluto profumare con il suono delle sue campane con l’altissimo tintinnare della sua parola.

La quale è parola di vita, ma è stupendamente portata dalle ali dei suoi angeli, perché il mondo conosca per intero, come la Misericordia del Padre sia il documento fondamentale perché l’uomo possa continuare a vivere sul pianeta terra» (230596L).

 

«La Misericordia pertanto è l’incentramento della vostra preghiera.

Essa deve essere porta in continuazione, attraverso una preghiera di intercessione e di perdono, di riparazione e soprattutto di richiesta di conversione per i fratelli che vivono ancora nel peccato.

La preghiera pertanto dovrà snodarsi attraverso tre momenti fondamentali, prima l’ascolto, poi la partecipazione, attraverso preghiere di intercessione e di richiesta, e, per finire, la preghiera di lode e di ringraziamento.

Tutto questo può essere accompagnato da canti, da inni e anche da parole di suggerimento o anche di incoraggiamento verso i fratelli che si trovano in condizioni più disastrate» (230596L).

 

 

Preghiera finale.

 

«Noi ti lodiamo, o Padre santo, e ti benediciamo per questa dolce soave comunicazione, che ci consente di raggiungere l’udito, il cuore, il tatto dei fratelli nostri della terra, che noi amiamo e proteggiamo con il suono delle nostre parole e con l’alitare delle nostre ali.

 

Noi ti ringraziamo, o Padre altissimo, perché hai consentito a noi, angeli, spiriti purissimi, di potere comunicare, tramite la sorella parlante, con i fratelli che, racchiusi nella carne, hanno uno spirito uguale al nostro e pertanto similare alla nostra essenza. ...

... Noi ti santifichiamo, o Padre altissimo e dolcissimo, tenerissimo, infinitamente buon, perché nella tua santa parola noi troviamo espressa la nostra essenza da dare distribuire, offrire, donare, pazientemente spezzettandola, così come si fa con l’ostia santa, a ciascuno dei fratelli.

Noi ti lodiamo infinitamente, o Padre, ancora perché ci consenti di potere comunicare agli uomini della terra le dolcezze infinite del cielo.

Ti benediciamo e ti glorifichiamo, perché essi, i nostri fratelli, sono a noi vicini, in ascolto. Amen» (230596L).

 

«La seconda e più particolare manifestazione di Gesù di Misericordia o del Cenacolo è la preghiera per gli ammalati, in modo particolare per gli ammalati posseduti da spiriti maligni e per i malati di isterìa o di nevròsi.

 

Queste malattie, che toccano fondamentalmente lo spirito e la psiche degli uomini, sono malattie che vanno curate con la preghiera ed anche con l’esorcismo della Chiesa, ma in modo particolare dalla preghiera, dalla preghiera comunitaria, perché è nella Comunità che ognuno di voi esprime il proprio io e nel contempo si adegua ad essa e nel contempo racchiude in essa tutto ciò che è il suo essere, espresso attraverso i vari fratelli.

Per questo, nella preghiera comunitaria, voi avrete modo sempre di presentare un fratello o una sorella malati.

Richiedete per essi la guarigione ed essa sarà concessa.

 

L’altro punto essenziale della Comunità di Gesù di Misericordia è senz’altro il dono altissimo della adorazione eucaristica e cioé della contemplazione di Gesù eucaristia.

Essa va fatta almeno una volta al giorno, in Comunità oppure in isolamento.

La vostra Comunità, racchiudendosi una volta al giorno per la preghiera a Gesù di Misericordia, può essere portata a raggiungere il grado di contemplazione per mezzo di questa preghiera.

 

Il quarto punto essenziale e fondamentale è l’adoperarsi per i fratelli digiuni, poveri e malati» (230596L).

 

 

Il cenacolo non è un giocattolo.

 

«Non vi ho dato né un giocattolo, né una pallina da scaraventare lungo la stanza, da un angolo all’altro.

Vi ho dato un Cenacolo, un Cenacolo di preghiera, che è Cenacolo di dolore e di sofferenza, un Cenacolo che è un peso da portare, distribuito in parti eguali con coraggio e abnegazione.

Proseguite lungo questa strada.

Non lasciatevi fuorviare dalle inefficaci violenze del nemico di Dio.

Proseguite perché è nell’intento di Satana di lasciarvi condurre lungo altre strade.

Io stesso interverrò.

Io stesso manifesterò a voi la mia volontà.

Proseguite senza interruzione, lasciando per i vostri doveri i ritagli di tempi, gli spazi consentiti dalla preghiera, dal banchetto eucaristico, dall’assistenza ai malati e ai fratelli che sono sconvolti dalle violenze del nemico di Dio.

Proseguite, poiché questa è la volontà del Padre.

Proseguite senza incertezze, con coraggio e spirito di sacrificio.

Io stesso scenderò in mezzo a voi e manifesterò la mia potenza. ...

.... Per questo inoltrate al Padre santo la preghiera di intercessione perché le anime qui raccolte possano essere innalzate all’altare di Dio tramite la consacrazione e siate unanimi nella richiesta.

Lasciate perdere ogni altro discorso e incolonnate la vostra intercessione seguendo quanto dall’alto del cielo a voi viene richiesto» (291096L).

 

 

Il vostro cuore sia sepolto nella polvere.

 

«L’esortazione principale è che il vostro cuore sia sepolto nella polvere insieme al mio, perché possa risorgere da questo cuore trapassato, disintegrato, distrutto, la verità nel fratello morente, nel fratello languente, nel fratello distrutto dalla presenza di Satana.

E’ questo il momento importante che io voglio a voi consegnare: Ripudiare se stessi per risorgere in me; ripudiare se stessi per far sì che in me trovino pace quanti non hanno la pace.

E’ questo il dono grande che io voglio fare a ciascuno di voi. Ma perché questo accada bisogna che voi vi lasciate seppellire demolire, distruggere a poco a poco rivoltare da un punto all’altro come si fa con un vestito, scucito.

E’ il momento, sapete, di compiere questa frattura con se stessi. La prima frattura l’ho fatta condurre a voi con il mondo. Ora bisogna che voi vi dividiate, vi distacchiate da voi stessi, trasferendo ogni cosa nel mio cuore» (291096L).

 

 

Dovete fare la volontà degli altri.

 

«Ora vengo da voi e vi spiego puntualmente cosa dovete fare.

Dovete rinunziare alla vostra volontà e dovete fare la volontà degli altri, sì, di tutti gli altri, di tutti coloro che vi perseguitano e vi tormentano.

Questo è un modo benigno, meraviglioso, straordinario per potere crescere nel mio amore. E continuando lungo questa strada potete scorgere chiaramente quali fessure profonde verranno aperte nel vostro cuore, perché da esso possa scaturire tutto quel marcio che esisteva e possa cioé con questo drenaggio costituirsi un nuovo cuore, un cuore rosso fiammante, bellissimo, non più appesantito da voglie personali, ma soltanto guidato dalla volontà del Padre mio.

Questo perciò è il primo passo che voi dovete compiere, l’altro sarà detto a suo tempo» (291096L).

 

 

La preghiera dell’abbandono.

 

«La preghiera è una preghiera innalzata al Padre nell’ora della mia agonia e perciò una preghiera che rinnova ogni giorno i palpiti del mio cuore nell’ultimo istante della mia vita. Furono palpiti di amore per tutti i fratelli rimasti sulla terra, inchiodati nel peccato, o vittime della violenza del nemico di Dio.

Ogni giorno questa preghiera, rinnovata ai piedi dell’altare, ripete costantemente al Padre le stesse intime parole che io sussurrai prima di morire: «Padre nelle tue mani affido il mio spirito». E consegnandolo a lui, volli rimettere nelle sue braccia tutto me stesso, donandomi a lui per il mondo intero.

 

E’ questa perciò la preghiera dell’abbandono, dell’abbandono a Dio, dell’abbandono di ognuno di voi fra le braccia del Padre, smarriti come siete fra le violenze antiche e nuove del nemico, sofferenti come siete fra le cure e le preoccupazioni della vita, ma spesso dubbiosi, incerti sul cammino da compiere, perché questo talora si cela sotto aspetti e vesti sconosciute.

 

 

Preghiera silenziosa, povera e scarna.

 

Io perciò vengo per inoltrare in mezzo a voi questa preghiera che vuole essere una preghiera silenziosa, povera e scarna, come lo fu la mia agonia, la mia morte, il mio sudario lì sul Calvario.

 

Poveramente morii così come poveramente ero venuto sulla terra e così come miseramente ero vissuto lungo tutti gli anni che a me furono concessi da Padre.

 

 

Una preghiera sottile, semplice, unica.


Perciò questa preghiera si mantenga tale, senza ampollosità, senza straordinarie particolari interpretazioni o comunicazioni.

 

E’ una preghiera sottile, semplice, unica al mondo, suggerita dalle mie stesse labbra a colei che fu per prima chiamata ad accogliere la Misericordia del Padre.

 

Per questo io incito ognuno di voi a colmare fuori di ogni misura il vostro cuore in queste tenerissime parole di un amore grande, grande quanto il mio mio per tutti coloro che si raccomandano alle vostre preghiere e anche alle mie, per tutti coloro che soffrono o muoiono, per tutti coloro che non si lasciano intenerire dalla mia chiamata.

 

 

Gli ostacoli maggiori.

 

Il dubbio della vita, le incertezze e le miserie, sì, soprattutto le miserie, sono gli ostacoli maggiori fra me e gli uomini. Ed è per questo che io vagabondo in ogni luogo per potere incontrare chi è capace di spogliarsi, di denudarsi, di distruggere se stesso per amore degli altri.

 

Questo chiedo.

Questo voglio.

Le ampollosità, le variegate strumentazioni terrene non abbisognano al Padre.

 

 

Al Padre abbisognano vittime al suo altare.

 

Il Padre ha bisogno di vittime al suo altare, per innalzare l’incensazione necessaria per distruggere le avversità provocate dal nemico di Dio.

 

Solo le anime che profumano di silenzio e di mansuetudine, solo quelle anime io prediligo e porto dinanzi all’altare del Padre.

 

Le altre abbisognano certamente anch’esse di amore e di nutrimento, ma di un nutrimento diverso, che invece qui io soglio portare solo silenziosamente attraverso le labbra trascolorate del mio spirito, perché le anime si nutrano nella povertà e nella misticità di questa parola.

 

 

Il silenzio di tomba.

 

E’ il luogo impervio e la difficoltà dell’ambiente che produce il silenzio, un silenzio di tomba, dove è impossibile penetrare al nemico di Dio. Ed io mi servo di questo silenzio, per tradurre ogni vostra cosa in una preghiera unanime verso l’Altissimo.

L’intimità di questa preghiera, la sofferenza che porta ognuno di voi dalla vita, qui in questo luogo, a me servono perché ogni cosa possa essere profumata, rivolta a Dio in un incenso di vita d’amore e di partecipazione, partecipazione al dolore, alla sofferenza degli altri.

Voi costituite nel momento della preghiera alla Misericordia degli esempi, dei segni e delle catalettiche forme di riviera orante dinanzi al Crocifisso, perché egli possa innalzare al Padre ancora le sue braccia e ancora pregare per i poveri e gli oppressi, per coloro che vivono ancora in catene» (231096L.

 

 

Questa è la preghiera alla Misericordia.

 

«Questo è l’altissimo grido che si leva da terra, attraverso la mia croce, dinanzi al Padre, perché egli benevolo, voglia inviare la sua Misericordia sulla terra.

Il mondo ha bisogno di grandi preghiere, di grandi immolazioni, di grandi povertà, di grandi miserie volontarie, perché altri si possano arricchire.

Per questo chiedo che voi vi denudiate, vi impoveriate in tutto e per tutto per potere apparire al Padre così come fui io solo sul Calvario» (231096L).

 

 

La preghiera della Misericordia.

 

«Perciò non lamentatevi se la vostra vita va sempre più scheletrendosi, perché così chiedo di essere alle ancelle della divina Misericordia.

Lo ripeto, le ampollosità del presente non fanno la preghiera della Misericordia.

Questa è vivere dell’abbandono totale nelle braccia del Padre.

Ora per questo vi ripeto di rinnovare sempre nel vostro cuore l’appartenenza totale a me e nel cuore misericordioso, perché io, tramite voi, possa parlare al mondo intero» (231096L).

 

 

Una comunità del Duemila

 

«Cangiate, cangiate, cangiate posizione!

Cangiate, cangiate bandiera!

Cangiate, cangiate espressione!

Cangiate, cangiate mentalità!

Cangiate, cangiate espressione di vita e di benevolenza!

Amate tutti.

Amatevi fra voi! Ma amate anche coloro che non appartengono al vostro essere Chiesa.

Siate prodighi!

Siate generosi!

Siate aperti verso una vita nuova che condurrà il mondo all’adempimento della mia Legge!

E’ questo che voglio dirvi, nonostante il peccato, nonostante le sofferenze e i dolori, nonostante il rinnegamento, ogni cosa verrà riposta al suo posto, grazie ai Cuori divinissimi e immacolati di Gesù e di Maria» (intbr1, n. 71).