SAPPI RIFLETTERE

SULL’EFFICACIA DELLA PAROLA DI DIO PER IL MONDO DI OGGI.

 

Anche la liturgia della S. Messa può essere molto utile, se riportata al mondo di oggi con tutti i suoi problemi e i suoi rapporti con Dio, con Gesù, con la Chiesa e con il mondo.

Non possiamo leggere la Parola di Dio ancora riferendola al passato. E’ oggi il nostro problema, è oggi la nostra risposta alla Parola di Dio, che ancora viene pronunciata nei nostri riguardi, per aiutare gli uomini del nostro tempo.

 

La riflessione di oggi (Domenica XXVII/TOA) riguarda la situazione attuale della Chiesa e degli uomini nel nostro mondo, oggi, né ieri e né domani, ma oggi.

 

La Parola di Dio deve, per forza di cose, farci riportare, con la mente e con il cuore, nella situazione del mondo di oggi. Stiamo, infatti, vivendo, in questo tempo, una situazione particolarissima e soprattutto anche pericolosa un po’ per tutti, senza distinzione di persone e di parti di questo nostro povero mondo.

Ascoltando, quindi, la Parola di Dio, non possiamo fare a meno di ascoltarla con lo sguardo rivolto a ciò che sta accadendo nella nostra povera e misera terra.

A me sembra inutile continuare a ripetere ciò che gli studiosi di Sacra Scrittura hanno sempre ripetuto riguardo ai brani della Sacra Scrittura già datati: prima di Cristo e dopo Cristo.

La Chiesa è in mezzo a noi, istituita da Gesù Cristo per il mondo attuale, per il mondo contemporaneo e la sua Parola, la Parola di Dio, deve essere adattata alla situazione degli ascoltatori di ogni luogo, in ogni nazione, almeno dove ci sono dei cristiani.

Quello che abbiamo letto nella liturgia di ieri, sabato, ci immette già nel momento grave che stiamo vivendo, senza esclusione di popoli, di nazioni, di uomini di ogni razza. Tutto questo deve essere completato col discorso di questa santa Domenica.

 

La sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio” (1 Cor. 3, 18).

E il Signore Gesù ripeteva agli uomini del suo tempo: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che io sono, morirete nei vostri peccati» (Giov. 8, 23-24).

Voi che avete accettato la novità del Vangelo “Non amate né il mondo, né le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui; perché tutto quello che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno!” (1Giov. 2, 15-17).

 

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Il Signore oggi ci dice di stare attenti, di non essere così semplici da non distinguere ciò che viene da Dio e ciò che viene dal mondo, ciò che viene dalla carne e ciò che viene dallo Spirito.

 

La carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio, né ciò che è corruttibile può ereditare l’incorruttibilità” (1Cor. 15, 50).

In maniera particolare lo possiamo affermare per i giorni nostri. Lasciamo perdere il passato ed entriamo nella vita dei nostri giorni, con gli uomini che vivono presso di noi e con noi.

Molti falsi profeti sono comparsi nel mondo. Costoro sono del mondo, perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta. Noi siamo da Dio. Chi conosce Dio ascolta noi; chi non è da Dio (anche se è in mezzo a noi) non ci ascolta. Da ciò noi distinguiamo lo spirito della verità e lo spirito dell’errore” (1 Giov. 4, 4-6).

 

Da questo potete riconoscere lo spirito di Dio: ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio.

Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo.

Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto questi falsi profeti, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo.

Costoro sono del mondo, perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta.

Noi siamo da Dio. Chi conosce Dio ascolta noi; chi non è da Dio non ci ascolta. Da ciò noi distinguiamo lo spirito della verità e lo spirito dell’errore” (1Giov. 4, 2-6).

 

Con questi criteri e illuminazioni che ci provengono dalla Sacra Scrittura, possiamo cercare di leggere il brano che la Chiesa ci ha presentato nella liturgia di ieri.

 

Prima Lettura 
Chi vi ha afflitti con tanti mali vi darà anche una gioia perenne.  

Dal libro del profeta Baruc (Bar 4, 5-12.27-29).


Coraggio, popolo mio, tu, memoria d’Israele! Siete stati venduti alle nazioni non per essere annientati, ma perché avete fatto adirare Dio siete stati consegnati ai nemici.
Avete irritato il vostro creatore, sacrificando a dèmoni e non a Dio.
Avete dimenticato chi vi ha allevati, il Dio eterno, avete afflitto anche colei che vi ha nutriti, Gerusalemme. Essa ha visto piombare su di voi l’ira divina e ha esclamato: «Ascoltate, città vicine di Sion, Dio mi ha mandato un grande dolore. Ho visto, infatti, la schiavitù in cui l’Eterno
ha condotto i miei figli e le mie figlie. Io li avevo nutriti con gioia e li ho lasciati andare con pianto e dolore. Nessuno goda di me nel vedermi vedova e abbandonata da molti; sono stata lasciata sola per i peccati dei miei figli, perché hanno deviato dalla legge di Dio».

Coraggio, figli, gridate a Dio, poiché si ricorderà di voi colui che vi ha afflitti. Però, come pensaste di allontanarvi da Dio, così, ritornando, decuplicate lo zelo per ricercarlo; perché chi vi ha afflitto con tanti mali vi darà anche, con la vostra salvezza, una gioia perenne”.  

La nostra condotta, il nostro modo di vivere ha irritato Dio. Non siamo stati fedeli. Non abbiamo sostenuto con la nostra vita il Vangelo di Cristo. Abbiamo scelto la vita del mondo, anziché la vita in Dio, gli insegnamenti del Vangelo e della Chiesa.

Con le parole stesse della colletta di ieri possiamo rivolgere la nostra preghiera a Dio, perché ci usi misericordia. Misericordia a Lui chiediamo, Misericordia e Perdono. Ne abbiamo tanto bisogno.

Il mondo andrà così come ha iniziato a precipitare verso la china, ma chi si rivolge a Dio sarà risollevato, recuperato, accettato nuovamente da Dio nostro Padre per la redenzione operata da Cristo.

Quindi, leggendo questi brani della Sacra Scrittura che la Chiesa ci ripropone in questi giorni, approfittiamo per diventare più sapienti, ma non della sapienza del mondo, ma della Sapienza di Dio, perché Dio ci risollevi e indichi la via da percorrere per rientrare nel suo amore, e nella sua pace per un incontro definitivo nella sua casa.

Lasciamo perdere le cose di questo mondo, che ormai va alla deriva e ci porta a rovina.

Movimenti di eserciti ci indicano i pericoli che ci sovrastano. Ogni popolo cerca di procurarsi il suo bene anche senza Dio e, quindi, si prepara ad attacare l’altro popolo. Nuove armi si affilano e si perfezionano per distruggere l’altro e far prevalere la propria grandezza.

Dobbiamo parlare di oggi non del popolo antico, dei tempi di cui ci parla la Sacra Scrittura. Se noi ancora leggiamo i vecchi brani è perché il Signore ci vuole dare l’esempio concreto dei tempi antichi, dei tempi che furono, dei tempi in cui il popolo di Dio si era allontanato dalla retta via e ha subìto il castigo di Dio, attraverso l’azione concreto dei confinanti nemici di ogni tempo.

I confini di oggi però sono diversi. Ovunqnue noi ci troviamo, siamo in pericolo.

Solo Dio può salvarci.

 

Lo dica chi teme Dio: eterna è la sua misericordia.
Nell’angoscia ho gridato al Signore, mi ha risposto, il Signore, e mi ha tratto in salvo.
Il Signore è con me, non ho timore; che cosa può farmi l’uomo?

Il Signore è con me, è mio aiuto, sfiderò i miei nemici.
È meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nell’uomo.

È meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nei potenti.
Tutti i popoli mi hanno circondato, ma nel nome del Signore li ho sconfitti.
Mi hanno circondato, mi hanno accerchiato, ma nel nome del Signore li ho sconfitti.
Mi hanno circondato come api, come fuoco che divampa tra le spine, ma nel nome del Signore li ho sconfitti. Mi avevano spinto con forza per farmi cadere, ma il Signore è stato mio aiuto.
Mia forza e mio canto è il Signore, egli è stato la mia salvezza. Grida di giubilo e di vittoria, nelle tende dei giusti: la destra del Signore ha fatto meraviglie, la destra del Signore si è innalzata, la destra del Signore ha fatto meraviglie. Non morirò, resterò in vita e annunzierò le opere del Signore.
Il Signore mi ha provato duramente, ma non mi ha consegnato alla morte
” (Salmi 118 (117), 1-18).

Questa è la nostra sicura speranza: la Misericordia di Dio e l’essere riammessi alla sua presenza.

Preghiamo così con le parole della Chiesa e diciamo:

O Dio, fonte di ogni bene, che esaudisci le preghiere del tuo popolo al di là di ogni desiderio e di ogni merito, effondi su di noi la tua misericordia: perdona ciò che la coscienza teme e aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare” (Colletta).

 

E citando i brani corrispondenti della Domenica XXVII del TO/A, diciamo oggi:

“Voglio cantare per il mio diletto il mio cantico d’amore per la sua vigna.
Il mio diletto possedeva una vigna sopra un fertile colle. Egli l’aveva dissodata e sgombrata dai sassi e vi aveva piantato viti pregiate; in mezzo vi aveva costruito una torre e scavato anche un tino.
Egli aspettò che producesse uva; essa produsse, invece, acini acerbi. …
Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto? Perché, mentre attendevo che producesse uva, essa ha prodotto acini acerbi?

Ora voglio farvi conoscere ciò che sto per fare alla mia vigna: toglierò la sua siepe e si trasformerà in pascolo; demolirò il suo muro di cinta e verrà calpestata. La renderò un deserto, non sarà potata né vangata e vi cresceranno rovi e pruni; alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia…(Is 5,1-7).

Fratelli, non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.
In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri. 
Le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica. E il Dio della pace sarà con voi!

 E concludiamo con le paorle del Vangelo, considerando che il Figlio di Dio è in mezzo a noi. Fino ad oggi, Gesù si è presentato a noi, è rimasto in mezzo a noi, sotto le specie eucaristiche, ma non sappiamo per quanto tempo ancora gli uomini di oggi crederanno a questa presenza reale. Stiamo attenti, perché, se il Signore Gesù, che ha offerto tutta la sua vita per noi, non lo accogliamo più presente nell’Eucaristia, per noi sarà la fine, per ciascuno di noi e anche per il mondo.

Se non vogliamo la presenza di Cristo siamo entrati totalmente nell’era del Grande Dragone che oggi già comincia a governare il mondo per distruggerlo, per distruggere gli uomini e toglierli dalle mani di Dio.

Se Dio non sarà con noi, chi sara con noi? Il suo Avversario. E che sarà di noi?

Allora, cerchiamo di acquistare la sapienza di Dio:

 
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini, che hanno eliminato il Figlio del Padre, quando gli uomini cioè avranno escluso il Figlio di Dio presente nell’Eucaristia?”.

Lo presero, lo cacciarono fuori dalle loro Mense eucaristiche e lo eliminare dalla loro vita.

Cosa accadrà alla fine del mondo?

 Quando il Figlio dell’uomo tornerà sulla terra, troverà ancora fede in Gesù presente nell’Eucaristia?

Ognuno di noi dia la sua risposta personale.

E’ certo che dobbiamo rendere conto di questo tesoro utilizzato male o escluso totalmente dalla nostra vita.