INVITATI AD ENTRARE NEL REGNO DI DIO!

 

SAPPI RIFLETTERE

PER VIVERE PIU’ SERENAMENTE.

GUARDA CON GLI OCCHI SERENI LA REALTA’ IN CUI VIVI.

 Venga il regno di Dio in noi (Origene).

 

Onorare il nostro Re, Cristo Signore, è desiderare di appartenere al suo regno, significa lottare continuamente durante la nostra permanenza su questa terra, fino a raggiungere la meta finale.

 

Il regno di Dio è in noi.

Ricordo. Cristo è sceso sulla terra nel regno del demonio.

Dice l’Apocalisse che il demonio fu precipitato su di noi, sulla nostra terra e, lungo il corso dei secoli, ha stabilito saldamente il suo regno di tenebre e di fosca caligine in mezzo agli uomini.

 

La venuta di Cristo è stata una intrusione nel regno delle tenebre e, quindi, il demonio si è ribellato per questa presenza non opportuna e ha fatto sì che potesse essere eliminato attraverso una morte infame, sul legno della croce.

Ma ciò che per il demonio sembrava una vittoria, dopo la morte di Cristo sulla croce, per Dio è stata una vittoria sulla stessa morte e sul re delle tenebre.

«Un popolo che sedeva nelle tenebre e nell’ombra di morte, vide una grande luce», dice il profeta. E così è stato. Cristo è venuto come luce del mondo ed è venuto per illuminare le tenebre nella dimora degli uomini. Questa illuminazione non è stata gradita dal nemico degli uomini e di Dio Ecco la vendetta la morte infame.

Questa è la premessa.

Cristo, quindi, ha invitato ed invita ancora gli uomini ad entrare nel regno del Padre, nel regno di Dio, inaugurato con la morte in croce. Ma gli uomini spesso sono sordi, non capiscono, preferiscono ancora le tenebre alla luce e alla salvezza.

Quindi, si deve attuare in noi questo regno di Cristo sulla terra. Siamo invitati ad entrarvi, se lo vogliamo. E non sarà la fine, fino a quando Cristo non consegnerà questo regno terreno al Padre suo.

 

«Il regno di Dio, secondo la parola del nostro Signore e Salvatore, non viene in modo da attirare l`attenzione e nessuno dirà: Eccolo qui o eccolo là; il regno di Dio è in mezzo a noi (cfr. Lc 16, 21), poiché assai vicina è la sua Parola sulla nostra bocca e nel nostro cuore (cfr. Rm 10, 8).

Perciò, senza dubbio, colui che prega che venga il regno di Dio, prega in realtà che si sviluppi, produca i suoi frutti e giunga al suo compimento quel regno di Dio che egli ha in sé.

Dio regna nell`anima dei santi ed essi obbediscono alle leggi spirituali di Dio che in essi abita. Così l`anima del santo diventa proprio come una città ben governata. Nell`anima dei giusti è presente il Padre e col Padre anche Cristo, secondo quell`affermazione: «Verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui» (Gv 14, 23).

Ma questo regno di Dio, che è in noi, col nostro instancabile procedere giungerà al suo compimento, quando si avvererà ciò che afferma l`Apostolo del Cristo. Quando cioè egli, dopo aver sottomesso tutti i suoi nemici, consegnerà il regno a Dio Padre, perché Dio sia tutto in tutti (cfr. 1 Cor 15, 24. 28).

Perciò preghiamo senza stancarci. Facciamolo con una disposizione interiore sublimata e come divinizzata dalla presenza del Verbo. Diciamo al nostro Padre che è in cielo: «Sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno» (Mt 6, 9-10). Ricordiamo che il regno di Dio non può accordarsi con il regno del peccato, come non vi è rapporto tra la giustizia e l`iniquità né unione tra la luce e le tenebre né intesa tra Cristo e Beliar (cfr. 2 Cor 6, 14-15).

Se vogliamo quindi che Dio regni in noi, in nessun modo «regni il peccato nel nostro corpo mortale» (Rm 6, 12).

Mortifichiamo le nostre membra che appartengono alla terra (cfr. Col 3, 5).

Facciamo frutti nello Spirito, perché Dio possa dimorare in noi come in un paradiso spirituale. Regni in noi solo Dio Padre col suo Cristo.

Sia in noi Cristo assiso alla destra di quella potenza spirituale che pure noi desideriamo ricevere.

Rimanga finché tutti i suoi nemici, che si trovano in noi, diventino «sgabello dei suoi piedi» (Sal 98, 5), e così sia allontanato da noi ogni loro dominio, potere ed influsso. Tutto ciò può avvenire in ognuno di noi. Allora, alla fine, «l`ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte» (1 Cor 25, 26). Allora Cristo potrà dire dentro di noi: «Dov`è, o morte, la tua vittoria? Dov`è, o morte, il tuo pungiglione?» (1 Cor 15, 55); cfr. Os 13, 14). Fin d`ora perciò il nostro «corpo corruttibile» si rivesta di santità e di incorruttibilità; e ciò che è mortale cacci via la morte, si ricopra dell`immortalità del Padre (cfr. 1 Cor 15, 54). Così regnando Dio in noi, possiamo già godere dei beni della rigenerazione e della risurrezione» (Dall`opuscolo «La preghiera» di Origéne, sacerdote).