Capite adesso? Venite da me. Applaudite questo Cuore che tribola per ognuno di voi. Quando voi rasentate la povertà estrema, io gongolo di gioia, perché è in quella povertà che mi riconosco e, insieme a me, riconosco tutti coloro che mi hanno seguito a cominciare dai Dodici e a finire proprio all’ultimo, proprio l’ultimo della lunga, lunghissima schiera di uomini e di donne, che hanno tralasciato ogni cosa per appartenere esclusivamente a me.

Il Cuore mi batte. Il respiro si fa corto. Le mani sono impacciate. I piedi apparentemente legati. Che importa? Importa soltanto che il cuore sia libero e che la mente spazi nel regno di Dio, nel regno dell’amore, nel regno della santità e della verità.