Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 22 maggio 2022

Dal vangelo secondo Giovanni 14, 23-29

14,23Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. 24Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

25Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. 26Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.

27Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. 28Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. 29Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.

Parola del Signore

 

 

Siamo nell’ultima cena (Gv 13-17) dopo la lavanda dei piedi, dopo che Giuda se n’è andato per compiere il suo tradimento, Gesù fa un lungo discorso e prepara i suoi amici alla sua partenza. Non lo vedranno più.

 

Per capire questo vangelo dobbiamo fare un passo indietro. Infatti, nel capitolo 14 di Gv tre discepoli fanno a Gesù tre domande, o meglio: gli pongono tre obiezioni. Tre non è un numero casuale ma indica tutte le domande possibili, cioè la completezza. Questo ci dice che i discepoli hanno resistito, hanno fatto fatica ad accettare le parole di Gesù.

1. Tommaso gli chiede: “Dove vai e come possiamo conoscere la via?” (Gv 14,5). I discepoli credono che ci sia un insieme di pratiche, di cose da dire/fare (com’era nella tradizione del tempo e di ogni religione) per raggiungere, arrivare a Dio.

 

È la grande domande religiosa: “Che cosa devo fare?”. Gesù: “Nulla!”. La religione dice: “Fai questo… quello… e Dio sarà felice”. La fede dice: “Sii felice, sii nella verità, e Dio sarà con te”. Ma Gesù risponderà: “Io sono la via, la verità e la vita” (Gv 14,6). Cioè: “Vivete come me che sono una strada (via) che vuole far verità su di sé e sul mondo e facendo questo dà vita vera”.

Una frase breve ma densa che dice: “1. Vuoi essere felice? Sii vivo!”. Per Gesù la felicità è essere pienamente vivi, vitali, al massimo delle proprie capacità. “2. Vuoi essere vivo?”. “Sii nella verità”, cioè fai verità della tua vita, fai cadere le maschere, le ipocrisie, le tende dietro alle quali ti nascondi. “3. Vuoi essere nella verità? Possibile, se lo vuoi, ma è un cammino, una strada”. Cioè: si realizza un po’ alla volta, passo passo, aprendosi sempre di più alla verità.

 

2. Filippo gli chiede: “Mostraci il Padre e ci basta” (Gv 14,8). Filippo gli chiede un segno, gli chiede di vedere il Dio ci cui Gesù parla (il Padre) un po’ come Mosè ed Elia, anche solo di spalle, hanno veduto Yahwè.

È la grande domanda religiosa: “Come faccio ad essere sicuro?”. Gesù: “Sperimentami!”. La religione chiede: “Se mi darai un segno… crederò!”. La fede dice: “Ti ho incontrato e quindi so chi sei!”.

Ma Gesù risponderà: “Chi ha visto me ha visto il Padre. Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto Filippo? Io sono nel Padre e il Padre è in me” (Gv 14,9). Cioè Dio non lo puoi vedere “direttamente”: Dio è nell’altro, nelle persone, nella vita, in te, in chi ti è vicino, in Gesù. Non ci sarà nessun segno (es: un miracolo!) che ti “costringerà” a credere: lo vedrai solo se avrai gli occhi della fede!

 

3. Giuda, non l’Iscariota, gli chiede: “Signore com’è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?”. È la grande domanda religiosa: “Noi siamo migliori degli altri, vero!’?”. Gesù: “Per niente!”. La religione chiede: “Noi siamo i prediletti, noi che ti seguiamo, vero?”. La fede dice: “Tutti sono i prediletti di Dio!”.

Gesù si è manifestato solo agli Apostoli? No. Lo avrebbero voluto, ma non è andata così. Anzi Gesù si è manifestato apertamente a tutti. Agli apostoli dava fastidio che Gesù si manifestasse a tutti. E dava ancor più fastidio che non si manifestasse in maniera straordinaria e spettacolare, com’era nel loro immaginario la venuta del Messia, figlio di Dio (quindi con superpoteri e super capacità).

È una tentazione da parte di Giuda: Giuda vuole che Gesù si manifesti come il Messia atteso e spera che loro, saranno i suoi confidieri e i suoi generali che custodiranno i suoi segreti più intimi.

 

Gesù con queste parole di questo vangelo cerca di chiarire alcune cose, alcuni dubbi che gli apostoli hanno.

 

14,23GLI RISPOSE GESÙ: «SE UNO MI AMA, OSSERVERÀ LA MIA PAROLA E IL PADRE MIO LO AMERÀ E NOI VERREMO A LUI E PRENDEREMO DIMORA PRESSO DI LUI.

L’amore per Gesù nasce, ha origine, dal far esperienza di essere amati da Lui.

L’amore di Gesù, però, lo vedi non da questo che non si può vedere perché è un’esperienza interiore, intima, personale, ma dall’amore che una persona riversa verso gli altri (lavanda dei piedi). L’amore per Gesù, quindi, non si vede da quanto uno prega, da quanti rosari dice, da quanto va in chiesa, ma se uno ama i fratelli: questa è la “parola” da osservare. Chi lo ama “osserva, cioè, vive” la sua parola, cioè ama/serve gli altri.

 

❒SE UNO MI AMA, OSSERVERÀ LA MIA PAROLA=ecco il criterio decisivo. La Parola di Gesù non va imparata a memoria, non va osservata alla lettera come fosse una reliquia; osservare la parola di Gesù vuol dire amare. Se uno ama, osserva la Sua parola. L’amore per Gesù è dare vita agli altri (i ciechi tornano a vedere; i morti tornano a vivere; i sordi tornano a sentire, ecc.). Chi ama Gesù vive per questo: per dare la vita agli altri.