Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 25 settembre 2022

Dal vangelo secondo Luca 16, 1-13

16,19C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. 20Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, 21bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. 22Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. 23Stando negl’inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. 24Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. 25Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. 26Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”. 27E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, 28perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. 29Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. 30E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. 31Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».

Parola del Signore



                                                                                                                                                                               

 

 

16,19C’ERA UN UOMO RICCO, CHE INDOSSAVA VESTITI DI PORPORA E DI LINO FINISSIMO, E OGNI GIORNO SI DAVA A LAUTI BANCHETTI.

C’ERA UN UOMO RICCO=plusios vuol dire “pieno di tutto”.

Nella Bibbia di Gerusalemme c’è il titolo: “Il ricco cattivo e il povero Lazzaro”. Che Lazzaro sia povero è esatto perché c’è proprio scritto nel testo, ma che il ricco sia cattivo non c’è scritto. Il ricco non sarà condannato perché cattivo, ma perché è insensibile: non lo vede proprio Lazzaro. Dobbiamo ricordare che i ricchi, nell’A.T. erano gli uomini benedetti da Dio: “Sei ricco? – pensavano – vuol dire che hai fatto il Bene di fronte a Dio (tu o i tuoi ascendenti). Sei povero? Vuol dire che hai fatto del male di fronte a Dio”.

Questa è la terza e ultima volta che appare nel vangelo di Luca l’espressione “uomo ricco”. E’ sempre negativa.

  1. La prima volta in Lc 12,13-21: “C’è un uomo che dice: “Guarda quanta roba che ho! Adesso demolisco tutto, faccio granai più grandi e poi mi diverto, godo e non lavoro più”.”. Illuso, stupido, sciocco. Il fatto che muoia non è un augurio ma ciò che succede a chi crede, pensa, poggia la propria vita sulle ricchezze (soldi, fama, gloria, riconoscimento degli altri, successo): muore dentro.
  2. La seconda volta in Lc 16,1-8 dove vi è un uomo disonesto che viene lodato dai disonesti: i disonesti sono talmente perversi nel loro sistema di ricchezza e di valori, che ammirano i disonesti. Quelli che vogliono successo, donne e fama, ammirano quelli ce l’hanno! Fatti dire i sogni di un uomo e capirai il suo cuore.

CHE INDOSSAVA VESTITI DI PORPORA E DI LINO FINISSIMO=è un uomo che è molto ricco e dimostra questa sua ricchezza portando abiti della massima raffinatezza. Oggi noi diremo che è un uomo che “vestiva tutto firmato” da capo a piedi (sotto il vestito, niente!).

Il particolare è importante perché è una accusa molto forte nei confronti del ricco. Infatti, quando una persona è interiormente povera, ha bisogno di mascherare questa sua povertà con lo sfarzo esteriore. Più una persona è ricca interiormente e più sarà semplice esteriormente. Più una persona è povera e nuda interiormente e più avrà bisogno di uno sfarzo esteriore. Chi ha bisogno di essere “qualcuno” è perché dentro è “nessuno”. Quindi l’evangelista ci invita a diffidare di queste persone che si presentano troppo agghindate.

E OGNI GIORNO SI DAVA A LAUTI BANCHETTI=ma quanta fame aveva? Ogni giorno!? Non dice che una volta alla settimana si dava a lauti banchetti ma tutti i giorni.

Lc si dimostra un fine psicologo: il ricco ha così “fame”, è così povero dentro, che si riempie a più non posso. Deve mettere dentro così tanto perché dentro non c’è niente! Il ricco, dentro, è povero, bisognoso, misero: non ha niente e per questo si riempie di tutto.

Il ricco ha tutto eccetto una cosa che invece il povero ha: il nome. Ma il nome, nella cultura ebraica e in ogni cultura, rappresenta l’identità. Il tuo nome sei tu. Il ricco non ha identità, consistenza, è “niente”, vacuo, sabbia. Ha sviluppato tutto fuori e niente dentro.

 

20UN POVERO, DI NOME LAZZARO, STAVA ALLA SUA PORTA, COPERTO DI PIAGHE,

UN POVERO, DI NOME LAZZARO, STAVA ALLA SUA PORTA, COPERTO DI PIAGHE=Lazzaro=Dio aiuta (il che vista la sua situazione sembra una presa in giro).

Lazzaro è l’unico personaggio di tutte le parabole che porti un nome, quindi è importante.

Lazzaro giaceva presso la sua porta coperto di piaghe. Cosa significava avere le piaghe a quel tempo? La mentalità di quel tempo era questa: Dio premia non tanto nell’aldilà (la teoria di una ipotetica risurrezione si stava facendo piano piano avanti, ma era molto recente), ma nell’al di qua.

Come? Il malvagio veniva punito con una vita breve, una moglie sterile e la povertà. E tra le 50 maledizioni che Dio (Dt 28) scaglia contro chi trasgredisce la legge, c’erano anche queste ulcere, queste piaghe. Quindi Lazzaro, per i farisei, è peccatore castigato e maledetto da Dio. Prova: le sue piaghe. Lazzaro è quindi un peccatore impuro.

 

In tutto ciò non c’è nessuna cattiveria del ricco. Nella mia fantasia, da piccolo, io pensavo che ogni volta che il ricco usciva dalla sua villa desse un calcio nel sedere al povero Lazzaro. Ma non c’è niente di tutto questo. Il ricco non è affatto cattivo. Il ricco verrà condannato semplicemente perché lo ha ignorato. I ricchi non sono cattivi con i poveri, semplicemente ne ignorano l’esistenza. I ricchi vivono nel loro mondo: hanno i loro quartieri, i loro locali, i loro incontri e non si accorgono dei poveri che vivono nei loro quartieri e nei loro posti. Tra i ricchi e i poveri c’è un abisso.

Un po’ come Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena che di fronte al popolo affamato, durante una rivolta dovuta alla mancanza di pane, avrebbe detto (storicamente però non sembra vero!): “Se non hanno pane, che mangino brioche!”. I ricchi vivono in un mondo tutto loro. Neppure si rendono conto…

Per questo, se volete bene ai vostri figli, se volete costruire un cuore aperto e generoso, fate o fatevi il regalo di andare un mese in Africa, in India o in altre parti dove la gente davvero soffre la fame. Perché se non si vede, se non si “tocca”, la realtà non esiste.

 

21BRAMOSO DI SFAMARSI CON QUELLO CHE CADEVA DALLA TAVOLA DEL RICCO; MA ERANO I CANI CHE VENIVANO A LECCARE LE SUE PIAGHE.

BRAMOSO DI SFAMARSI CON QUELLO CHE CADEVA DALLA TAVOLA DEL RICCO; MA ERANO I CANI CHE VENIVANO A LECCARE LE SUE PIAGHE=i cani erano fra gli animali più impuri. Quindi è impuro chi vive fra gli impuri. Ed ecco la grande sorpresa: proprio questo impuro fra gli impuri sarà portato dagli angeli!

 

22UN GIORNO IL POVERO MORÌ E FU PORTATO DAGLI ANGELI ACCANTO AD ABRAMO. MORÌ ANCHE IL RICCO E FU SEPOLTO.