Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Dal vangelo secondo Marco 10, 46-52

10,46E giunsero a Gerico. Mentre partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. 47Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». 48Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». 49Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». 50Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. 51Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». 52E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

Parola del Signore

Quando leggiamo un vangelo come quello di oggi c’è il pericolo di dire: “Io non sono cieco. Sì, magari un po’ miope, presbite, ma tutto sommato, magari con gli occhiali, ci vedo bene”. Quindi uno pensa che questo vangelo non lo riguardi. Ma quando leggiamo i vangeli dobbiamo sempre tener presente cosa sono. Gli evangelisti, infatti, non intendono trasmetterci dei fatti ma delle verità. La loro non è una cronaca ma una teologia, quindi ciò che raccontano non riguarda la storia ma la fede. Ecco perché i vangeli sono sempre attuali per la nostra vita.

Il fatto dice: “Io non sono cieco, cioè, ci vedo”, per cui questo vangelo non ha niente da dirmi. La verità si pone su di un altro piano: “Non è che, per caso, tu pur avendo gli occhi fisici e vedendoci bene, sei cieco nell’anima, nel cuore, nella mente?”.

Se si volesse ricostruire il fatto storico, così com’è avvenuto, questo è pressoché impossibile. Ad esempio, nell’episodio di oggi Gesù guarisce un cieco, ma nello stesso episodio in Mt 20,29-34 i ciechi sono due. Ma allora erano uno o due? Chi ha ragione, Mt o Mc? In realtà noi non lo possiamo sapere, ma la verità che ci trasmettono sia Mc che Mt è identica.

 

10,46E giunsero a Gerico. Mentre partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare.

GERICO=è l’ultima città prima di cominciare la salita a Gerusalemme dove Gesù sarà assassinato.

E’ strana la cosa. Arriva, non succede niente a Gerico e parte? Gerico era la città che gli ebrei dovettero conquistare per arrivare nella terra promessa. Allora, dire Gerico per un ebreo era dire “vittoria, successo, liberazione”. Adesso Gerico però è diventata una terra di oppressione. E come fa Mc per dire questo? Usa lo stesso verbo (ek-poreuomai) dell’esodo dall’Egitto.

Una donna è stata “salvata” dalla sua depressione da un gruppo di preghiera che veramente le ha permesso di ritornare a vivere con dignità. Ma adesso questo gruppo è diventato esigente ed esclusivo: le chiede di esserci sempre e di frequentare solo il gruppo e nient’altro. Rimarrà sempre il grazie per questo gruppo che l’ha liberata dal suo male, ma adesso la sta opprimendo e se ne deve andare.

INSIEME AI SUOI DISCEPOLI E A MOLTA FOLLA= Questa gente lo accompagna ma non lo segue.

Accompagnare è:“Finché mi fa comodo ti faccio compagnia e ti accompagno, sono con te”. Seguire invece è: “Io starò con te qualunque cosa succeda, nella buona e cattiva sorte”.

 

IL FIGLIO DI TIMEO, BARTIMEO=Bartimeo non è il nome del figlio di Timeo (come a dire, il figlio di Timeo che si chiama Bartimeo) ma è “il figlio di Timeo” ripetuto in aramaico. Come se Mc dicesse: Michele, Michel, Michael: sì d’accordo, ma è sempre la stessa persona! Quindi per due volte Mc ripete “il figlio di Timeo”. Ma perché questa ripetizione inutile?

Gesù nella sinagoga di Nazaret aveva detto che nessun profeta è accetto in patria ma è disonorato, disprezzato (Mc 6,4: “Un profeta non è disprezzato (atimos=disprezzato; stessa parola di Timeo) che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua”). Timeo (da timao) significa onore. Quindi Gesù è il Non-onore (a-timos) mentre quest’uomo è l’Onore (timos).

E perché ripete due volte “figlio di Timeo”? Perché come Mt nel cieco, Mc intende raffigurare i due discepoli Giacomo e Giovanni (vangelo di domenica scorsa) che, accecati dalla loro ambizione (“Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non sentite”, Mc 8,18) e dalla loro vanità, avevano chiesto a Gesù i posti più importanti. Quindi in questo cieco sono rappresentati i due discepoli del brano precedente.

FIGLIO=nella cultura ebraica non indica chi nasce dal Padre ma colui che gli assomiglia nel comportamento.

Allora: “Figlio di Timeo” è l’uomo onorato, colui che ambisce ad esser apprezzato dalla gente, mentre Gesù è disprezzato.