Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 17 novembre 2019
Dal Vangelo secondo Luca 21,5-19

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

                                                                                                     Risultati immagini per Luca 21,5-19

 

 

21,5MENTRE ALCUNI PARLAVANO DEL TEMPIO, CHE ERA ORNATO DI BELLE PIETRE E DI DONI VOTIVI, DISSE:

Il tempio di Gerusalemme, iniziato da Erode il Grande, era una delle magnificenze dell’epoca, uno splendore di ricchezze, di lusso, uno dei posti sacri più belli dell’antichità.

 

6«VERRANNO GIORNI NEI QUALI, DI QUELLO CHE VEDETE, NON SARÀ LASCIATA PIETRA SU PIETRA CHE NON SARÀ DISTRUTTA».

È quello che avverrà nel 70 d.C. dove i Romani distruggeranno completamente il Tempio lasciando solo il famoso Muro del pianto.

A noi sembra un monito negativo, nefasto: “Oddio, che dramma! Il Tempio che viene distrutto”. Ma per Gesù questo è una benedizione: “Finalmente! Per fortuna! Chissà che arrivi presto!”. Perché? Gesù aveva dichiarato il tempio una spelonca di ladri, un tempio dove Dio era diventato una sanguisuga, che anziché comunicare la vita ai suoi fedeli, gliela toglieva (come nell’episodio precedente della vedova che viene dissanguata per mantenere in vita il Dio che la sfrutta).

Dio, nell’Antico Testamento, nella Legge, aveva previsto che con i proventi del tempio si mantenessero proprio le categorie più deboli, rappresentate dalla vedova. Quindi la vedova (Lc 21,1-5), per non morire, avrebbe dovuto essere mantenuta dal tempio. Invece era lei che moriva per mantenere il tempio! L’istituzione religiosa (il Tempio) aveva deturpato, deformato il volto: il Dio del Tempio, invece di dare la vita alle persone, la toglieva. Un Dio che toglie la vita, che parla di sacrificio, di umiliazione, di dissanguarsi, di “morire per gli altri”, ecc., non è il Dio di Gesù.

Quindi qui Gesù dice: “Tranquilli, anche se sembra impossibile, questo Dio del Tempio che sfrutta le persone, che incute paura, verrà distrutto. Lo so che sembra impossibile, vista la forza del Tempio, ma tutto ciò che si oppone all’uomo si oppone a Dio e nel tempo verrà distrutto”. Per questo le parole sono di incoraggiamento per i discepoli: “Tranquilli, questo Falso Dio finirà”.

 

7GLI DOMANDARONO: «MAESTRO, QUANDO DUNQUE ACCADRANNO QUESTE COSE E QUALE SARÀ IL SEGNO, QUANDO ESSE STARANNO PER ACCADERE?».

Chi lo ascolta non sembra sbalordito ma quasi eccitato da ciò che sente. La loro reazione infatti non denota spavento ma interesse. Perché questa reazione per noi strana?

 

Per capire questo vangelo bisogna rifarsi alla storia di Israele avvenuta ben sette secoli prima. Infatti Sennacherib, il terribile re di Assiria, dopo aver devastato 46 città d’Israele, cinse d'assedio pure Gerusalemme.

La situazione è questa: Sennacherib ha assediato la città. È la notte finale, la notte prima dell’ingresso degli assedianti a Gerusalemme. Tutta Gerusalemme pensa che sia la fine. Ma sorpresa: al mattino gli occupanti non ci sono più. Sennacherib aveva tolto le tende. In 2 Re 19,35: l’azione di Sennacherib venne interpretata come distruzione dell’angelo del Signore che avrebbe colpito 185.000 soldati di Sennacherib.

Forse, in realtà, il re d’Israele Ezechia pagò un forte tributo per salvare Gerusalemme. Questo fatto aveva dato luogo alla certezza, alla speranza, che nel momento di maggior pericolo per Gerusalemme, Dio sarebbe intervenuto. Gerusalemme, si pensava, non sarebbe mai stata fatta cadere nelle mani dei nemici perché Dio stesso l’avrebbe protetta. Perciò il Sal 46,6 dice così: “Dio sta in essa: non potrà vacillare; la soccorrerà Dio prima del mattino”.

Per cui quando Gerusalemme, di nuovo, si fosse trovata in massimo pericolo, Dio sarebbe intervenuto salvandola. Loro pensano, infatti, che nel momento di massimo pericolo, come già era successo, e come erano certi che sarebbe riaccaduto, Dio sarebbe intervenuto a salvare Gerusalemme. Adesso capiamo il perché: quando il tempio sarà per esser distrutto – pensavano – vedremo la Potenza di Dio intervenire. Quindi ben vengano questi giorni!

 

8RISPOSE: «BADATE DI NON LASCIARVI INGANNARE. MOLTI INFATTI VERRANNO NEL MIO NOME DICENDO: “SONO IO”, E: “IL TEMPO È VICINO”. NON ANDATE DIETRO A LORO!

Qui Gesù, però, delude i suoi discepoli. Gesù, infatti, non è venuto a restaurare, a cambiare, a migliorare il regno di Israele, ma è venuto per abolirlo e instaurare il regno di Dio. Ecco il crollo del primo pilastro: il Dio dell’A.T., della paura e del Tempio.