Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 12 settembre 2021

Dal vangelo secondo Marco 8, 27-35

8,27Poi Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». 28Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti». 29Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». 30E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.

31E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. 32Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. 33Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».

34Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 35Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà.

Parola del Signore

                                                                                     Mc 8,27-35) Tu sei il Cristo… Il Figlio dell'uomo deve molto soffrire. |  manuroma86 IO E UN PO' DI BRICIOLE DI VANGELO 

 

Siamo nella seconda parte del vangelo di Mc e questa parte è caratterizzata dal cammino che Gesù intraprende con i suoi discepoli verso Gerusalemme. Dal vangelo di oggi (Mc 8,27) in poi, tutto il vangelo è incentrato su questa strada, su quel cammino, che Gesù sta percorrendo per andare fino a Gerusalemme dove lo attende il rifiuto e la morte.

In questa seconda parte per tre volte (oggi è la prima) Gesù farà l’annuncio della passione del Figlio dell’uomo (Mc 8,31-33; 9,30-32; 10, 32-34): a Gerusalemme non lo attende la gloria, come pensavano i discepoli, dovrà soffrire da parte dei sommi sacerdoti, degli anziani e sarà consegnato nelle mani degli uomini.

Per tre volte Gesù farà questo annuncio e per tre volte ci sarà il rifiuto, un atteggiamento ostinato, contrario, da parte dei discepoli. I discepoli non possono accettare un Gesù così. Loro hanno il “loro” Gesù in testa e non riescono proprio a vedere chi è Gesù.

E per tre volte ci sarà la condizione che Gesù ricorda ai suoi seguaci se vogliono essere con lui: la gloria del Figlio dell’uomo avviene attraverso il dono di sé e non mediante la ricerca del potere o l’uso della forza, del dominio.

 

27 Poi Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?».

GESU’ PARTI’=verso dove? Verso Gerusalemme. Gesù non va a Gerusalemme così per caso, per coincidenza, perché è costretto ad andare, ma perché è la sua missione. Nei vangeli si vede benissimo come Gesù voglia e non possa non andare a Gerusalemme. Certo che avrebbe potuto non andarci e forse, facendo così neppure sarebbe morto (finché Gesù predicava lontano non era un grande problema) ma avrebbe tradito la sua missione.

CON I SUOI DISCEPOLI=poiché i discepoli non hanno ancora capito chi è Gesù, Gesù li porta in territorio pagano lontano dall’influsso nazionalista del giudaismo imperniato sul Messia, figlio di Davide.

CESAREA DI FILIPPO=si trova in territorio pagano a nord della Galilea. Il cammino di Dio non parte da Gerusalemme, ma da un territorio pagano va verso Gerusalemme. Sarà un “pagano”, Gesù, a convertire i “religiosi” ebrei. Gesù però non si fermerà a Cesarea ma proseguirà verso Gerusalemme.

GLI UOMINI, CHI DICONO CHE IO SIA?=anthropoi=uomini (non gente). Per gli “uomini” s’intendono quanti non appartengono al gruppo di Gesù, quelli che non lo seguono (in genere ha un senso negativo).

 

28 Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti».

Qui si riprende esattamente quello che si dice in Mc 6,14-16: “Il re Erode sentì parlare di Gesù, perché il suo nome era diventato famoso. Si diceva: “Giovanni il Battista è risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi”. Altri invece dicevano: “È Elia”. Altri ancora dicevano: “È un profeta, come uno dei profeti”. Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: “Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto!”. ”.

Tutti, Erode, gente, folla, discepoli, capiscono che in Gesù c’è qualcosa di grande ma non riescono a capire cosa. Il problema è che Gesù porta qualcosa di nuovo (vangelo=buona nuova), di originale e loro si riferiscono sempre a ciò che sanno, al passato, per questo Gesù li sconcerta e non lo possono capire.

In queste risposte, infatti, Gesù viene identificato con tutti personaggi del passato o comunque in linea con la tradizione.

GIOVANNI IL BATTISTA=si credeva, infatti, che i martiri sarebbero subito risorti (Mc 6,14: “Si diceva: Giovanni Battista è risorto dai morti”; 14,2).

ELIA=la sua venuta era attesa per preparare la strada al Messia (Mal 3,23: “Io invierò il profeta Elia prima che giunga il giorno di Yahwè”).

UNO DEI PROFETI=sono i profeti continuatori di Mosè promessi per i tempi messianici (Dt 18,15: “Yahwè tuo Dio susciterà per te, in mezzo a te, fra i tuoi fratelli, un profeta pari a me; a lui darete ascolto”).

 

29 Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo».

MA VOI CHI DITE CHE IO SIA?=la seconda domanda è rivolta direttamente ai discepoli che seguono Gesù. Loro hanno visto la sua originalità, hanno visto i miracoli, hanno partecipato alla distribuzione dei pani, forse, loro hanno capito qualcosa in più. O così almeno sperava Gesù!

IL PIETRO GLI RISPOSE=lett. è “il Pietro”. Già noi sappiamo che ogni volta che troviamo Pietro ci dobbiamo preparare ad un rifiuto o ad una ostilità verso Gesù (Simon Pietro indica il dubbioso: un po’ ci crede e un po’ no; Simone indica l’uomo che crede e ha fede). Ma l’articolo “il Pietro” è un ulteriore rafforzativo in senso negativo: quindi qui Pietro è davvero ottuso, totalmente chiuso nelle sue idee preconcette e nei suoi pregiudizi.

TU SEI IL CRISTO=christos in greco vuol dire unto e unto in ebraico si diceva Messia. Messia e Cristo sono la stessa cosa e vogliono dire l’unto, il consacrato.

IL CRISTO=mettendoci l’articolo Pietro non indica “un” Messia ma “il” Messia, proprio quello che si aspettavano. E chi era il Messia aspettato? Il figlio di Davide che doveva agire per la liberazione di Israele.

D’altronde lo sappiamo anche noi: la presenza o l’assenza dell’articolo è importante. Se io dico: “E’ passato un prete” (vuol dire che ne è passato uno: magari neppure si sa il nome) è diverso da dire: “E’ passato il prete” (quello lì che tutti conosciamo).