Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 9 febbraio 2020
Dal Vangelo 5,13-16 secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

                                                                                        Risultato immagini per matteo 5,13-16

 

 

Questo vangelo segue quello delle beatitudini, che abbiamo sentito domenica scorsa. Sono due vangeli collegati: essere sale e luce vuol dire vivere secondo le Beatitudini. Se si vive così, allora si è sale della terra e luce del mondo.

 

13 VOI SIETE IL SALE DELLA TERRA; MA SE IL SALE PERDE IL SAPORE, CON CHE COSA LO SI RENDERÀ SALATO? A NULL’ALTRO SERVE CHE AD ESSERE GETTATO VIA E CALPESTATO DALLA GENTE.

VOI SIETE =innanzitutto i due verbi “siete il sale, siete la luce”, non sono degli imperativi (“dovete essere”) ma degli indicativi: indicano cioè una condizione che è già in noi, che è già presente. Tu puoi vivere così, è nelle tue possibilità, è in tuo potere. Tu sei questo, vivi così.

IL SALE DELLA TERRA=vi è mai capitato di far la pasta e di dimenticarvi il sale? Si sente subito! Il sale non si vede, ma se manca lo senti subito. Il testo rafforza l’immagine affermando che il sale si trova nella terra. Si potrebbe pensare al concime e in questo caso il sale diventa “aiuto” per le piante. D’altra parte il sale veniva usato anche in negativo per la terra: quando Cartagine fu distrutta nel 146 a.C., sulle sue rovine si dice che fu sparso proprio del sale perché non risorgesse.

In ogni caso si capisce l’intento: è qualcosa di nascosto; è dentro ma non lo vedi. Gesù userà altre immagini così: ad esempio il lievito. C’è, fermenta, ma tu non lo vedi.

In questo senso allora “essere sale” vuol dire: “Le Beatitudini sono un modo di vivere e soprattutto un modo d’essere, che non si vede fuori (come il sale) ma che ti cambia la vita, che ti fa felice, che dà sapore, significato, bellezza, gioia a tutte le tue giornate”.

 

Ma cos’era a quel tempo il sale? Solamente così potremo scoprire il senso sulle labbra di Gesù di quest’affermazione. Qual è, quindi, il significato di questo sale? Da sempre nell’antichità il sale aveva il significato di quell’ingrediente, di quella cosa, di quella sostanza che conservava gli alimenti. Non c’erano i frigoriferi una volta: così gli alimenti si mettevano sotto sale e questo permetteva la loro conservazione.

Da questo fatto di conservare gli alimenti, il sale passò a rappresentare quello che rende vero e valido, “che conserva, garantisce” un’alleanza. Per esempio su di un documento, per affermare la sua validità, si spargeva sopra del sale.

Questo sale è diventato allora il segno della fedeltà tra Dio e il suo popolo. Il Levitico ad esempio: “Non lascerai mancare il sale (cioè la fedeltà) dell’Alleanza del tuo Dio” (Lv 2,13). Quindi il sale è quella cosa che rende valida e continua l’alleanza tra Dio e il suo popolo.

Gesù nelle beatitudini ha proclamato la nuova alleanza tra Dio e il suo popolo, ebbene quelli che la accolgono, i discepoli, devono essere con il loro atteggiamento, con la loro vita, i garanti di tutto questo. Allora: chi vive le beatitudini, una vita vissuta così, è garante, “sale”, segno di come si può vivere. Quando vivete così voi siete i continuatori certi, sicuri, affidabili, del mio messaggio (il regno).