Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 28 agosto 2022

Dal vangelo secondo Luca 14, 1. 7-14

14,1Un sabato si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.

2Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa. 3Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no guarire di sabato?». 4Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò. 5Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?». 6E non potevano rispondere nulla a queste parole (la liturgia taglia questo episodio).

7Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: 8«Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, 9e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cédigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. 10Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. 11Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».

Parola del Signore

 

Ci troviamo nel capitolo 14 di Lc e Gesù entra in casa di uno dei capi dei farisei. Questa non è la prima volta che va a pranzo da farisei e scribi.

C’era già andato in Lc 7,36-50 con lo scandalo della peccatrice che piange, versa l’olio e bacia i suoi piedi. I farisei sono scandalizzati e disgustati da ciò che vedono.

C’era già andato in Lc 11,37-54 dicendo loro: “Stolti!, che purificate l’esterno e dentro siete pieni di rapina e iniquità… falsi… guai a voi…”. E dopo ciò i farisei cercarono di ucciderlo.

Oggi è di nuovo in casa di un altro fariseo per pranzare. Ma chi glielo fa fare? Gesù è un uomo libero. Non si lascia fermare dal pregiudizio e dal clima di ostilità. Ha qualcosa da dire a loro, a loro che si sentono i bravi, i buoni, i giusti, loro che si credono già nel regno con i posti garantiti.

E ci va, anche se sa che non sarà ben accolto.

 

E’ sabato (Lc 14,1) ed è probabile che si riferisca ad un fatto realmente accaduto. Di sabato, infatti, dopo essere stati nella sinagoga a pregare, verso mezzogiorno si faceva un pranzo invitando il rabbì o il predicatore.

Se c’è un capo dei farisei (14,1) vuol dire che c’è una persona importante e quindi capiamo quello che poi succede.

Dobbiamo ricordarci inoltre che “mangiare pane” significa sì mangiare il pane di farina, ma anche ricevere un insegnamento. L’evangelista gioca su questa ambivalenza del pranzo e dell’insegnamento che Gesù vuole dare.

 

Dopo il primo versetto c’è un brano (Lc 14,2-6) che noi non abbiamo letto in cui viene guarito un idropico. L’idropsia era una malattia che dava dei gonfiori, soprattutto al ventre perché i liquidi non si assimilavano e la persona diventava una specie di botte, gonfio (idropico=persona gonfia).

Secondo i rabbini, le malattie erano sempre punizioni per i peccati commessi. La mentalità era: “Ti sei comportato male, ti mando una malattia, così la prossima volta impari. Forse non impari perché creperai però magari imparano i tuoi figli”. Una pedagogia decisamente molto radicale.

Per dare un qualche sollievo a questi malati si pungeva il corpo per far uscire questi liquidi. Solo che in giorno di sabato queste cose non si potevano fare. Gesù, però, nonostante il parere contrario, lo guarisce: “Chi di voi, se un asino o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori in giorno di sabato?”. Il bue e l’asino sì e una persona no? Gesù se ne infischia delle regole religiose stupide e lo guarisce.

Ma la domanda è: “Perché Lc inserisce questo episodio tra il pranzo e le parabole del vangelo di oggi?”. Non è certamente un caso se lo mette incastonato dentro questo racconto dell’idropico.

Il personaggio non ha nome: noi sappiamo che può riguardare allora ciascuno di noi. Chi sono allora questi personaggi pieni (di sé), gonfi, grossi come dei palloni (gonfiati)?

E’ chiaro che sono i farisei pieni di sé, boriosi, che si gonfiano di onori e di prestigio. E se l’uomo pieno di acqua è guarito, quegli uomini pieni di se stessi non guariranno.

E’ la storia della rana e del bue. C’è una rana che vede un bue. Allora si gonfia per essere come il bue. “Sono come il bue?”, chiede alle altre rane. “Ma neanche per sogno!”. Allora si gonfia di più: “E adesso?”. “Non se ne parla neanche!”. Allora si gonfia ancor di più: “E ora?”. “Ma neanche lontanamente!”. Allora prende tutta la sua forza e si gonfia all’inverosimile… e scoppia!!!