Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 04 aprile 2021 Santa Pasqua

Dal vangelo secondo Marco 16, 1-8

16,1Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono unguenti aromatici per andare a ungerlo. 2Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. 3Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». 4Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. 5Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. 6Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. 7Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”». 8Esse uscirono e fuggirono via dal sepolcro, perché erano piene di spavento e di stupore. E non dissero niente a nessuno, perché erano impaurite.

Parola del Signore

                                                                                                  Meditazioni sul Vangelo - Marco Pedron

 

  1. Intanto grazie di essere qui stasera: se siete qui allora c’è ancora speranza per il mondo. Io conosco alcuni di voi ma non vi conosco tutti. Ma io so alcune cose di tutti voi: 1. voi avete una luce dentro che vi ha spinto qui; 2. quelli vicini vi dicono che siete un po’ “strani”, diversi e volte anche vi criticano; 3. il mondo ha bisogno di voi perché se siete qui vuol dire che voi non vi accontentate, che siete in ricerca, che avete bisogno di alimentare, di nutrire la fiamma che c’è dentro di voi.

Per questo c’è speranza: perché ci siete voi; siate consapevoli di quanto voi siete importanti. Voi potevate stare a casa con i parenti a mangiare o andare al cinema a vedere un bel film o in qualche pub a bere una birra, ecc.: invece, siete qui. Se siete qui vuol dire che tutto ciò che ha a che fare con qualcosa che chiamiamo “anima”, interiorità, luce, vi riguarda, vi interessa, ne sentite l’importanza. E chi ha un’anima, anima il mondo.

Perché l’anima è quel posto dove possiamo incontrarci: infatti, ciascuna delle vostre anime fa parte di qualcosa di più grande che è l’Anima del Mondo. Perché l’anima può “sentire” l’altro. Meritate un applauso.

 

  1. Spero che questa sera tutti voi possiate emozionarvi, sentire scorrere in voi un po’ di più l’amore. Perché uscendo da qui vorrei che voi tutti diceste: “Devo fare qualcosa per questo mondo”. Per questo vi racconto questa storia. Questa è una storia vera.

 

E’ la storia della nascita di due bambine gemelle nate prematuramente con sette settimane d’anticipo. Negli Usa c’è un protocollo, una pratica medica, per cui quando i neonati nascono prematuri       vengono separati. Potete immaginare cosa voglia dire vivere nell’utero della mamma con un altro essere umano, il gemello, e sentire il pulsare cardiaco non solo della madre ma anche del gemello e tutto ad un tratto si viene strappati da quell’ambiente. Per cui un gemello viene messo in un'incubatrice e un altro in un altra, con luci abbaglianti, in stanza diverse.

Una di queste due stava morendo, decresceva, giorno dopo giorno. Un’infermiera che a quel tempo lavorava in quell’ospedale si è detta: “Devo fare qualcosa!”. E si disse: “Violerò il protocollo, violerò la regola”, per cui ha preso questa neonata che stava morendo e l’ha portata nell’unità intensiva della sorella, cioè ha messo la gemella più debole nella stessa incubatrice della gemella più vigorosa.

A questo punto la storia diventa incredibile perché immediatamente la sorella più forte con il braccio ha circondato le spalle della sorellina e immediatamente, e nell’esatto istante in cui l’ha fatto, gli indicatori di vitalità della sorella si sono stabilizzati e gradualmente è tornata a fortificarsi e tutte e due sono sopravvissute.