Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 19 gennaio 2020 
Dal Vangelo secondo Giovanni 1,29-34

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

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29 IL GIORNO DOPO, VEDENDO GESÙ VENIRE VERSO DI LUI, DISSE: «ECCO L’AGNELLO DI DIO, COLUI CHE TOGLIE IL PECCATO DEL MONDO!

IL GIORNO DOPO=qui in Gv 1,29 si dice il “giorno dopo” (quindi questo è il secondo giorno): cos’è successo il giorno prima? E’ successo che Giovanni Battista ha espressamente detto a tutti che Lui non è il Messia, che Lui non è lo sposo (“io non sono degno di sciogliere il legaccio del sandalo”=colui che scioglie il sandalo è lo sposo legittimo nel rito del Levirato).

Poi in Gv 1,35 si parla di un terzo giorno quando si dice: “Il giorno dopo”. Poi c’è in Gv 1,43 un quarto giorno: “Il giorno dopo”. E poi, infine, si chiude la settimana: “Tre giorni dopo” (Gv 2,1), quindi sette giorni.

Ma cos’era accaduto in sette giorni? La Creazione del mondo (Gen 1). Allora Gv, dopo il prologo, annuncia la Nuova Creazione del mondo. E la nuova creazione è un matrimonio tra Dio (lo sposo di Cana) e l’umanità (la sposa). In questa nuova creazione, non più come nella prima (le 6 giare di pietra per la purificazione), il vino (l’amore) non finirà mai e sarà sempre abbondante.

La prima creazione stabiliva che cosa l’uomo doveva fare per Dio: sacrifici, preghiere, digiuni, Dieci Comandamenti, ecc. La direzione era dall’uomo a Dio. La seconda e definitiva creazione stabilisce che cosa Dio fa per l’uomo: lo ama sempre (tempo) e del tutto (spazio).

 

VEDENDO GESÙ VENIRE VERSO DI LUI=non si tratta tanto di un dato storico: infatti, perché il giorno prima il Battista non annuncia chiaramente che Gesù è il Messia? Qui si manifesta una verità teologica: c’è stato un tempo in cui neppure il Battista sapeva chi era il Messia (non sapeva che era Gesù!) e un tempo in cui “ha visto” chiaramente che il Messia era Gesù.

 

ECCO L’AGNELLO DI DIO=per spiegare quest’immagine dobbiamo capire che era un’immagine, a quel tempo, con significati molto diversi e per questo è stata interpretata in svariati e anche opposti modi.

Come faccio sapere qual è il modo di interpretazione esatto, quello che aveva in testa l’Evangelista? Devo guardare a tutto il vangelo e qui trovo che ritorna sempre l’immagine pasquale e non le altre! Ecco l’immagine di riferimento dell’evangelista.

Ma guardiamo le varie simbologie.

 

  1. Gli ebrei, ad esempio, erano un popolo nomade, allevatori di bestiame; conoscevano bene agnelli, pecore e caproni tanto da avere un Salmo che dice: “Il Signore è il mio pastore” (Sal 22).

 

  1. Poi gli ebrei conoscevano il capro espiatorio: c’era un giorno, il giorno dell’Espiazione (Yom Kippur), in cui veniva preso un capro e sul quale venivano caricate simbolicamente tutte le colpe del popolo. Poi veniva mandato a morire nel deserto. Da questo fatto è nata l’espressione “il capro espiatorio”: la persona che prende su di sé tutte le colpe degli altri, le colpe non sue.

Ricordo un nostro compagno di scuola, veramente discolo e vivace. Ogni volta che succedeva qualcosa le professoresse dicevano: “Antonio sei stato tu, vero?”. Cioè: “Non ti abbiamo visto ma sappiamo che sei stato tu”. Qualche volta capitava pure che lui non centrasse, ma per le professoresse era sempre colpa sua e veniva punito ogni volta. E questo rinforzava il suo atteggiamento: “Io me le prendo anche quando non c’entro niente. Tanto vale farle!”.

Il capro espiatorio è una forma primitiva per liberarsi dalle proprie colpe. Tutti i popoli in ogni tempo hanno fatto i sacrifici per liberarsi dalle proprie colpe. Sacrifico qualcosa di caro, d’importante, perché Dio abbia misericordia e perdoni i miei errori e sbagli. Dio è pericoloso; io ho fatto qualcosa che non gli piace; e mi tolgo qualcosa di caro, sacrifico qualcosa di importante per chiedergli scusa e perdono. Ma che Dio è un Dio così? Come fa a dirsi “Amore” un Dio così? Un Dio così è una sanguisuga!