Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 29 agosto 2021

Dal vangelo secondo Marco 7, 1-23

7,1Si riunirono attorno a lui i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. 2Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate 3– i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi 4e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, 5quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».

6Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. 7Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini.

8Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». 9E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. 10Mosè infatti disse: Onora tuo padre e tua madre, e: Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte. 11Voi invece dite: “Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio”, 12non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. 13Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».

14Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! 15Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». [16].

17Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. 18E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, 19perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti. 20E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. 21Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, 22adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. 23Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

Parola del Signore

 

                                                                                                                    

Farisei e soprattutto scribi sono persone intelligenti: erano già venuti da Gerusalemme (Mc 3) da Gesù e non potendo negare che Gesù guarisce (lo fa!; è sotto gli occhi di tutti!; tutti lo vedono!) dissero: “Sì, lo fa ma in nome di Beelzebul (divinità demoniaca fenicia), il capo dei demoni”. E Gesù risponderà che tutti i peccati sono perdonabili ma non quello contro lo Spirito Santo. Cioè? E’ il peccato di “cambiare il bene in male e il male in bene” per difendere i propri interessi (cosa che facevano gli scribi).

Adesso farisei e scribi ritornano e pongono un altro problema molto ridicolo: ma è ridicolo per chi è libero perché per chi è soggiogato dalla paura di Dio non lo è affatto! Non pongono domande sull’uomo, sull’amore vero, sulla libertà. Ma chiedono regolette banali: “Si può mangiare prima di andare all’eucarestia? E se ho fatto un peccato? E se baglio paramento? E se ho già fatto la Comunione?”.

 

7,1Si riunirono attorno a lui i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.

ALLORA SI RIUNIRONO=sin-ago (da cui anche sinagoga)=riunirsi. Si riuniscono proprio per ciò che succede prima: Gesù predica, guarisce e ha successo (mentre loro no!) e cercano motivi per screditarlo, per condannarlo, per metterlo in cattiva luce. Il loro riunirsi è molto ben motivato!

Qual è in sostanza la loro motivazione?: “Tu non fai come fanno tutti; tu non fai come dicono le regole; tu non fai come facciamo noi; tu non rispetti la tradizione”.

I FARISEI=lett. “separato”. I farisei si separavano dalla gente per raggiungere Dio con un sistema di vita complicatissimo. Osservavano ben 613 precetti nella vita normale che li rendeva distanti dalla gente. Pensavano di incontrare Dio separandosi dalla gente, in realtà, si separavano da Dio.

Prima di questo vangelo Gesù si è preso cura del bisogno delle persone con la condivisione dei pani (Mc 6,30-44). Ogniqualvolta che Gesù libera le persone, che si prende cura dei bisogni delle persone, i farisei scattano subito. Perché? Sono in allarme perché nonostante tutta la loro campagna contro Gesù, Gesù ha un seguito incredibile di gente.

ALCUNI SCRIBI=gli scribi, invece, erano la Santa Sede del tempo. Scribi non vuol dire coloro che scrivono ma erano ma il magistero infallibile, infatti, erano teologi ordinati (passavano tutta la vita solamente per lo studio della Bibbia e venivano ordinati a 40 anni), la cui parola aveva lo stesso valore della parola di Dio, quindi gente importante. L’importanza dello scriba era più di quella del re e di quella del sommo sacerdote; tra l’opinione dello scriba e la Bibbia, aveva maggior credito lo scriba!

VENUTI DA GERUSALEMME=Mc, ci dice che questi qui non sono mica scribi di quarta serie, ma di prima classe, addirittura da Gerusalemme.

 

2Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate

AVENDO VISTO CHE… MANI IMPURE=è un grande problema! A volte, le grandi questioni religiose sono davvero ridicole, solo che se ne accorge soltanto chi sta al di fuori della religione.

Qual è il problema? I discepoli di Gesù prendono il pane senza lavarsi le mani: non è una questione igienica ma un rituale ben preciso che veniva severamente punito se non effettuato.

Il rituale era ben preciso e prevedeva quanta acqua utilizzare (86 cl); non doveva essere utilizzata per altri scopi; la quantità precisa per braccio; l’acqua dev’essere versata dalla stessa persona (non è che uno andava alla sorgente e si lavava: no!); non ci dovevano esser anelli od oggetti vari; l’acqua doveva scendere fino al gomito; l’anfora ha due manici così posso lavarmi l’altra mano utilizzando il manico non toccato prima con la mano “impura”; bisognava pronunciare una benedizione: “Benedetto colui che ci ha santificato con i suoi precetti e ci ha comandato l’abluzione delle mani”, ecc. Questo rito era talmente importante che per la sua pubblica e ostentata trasgressione era prevista nientemeno che la pena di morte.

Lavarsi le mani prima di mangiare è una cosa buona, lo facciamo anche noi. Ma capite che qui si parla di tutt’altro! Perché i discepoli di Gesù non si lavavano le mani? Perché Gesù li ha contaminati con la sua libertà: “Non è questa l’impurità. L’impurità o ce l’hai dentro o non c’è!”.

 

Questa cosa a noi sembra di poca importanza ma non lo è! Quando Gesù distribuisce il pane (nella condivisione-moltiplicazione dei pani) non chiede alla folla di purificarsi. Purificarsi avrebbe voluto dire: “Dio viene da te se tu sei puro”. Ma è il contrario: è quel pane, è Dio, che fa pure le persone. Quindi non è la dignità che permette la Comunione ma la Comunione che ti restituisce la dignità.