Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 04 settembre 2022

Dal Vangelo secondo Luca 14, 25-33

14,25Una folla numerosa andava con lui. Egli si voltò e disse loro: 26«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. 27Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.

28Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? 29Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, 30dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”. 31Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? 32Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. 33Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.

34Buona cosa è il sale, ma se anche il sale perde il sapore, con che cosa verrà salato? 35Non serve né per la terra né per il concime e così lo buttano via. Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti».

Parola del Signore

 

 

 

14,25UNA FOLLA NUMEROSA ANDAVA CON LUI.

UNA FOLLA NUMEROSA ANDAVA CON LUI.

Gesù prosegue il suo cammino verso Gerusalemme. C’è molta gente con lui: è normale perché quando una persona parla al tuo cuore, il cuore sussulta, il cuore sente ciò che lo fa vivere ed è normale che ci si entusiasmi per ciò che fa vivere. Allora: molti sono entusiasti e gli vanno dietro. Ma essere entusiasti e seguire Gesù sono due cose molto, molto, molto diverse. Perché seguire Gesù è trarre le conclusioni, operare le scelte, mettersi in gioco, andare là dove bisogna andare.

Soprattutto questa gente pensa che Gesù sia il glorioso Messia, il Figlio di Davide, che va a restaurare il defunto regno di Israele e non comprendono che Gesù è il figlio di Dio, quello che non va a togliere il potere, ma a donare la propria vita a Gerusalemme.

 

EGLI SI VOLTÒ E DISSE LORO:

SI VOLTÒ=strafeis. Strefo indica sia il voltarsi indietro che il guardare in un’altra direzione.

Cosa succede? Gesù è fisso verso la sua direzione, il suo obiettivo (andare a Gerusalemme (9,51)), e quelli che lo seguono iniziano a mugugnare, a brontolare, hanno di che dire: “Ma è difficile!; ma ci chiede tanto; ma perché bisogna essere così radicali”. Allora Gesù per un attimo lascia il suo obiettivo, la sua direzione, si gira, li guarda in faccia e mette le cose in chiaro: “Volete essere vivi davvero? Volete seguirmi? Siate liberi!”. Non c’è altra possibilità.

 

1. Quando hai un obiettivo, perseguilo con tutto te stesso

Le obiezioni di quelli che lo seguono, se Gesù le seguisse, lo fermerebbero. Cosa sarebbe successo se Gesù avesse creduto a quelli che dicevano: “Bello, ma difficile; non è per noi; impossibile; non vale la pena di abbassare un po’ il tiro?; ma chi te lo fa fare?; ma chi ti credi?”. Se credi in qualcosa, non farti deviare da niente: vai deciso per la tua strada e perseguila.

1938: un certo Soichiro Honda, andava ancora a scuola, vendette tutto (perfino i gioielli di sua moglie) perché gli venne l’idea di creare un anello elastico e di venderlo alla Toyota. Quando la sua idea si realizzò, la Toyota rifiutò la sua proposta. E dovette, con vergogna di tutti, ritornare a scuola. Ma lui continuò e due anni dopo la Toyota gli chiese i suoi anelli elastici. Aveva l’idea, l’aveva creata, ma non aveva la fabbrica per costruirla. Il governo giapponese, che stava per entrare in guerra, rifiutò il cemento armato per la sua fabbrica.

Si rinuncia? Con la sua equipe inventò lui stesso un nuovo cemento armato e si costruì la fabbrica. Durante la guerra la fabbrica venne distrutta, una, due, volte. Tutto finito? Neanche per sogno! Per ricostruirla trovò le materie prime con i bidoni della benzina che i bombardieri americani scartavano. E la ricostruì. Ma un terremoto gliela rase al suolo un’altra volta. Tutti gli dicevano: “Ma lascia stare! E’ destino che non vada! Non vedi?”.

Honda non aveva più niente di niente: non aveva neppure i soldi per la benzina dell’auto. Così applicò alla sua bicicletta un motore. Quando le persone lo videro, vollero anche loro un motore da mettere alla loro bicicletta: e così nacque la famoso moto Honda.

Se qualcosa ti ha fatto vibrare il cuore, ti ha ridato vita, ti fa vivere, non lasciarlo per nessun motivo.