Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 07 ottobre 2012

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 10,2-16.

E avvicinatisi dei farisei, per metterlo alla prova, gli domandarono: «E' lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?».
Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?».
Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di rimandarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma.
Ma all'inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina;
per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola.
Sicché non sono più due, ma una sola carne.
L'uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto».
Rientrati a casa, i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo argomento. Ed egli disse:
«Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio contro di lei;
se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio».
Gli presentavano dei bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli li sgridavano.
Gesù, al vedere questo, s'indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio.
In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso».
E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva.

 

                                              

Siamo al capitolo 10 del vangelo di Marco e il versetto prima di questo vangelo dice: "La folla accorse di nuovo da Gesù e di nuovo egli l'ammaestrava, come era solito fare" (Mc 10,1).

La gente va da Gesù perché sente che le sue parole parlano al cuore, perché sente la verità di ciò che dice. Questo è pericoloso perché se la gente ascolta Gesù, se lo segue, si allontana dalla Legge. Per questo arrivano i farisei per limitarlo: dev'essere fermato subito. Un uomo che annuncia la verità è (e sarà sempre) troppo pericoloso.
Pensate a Padre Pino Puglisi, parroco di Brancaccio, quartiere controllato dalla criminalità attraverso i fratelli Graviano, capimafia legati alla famiglia del boss Leoluca Bagarella. Cerca di togliere i bambini dalla strada facendo vedere loro che il rispetto si può ottenere anche senza essere criminali, ma semplicemente proponendo le proprie idee. Parla più volte contro la mafia anche dal pulpito della chiesa. Il giorno del suo 56° compleanno viene ucciso dalla mafia.

L'uomo libero è pericoloso perché non lo puoi fermare. Lui non obbedisce a nessuno se non a Dio, lui non si fa fermare dalla paura, lui segue i suoi valori e il suo messaggio.