Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 06 maggio 2012

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 15,1-8.

«Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo.
Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto.
Voi siete già mondi, per la parola che vi ho annunziato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me.
Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.
Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato.
In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.

 

Quando sei felice...sii felice

Il vangelo di oggi e quello di domenica prossima si trovano nel capitolo 15 di Gv. Oggi il vangelo ci presenta l'immagine della vigna. Gli ebrei la conoscevano molto bene. Nell'A.T. Israele era la vigna di Dio e Dio il contadino che se ne prendeva cura (Sal 80,9-12). Ma anche nel vangelo troviamo la stessa immagine (Mt 21,33-39). Nel Cantico dei Cantici la sposa invita lo sposo nelle vigne: la vigna, allora, è il luogo dell'amore, dell'estasi, della gioia sessuale (la vigna è anche l'organo sessuale femminile). Nell'A.T. il vino dev'essere dato a chi sta per morire e a chi ha la tristezza nel cuore (Pr 31,4). A Cana quando Gesù e Maria sono ad un matrimonio, quando manca il vino la festa sembra finire. Ma, poi, ci pensa Gesù e la festa e le danze possono ricominciare perché il vino c'è ancora.

Una volta non c'erano molti piaceri accessibili alla maggior parte della gente. Per far festa la gente comune, quando poteva, aveva il vino. Vino=festa, gioia. Ma anche fino a qualche decennio fa', per far festa, si beveva del vino. Quando arrivava un ospite per dirgli: "Sono proprio contento che tu sia qui", gli si dava un bicchiere di vino.
Noi oggi abbiamo molte cose (birra, coca cola, aranciata, ecc.) e non identifichiamo più vino=festa. Ma una volta, per gli antichi era così, dire "vino, vigna" era dire "festa, piacere, felicità, ebbrezza, intensità". Il vino era il sapore e il gusto della vita.