Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 05 luglio 2020

Dal vangelo secondo Matteo 11, 25-30

11,25In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. 26Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. 27Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

28Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. 29Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. 30Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Parola del Signore

                                                                                                     Mt 11,25-30) Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le ...

 

Per capire questo breve brano del vangelo dobbiamo capire cosa succede prima. Gesù pensava di poter cambiare la religione del suo tempo, ma…

 

Il momento che Gesù vive non è facile. Dagli scribi è considerato un bestemmiatore (Mt 9,3) e meritevole della pena di morte.

I farisei hanno iniziato una campagna denigratoria nei suoi confronti. Non possono negare ciò che compie (miracoli, guarigioni) così lo accusano di stregoneria (scaccia in nome di Beelzebul; Mt 9,34); attaccano inoltre la sua reputazione (“E’ un mangione e beone”, Mt 11,19).

Ma non è tutto. Le principali città della Galilea non sembrano minimamente sfiorate dal suo insegnamento.

Prima di questo brano Gesù se la prende con Corazim e Betsaida e dice: “Se Tiro e Sidone (città pagane, nemiche storiche di Israele) avessero visto ciò che voi avete visto (i miracoli) si sarebbero già convertite” (Mt 11,20-22).

Gesù è deluso: “Con tutto quello che è successo! Con tutto quello che avete avuto la fortuna di vedere! Ma come fate a non credere? Ma quanto siete ostinati!”. Perché non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere e sordo di chi non vuol sentire.

 

Ma l’amarezza più grande di Gesù è rivolta per la sua città (Mt 9,1): Cafarnao. Lì ha compiuto i gesti più significativi di liberazione ma non è servito a nulla. Se tali cose le avesse compiute a Sodoma (città inospitale per definizione nella Bibbia, Gn 19) questa si sarebbe convertita; Cafarnao no.

Gesù è profondamente deluso e triste: “Con tutto quello che ho fatto, come fate a non credere?”.

Qui c’è il volto umano di Gesù, che, come tutti noi, non capisce e non si dà spiegazione di certi comportamenti.

Tu fai il bene, insegni ad amare, porti accoglienza e dignità dove mai è stata sperimentata, a non giudicare; tu guarisci, liberi, aiuti a ritrovare il proprio volto deturpato dalle ferite della vita, a ritrovare il senso di una strada persa o mai trovata, a ritrovare la gioia e l’emozione di vivere e poi la gente ti rifiuta, ti gira le spalle, ti accusa, ti attacca, ti si scaglia contro come il peggiore dei nemici.

E ti chiedi: “Ma cos’ho fatto di male?”. In realtà: “Niente”.

Quando ti trovi in questa situazione sei vicino al primo salto spirituale: passare dal fare ciò che fai a partire dal riconoscimento degli altri, al farlo a partire dalla tua motivazione interiore.

Un animatore dei centri estivi è stato accusato dalla gente di intascare soldi, quando lui presta servizio gratuitamente per un mese! Qui c’è il salto: o lo fai a partire da ciò che hai dentro o mandi tutti a quel paese e molli.

C’è un professionista che gratuitamente fa dei bellissimi incontri e che aiuta i genitori nella relazione con i figli ma alcuni dei suoi colleghi lo attaccano (invidia!) e lo denigrano (anche perché li fa gratuitamente!). O lo fai perché ci credi, per una motivazione tua, interna, o molli tutto!