Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 04 agosto 2019
Dal Vangelo secondo Luca  12,13-21

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

                                                                                                                             Risultati immagini per Luca  12,13-21                         

 

Gesù, nei versetti precedenti (Lc 12,1-12) sta parlando di fiducia, in Dio, nel Padre. Finché parla di tutto questo, di questi discorsi alti, profondi, viene banalmente interrotto da chi invece la fiducia la pone nel denaro. Gesù parla di sicurezza in Dio e c’è chi invece la sicurezza la pone nei suoi beni.

 

12,13Uno della folla gli disse: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità».

MAESTRO, DI’ A MIO FRATELLO=ecco la grande questione: l’eredità. “Dì”=è imperativo: è un comando, un ordine che questa persona da a Gesù!

Non c’è nulla di più grande come l’eredità per dividere le persone. L’eredità è una questione antica come il mondo, ed è causa sempre di divisioni e di dissapori, perché tanto ci sarà sempre qualcuno che si aspettava di più, che pretendeva di più, che desiderava di più. E questo causerà inimicizia e spesso dissapori che durano per sempre.

Sull’eredità Gesù la pensa diversamente da noi.

1) Se ci sono dei beni c’è ingiustizia, perché c’è accumulo. Perché se uno fosse veramente generoso, veramente amante degli altri, non accumulerebbe tanto da poter lasciare in eredità.

2) Quando lasci l’eredità pensi di fare del bene, invece, fai del male, perché creerai divisioni, là dove prima non c’erano. Darai ai tuoi discendenti un frutto avvelenato che prima o poi porterà i suoi frutti disastrosi.

3) Inoltre, per Gesù, è un voler essere presenti anche quando si è assenti: si vuole, cioè, prolungare la propria influenza anche quando si è morti! È un atto narcisistico.

4) Poiché l’eredità un correspettivo simbolico dell’amore, dell’energia vitale, quando si divide in maniera non equa, di fatto, è come dirottare più acqua di un fiume verso alcune terre e non verso altre. Le terre con meno acqua soffriranno e diventeranno aride; quelle con “acqua rubata” avranno un profondo nascosto senso di colpa da espiare.

Un uomo è venuto a parlare perché non riusciva mai a realizzare i suoi affari proprio quando questi sembravano raggiunti. Sul più bello, accadeva sempre qualcosa, per cui perdeva tutto. Sembrava non esserci motivo di questo.

Ma poi, un giorno disse: “Non riesco a godermi tutta la ricchezza che mio padre mi ha lasciato”: ecco il motivo.

Parlando era emerso che suo padre, prima di morire, aveva diviso i beni tra i tre fratelli e aveva favorito lui. Lui non aveva chiesto nulla, ma essendo il più grande, il maggiore, aveva avuto le maggiori attenzioni paterne.

Tutto funzionò bene quando – e fu difficilissimo per lui accettare di fare questa cosa – rimborsò i suoi fratelli del “di più” sottratto. Da quel giorno iniziò a raggiungere i suoi obiettivi.