Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 26 giugno 2022

Dal vangelo secondo Luca 9, 51-62

9,51Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, egli prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme 52e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. 53Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. 54Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». 55Si voltò e li rimproverò. 56E si misero in cammino verso un altro villaggio.

57Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». 58E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». 59A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». 60Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». 61Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». 62Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

Parola del Signore

 

 

 

Nell’A.T., satana è un buon diavolo, un funzionario onesto di Dio, con un compito ben preciso. Infatti “il satana” si occupa degli interessi di Dio, è un suo collaboratore e Dio lo tratta con affabilità (Gb 1,7). La sua residenza è il cielo e fa la spola verso la terra per spiare il comportamento degli uomini e poterli accusare di fronte a Dio.

Da tener presente che nell’A.T. (eccetto una volta in 1 Cr 21,1) mai satana è un nome proprio, ma appare sempre “il satana”, cioè l’accusatore. Indica, quindi, una funzione: era il pubblico ministero che denunciava le colpe dell’imputato (Zc 3,1). Quindi satana è un solerte ministro di Dio. Satana, quindi, era “l’occhio del re”, l’ispettore che doveva sorvegliare in tutto il regno per poi riferire al suo sovrano, Dio, e così premiare o castigare gli uomini.

Il Dio dell’A.T., che non è il Dio di Gesù, tant’è vero che Gesù chiamerà il “suo” Dio, Padre e mai Iahwè, è un Dio così: un padrone che ti premia se fai il bravo e ti punisce se sgarri. Dio, insomma, è un Grande Spione, è il Grande Fratello, è l’Occhio che ti vede sempre! Il Dio dell’A.T. è così: “Ti ho beccato, caro!; Pensavi di farmela!; A me nulla sfugge”.

D’altronde mia nonna mi diceva sempre: “Dio ti vede sempre e dappertutto”, ed era indice che se facevi qualcosa che a lui non piaceva, c’era sempre la telecamera pronta a videoregistrarti. Il Grande Fratello ha copiato dal Dio dell’A.T.! Gli apostoli vedono Dio così: “Se non fai come vuole lui, lui manda il suo angelo dal cielo e ti brucia, ti distrugge, ti consuma”. E, infatti…

Quindi, il satana dell’A.T. è il Signor Gossip di oggi, è lo Spione, la Spia, il Grande Fratello, il Signor Pettegolezzo, che va a dire a tutti (lì era a Dio) cosa uno fa.

 

9,51Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, egli prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme 52e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. 53Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme.

Ci troviamo nel capitolo 9 di Lc: è un capitolo di svolta per il vangelo di Lc. Gesù dalla Galilea sta andando a Gerusalemme per la Pasqua. Per arrivarci deve passare per la Samaria. Con Gesù ci sono anche i discepoli. Sono un gruppo di persone e si sa che quando si è in gruppo si ha bisogno di un minimo di organizzazione. Così Gesù invia alcuni discepoli per organizzare il pernottamento e le cibarie.

Tra samaritani e galilei i rapporti non erano idilliaci (sappiamo di alcuni scontri), ma neppure di aperta ostilità, come era invece con i giudei. Gesù quindi non si aspetta questa reazione e questo rifiuto. E’ quella sorpresa che non ti aspetti: “Non me l’aspettavo proprio”; è un colpo basso.

Perché non lo accolgono? Storicamente non sappiamo il perché. In Mt Gesù dice: “Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei samaritani” Mt 10,5). Forse era gente prevenuta, che aveva dei pregiudizi su Gesù e che lo rifiutavano a priori. Era gente a cui certe “cose” spirituali non interessavano; di certi discorsi non volevano sentirne; di cambiare, di guardarsi dentro non volevano proprio saperne. Tanto valeva non andarci.

E’ inutile insegnare a cantare ad un maiale – dice un proverbio – tu perdi tempo e lui si irrita. Con chi è prevenuto è meglio lasciare perdere. Storicamente non volevano proprio averne a che fare con Gesù: non volevano casini, problemi, difficoltà, “rotture”.

Lc rilegge il rifiuto teologicamente: Gesù viene rifiutato perché va a Gerusalemme. Rifiutare il suo viaggio a Gerusalemme (il vangelo di Lc è costruito come un viaggio di Gesù verso Gerusalemme) è rifiutarlo nella sua essenza, nel suo volto, nella sua unicità e particolarità. E’ rifiutare lo stesso Gesù.

 

54Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». 55Si voltò e li rimproverò. 56E si misero in cammino verso un altro villaggio.

I suoi discepoli reagiscono come tutti noi: “Che Dio ti fulmini! Che Dio te brusa! Mori!”.

In effetti c’erano anche dei precedenti: Elia aveva invocato dal cielo un fuoco e per ben due volte il fuoco dal cielo aveva incenerito cinquanta uomini (2 Re 1,1-18).

Cos’era successo? Acazia, re di Israele, cade da una finestra e rimane ferito, ma cade (1 Re 22) perché ha peccato. E’ ferito e manda dei messaggeri da Baal-Zebul, un dio straniero. Allora Elia, il profeta di Dio, si arrabbia e gli dice: “Dal letto in cui sei salito non scenderai, ma di certo morirai” (2 Re 1,4). I messaggeri riferiscono questo e Acazia s’arrabbia. Allora il re manda cinquanta uomini a prelevare Elia sopra un monte. Il capo con i cinquanta soldati arrivano e gli dicono: “Il re ti ordina di andare da lui!”. “Ah sì!? Il re vuole comandare a me?”. E allora Elia dice: “Se sono un uomo di Dio scenda un fuoco dal cielo e divori te e i tuoi cinquanta”. E il fuoco scende e incenerisce tutti.

Allora il re gli manda un altro capo e altri cinquanta: “Il re ti ordina di andare da lui!”. “Ah sì!? Il re vuole comandare a me?”. E allora Elia dice: “Se sono un uomo di Dio scenda un fuoco dal cielo…”. E di nuovo tutti inceneriti.

Il re ne manda altri cinquanta, ma il capo ha capito la lezione, si inginocchia e lo prega di scendere. Elia scende dal re Acazia e gli dice: “Hai peccato: da questo letto non scenderai!”. E infatti vi morì! (2 Re 1,17).

Nell’A.T. Elia dimostra la potenza di Dio. Ma Gesù non è potente nella forza. Gesù dice: “Ci hanno rifiutato. Cosa vuol dire amarli? Vuol dire accettare che non ci vogliono”. Gesù è potente nell’amore. La forza dell’amore è che non ha forza. Il potere dell’amore è che è senza potere.