Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 22 luglio 2012

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 6,30-34.

Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato.
Ed egli disse loro: «Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un pò». Era infatti molta la folla che andava e veniva e non avevano più neanche il tempo di mangiare.
Allora partirono sulla barca verso un luogo solitario, in disparte.
Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città cominciarono ad accorrere là a piedi e li precedettero.
Sbarcando, vide molta folla e si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

                                             

 

Il vangelo di oggi è la continuazione di quello di domenica scorsa. Domenica Gesù mandava gli apostoli; oggi gli apostoli ritornano e riferiscono a Gesù tutto quello che hanno fatto e ciò che è successo. Gesù è all’inizio e Gesù è al termine del loro viaggio. Sono partiti da Gesù, sono stati mandati da Lui e adesso a Lui ritornano. Lui è il loro centro. Lui è il loro riferimento.

Ma perché tornano da Gesù? 1. Innanzitutto per verificarsi. Verificarsi, vuol dire fare verità. Ci si verifica non per darsi un giudizio - non serve a niente stabilire se si è bravi o no (bravi o no per chi?) - ma per vedere se ciò che si vive è proprio ciò che si vuole, è ciò che fa bene per noi, è ciò che vogliamo.

Avete presente la revisione dell’auto? Ogni tanto la si porta in carrozzeria per vedere che tutto funzioni bene e che non ci siano problemi. Verificarsi è un po’ la stessa cosa: tutto funziona bene? Tutto funziona secondo il ritmo del mio cuore?
E’ importante lavorare, ma ogni tanto mi devo chiedere: “Mi va bene questo lavoro? Mi va bene il mio modo di lavorare? C’è qualcosa che devo dire? Mi sento realizzato nel mio lavoro? E’ il lavoro per me? Lo faccio secondo il mio sentire, secondo la mia personalità?”. Io sono anche il mio lavoro: un terzo della mia giornata (otto ore) le passo lì. E se il mio lavoro è qualcosa che odio o che non sopporto, un terzo della mia vita è inutile, non realizzata.