Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 26 maggio 2013

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 16,12-15.

Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l'annunzierà.
Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l'annunzierà.

                      

 

 Conclusa con la Pentecoste la celebrazione della Pasqua, è previsto che la domenica successiva sia imperniata a riflettere sulla Trinità: quasi un volgersi indietro a riconsiderare nell'insieme gli eventi appena celebrati, il cui protagonista non è semplicemente l'Uomo-Dio Gesù. Con lui hanno operato il Padre e lo Spirito Santo, come è accennato anche nel vangelo odierno (Giovanni 16,12-15) e nella seconda lettura (Lettera ai Romani 5,1-5).

La Trinità celebra un Dio che è comunione, relazione, famiglia. Dio non è un'entità di solitudine ma una realtà dinamica, viva e relazionale.

Quando noi diciamo la parola "famiglia" non diciamo un'entità monolitica, statica: succedono così tante cose in una famiglia! Vi sono così tante dinamiche, rapporti e situazioni in una famiglia. Dio è così: Famiglia.