Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 19 maggio 2013

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 14,15-16.23b-26.

Se mi amate, osserverete i miei comandamenti.
Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre,
Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.
Chi non mi ama non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi.
Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v'insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.


                                                                             


La festa di oggi, la Pentecoste, è la festa dello Spirito Santo: Dio non è più presente in carne ed ossa, non è visibile, ma è presente con il suo Spirito. Dio c'è realmente, ma siccome non lo si vede con gli occhi, alcuni ritengono che Dio sia assente o poiché non riescono a coglierlo credono che non sia poi così significativo per propria vita. La festa di oggi ci ricorda (il cuore ri-corda) una verità che è inscritta naturalmente nell'uomo, a meno che non venga dimenticata (la mente di-mentica): Dio abita in me, Dio abita nell'uomo. Lo Spirito vive e risiede in me. Lo Spirito è l'Anima del mondo.

Anima vuol dire in tutte le lingue indoeuropee "soffio vitale" (inanime, il suo contrario: "senza soffio vitale, morto, vuoto, senza peso, senza vita"). Anima viene dal sumero: "an, ani" è il "Dio del cielo", mentre la particella "im" vuol dire "vento, soffio".