Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 03 giugno 2012

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 28,16-20.
Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato.
Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano.
E Gesù, avvicinatosi, disse loro: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra.
Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo,
insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

                                                  

Oggi la chiesa celebra la festa dell'Ascensione. Dire ascensione è come dire Pasqua. Nei primi secoli Risurrezione, Ascensione e Pentecoste si celebravano nello stesso giorno. E' la stessa festa, lo stesso evento guardato da punti di vista diversi. E' la stessa montagna che noi guardiamo da prospettive diverse.
La Resurrezione afferma che Gesù vive: Gesù non è solo morto, ma vive, è risorto. L'Ascensione che Gesù adesso è in cielo e non sulla terra: Gesù sale al cielo, cioè Gesù è Dio, in Dio, con Dio. La Pentecoste che Gesù è qui in te: Gesù rimane tra di noi sotto un'altra forma, in un altro modo: lo Spirito.

Noi celebriamo quaranta giorni dopo la Pasqua l'Ascensione e dopo cinquanta giorni la Pentecoste. Ma sono un unico evento. Cristo è risorto, salito al cielo e ci ha donato lo Spirito nello stesso momento.