Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 20 Gennaio 2013

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 2,1-11.


Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù.
Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino».
E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora».
La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà».
Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili.
E Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le giare»; e le riempirono fino all'orlo.
Disse loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono.
E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo
e gli disse: «Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po' brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono».
Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

                                                                                                   

Tre giorni dopo ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù.
Osservate quante volte nel vangelo si parla di nozze, di festa e di pranzi. Gesù era un uomo che viveva, che banchettava, che festeggiava: non era di certo un'asceta. Il Dio di Gesù è il Dio della gioia, della festa, del piacere, dell'ebbrezza della vita. Non si può comprendere il Dio della croce se non si comprende prima questo Dio. Dio vuole la felicità e il piacere per ogni uomo. Dio vi vuole felici, ricordatevelo! Perché ne abbiamo fatto un Dio serio, dolorifico, che vuole solo sacrifici e oboli? Dio non è nella noia, nel trattenersi, nel chiudersi, nel non provarci per non peccare, nelle formalità. E' il Dio della vita, delle persone appassionate, di chi osa e vive intensamente.
In Gv la madre compare qui all'inizio del suo ministero e alla fine della vita pubblica sotto la croce. La vita di Gesù fu, per Gv, lontano dalla madre. Gesù si staccò da lei, visse la sua vita e fece le sue esperienze. Maria rimase comunque presente pur nell'assenza, infatti la ritroviamo ai piedi della croce. Sembra essere questo il ruolo di ogni genitore: non immischiarsi nella vita del figlio, lasciarlo andare, ma essere presente nel momento del bisogno, della necessità. Il figlio sa che lui, il genitore, ci sarà. Sa che c'è un porto sicuro, una casa accogliente, un luogo dove sarà sempre accolto. E' l'amore genitoriale (che è più evoluto rispetto all'amore dei fidanzati o degli sposi: dovrebbe essere un'evoluzione!), l'amore maturo di chi ama aldilà del ritorno immediato o per se stesso, di chi ama in maniera incondizionata, di chi ama senza l'aspettativa del ritorno.