Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 12 Agosto 2012

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 6,41-51.

Intanto i Giudei mormoravano di lui perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo».
E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui conosciamo il padre e la madre. Come può dunque dire: Sono disceso dal cielo?».
Gesù rispose: «Non mormorate tra di voi.
Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
Sta scritto nei profeti: E tutti saranno ammaestrati da Dio. Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me.
Non che alcuno abbia visto il Padre, ma solo colui che viene da Dio ha visto il Padre.
In verità, in verità vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita.
I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti;
questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

 

                                              

Il vangelo inizia dicendo che “i Giudei mormoravano di Gesù perché aveva detto: “Io sono il pane disceso dal cielo”.

Anche Elia nella prima lettura mormorava contro Dio: voleva morire, voleva arrendersi. Non voleva accettare la realtà e preferiva morire piuttosto che inchinarsi alla realtà.

Gesù parlava del “pane disceso dal cielo” e i Giudei non potevano accettare questa realtà, per questo mormorano. Come non capirli: arriva uno che dice di essere disceso dal cielo. Al giorno d’oggi probabilmente avremmo chiamato un medico e lo avremmo ricoverato immediatamente in psichiatria. I Giudei rifiutano ciò che non possono accettare. Non potevano accettare che in quell’uomo ci fosse ben più di che si vedeva, che quell’uomo venisse dall’alto.

E’ sempre così: ciò che non puoi accettare lo rifiuti. Ciò che critichi è ciò che rifiuti, ciò che non puoi integrare.

La protesta dei Giudei è il tentativo di alterare (di far cioè altro, diverso) quello che è. Allora iniziano a dire: “Ma costui non è Gesù, il figlio del carpentiere; di lui conosciamo il padre, la madre. Come può dire tali stupidaggini?”. Cercano di convincersi che non è così come lui dice e protestano.