Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 12 maggio 2013

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 24,46-53.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme.
Di questo voi siete testimoni.
E io manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall'alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse.
Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo.
Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia;
e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

                                                                              

Oggi la chiesa celebra la festa dell'Ascensione: Gesù lascia definitivamente questa terra e se ne va al cielo. Chi ci rimane quaggiù? Noi! Lui non c'è più ma ci siamo noi. Noi siamo i nuovi Gesù.
Per molto tempo (fino al V secolo) questa festa non esisteva: vi era un'unica grande festa, la Pasqua. Successivamente, della Pasqua si sono sottolineati i tre aspetti: la resurrezione (Pasqua), la salita al cielo di Gesù (Ascensione) e la discesa dello Spirito (Pentecoste). Ma questi tre aspetti sono un unico evento. Gesù è risorto (Pasqua); nel momento esatto in cui è risorto era in Dio (Ascensione); rimane presente in noi e su questa terra con il suo Spirito (Pentecoste).