Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 02 dicembre 2012

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 21,25-28.34-36.

Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con potenza e gloria grande.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».
State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso improvviso;  come un laccio esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo».

 

Inizia il tempo di Avvento, tempo che ci porta e che ci prepara al Natale. L'adventus nella Roma precristiana era l'ingresso, una volta all'anno, della divinità nel tempio ad essa dedicato. Adventus, da advenio, vuol dire venuta. Liturgicamente l'avvento è il periodo che prepara alla nascita di Gesù il 25 dicembre. Sul piano personale, l'avvento è quello spazio aperto perché un "figlio" e una "nascita" possa accadere in noi. Dio nasce ogni anno il 25 di dicembre. Non è un dato rituale, cronologico, tradizionale. E' un fatto: Dio continua a nascere; Dio, dove c'è spazio e disponibilità, di certo verrà.

Dio viene, questo è certo. Non è certo però se noi lo vedremo. L'avvento (l'avvento non è tanto un periodo dell'anno ma una dimensione della vita) è la certezza che l'Oltre, l'Altissimo, il Nuovo, una nascita, sta per avvenire in noi.