Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 28 aprile 2013

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 13,31-33a.34-35.

Quando Giuda fu uscito, Gesù disse : «Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e anche Dio è stato glorificato in lui.
Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.
Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete, ma come ho già detto ai Giudei, lo dico ora anche a voi: dove vado io voi non potete venire.
Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri».

 

                                                                                 

Queste parole Gesù le dice durante l'Ultima Cena (Gv 13-17) in un contesto di intimità e di tradimento. Di intimità perché Gesù apre il proprio cuore ai suoi discepoli, comunicando loro ciò che più gli sta a cuore. Sono le ultime parole di Gesù, e come spesso succede le ultime parole di una persona racchiudono tutta la sua vita e sono il centro della sua vita.
D'altra parte proprio prima di questo vangelo (13,21-30) si è consumato il tradimento di Giuda. Gesù smaschera il traditore ("uno di voi mi tradirà" 13,21) e porge il boccone a Giuda (13,26).
Il contesto di questo vangelo mi aiuta a comprendere che non c'è intimità senza la possibilità del tradimento. Il tradimento è molto più del semplice tradimento fisico.
Anche Gesù sperimentò il tradimento: Giuda (uno dei suoi, uno degli amici!) lo consegnò ai nemici. Pietro lo rifiutò, lo rinnegò, lo disconobbe quando fu ora di difenderlo. Le folle lo seguivano e lo acclamavano, ma quando fu ora di sorreggerlo lo lasciarono solo.