Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Giovedi’ 1 novembre 2012 (Tutti i Santi)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 5,1-12a.

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli.
Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.

 

                                                                       

La Chiesa oggi celebra la festa di Tutti i Santi: non solo quelli grandi, conosciuti e famosi, ma anche quelli che nessuno ricorderà se non chi li ha portati nel proprio cuore e che grazie a loro è cresciuto, cambiato, si è trasformato, è stato amato.
Ognuno ha i suoi santi e i suoi angeli: tutti noi abbiamo i nostri riferimenti, i nostri punti fermi, le persone che stimiamo e che amiamo, quelle che ci hanno permesso delle scelte decisive o che semplicemente sono stati importanti per noi; alcuni sono vivi, alcuni sono morti, alcuni li abbiamo conosciuti, alcuni forse neppure no. Oggi la chiesa li vorrebbe ricordare tutti e in quel "beati" del vangelo ciascuno di noi può vedere e rivedere, come in uno specchio, i suoi santi.

In cosa credeva Gesù? Sì, certo in Dio, ovvio! Ma cosa voleva dire per lui credere in Dio? Quali erano i valori, le motivazioni, cos'era che lo sosteneva nel cuore? Quali erano i capisaldi, i fondamenti della sua vita? Quali erano le regole per cui credeva?
Le beatitudini sono la risposta a tutto questo: descrivono come Gesù visse e come Lui intendeva il suo vivere. Quello che faceva lo faceva a partire da qui. Ed era molto coerente Gesù, perché diceva quello che faceva e faceva quello che diceva. Perché un uomo che non è coerente con sé, che dice ma non fa', che uomo è? Un uomo che non ama neppure ciò che per lui è importante, che uomo è? Come gli si può credere, se neppure lui crede in ciò che dice?