Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 13 gennaio 2013

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 3,15-16.21-22.

Poiché il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.
Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: «Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto».

 

Giovanni Battista era il profeta del tempo: predicava e il popolo lo seguiva. Il popolo si chiedeva addirittura se non fosse proprio lui il Messia, il Cristo, l'Aspettato da sempre. Sentendolo parlare in maniera così decisa e incisiva: "Convertitevi perché la fine è vicina!"; vedendolo così determinato e sicuro nel condannare senza paura ingiustizie e falsità; vedendolo fare gesti così forti e trasgressivi tanto che la gente andava a farsi battezzare da lui (il battesimo era il riconoscimento dei propri peccati e la loro remissione) e questo gli dava un potere enorme sulle anime; vedendo tutte queste cose la gente iniziava a credere che fosse proprio lui il Messia.
Anche Gesù come tutto il popolo lo riteneva un grande profeta e lo seguiva. Giovanni Battista era l'esempio, il riferimento, il maestro di Gesù. Anche qui Gesù sembra uno dei tanti, finché non succederà qualcosa di decisivo che determinerà in un altro senso la sua vita. E se non fosse successa quest'esperienza decisiva per la vita di Gesù forse non si sarebbe mai staccato dal Battista.