Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 14 ottobre 2012

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 10,17-30.

Mentre usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?».
Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo.
Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza».
Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: và, vendi quello che hai e dàllo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi».
Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!».
I discepoli rimasero stupefatti a queste sue parole; ma Gesù riprese: «Figlioli, com'è difficile entrare nel regno di Dio!
E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».
Essi, ancora più sbigottiti, dicevano tra loro: «E chi mai si può salvare?».
Ma Gesù, guardandoli, disse: «Impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio! Perché tutto è possibile presso Dio».
Pietro allora gli disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito».
Gesù gli rispose: «In verità vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo, che non riceva già al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna.



Siamo nel vangelo di Mc al capitolo 10 e questo vangelo segue quello di domenica scorsa.
Il vangelo inizia dicendo che "un tale gli corse incontro" (Mc 10,17). In Oriente i ritmi sono lenti e non si corre mai. Soprattutto non corre un uomo maturo. Correre è indice di vergogna. Le regole sociali lo impongono: non si corre.

In Lc sarà il padre che correrà verso il figlio prodigo (Lc 15,20): è un'angoscia al contrario, cioè la felicità per qualcosa di incredibile. Ma è disonorevole per quel padre correre, solo che lui se ne frega!

In Gv è Maria Maddalena che corre piena di angoscia per lo scempio della tomba e poi Pietro e Giovanni che corrono al sepolcro dopo il suo annuncio della pietra ribaltata: è l'angoscia, perché non solo Gesù è morto ma perfino il corpo hanno rubato loro (Gv 20,2-4).
Nel vangelo di Mc ci sono solo due personaggi che corrono: uno è l'indemoniato di Gerasa (Mc 5,1-20) e l'altro è questo. L'indemoniato corre da Gesù perché è in preda ad un'angoscia impossibile, terrificante. L'altro che corre è il nostro uomo: ma perché corre? Qual è l'angoscia che ha dentro?