Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 30 settembre 2012

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 9,38-43.45.47-48.
Giovanni gli disse: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demòni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, perché non era dei nostri».
Ma Gesù disse: «Non glielo proibite, perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me.
Chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque vi darà da bere un bicchiere d'acqua nel mio nome perché siete di Cristo, vi dico in verità che non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare.
Se la tua mano ti scandalizza, tagliala: è meglio per te entrare nella vita monco, che con due mani andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile.
Se il tuo piede ti scandalizza, taglialo: è meglio per te entrare nella vita zoppo, che esser gettato con due piedi nella Geenna.
Se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, che essere gettato con due occhi nella Geenna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue.

 

                                                                  

Domenica scorsa Gesù aveva annunciato per la seconda volta la sua passione e morte (Mc 9,30-32). I discepoli non avevano capito niente e infatti, belli belli, se ne discutevano su chi era il più grande (Mc 9,33-34). Proprio per questo Gesù aveva dovuto un'altra volta riprenderli (Mc 9,35-37): "Non grandi, potenti; non potere, successo, influenza, armi, ma come un bambino. Potere su nessuno" (Mc 9,35-37). Il vangelo di oggi è la prosecuzione di quello di domenica scorsa.

Finché Gesù sta dicendo questo, Giovanni lo interrompe e gli dice: "Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demoni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito" (Mc 9,38).
Giovanni, che nei vangeli sinottici non è per niente così tenero, amoroso, dolce come nel vangelo di S. Giovanni, è colui che con suo fratello Giacomo, quando Gesù viene rifiutato dai Samaritani, dice: "Vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?" (Lc 9,54). Sentite l'arroganza di quest'uomo: "Chi non è con noi, chi non la pensa come noi, chi non ci accoglie, lo eliminiamo".

Non a caso lui e Giacomo venivano chiamati i Boanerghes, cioè i "figli del tuono", proprio per il loro carattere impetuoso e arrogante.