Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 14 marzo 2021

Dal vangelo secondo Giovanni 3, 14-20

 

3,14E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, 15perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.

16Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. 17Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.

19E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. 20Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. 21Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

Parola del Signore

 

                                                                                            Meditando Giovanni 3,14-15 - Adorazione Perpetua PratoAdorazione Perpetua  Prato

Questo brano si trova nel vangelo di Gv ed è un pezzo di un brano molto più lungo. Infatti per capire questo brano bisogna capire a chi si rivolge Gesù e ciò che accade prima, altrimenti non si può comprendere ciò che qui si dice.

Nel vangelo di Gv ci sono solo due personaggi che sono chiamati “maestri”. Sono questi due qui: Nicodemo (Gv 3,10) e Gesù (Gv 13,14). Entrambi sono maestri, ma il loro insegnamento è quanto di più differente si possa immaginare. E quando i due maestri si incontrano nasce la polemica.

 

Nicodemo (Gv 3,1) è un fariseo e fra farisei, sacerdoti, scribi, cultori della legge e Gesù c’è totale incompatibilità.

Già il suo nome, Nicodemo, è tutto un programma: vuol dire infatti “vincitore del popolo”. Allora: questo è un uomo che non sbaglia, che quando parla ha sempre ragione, che ha studiato e nessuno riesce a tenergli testa; questo è un uomo di scienza e di sapienza, e lui lo sa! Questo è un uomo che basa sulla sua capacità di parola, di studio, la sua superiorità. Ma non è tutto nella vita! Anzi, a volte, ciò che sai è il più grande impedimento per la Vita.

Gesù, proprio prima di questo, aveva abolito il tempio (il vangelo di domenica scorsa): il tempio é quel culto basato sulla paura di Dio, sulle offerte per tener buono Dio. Naturalmente i farisei gli erano chiaramente ostili, tant’è vero che domenica scorsa abbiamo sentito che “Gesù non si fidava di loro, egli sapeva quello che c’era nell’uomo” (Gv 2,24-25). Gesù prende precauzioni, è attento, non si espone troppo con certe persone, perché sa che queste persone usano le tue parole per condannarti e per ferirti.

 

L’incontro avviene di notte (Gv 3,2). Forse c’è andato di notte per non farsi vedere da nessuno.

Ma “notte” in Gv indica la tenebra che tenta di soffocare la luce di Gesù. Quando Giuda esce per tradire Gesù, Gv dice che “era notte” (Gv 13,30). Forse era sera, notte, ma la notte è soprattutto dentro.

Notte è quando tu non hai riferimenti e non sai dove andare; notte è quando la confusione è tale che sei perso; notte è quando non c’è nessuna luce e nessuna speranza dentro di te. Allora è notte.

Og Mandino aveva fin da piccolo un sogno: diventare scrittore. Pochi giorni dopo il diploma gli muore la madre e non può più frequentare l’università. Il sogno sembra infrangersi. E’ costretto a iscriversi in aereonautica e comanda un bombardiere durante la guerra. Finita la guerra ci riprova: compra un macchina da scrivere e scrive, ma nessuno gli compra niente. La sua vita va a rotoli, fino a diventare un ubriacone, barbone, senza lavoro né casa. Un giorno vede una rivoltella in un negozio: costo 29 dollari! Lui ha in tasca 30 dollari; è tutto quello che gli rimane. Gli sembra un segno: porre fine alla sua miserabile e insignificante vita.

Questa è la notte: quanto tutto sembra finito, quando vivere non ha più senso, quando tra vivere e morire non c’è più differenza, quando ci si trascina stancamente.

Una donna ha chiuso ogni tipo di rapporto con sua figlia, perché sua figlia si è trovata un altro uomo. Notte. Un uomo ha picchiato suo figlio perché ha rotto il bicchiere. Notte. Una donna ha impedito a sua figlia la scuola superiore perché a lei non piaceva. Notte. Ad un uomo hanno diagnosticato un tumore in metastasi, ha cinquant’anni! Notte.

Ma è in quel momento preciso che Og Mandino sente riaffiorare il suo incredibile sogno: scrittore. E sente la voce dentro di sé: “Non è mai troppo tardi”. E’ il momento della luce di Dio: lui la prende e la accoglie. Sembra impossibile, eppure lui ci crede. E’ diventato uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi, vendendo più di trenta milioni di copie.