Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 06settembre 2020

Dal vangelo secondo Matteo 18, 15-20

18,15Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; 16se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. 17Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. 18In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.

19In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. 20Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Parola del Signore

                                                                                                                   Vangelo di oggi: Matteo 18,15-20 - commento Papa Francesco

La comunità di Matteo non era perfetta, ma, come dappertutto, c’erano dei conflitti. Matteo parla alla sua comunità dando delle regole, delle norme, dei consigli. Non vanno presi alla lettera perché sono stati scritti per uomini che hanno vissuto duemila anni fa in un determinato ambiente e in una determinata cultura, molto diversa dalla nostra. E’ il tentativo di Matteo di tradurre in pratica, in regole, in comportamenti, lo spirito di Gesù.

Noi dobbiamo rimanere fedeli non alle regole, che mutano nel tempo, ma allo spirito di Gesù. Perché mentre le regole cambiano secondo i secoli e i tempi, lo spirito rimane per sempre.

Ricordo che c’era un prete che ti mandava fuori dalla chiesa se ci andavi con i pantaloni solo un po’ corti o con una maglietta a maniche corte. Lo spirito rimane, è sempre lo stesso, ieri come oggi: “In chiesa si viene per pregare, per nutrire la propria anima e non per sedurre qualcuno”. Oggi però, se qualcuno ha i pantaloni al ginocchio o la manica corta non è più un problema. E’ importante non attaccarsi alle regole ma cogliere lo spirito, cioè, il senso, il significato che c’è dietro.

Va colto, allora, il senso profondo: la tua fede si traduce in gesti, in comportamenti, in modi di pensare. Se Dio ce l’hai dentro al cuore non si vede tanto da quanto lo nomini, ma soprattutto nelle tue relazioni.

 

18,15Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello;

SE TUO FRATELLO=quindi è un componente della comunità (perché ci si chiamava fratelli).

COMMETTERA’ UNA COLPA=amartano=commettere uno sbaglio, in ebraico indica una freccia che non raggiunge il suo bersaglio. Voleva fare centro e invece ha sbagliato a scoccare la freccia.

VA’=osservate: è la persona offesa che va verso l’offensore. Spesso chi ha offeso non ha il coraggio o la forza di chiedere scusa. Allora dev’essere la parte lesa che va dall’offensore per ricomporre il dissidio.

“E se aspetta che lo chiami io!… con quello che mi ha fatto? Ne deve passare di tempo prima che lo saluti… voglio proprio vedere con che coraggio mi saluta!”. Se qualcuno ci fa qualcosa noi aspettiamo che sia lui a venire.

 

Ma a volte le persone feriscono senza sapere di aver ferito: magari hanno fatto solo una battuta; magari non pensavano che una tale parola o azione avesse tali conseguenze; magari neppure si sono accorti di aver ferito; magari noi siamo ipersuscettibili: cioè ci basta un niente per offenderci; magari hanno sbagliato. Allora tocca a noi andare da chi ci ha offeso e dirgli: “Quella parola che tu mi hai detto mi ha ferito molto… quel comportamento per me è stato fonte di dolore… mi puoi spiegare perché hai detto così…”.