Omelie a cura di Don Marco Pedron

The Gospel of the Sunday homily, followed by.
 

 

 

Domenica 19 Dicembre 2021

Dal vangelo secondo Luca 1, 39-45

1,39In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. 40Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. 41Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo 42ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? 44Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. 45E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Parola del Signore

 

Prima di questo vangelo vi è stato l’annuncio al padre di Giovanni della sua nascita e poi l’annuncio alla madre di Gesù della sua nascita. Adesso i due piccoli grandi personaggi, ancora prima di nascere, attraverso le loro madri s’incontrano. Lc, che in questo racconto sta facendo teologia, mostra che fin da subito, prima ancora di nascere, il Battista riconosce la superiorità di Gesù (il Battista, attraverso la madre Elisabetta dice: “Benedetto il frutto del tuo grembo”, Lc 1,42).

E’ chiaro che i primi due capitoli di Lc non hanno per nulla l’intenzione di narrare la storia dell’infanzia del Battista e di Gesù (quindi non cerchiamo notizie storiche) ma sono un’accurata opera letteraria dove l’A.T., nella figura del Battista, annuncia la sua fine e riconosce la nascita del N.T., nella figura di Gesù.

Maria, la madre, da parte sua, fin da subito, è discepola di suo figlio, cioè si mette a servizio di Gesù.

 

1,39 In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.

IN QUEI GIORNI=quali giorni? Sono i giorni successivi all’annunciazione. Maria, dopo l’annunciazione, si trova incinta per opera dello Spirito Santo.

 

L'amicizia: tu mi puoi capire!

 

Cosa succede? Maria ha saputo dall’angelo che una sua parente Elisabetta (Lc 1,36) è incinta.

Noi abbiamo proiettato le nostre idee e abbiamo detto: “La va ad aiutare!”. Ma nel vangelo non c’è scritto nulla di tutto ciò. Perché se fanno qualcosa, invece, è condividere, comunicare.

Nel vangelo non si dice che Elisabetta abbia bisogno di Maria; inoltre, Maria ritorna a casa prima del parto di elisabetta. Ora, tutti sappiamo che se una donna ha bisogno di aiuto, è proprio durante il parto e nei giorni immediatamente successivi. Perché allora torna a casa prima?

E’ evidente che l’accento non cade sull’aiuto ma sulla condivisione. L’una e l’altra, infatti, si benedicono, si riconoscono perché entrambe vivono situazioni simili, si raccontano la gioia grande che stanno vivendo. C’è tanta comunicazione fra di loro!

Entrambe hanno un meraviglioso (e pericoloso!) segreto e sentono il desiderio di raccontarlo, di dirlo, di esprimerlo. Non possono tenerlo per sé: ma a chi dirlo? Chi può capire?

Ecco l’amicizia: avere qualcuno a cui puoi dire tutto. Avere qualcuno che sai che ti accoglierà nonostante tutto. Avere qualcuno che ci sarà al di là di ciò che tu farai, dirai o vivrai.

Tu hai qualcuno così? C’è qualcuno a cui potresti dire tutto, ma proprio tutto di tutto?

Tu puoi essere così per qualcuno? Puoi amare ed essere presente per qualcuno al di là di tutto?

 

SI MISE IN VIAGGIO=lett. è “alzatasi (anistemi=alzarsi, risorgere), andò”. Ma alzatasi da cosa? Da dov’era prima! E dov’era prima? In casa sua. L’annuncio dell’angelo, la chiamata che riceve ad essere madre di Dio, la mette in movimento, in azione.

La vocazione di Maria la spinge fuori: la chiamata di Dio non è mai solamente tra te e Lui. Quando si è chiamati ci si muove. La chiamata ha un aspetto intimistico perché è l’incontro tra Dio e l’uomo nel suo profondo, ma la si riconosce dall’aspetto esterno: essere chiamati è muoversi, realizzare, mettersi in gioco, operare qualcosa di grande per questo mondo.

Osserviamo, inoltre, che mentre Elisabetta si nasconde (Lc 1,24) di fronte all’incredibile che le accade, Maria, a cui è capitata la medesima cosa, esce, si alza e si muove. Lei non si nasconde: ciò che le succede la mette in movimento e in azione.

 

Maria donna del coraggio

 

Dal nord della Galilea Maria si mette in viaggio, in fretta, verso il sud della Giudea. Qui ci sono almeno due di problemi.

 

1. Il primo problema è che Maria è una donna.

Ma come fa una ragazzina tra i 12 e i 13 anni a intraprendere un viaggio da sola (Lc non dice né che si sia unita a qualche carovana, né che l’accompagni il marito) e passare attraverso la regione montuosa? Pensateci un attimo: Maria intraprende da sola un viaggio di più giorni. Indicativamente devono essere stati qualcosa come 150 km: una bambina di 12 anni fa da sola un viaggio così? Una donna a quel tempo da sola!: poteva essere oggetto di tutto! Oggi nessuno di noi lascerebbe sua figlia da sola alla sera: figuratevi a quel tempo!

Dobbiamo anche ricordarci che per scendere dalla Galilea alla Giudea si allungava il viaggio di 3 o 4 giorni evitando di passare per la Samaria, data la secolare inimicizia tra Giudei e Samaritani. Perché, allora, non ha scelto il percorso che facevano i pellegrini nella valle del Giordano, strada più lunga ma più tranquilla? Perché tanto era il desiderio di comunicare, di condividere la gioia e di portare l’amore che aveva dentro ad Elisabetta. E’ l’amore che non conosce difficoltà.

L’amore, le difficoltà, le supera. Quando si ha qualcosa di grande dentro non vi sono difficoltà od ostacoli che tengano. Se tu guardi all’ostacolo tutto è impossibile. Ma se tu guardi al tuo desiderio, allora tutto è possibile.